FIRENZE – Cesare e Dina Conti tra i “Giusti”
Un’occasione speciale ha riportato nella “sua” Firenze Sara Baruchi Campagnano, figlia di Hulda Campagnano, unica testimone italiana al processo Eichmann, e nipote di rav Nathan Cassuto, l’eroico rabbino capo assassinato nella Shoah. La circostanza è il conferimento martedì mattina in sinagoga del titolo di “Giusto tra le Nazioni” dello Yad Vashem alla memoria di Cesare Conti e Dina Bardossi Conti, i suoi salvatori, che la accolsero nella loro abitazione fiorentina a rischio della vita. Sara, che aveva allora quattro anni, ed era stata oprannominata dai Conti con l’affettuoso nomignolo “Mimma”, rimase sotto la loro protezione fino alla cacciata dei nazifascisti in agosto, Da tempo vive nel kibbutz Yavne, in terra d’Israele, dove si è trasferita con la famiglia dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
La cerimonia in sinagoga si aprirà alle 10.30. Interverranno accanto a lei tra gli altri il presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, il rabbino capo della città Gadi Piperno, il console onorario d’Israele, Marco Carrai, la sindaca Sara Funaro e Laura Cecchini, nipote di Cesare e Dina Conti. Al termine della cerimonia, moderata dal giornalista Adam Smulevich, si svolgerà la proiezione del film “Fili nascosti”. Il documentario ripercorre la rinascita del legame tra le due famiglie, quella dei salvatori e quella dei salvati, entrato in un nuovo capitolo nel momento in cui Sara ha riscoperto la corrispondenza tra sua madre e i Conti. Nelle lettere la madre di Sara racconta quanto questi avessero preso a cuore la piccola Sara, un fatto confermato dalla stessa Cecchini in una missiva del 1961: «Voglio raccontarti che la mia cara nonna rende grazie a Dio per aver potuto salvare la cara Mimma, che tutti amavano così tanto… più di me stessa. Non riesco a dimenticare».
(Nell’immagine, tratta da “I fili nascosti”, Sara Baruchi Campagnano con alcune lettere del carteggio tra la madre e i Conti)