Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

2 gennaio 2014 - 1 Shevat 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Elia Richetti,
presidente
dell'Assemblea
rabbinica
italiana
Insieme alla prescrizione di ricordare ogni anno l’uscita dall’Egitto e di insegnarne il valore alle generazioni future, la Torah ci impone che ciò sia “come segno sulla tua mano e per memoria fra i tuoi occhi, affinché l’insegnamento del Signore sia nella tua bocca”. È l’istituzione del precetto dei Tefillìn, che leghiamo appunto al braccio e alla fronte.
 
Leggi

Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
Seguiamo con molta attenzione e sensibilità la conversione di Eugenio Scalfari al Cristianesimo. Giunta in assai tarda età, meditata e sofferta – forse come in certi illustri precedenti letterari – si concluderà sperabilmente nella pace dell'anima. A Scalfari e ai molti altri che quasi quotidianamente compiono pubbliche esternazioni dedicate all'etica umana e alla normativa civile vorremmo rivolgere una preghiera. Se la loro intenzione è di offrire un paradigma di ordine generale, nell'illustrare il loro pensiero, per favore, cerchino di astenersi dalla metafora degli ebrei e dell'ebraismo e cerchino altre metafore che non mancano; per favore, evitino il richiamo critico al Dio degli ebrei; per favore, cerchino di non coinvolgere nella loro argomentazione le comunità ebraiche; per favore, non richiamino nella loro ben intenzionata retorica il confronto giudaismo-cristianesimo. A meno che non sia davvero loro intenzione proporre una tenzone diretta fra le due fedi sul significato universale e odierno dell'ebraismo, degli ebrei, delle comunità ebraiche, e postulare apertamente una subordinazione di quest'ultime rispetto ad altre Verità. Contraddittori di questa fatta sono avvenuti innumerevoli volte durante il medioevo – peraltro senza risultati conclusivi, hanno avuto conseguenze tanto problematiche, e oggi appaiono del tutto anacronistici. Meglio il silenzio. Grazie.
 
ROMA - Domani alle 11, davanti al Muro del Deportato, sarà deposta una corona di alloro in occasione del 70esimo anniversario della deportazione di 257 ebrei romani avvenuta il 4 gennaio 1944. Ingresso dallo Scalo San Lorenzo.
 
Una rete per la solidarietà
Favorire la creazione di una rete di solidarietà, sviluppare l’assistenza secondo un modello professionale, fornire supporto a chi ne ha bisogno. Sono questi i capisaldi del progetto di servizio sociale territoriale elaborato dalla Commissione Servizi sociali dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, presieduta dal Consigliere UCEI e presidente dell’Associazione medica ebraica Giorgio Mortara.
 
Leggi

Voci a confronto
“Ariel Sharon è in punto di morte”. È quanto si apprende dal centro medico Tel ha-Shomer di Tel Aviv, dove è attualmente ricoverato l’ex primo ministro d’Israele in coma dal gennaio del 2006. Secondo Canale 10, gli resterebbero al massimo uno o due giorni di vita. “Due mesi fa – si legge su Avvenire – Sharon è stato sottoposto a un intervento chirurgico che a quanto pare non è riuscito. Da allora le disfunzioni si sono moltiplicate, e i medici sembrano ormai impotenti e rassegnati. Da un mese era stato trasferito in rianimazione. Ora la situazione sta precipitando”. Morte in circostanze poco chiare per Jamel al Jamal, ambasciatore dell’autorità nazionale palestinese a Praga. Il diplomatico è stato infatti vittima di un’esplosione all’interno del suo appartamento. Gli inquirenti, immediatamente giunti sul posto, hanno rilevato una gran quantità di armi ed esplosivi (Messaggero, tra gli altri). Nuova missione in Medio Oriente per il segretario di Stato statunitense John Kerry, la decima in pochi mesi. L’obiettivo è quello di arrivare alla firma di un documento di intesa da parte di Netanyahu e Abu Mazen. Non particolarmente ottimistica la riflessione di Lorenzo Cremonesi sul Corriere, che ricorda come la lista delle divergenze “resti lunga”.
 
Leggi

Progetti di futuro
“Le due parole centrali della Torah - ha scritto rav Benedetto Carucci Viterbi sul Portale dell’ebraismo italiano, moked.it - sono darosh darash: ripetizione rafforzata di cercare; ma anche di studiare e di interpretare. Il cuore della Torah è dunque nello studio e nel tentativo di comprendere. E nessuno si può sottrarre a questo compito fondante: neanche Mosé il nostro maestro, colui che cerca al centro della Torah”. Per l’ebraismo, come spiega il rav, lo studio è uno dei pilastri della vita ebraica e nessuno può sottrarvisi. Progetti di futuro è il titolo del dossier sul numero di Pagine Ebraiche attualmente in distribuzione, dedicato alle prospettive che si aprono ai giovani dopo la scuola superiore.
 
Leggi

  davar
DOPO LE POLEMICHE
Sperimentazione e Legge ebraica
In questi giorni è tornata alla ribalta mediatica la discussione sulla sperimentazione animale, originata da un video trasmesso da una giovane affetta da una grave malattia genetica e curata grazie a farmaci saggiati su animali. La ragazza è stata oggetto di insulti vergognosi e allucinanti da parte degli animalisti, un fatto che, nonostante le scuse manifestate da alcuni loro rappresentanti, la dice lunga sull’emotività e la mancanza di raziocinio con cui il problema è affrontato.
Cosa dice l’ebraismo sulla sperimentazione animale? Come in tutti i casi concernenti la salute e la medicina, la Halakhà (legge ebraica) si appoggia sui pareri degli esperti (medici, ricercatori), i quali pressoché all’unanimità sostengono che il progresso medico e le conoscenze scientifiche non possono prescindere dalla sperimentazione su animali (e, successivamente, su esseri umani). Ma – e qui interviene la Halakhà come anche l’etica generale – la sperimentazione deve essere regolamentata. Anche quella sugli animali può essere intrapresa solo se non ci sono altri mezzi per ottenere le stesse informazioni (ad esempio, utilizzando microrganismi o colture cellulari). Inoltre, si deve fare il possibile per prevenire inutili sofferenze all’animale o far di tutto per alleviarle. Il divieto di procurare dolore agli animali (tzà‘ar ba‘alè chayìm) è una delle esplicite proibizioni della legge ebraica e numerosi riferimenti a questa norma si trovano sia nella Bibbia che nel Talmud.
Ormai in molte università e centri di ricerca del mondo (inclusa l’Università Ebraica di Gerusalemme), chi effettua sperimentazioni sugli animali deve prima frequentare degli appositi corsi di etica. Una volta non era così. Quando io ero giovane studente di biologia non c’era questa sensibilità e nei laboratori si usavano gli animali senza particolari preoccupazioni. Le cose sono cambiate anche grazie ai movimenti animalisti. Non a caso, quando nei laboratori di ricerca si è costretti a provocare la morte di un animale, non si usa dire “uccidere” ma “sacrificare”, sia in italiano che in inglese ed ebraico e immagino nelle altre lingue, a riprova del carattere sacro della vita di ogni essere animale. Ma come in tutte le questioni, bisogna avere un atteggiamento critico e raziocinante. Impedire la sperimentazione sugli animali quando questa è essenziale per l’avanzamento della conoscenza e per testare terapie farmacologiche è assurdo. Si rischierebbe di diventare come “coloro che sacrificano gli uomini e baciano le vacche”, per usare le parole del profeta Osea (13:12). Questa frase fu usata negli anni ’30 del secolo scorso dai rabbini europei per descrivere le leggi naziste a favore degli animali.

La Rassegna Mensile d’Israel ha dedicato al problema degli animali un articolo di Rachel Nahmany Segal, “Gli animali nell’ebraismo rabbinico”, vol. LXX, n. 3 (2004), pp. 55-76 e, più recentemente, un intero volume, “Gli animali e la sofferenza. La questione della shechità e i diritti dei viventi”, a cura di Laura Quercioli Mincer e Tobia Zevi, vol. LXXVIII, n. 1-2 (2012), con contributi, oltre che dei curatori, anche di Hans Jonas (tradotto da Emidio Spinelli), Luisella Battaglia, Mino Chamla, Paolo De Benedetti, Riccardo Di Segni e vari altri autori.


rav Gianfranco Di Segni, Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del CNR – Collegio Rabbinico Italiano
israele
Ariel Sharon, amici e familiari

al capezzale dell'ex premier
Condizioni di salute sempre più disperate per l’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon. Al capezzale i familiari più stretti, compreso il figlio Omri che afferma: “Non dobbiamo smettere di sperare”. Nel corso di un incontro con la stampa il direttore del Sheba Medical Center Zeev Rotstein ha intanto smentito la voce, circolata nelle ultime ore, relativa all’avvio di un trattamento di dialisi.
Leggi
LANDAU AWARD A SERGIO DELLA PERGOLA
Un premio per la ricerca
Un premio per chi si distingue in campo scientifico e con i suoi studi contribuisce al progresso di tutta la società israeliana: questo il senso del Premio Landau per le scienze e per le arti organizzato ogni anno dalla fondazione Mifal ha-Pais. Vincitore dell'ultima edizione il demografo Sergio Della Pergola, esponente di spicco della comunità degli Italkim e storico collaboratore delle testate edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ieri la consegna del riconoscimento in occasione di una cerimonia svoltasi al centro Na laggat di Yafo.  Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il presidente della Mifal ha-Pais Uzi Dayan e il direttore generale del Memoriale di Yad Vashem Avner Shalav.
pilpul
Dalla parte del torto
Persone gentili mi segnalano abbastanza spesso qualche attacco/insulto/velata minaccia nei confronti miei e di coloro che non si allineano al pensiero di chi della provocazione pare avere fatto una ragion d'essere. A queste persone premurose e cortesi rispondo in privato, ringrazio, chiedo loro di risparmiare tempo ed energie. Mi affido a Bertolt Brecht: «Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati».

Stefano Jesurum, giornalista
Time out - Il nodo kasherut
Ho letto con interesse la notizia riportata da Pagine Ebraiche a proposito della creazione di un marchio unico nazionale per il Kasher. Tra i vantaggi che vengono prospettati c'è quello della diminuzione dei prezzi attraverso
un dirottamento di parte degli introiti derivanti dalla certificazione a coprire il costo dei schochetim (chi macella le bestie) e dei mashghichim (chi controlla la produzione) per le Comunità. Ora, per quanto l'idea di una certificazione abbia evidenti meriti, andrebbe chiarito meglio perché questa produrrebbe benefici per i consumatori.


Daniel Funaro Leggi


moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24 e l'Unione Informa sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.