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11 giugno 2014 - 13 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“... è buona o cattiva …” (Bemidbàr 13, 19). Il Sefèr ha-Zechùt commenta queste parole del verso sottolineando che la terra d’Israele è buona, e anche se agli occhi degli esploratori essa possa sembrar cattiva, la sua santità è presente ed eterna. La sua bontà è ricoperta e nascosta e verrà rivelata solo nel momento in cui il popolo d’Israele entrerà per prenderne possesso.
 
David
Assael,
ricercatore
Mentre si è conclusa quella che Yedioth Aaronot ha definito la campagna “più sporca della storia di Israele per la carica più rispettata” ed il mondo si domanda se Reuven Rivlin smetterà i panni del falco, in Europa si continua a discutere di antisemitismo. L’ultimo atto è una polemica fra padre e figlia Le Pen, con la seconda che ha definito “un errore politico” (alla faccia della sfacciataggine) le dichiarazioni del padre che minacciava di “un’infornata” artisti ebrei, tra cui il cantante Patrick Bruel. Insomma, un dibattito edificante che fa capire lo stato del Vecchio Continente. Forse, prima di fare considerazioni su Israele, sarebbe bene guardare in casa propria.
 
ROMA - Si inaugura alle 17 alla Casa della Memoria e della Storia la mostra "La Brigata Ebraica in Italia 1943-1945". Ad intervenire Alberto Tancredi, presidente Associazione Romana Amici d'Israele; Riccardo Pacifici, presidente Comunità ebraica di Roma; Ernesto Nassi, presidente ANPI di Roma e Lazio. Introdurrà l'evento la curatrice Bice Migliau con testimonianze di Silvana Cagli Ajò e Luciana Ascarelli. Sono inoltre previsti i saluti di Carla Di Veroli, responsabile Politiche della Memoria di Roma Capitale.
 
Ucei-Fondazione Cantoni Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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Rivlin: "Sarò il presidente di tutti gli israeliani"
Grande attenzione sui giornali per la nomina del nuovo presidente israeliano, l’ex speaker della Knesset Reuven Rivlin. Spesso in conflittualità con Netanyahu pur facendo parte dello stesso partito (Likud), succede a Shimon Peres ed entrerà in carica a partire dalla fine del mese di luglio. Di Rivlin si parla come di un “falco” anche se con diverse sfumature. “In passato si è più volte detto contrario alla soluzione del conflitto con la creazione di due Stati preferendo un’unione speciale per estendere ai palestinesi la cittadinanza israeliana. Ma ogni volta che si è trattato di difendere i diritti degli arabi – spiega Maurizio Molinari sulla Stampa – è stato in prima fila contro l’ala estrema dei nazionalisti e ieri, a elezione avvenuta, ha precisato che un presidente deve ‘spogliarsi della politica’ e ‘rappresentare tutto il popolo’. A cominciare dagli accordi di pace”. Su posizioni simili il Corriere della sera, che titola: “Rivlin, il falco di Israele che vuole diritti per gli arabi”. Nell’articolo Lorenzo Cremonesi scrive: “Per i favorevoli al dialogo con i palestinesi, la nomina di Rivlin rappresenta uno smacco grave, specie in questo momento di crisi profonda nel processo di pace e crescita dell’estrema destra favorevole all’annessionismo unilaterale. I suoi biografi e i compagni nel Likud però insistono sul lato ‘liberale’ della sua personalità”. Fiduciosa per la nomina di Rivlin appare tra gli altri Fiamma Nirenstein che, in un breve intervento sul Giornale, osserva: “È difficile infilarsi negli stivali dalle sette leghe di Shimon Peres, il grande padre della patria e della pace che ha rappresentato Israele nel mondo con successo. Ma il decimo presidente, nonostante qualche uscita bizzarra (‘Preferisco condividere lo Stato con i palestinesi piuttosto che dividere Gerusalemme’) ha numeri che fanno di lui un pilota sicuro dopo molte avventure”.
 
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  davar
l'elezione di reuven rivlin
Israele cambia volto

Il giorno dopo l’elezione di Reuven “Ruby” Rivlin come decimo presidente di Israele, il paese e il mondo guardano al nuovo leader per capire con quale ricetta il successore di Shimon Peres rappresenterà lo Stato ebraico quando assumerà la carica a fine luglio.
La certezza è che Rivlin, parlamentare del Likud, si è posto come candidato trasversale, che ha saputo guadagnarsi non soltanto i voti della maggioranza dei deputati, ma anche quella del pubblico, se è vero che diversi sondaggi realizzati durante la campagna verso l’appuntamento elettorale, lo davano come il favorito dalla gente.
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qui roma - FONDAZIONE BENI CULTURALI EBRAICI
Donne, arte e identità in mostra
Quindici donne emancipate, artiste di valore, parte integrante dei grandi circoli culturali italiani, accomunate dalla condivisione dell'identità ebraica. La mostra Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, aperta in anteprima oggi alla Galleria d'Arte Moderna di Roma e visitabile al pubblico da domani, riaccende i riflettori sulle figure di alcune artiste italiane ebree, straordinarie per bravura e professionalità, rimaste però a lungo nell'ombra. Il percorso espositivo, che accoglie centocinquanta opere di cui alcune inedite, è un viaggio che apre molteplici spunti di riflessione sull'arte declinata al femminile e al legame con l'ebraismo. “Donne indipendenti, emancipate, parte integrante del panorama culturale italiano”, spiega Federica Pirani, curatrice della mostra assieme a Marina Bakos e Olga Melasecchi. L'esposizione, che rimarrà aperta fino ai primi di ottobre, costituisce inoltre un momento importante per la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, tra gli organizzatori dell'evento – assieme a Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e al Museo Ebraico di Roma - e impegnata in una serie di iniziative per rilanciare il proprio ruolo nella tutela e promozioni del patrimonio ebraico italiano. Tra queste la realizzazione di un nuovo sito, www.beniculturaliebraici.it, piattaforma che, nelle parole del presidente della Fondazione Dario Disegni, sarà “uno strumento utile per richiamare l’attenzione sui progetti e le iniziative della Fondazione”.
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il commissario europeo barroso
"Sì al governo palestinese,

ma solo se rifiuterà il terrorismo"
Un chiaro rifiuto della violenza e il riconoscimento del diritto all'esistenza dello Stato di Israele. Sono i requisiti richiesti dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso per un sostegno all'iniziativa di governo unitaria palestinese. Occasione della sua richiesta una conferenza sul tema della sicurezza svoltasi nelle scorse ore proprio in Israele, nella città di Herzliya.
"Qualsiasi governo palestinese - ha affermato il diplomatico - deve rispettare il principio della non violenza e impegnarsi per una soluzione a due Stati che ponga fine, attraverso il negoziato, al conflitto. Il che implicherebbe l'accettazione degli accordi esistenti e il riconoscimento del diritto di Israele ad esistere". Barroso ha quindi invitato i leader israeliani e palestinesi a trovare "il coraggio politico" per prendere misure decisive "per scommettere sulla pace". Perché se da un lato lo status quo può sembrare politicamente più sicuro nel breve termine, ha sottolineato, "non è invece accettabile in una prospettiva più allargata". Barroso si è poi rivolto a tutti i governi e a tutte le diplomazie impegnate nel negoziato: "La sicurezza di Israele e uno Stato per i palestinesi sono imperativi morali per l'intera comunità internazionale".

DIALOGO - IL RAV DI SEGNI PRECISA
"Nessun giallo sulla mia assenza"
Se il Dialogo deve essere equilibrato deve tenere conto anche di qualche diversità d’opinione. Lo afferma il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in una propria nota all’indomani della pubblicazione degli articoli apparsi sul Corriere della Sera, il Foglio e il quotidiano israeliano Haaretz che mettevano in evidenza la sua mancata partecipazione all’incontro di preghiera per la pace che si è svolto in Vaticano la scorsa domenica e ha visto fra gli altri anche la presenza del presidente israeliano Shimon Peres.
“Ho espresso – precisa il Rav – perplessità, ma anche delle speranze sulla impostazione dell'evento, ma se non c'è qualche diversità di visione che dialogo è”?
Tra l'altro è stato proprio il rav Di Segni a formare, su richiesta del consulente del rabbinato israeliano, la delegazione di tre membri italiani presenti all'evento, adattandola di continuo secondo i ruoli e le disponibilità. Anche i musicisti che hanno suonato negli intervalli sono stati cercati e segnalati dal Rav.
Nessun giallo quindi sull'assenza, solo un impegno molto precedente in altro luogo distante. “Un impegno programmato da mesi, mentre contemporaneamente si svolgeva in Vaticano l'incontro di preghiera con Peres e Abu Mazen, organizzato in una settimana”.
Nell’immagine il rav Di Segni mentre tiene, la scorsa domenica, il suo intervento sul ruolo del rabbinato romano al convegno internazionale organizzato dal dipartimento di Storia ebraica dell'Università Bar Ilan sui rapporti tra rabbinato e politica.
ISRAELE - SOLIDARIETà senza confini
UCEI al fianco di Tsad Kadima
Nuove iniziative nel segno della solidarietà per Tsad Kadima, l'associazione che in Israele si occupa del sostegno a ragazzi e bambini che soffrono di lesione cerebrale a prescindere dall'origine, dalla cultura, dalla religione. Al fianco del nuovo centro sorto nella città di Beersheva anche l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
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qui torinoui
Italia e Israele unite nell'arte
Dopo la presentazione del Padiglione Israele alla Biennale Architettura di Venezia, gli architetti invitati dal ministero della Cultura e dal ministero degli Esteri di Gerusalemme a rappresentare il paese sono ospiti a Torino. Il secondo incontro del ciclo “Architettura e Città in Israele” organizzato dall’ Urban Center Metropolitano in collaborazione con la città di Torino e l’Ambasciata di Israele in occasione dell’anno dell’amicizia Italia-Israele, presenta il progetto di allestimento e il significato del neologismo Urburb che ne è il titolo. Urburb è un tessuto frammentato, fatto di garden cities di inizio ’900, insediamenti agricoli, abitazioni collettive degli anni cinquanta e generiche strutture residenziali degli ultimi due decenni. Una ibridazione che testimonia le istanze conflittuali dovute al modernismo che opera su un territorio antico e nuovo allo stesso tempo, creare comunità egualitarie dove si ospita una popolazione numerosa e diversificata, dispersione e inclusione allo stesso tempo. Urburb diventa allora uno stato mentale, un modo di vivere, un tentativo di esplorare le dinamiche di un secolo di mutamenti e continue trasformazioni.
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QUI MILANO
La lezione del 1982
Come funziona la memoria degli eventi? La memoria individuale, ma soprattutto la memoria collettiva, l’approccio di una società rispetto al suo presente e al suo passato, la percezione di ciò che accade al proprio interno, i meccanismi di analisi e di rimozione. È partita da questo interrogativo la riflessione che ha portato al volume “Attentato alla sinagoga - Roma, 9 ottobre 1982: il conflitto israelo-palestinese e l'Italia” (Viella, 2013), come ha spiegato Guri Schwarz, autore della ricerca storica insieme ad Arturo Marzano.
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QUI ROMA - LIBRI
La lettura come antidoto
Folta cornice di pubblico, nei giardini del Tempio Maggiore di Roma, per la presentazione del volume "I libri sono pericolosi, perciò li bruciano" del giornalista del Corriere della sera Pierluigi Battista. L'evento è stato organizzato dall'assessorato ai giovani della Comunità (assessore di riferimento Giordana Moscati) insieme al Museo ebraico della Capitale. A colloquio con il giornalista due giovani ebrei romani, Daniel Funaro ed Edoardo Amati.

pilpul
Ticketless - Roma e la felicità
Il 4 giugno di settant’anni fa Roma veniva liberata: la ricorrenza mi impone di anticipare il discorso che desideravo fare sui triestini e sui piemontesi nella capitale. Quelle giornate magnifiche resero possibile un miracolo. Due fra gli intellettuali più pessimisti che la cultura italiana abbia conosciuto nel Novecento, conobbero in quelle ore un sentimento che non avevano mai provato: la felicità. Roma liberata dona la felicità ad un pessimista cosmico, matrilinearmente ebreo, come Arturo Carlo Jemolo, che scrive nella sua stupenda autobiografia, “Anni di prova”: “Uno dei rari momenti di ottimismo della mia vita lo rammento in quel 4 giugno 1944 in cui gli alleati entrarono in Roma”.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Da Napoli a Venezia
Una grande partecipazione – attraversata da un diffuso sentimento di ammirazione, gratitudine e anche da un filo di malinconia – ha segnato una toccante cerimonia organizzata, lo scorso mercoledì 28 maggio, presso la Sala della Giunta del Comune di Napoli, per salutare Rav Scialom – meglio conosciuto come Mino – Bahbout, in occasione della fine del suo servizio come rabbino capo della Comunità ebraica di Napoli e dell’Italia meridionale, e alla vigilia del nuovo, prestigioso incarico assunto alla guida spirituale della Comunità di Venezia.

Francesco Lucrezi, storico
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