
Paolo Sciunnach,
insegnante
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I tentativi di vietare la macellazione
rituale ebraica in Europa sono stati numerosi. La shechitah, infatti, è
ritenuta crudele e in contrasto con il metodo di macellazione preceduto
dallo stordimento, più ampiamente adottato nel mondo.
“Poi D-o disse: ‘Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su
tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:
saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli
uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei
quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne”.
(Bereshit 1, 29 - 30)
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Anna
Foa,
storica
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Ci avviciniamo al Giorno della Memoria, e la
sensazione è che esso cada in un momento particolarmente difficile,
fitto di episodi di vero e proprio antisemitismo, quali il caso
Dieudonné o il boom del Mein Kampf in e-book, ma anche di un
contorno assai preoccupante, fatto di populismi, razzismi striscianti e
antipolitica, che preoccupa più dei casi dichiarati di antisemitismo.
Cosa fare, allora? Non lo so, ma forse dovremmo esercitare non solo la
memoria, ma anche e soprattutto l'intelligenza. Pensare, insomma.
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ROMA – In occasione del finissage della
mostra “Daughters of the king” di Federica Valabrega presentazione,
all'Ermanno Tedeschi Gallery, del libro Il cocciaro del papa. Storia di
una famiglia di mercanti ebrei (ed. Giubilei Regnani) di David
Limentani. Con l'autore intervengono Laura Costantini, Valerio Monaco e
Claudio Procaccia. L'incontro avrà inizio alle 18.30.
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Progetti Otto per Mille
Presentazione domande |
Scadrà il 28 febbraio il termine per la
presentazione dei progetti da realizzare con il contributo Otto per
Mille. Gli Enti o associazioni interessati dovranno compilare
l'apposita scheda dimostrando di aver presentato il modello EAS
all'Agenzia delle Entrate. La Commissione Bilancio e Otto per Mille
valuterà l'ammissibilità dei progetti e proporrà l'assegnazione del
contributo previa approvazione del Consiglio dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane..
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Voci a confronto |
In Israele l’omaggio ad Ariel Sharon.
Saranno oggi i funerali, cui parteciperanno tra gli altri il
vicepresidente americano Joe Biden, i ministri degli Esteri tedesco e
russo, l’ex premier britannico Tony Blair. A rappresentare l’Italia il
viceministro degli Esteri Marta Dassù (Corriere della Sera). Sharon
sarà poi sepolto nel ranch del Negev da lui tanto amato dove già riposa
la moglie Lily. La fattoria è stata in passato bersaglio di razzi
sparati da Gaza e l’allerta è massima dopo un Qassam sparato ieri da
Hamas (Fatto quotidiano). Le analisi sulla figura di Sharon ancora in
primo piano sui giornali: a esprimere visioni contrastanti, gli
scrittori israeliani Meir Shalev sul Corriere e Abraham Yehoshua sulla
Stampa.
Nel frattempo arriva la conferma che l’accordo sul nucleare iraniano
scatterà a partire dal 20 gennaio (trafiletto su Repubblica), mentre
non si sa se la Repubblica degli Ayatollah parteciperà alla conferenza
di pace sulla Siria (ancora in forse): a rivelarlo in un’intervista
alla Stampa , il ministro degli Esteri Emma Bonino, che illustrando il
percorso per arrivare a una soluzione del conflitto, esprime l’auspicio
di un cessate il fuoco già durante i negoziati. Caos in Libia, dove il
viceministro dell’Industria è stato ucciso a Sirte da gruppi islamisti,
che tra l’altro hanno inviato centinaia di uomini a combattere in Siria
contro il regime di Bashar Assad (Messaggero).
“Dieudonné deve essere libero di intrattenere il suo pubblico con il
suo orrendo e conclamato antisemitismo. Non bisogna farne una vittima.
Anche perché le vere vittime in Europa dell’intolleranza censoria,
della minaccia integralista, del bavaglio intimidatorio sono tutte
bersaglio degli amici di Dieudonné”. Nella sua rubrica Particelle
elementari sul Corriere, Pierluigi Battista torna sul caso del comico
francese negazionista e antisemita, cui oggi è dedicato anche
l’editoriale della prima pagina di Le Monde.
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Progetti di futuro |
“Le due parole centrali della Torah - ha
scritto rav Benedetto Carucci Viterbi sul Portale dell’ebraismo
italiano, moked.it - sono darosh darash: ripetizione rafforzata di
cercare; ma anche di studiare e di interpretare. Il cuore della Torah è
dunque nello studio e nel tentativo di comprendere. E nessuno si può
sottrarre a questo compito fondante: neanche Mosé il nostro maestro,
colui che cerca al centro della Torah”. Per l’ebraismo, come spiega il
rav, lo studio è uno dei pilastri della vita ebraica e nessuno può
sottrarvisi. Progetti di futuro è il titolo del dossier sul numero di
Pagine Ebraiche attualmente in distribuzione, dedicato alle prospettive
che si aprono ai giovani dopo la scuola superiore.
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27
GENNAIO
"La
Memoria per tutta la società"
“I
valori del Giorno della Memoria vengono esplicitati a tutta la società
italiana. Società italiana in senso lato, il governo, diversi
ministeri, il mondo della cultura, della scuola, delle forze armate e
delle forze dell’ordine in tutti gli ambiti e a tutti i livelli. Tra i
paesi europei l’Italia spicca come modello in un continente che sembra
quasi retrocedere e degradarsi. Tra i paesi europei l’Italia dimostra
di saper contenere e reagire in maniera più adeguata agli episodi di
razzismo e antisemitismo ferma restando, in tutti noi, la
preoccupazione e la stretta vigilanza per l’insorgere di nuovi veleni a
livello continentale e in questo stesso paese”. Lo ha affermato il
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
intervenendo alla conferenza stampa di presentazione delle iniziative
per il Giorno della Memoria patrocinate dal “Comitato di coordinamento
per le celebrazioni in ricordo della Shoah” svoltasi questa mattina
nella sala stampa di Palazzo Chigi. Ad intervenire, oltre al presidente
UCEI, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo
Paltroni Griffi, la coordinatrice dell’Ufficio Studi e Rapporti
Istituzionali della presidenza del Consiglio dei Ministri Anna Nardini,
l’assessore alla Memoria dell’UCEI Victor Magiar e la giornalista
Viviana Kasam.
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israele
L’ultimo
omaggio ad Arik
Alla
fine è tornato nel luogo che più di ogni altro gli era caro, il suo
ranch dei Sicomori nel deserto del Negev, per riposare accanto alla
amata moglie Lily. Oggi per Israele è il giorno dell’omaggio al suo ex
primo ministro e soldato Ariel Sharon, scomparso dopo otto anni di coma
per le conseguenze di un ictus che lo colpì mentre guidava il governo
nel gennaio 2006 (nell’immagine Sharon nel 1973).
“Arik, amico, leader, comandante, sei stato la spalla su cui la
sicurezza della nostra nazione si appoggiava” le parole con cui il
presidente Shimon Peres ha aperto la cerimonia funebre. “Eri un uomo
raro. Hai trasformato l’impossibile in grandi opportunità. Riposa in
pace”.
A partecipare alle esequie alla Knesset oltre mille persone: membri del
governo, del Parlamento, di Tzahal, ma anche tanti leader stranieri,
tra cui il vicepresidente americano Joe Biden e l’ex premier britannico
Tony Blair. Per l’Italia presente il viceministro degli Esteri Marta
Dassù.
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Oltremare
- L'azzurro |
L'azzurro
è spesso orizzontale. Prendiamo il mare, per esempio. O quello che noi
qui chiamiamo mare - cioè praticamente qualunque bacino d'acqua, salato
o dolce, grande o piccolo.
Il Kinneret, in ebraico è un mare, ma in italiano è più prosaicamente
il lago di Tiberiade. Non discuto la definizione di mare, in una terra
così piccola, visto che il Kinneret è il centro della vita nel nord del
paese, e ci si fanno gare di nuoto e ci sono stabilimenti balneari
esattamente come quelli di Tel Aviv.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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In
cornice - Ritratti |
Tanti
grandi nomi alla mostra "Il ritratto del '900" a Palazzo Reale di
Milano, opere non sempre all'altezza, ma una vale il biglietto: "11
Ottobre 1973" di Avigdor Arikha. Il pittore israeliano morto a Parigi
qualche anno fa era un maestro nell'uso dell'olio e del pennello, nel
ritratto, e profondamente israeliano. Venne ferito gravemente nella
guerra d'Indipendenza e lo si percepisce nel quadro. Ha dipinto una
donna di spalle, ben vestita, seduta su una sedia che guarda uno spazio
bianco, in cui non c'è nulla da guardare.
Daniele Liberanome, critico d'arte
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Tea
for two - Oriana et moi |
Il
mio primo incontro con Oriana Fallaci (incontro virtuale, metafisico e
cartaceo si intende) avvenne nel 2001. Avevo 11 anni, credevo che le
Torri Gemelle fossero degli anonimi palazzi (ignoranza cavalcante) e mi
accorsi che una signora famosa si infuriò: le parole rabbia e orgoglio
risuonarono per settimane e settimane. Dopo poco, ci pensò Jovanotti a
gridare la rima che sarebbe diventata l'epiteto fisso a lei dedicato
negli ultimi anni: "la giornalista scrittrice che ama la guerra perché
le ricorda quando era giovane e bella".
Rachel Silvera, studentessa/stagista
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