7 OTTOBRE

Adl: «Wikipedia corregga distorsioni su Israele e stragi di Hamas»

Adl: «Wikipedia corregga distorsioni su Israele e stragi di Hamas»

L’uccisione dei piccoli Ariel e Kfir Bibas e della madre Shiri messa in dubbio nonostante le conclusioni delle autorità forensi israeliane. Testi e fonti sulle atrocità del 7 ottobre rimossi, violenze sessuali descritte con formule dubitative anche dopo i riscontri delle Nazioni Unite. Sono gli esempi con cui l’Anti-Defamation League denuncia le distorsioni nelle voci in inglese di Wikipedia dedicate a Israele e al conflitto a Gaza. Alcuni degli autori di queste modifiche sono stati esclusi dall’enciclopedia o hanno ricevuto il divieto di intervenire sul tema israelo-palestinese. Ma i testi sono rimasti online senza un controllo sistematico: per questo l’Adl chiede alla Wikimedia Foundation di riesaminarli e correggere le distorsioni.
Il rapporto Damage Done, pubblicato il 15 ottobre dal Centro per la tecnologia e la società della ong ebraica americana, torna su un indagine precedente del marzo 2025, in cui erano stati individuati 30 account accusati di coordinarsi per introdurre narrazioni antisemite e anti-Israele. Sei hanno ricevuto il divieto di modificare le voci sul conflitto israelo-palestinese; tre sono stati esclusi dall’intera piattaforma. Provvedimenti che, denuncia l’Adl, non hanno avviato un controllo sistematico dei testi lasciati online.
Il caso centrale è quello dell’account Iskandar323. Il 10 ottobre 2023 trasferì gran parte delle informazioni sull’antisemitismo di Hamas, sull’uso di scudi umani e sugli abusi contro i diritti umani dalla voce principale a “Critiche a Hamas”. Per trovarle bisognava quindi aprire un’altra pagina, mentre quella principale sfiorava allora un milione di visualizzazioni al giorno. A novembre lo stesso account rimosse dalla voce sulla guerra a Gaza migliaia di caratteri e fonti sulle atrocità del 7 ottobre.
Su sei voci esaminate, il 91% delle sue modifiche verificabili risultava ancora presente ad agosto 2026, nonostante l’esclusione degli autori. Il dato non dimostra che ogni intervento fosse scorretto, precisa il rapporto, ma indica la necessità di verificarli singolarmente.
Sul caso Bibas, un altro autore, mai sanzionato, effettuò 64 interventi sulla voce e sulla relativa pagina di discussione dopo la restituzione delle salme della madre e dei due figli, nel febbraio 2025. Secondo l’Adl, quegli interventi contribuirono a mantenere incerta la ricostruzione delle morti e contestavano le prove dell’uccisione della famiglia Bibas in prigionia per mano dei terroristi palestinesi.
Il rapporto documenta inoltre interventi ripetuti per introdurre e mantenere formule dubitative sulle violenze sessuali del 7 ottobre, anche annullando le modifiche degli utenti che tentano di rimuoverle.
«Bandire singoli editor non sarebbe mai bastato», afferma il direttore dell’Adl Jonathan Greenblatt. L’ong chiede alla Wikimedia Foundation di riesaminare, modifica per modifica, i contributi degli autori sanzionati, ripristinando le informazioni sostenute da fonti attendibili e correggendo le formulazioni distorte. Greenblatt sollecita inoltre una verifica riservata dell’identità di chi interviene sui temi controversi, il divieto di modifiche senza un account registrato sulle pagine sensibili e un gruppo di lavoro dedicato al pregiudizio antisemita. Ai motori di ricerca e agli sviluppatori di intelligenza artificiale l’Adl chiede di segnalare quando le risposte si basano su Wikipedia e di recepire le correzioni apportate alle voci, evitando di continuare a diffondere le versioni precedenti. (modificato) 

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