Paolo Sciunnach, insegnante
|
Storia,
Cultura, Religione, Lingua, Etnia (Sangue), Cuore e Terra, tutti questi
elementi costituiscono un Popolo, una Nazione. Tutti questi elementi
noi gli abbiamo strettamente connessi fra loro nella nostra Torah che
appunto definisce e crea il Popolo di Israele. Tutte queste componenti
sono intrecciate tra loro in varie combinazioni. E’ necessario
mantenere l’equilibrio tra queste componenti.
|
|
Leggi
|
Anna
Foa,
storica
|
Credo
che sia giusto tener presente il ruolo che l'Associazione dell'amicizia
ebraico-cristiana ha avuto e continua ad avere nel costruire e
consolidare il dialogo fra ebrei e cristiani. Ricordiamo come il suo
fondatore, Jules Isaac, ha sollecitato Giovanni XXIII e il cardinal Bea
ad introdurre la tematica ebraica nel Concilio. Ricordiamo il ruolo
costante che l'Associazione ha avuto in questi decenni nel
dibattito, nell'approfondimento di tematiche religiose e storiche,
nell'incontro tra individui di diversa cultura religiosa. E ora che si
sta preparando il viaggio di papa Francesco in Israele, credo che
la voce dell'AEC possa avere un ruolo non marginale nel rendere
ebrei e cristiani consapevoli del percorso già svolto e aperti a nuove
possibilità di dialogo.
|
|
 |
Una rete per la solidarietà
|
Favorire
la creazione di una rete di solidarietà, sviluppare l’assistenza
secondo un modello professionale, fornire supporto a chi ne ha bisogno.
Sono questi i capisaldi del progetto di servizio sociale territoriale
elaborato dalla Commissione Servizi sociali dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, presieduta dal Consigliere UCEI e presidente
dell’Associazione medica ebraica Giorgio Mortara.
|
|
Leggi
|
 |
Voci a confronto
|
ILa
prossima missione di papa Bergoglio in Medio Oriente al centro delle
cronache dei giornali. Su Repubblica Paolo Rodari ricorda come questo
appuntamento arrivi nel cinquantesimo anniversario del primo storico
viaggio di Paolo VI (evento al quale il direttore dell’Osservatore
Romano Giovanni Maria Vian ha dedicato sabato scorso un editoriale) e
come significativa sia l’attesa all’interno delle comunità ebraiche
italiane. Per dare il senso di questa attenzione Rodari riprende uno
stralcio di una recente inchiesta pubblicata sul mensile Pagine
Ebraiche in cui il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni,
spiegava come dalla lettera inviata in autunno a Repubblica emergesse
con chiarezza, nella visione del papa, “il ruolo di testimonianza del
popolo ebraico come fonte di ispirazione per l’intero universo
cristiano”. Quel testo, osserva Di Segni, “ha segnato un considerevole
passo in avanti nei rapporti tra ebrei e cristiani”. Il padre fondatore
di Repubblica Eugenio Scalfari nel frattempo continua a filosofeggiare
sulle questioni teologiche eludendo accuratamente il confronto con le
numerose critiche che gli sono arrivate da parte ebraica.
Sul sito della Stampa, nella sezione Vatican Insider, di grande
interesse e respiro un articolo sul dialogo interreligioso a firma di
Lisa Billig. Se da un canto si riportano infatti i progressi registrati
in questo ambito, dall’altra molto spazio viene dedicato alle
difficoltà e alle sfide ancora da vincere.
Grande spazio viene dedicato in particolare a un fronte di dibattito
apertosi sul notiziario quotidiano Pagine Ebraiche con protagonisti il
rabbino Di Segni, l’ex ambasciatore Sergio Minerbi e il presidente
dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma Marco Morselli.
|
|
Leggi
|
 |
Progetti di futuro
|
“Le
due parole centrali della Torah - ha scritto rav Benedetto Carucci
Viterbi sul Portale dell’ebraismo italiano, moked.it - sono darosh
darash: ripetizione rafforzata di cercare; ma anche di studiare e di
interpretare. Il cuore della Torah è dunque nello studio e nel
tentativo di comprendere. E nessuno si può sottrarre a questo compito
fondante: neanche Mosé il nostro maestro, colui che cerca al centro
della Torah”. Per l’ebraismo, come spiega il rav, lo studio è uno dei
pilastri della vita ebraica e nessuno può sottrarvisi. Progetti di
futuro è il titolo del dossier sul numero di Pagine Ebraiche
attualmente in distribuzione, dedicato alle prospettive che si aprono
ai giovani dopo la scuola superiore.
|
|
Leggi
|
|
|
l'impegno
di inter e ghetton
Un
calcio per la pace
Un
calcio alla diffidenza, un calcio alla povertà, un calcio alla palla su
sabbia, erba, ghiaia. Tutti uguali nelle fiammanti divise originali
nerazzurre e nel sorriso raggiante, in una favola a lieto fine, che in
realtà è soltanto all’inizio. Inter Campus, il progetto di
responsabilità sociale di FC Internazionale che lavora per l’infanzia
disagiata in oltre venti paesi nel mondo, è presente in Israele e
Territori palestinesi dal 1999. Ma oggi ha trovato una marcia in più,
grazie a un partner che di pallone, giovani e amicizia se ne intende:
si tratta di Ghetton, nata a Milano nel 2002 come organizzazione di
tornei di calcio a cinque nella Comunità ebraica e poi sbarcata a Tel
Aviv insieme al suo fondatore Yasha Maknouz.
Leggi
|
qui
napoli
Augusto
Graziani (1933-2014)
I"Dissento
da quello che gli americani chiamano mainstream, il comune modo di
pensare della maggioranza. La nuova generazione di economisti,
purtroppo, è fatta di conformisti", spiegava in un'intervista del 2006
l'economista napoletano Augusto Graziani. Un dissenziente,
anticonformista che segnò con le sue idee il pensiero economico
italiano dello scorso secolo, attraverso una prospettiva di sinistra,
scomparso ieri a Napoli. Accademico dei Lincei, senatore
della Repubblica, presidente della Società nazionale degli economisti,
Graziani si impegnò per proporre una visione diversa dell'economia e
della politica. Come membro della Comunità ebraica di Napoli, ha dato
un contributo mettendo la sua professionalità a disposizione e
redigendo, ad esempio, il regolamento interno comunitario.
Leggi
|
Bergoglio
in Israele |
La
visita di papa Francesco prevista per fine maggio solleva alcune
perplessità.
Anzitutto la brevità della visita che durerà solo 48 ore, in tre paesi.
Per di più quando Netanyahu, il primo ministro israeliano, invita il
Pontefice a visitare Israele, papa Francesco gli riponde: “Sì, verrò in
pellegrinaggio in Terra Santa”. È come se i due parlassero di cose
diverse.
Sergio Minerbi
Leggi
|
|
Oltremare
- "Il nero" |
Nero
è il caffè. In Israele però, se si ordina un caffè nero (“shachor
bevakasha”), ci si vede servire un “boz” (traducibile come fango),
ossia quello che noi chiamiamo caffè turco, a tutti gli effetti fangoso
o mucillagginoso per chi non aspetta i due minuti d’obbligo perchè si
depositi e diventi bevibile ma freddino.
Superato il primo errore
e imparato che si deve ordinare semplicemente un “espresso”, parola
italiana universale come pizza e mafia, possono succedere due cose: il
caffè è buono, oppure il caffè è cattivo.
Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi
|
|
In
cornice - Grand tour |
“Molière
in bicicletta”, un film che consiglio vivamente, ripropone l’immagine
della donna italiana e dell’Italia considerata vecchia, superata: il
paese del Sud, passionale, irrazionale, patria della buona cucina e
amante della bellezza. E’ l’immagine che si è affermata nei secoli del
grand-tour, quando da metà Settecento a tutto l’Ottocento, nobili
nord-europei venivano in Italia a tuffarsi nel mondo di Roma e del
Rinascimento e rimanevano estasiati anche dalla realtà sanguigna e per
loro semiprimitiva in cui finivano per trovarsi.
Daniele Liberanome, critico d'arte
Leggi
|
|
Tea
for two - Un posto al sole |
Mentre
scrivo, il televisore muto rimanda le confortanti immagini di una
puntata di Un posto al sole, inserito nella lista delle poche certezze
di questo paese. Alle volte penso che dovrei gettare la spugna e
trasferirmi in Israele, smetterla di fare la trasognata e prendere
decisioni appuntite. Ne parlavo oggi in pausa pranzo con una collega;
sorbivo un thè spiegandole sconsolata quanto ti fa sentire persa essere
una giovane ebrea italiana.
Rachel Silvera, studentessa/stagista
Leggi
|
|
|