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Notizie vere e false

Cavaglion “La guerra e le false notizie”, di cui ebbe a scrivere un grande storico, Marco Bloch, per quanto possa sembrare anomalo, caratterizza anche la storia degli ebrei. Un poderoso volume pubblicato dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito ci aiuta a sfatare una leggenda che ha ancora larga circolazione in Italia ossia che a sparare per primo a Porta Pia sia stato il capitano Giacomo Segre. La scelta, s’è ripetuto e si continua a ripetere, sarebbe caduta su di lui per annullare la probabile scomunica papale. Dove sia nata la notizia falsa è difficile dire, magari per assonanza con un dato storico vero, anzi verissimo: la vendita dei beni ecclesiastici per effetto della Legge Siccardi. La scomunica per chi acquistava beni della Chiesa era certa e largamente documentata è la mediazione degli ebrei, che attirarono su di sé il risentimento dei clericalli, ma anche la gratitudine dei contadini. Come spiegò Luigi Einaudi la mediazione ad alto rischio rese possibile nell’Italia settentrionale l’unica rivoluzione agraria giunta a buon fine, ciò che consentì ai contadini di possedere finalmente la terra arata con il sudore delle loro fronti. “Verosimilmente falsa” la notizia invece su Giacomo Segre: quella di Porta Pia, “non fu una scelta pianificata dai vertici dell’Esercito, ma si verificò solamente per un gioco del fato” (A. Zarcone, Il generale Roberto Segre, 2016).
Vere sono invece le notizie che l’autore di questo volume ci fornisce, con ricca documentazione inedita, su Giacomo Segre, ma anche sulla genealogia sabaudo-militaresca (la famiglia era originaria di Saluzzese, se intrecciata con Cesare Segre non saprei dire). Il Piemonte, si sa, è stata terra di caserme. Spicca la sfortunata vicenda di Roberto Segre, cui la sorte fu meno generosa. Dopo la prima guerra militare fu coinvolto in uno scandalo costruito a bella posta per interrompere la luminosa carriera. La storia narrata in questo libro, che si segnala per l’acribia archivistica, rafforza l’ipotesi di una presenza ebraica nelle gerarchie militari dell’Italia unita di non piccolo conto.

Alberto Cavaglion

(4 maggio 2016)