L’OPINIONE – Emanuele Calò: Perché non si chiede «Lei è ebrea?»

Su Il Foglio del 26 aprile, Adriano Sofri scrive un pezzo dal titolo “Gentile Noemi Di Segni, due parole sull’affaire Giorgio Zanchini – Ester Mieli”, nel quale si disquisisce sulla domanda posta dal giornalista Rai Zanchini a Mieli «Lei è ebrea?» L’articolo – come del resto tutte le opinioni di Sofri- è originale e interessante. …

7 OTTOBRE – Angelica Calò Livnè: la parola più triste

La parola Shchol non esiste in italiano. Gli orfani sono coloro che hanno perso i genitori, mentre Shchol è chi ha perso un figlio. «Il carattere doloroso» e «innaturale» ha «determinato già in passato una sorta di tabuizzazione della parola che dovrebbe designare chi lo ha vissuto e che manca in molte altre lingue», spiega …

LA RIFLESSIONE – Rav Roberto della Rocca: Pesach e il 25 aprile

“Zeman cherutenu” (tempo della nostra libertà), è la denominazione rabbinica della festa di Pesach nella quale l’ebreo dovrebbe avviare un processo di liberazione. La libertà non è un valore assoluto che troviamo pronto e acquisito una volta per tutte. E la liberazione non è ancora libertà. Il popolo ebraico esce dall’Egitto, ma non può considerarsi …

LA RIFLESSIONE – Rav Somekh: l’Esodo e il parto, la nascita e la rinascita

Per effetto dell’anno embolismico in corso alcune Parashot che normalmente si leggono dopo Pessach in questo ciclo precedono la festa. Si tratta di brani del libro di Wayqrà difficili da comprendere. È un’occasione straordinaria per rileggerli e interpretarli in funzione del tema dell’Uscita dall’Egitto che ci apprestiamo a rinarrare durante il Seder. Questo Shabbat, il …

LA CRITICA – Ruben Della Rocca: verso un 25 aprile inquinato

È un’alba piena di nubi minacciose quelle che si addensano sul prossimo 25 aprile, giorno della liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista. A giudicare dai volantini e dalle locandine apparsi sui social da parte di organizzazioni studentesche che si sono già distinte per l’utilizzo di metodi squadristi, non permettendo a giornalisti ebrei di parlare nelle università …

PURIM – Rav Momigliano: Il precetto della gioia

“Da quando inizia il mese di Adar si aumenta la gioia”, così ci insegnano i Maestri (TB. Ta’anit 29a); in questi giorni, alla vigilia del mese di Purim (quest’anno Adar II) ci chiediamo cosa fare di una prescrizione che ci parla di gioia, di un sentimento che ora difficilmente troviamo nel nostro animo, tanto meno …

LA RIFLESSIONE – Rav Somekh: due “A” da evitare

“Perciò hanno chiamato questi giorni Purim (“sorti”) dal nome della sorte (pur)” che il malvagio Haman aveva tirato per pianificare lo sterminio di tutti gli Ebrei (Ester 9, 26). Mi domando perché la festa sia stata denominata al plurale, dal momento che nella Meghillat Ester la parola “sorte” appare sempre al singolare. La risposta: Purim …

CALCIO – Ruben Della Rocca: Razzismo ultrà, onta nazionale

Ci risiamo! Questa volta a coprire di vergogna la città di Roma sono entrambe le tifoserie, laziale e romanista, in trasferta la prima a Monaco di Baviera e la seconda a Monza. Due tifoserie ultras divise da una rivalità cittadina acerrima e da una storia societaria completamente diversa, ma che si uniscono idealmente nel nome …

LA RIFLESSIONE – Rav Alberto Somekh: Fermarsi!

Recentemente mi sono dedicato a rileggere alcuni saggi di Rav Solveitchik meno noti, almeno in Italia, rispetto alle opere “maggiori”, ma non per questo di importanza inferiore. È nota l’attenzione del Rav per l’umana personalità e la sua attitudine a analizzare la realtà per “tipi”. I “tipi” su cui Rav Soloveichik elabora il proprio pensiero …

7 OTTOBRE – Angelica Calò Livnè: Quando mi inviti nel tuo kibbutz, nonna?

Da quando sono nati, i miei nipotini non hanno mai ricevuto un fucile giocattolo né pistole di alieni, quelle che si accendono con mille luci e producono rumori allegri, né sparabolle di sapone…al massimo ci è stato permesso, come nonni, di donare un arco con le frecce per ricordare la festa di Lag Baomer. “Vi …

LA RIFLESSIONE – Rav Alberto Somekh: pregare per gli ostaggi ritrovando se stessi

È noto che la tradizione rabbinica predilige la Tefillah riflessa rispetto alla preghiera spontanea. Maimonide spiega l’istituzione di un testo comune obbligatorio con il fatto che “quando gli Ebrei sono andati in esilio ai tempi del malvagio Nabuccodonosor si sono mescolati con i Persiani, i Greci e altri popoli e i loro figli non sono …

LA RIFLESSIONE – Rav Somekh: Dalla guerra alla consolazione

Quest’anno il digiuno del 10 Tevet cade di venerdì: compiremo la Mitzwah di assaggiare i cibi per Shabbat in punta di lingua, senza inghiottire. Non basta: potremo recitare il Qiddush e mangiare solo una volta uscite le stelle, almeno un’ora dopo l’inizio del giorno festivo. Con la sola eccezione di Yom Kippur è questo l’unico …

Il Santuario a Gerusalemme

Nella parashà Ithro vengono date le norme per la costruzione dell’Altare (Mitzbeach). Ne notiamo una, in particolare, che lo caratterizza. Si vieta di costruire l’Altare con pietre sagomate con uno scalpello, perché, chiarisce la Torah, “impiegando la lama su di esse profaneresti l’Altare”. La Torah non spiega il meccanismo o la motivazione di questa profanazione, …

Un ebreo in camicia nera

Definire Un ebreo in camicia nera (Solferino, Milano 2023) “un romanzo autobiografico”, come fa Paolo Di Stefano nella sua postfazione, fornisce solo in apparenza un aiuto alla comprensione del significato dell’opera di Paolo Salom, perché subito dopo nascono altre domande: quanto c’è di romanzato in quest’opera, cioè di creazione della fantasia, di pura creatività; e …

Le radici raggelanti

“Le radici profonde non gelano”, ma in compenso fanno rabbrividire se, com’è accaduto negli ultimi giorni (ma non solo), la frase è citata in riferimento al Movimento Sociale Italiano. Perché se davvero si volesse parlare soltanto di un partito nato nel dopoguerra che ha partecipato democraticamente alla vita democratica nell’Italia repubblicana le radici non sarebbero …

La meta

Abbiamo trattato, nella scorsa puntata, del modo in cui la figura di Mosè è richiamata nella Commedia, dove è evocata quattro volte (alle quali si dovrebbe però anche aggiungere la citazione implicita, di cui abbiamo già parlato, contenuta in Purg. XVIII. 134, ove si parla degli ebrei come “la gente a cui il mar s’aperse”: …

La prossima emergenza

Non credo sia un azzardo affermare che da più di venti anni Europa e America sono passate senza soluzione di continuità da una emergenza a un’altra. Forse, maliziosamente, la domanda più realistica da farci riguardo al futuro non è quando finirà l’emergenza aperta dalla guerra che la Russia ha mosso all’Ucraina, ma quale sarà la …

Fogli bianchi e segni di lutto

Nei giorni scorsi la protesta contro la strategia “zero Covid” che ha portato in piazza migliaia di persone in varie città della Cina si è manifestata attraverso i fogli bianchi che svolazzavano. Fogli senza parole. Il bianco in Cina è segno di lutto. “Nessun discorso sarà mai più potente d’un silenzio in risposta a una …

Dalla cronaca corrente

Seguendo la cronaca corrente, vedo che finalmente si scopre la connotazione essenzialmente illiberale del Pentateuco, ed essendo possibile nutrire delle riserve nei suoi riguardi quale fonte di diritto, sarebbe altrettanto rispettabile se, giunti al governo, si decidessero di abrogare undici comandamenti su dieci con un decreto legge, poiché ai sensi dell’articolo 77, c. 2 della …

Calenda e il Vecchio Testamento

Calenda, per sostenere un atteggiamento aperto e tollerante verso l’omosessualità, afferma, testualmente, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera del 23 novembre (p.25 ultima colonna): se le nostre regole derivassero dal Vecchio Testamento non saremmo molto diversi dai talebani. Volutamente non entro nella polemica sull’omosessualità perché esula dall’intento del mio intervento. Si tratta di un …

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