David
Sciunnach,
rabbino
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“E
prese Kòrach figlio di Itzhàr ...” (Bemidbàr 16, 1). A proposito di
questo verso è scritto nel Talmud (Sanedrìn 109b): “E prese Kòrach
...”. Ha detto Resh Lakish: Egli prese in se una qualità negativa. Ha
fatto notare a proposito di questo Rabbì Yonathan Eibshitz nel suo
libro Tiferèt Yonathan: Kòrach era un uomo intelligente e molto ricco,
ed è per questo che credette in cuor suo di esser degno di divenire la
guida del popolo d’Israele. Ma acquisì una qualità negativa con
questa disputa, e fino ad oggi ogni persona che è superba o che è
litigiosa viene associata a lui, e questo è un vero insulto per Kòrach
poiché egli era intelligente e di buona discendenza.
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David
Assael,
ricercatore
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Nel
momento in cui il M5S decide di scongelare i propri voti e partecipare
al gioco politico, non possiamo esimerci dal denunciare l’ennesimo
episodio di intolleranza comparso sul blog di Beppe Grillo, dove si
sono sprecati gli insulti a sfondo antisemita nei confronti di Gad
Lerner, reo di aver scritto un articolo critico nei confronti della
politica del Movimento. Dai tempi della prima polemica con Enrico
Sasson, sappiamo bene che tutto questo fa parte di una strategia
intimidatoria, dove i commenti sul web, adeguatamente sollecitati,
svolgono la funzione del vecchio manganello fascista.
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MILANO
– Per il ciclo “Il cammino verso la libertà alla luce della Tradizione
ebraica”, appuntamento stasera al Teatro Parenti alle 21 con la lezione
del direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane rav Roberto Della Rocca su “Una risposta
alla dipendenza: il pane azzimo”.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
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Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
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"Azzurri in campo
per gli studenti rapiti"
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Un’iniziativa
di solidarietà da parte degli Azzurri di Prandelli nei confronti dei
tre studenti israeliani rapiti e di tutti i giovani che nel mondo si
vedono privati della libertà. La lettera inviata dal presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna al
presidente del Coni Giovanni Malagò e al presidente della Federcalcio
Giancarlo Abete è oggi pubblicata integralmente dal Corriere dello
sport. “Le ultime notizie che ci arrivano da Israele, con la scomparsa
di tre studenti di una scuola religiosa ebraica – scrive Gattegna –
acuiscono l’attualità del dramma dei tanti giovani e giovanissimi
rapiti nel mondo a causa della loro nazionalità, culture e religione.
Dalle studentesse cristiane sequestrate dagli integralisti di Boko
Haram in Nigeria ai bambini soldato in Afghanistan e in diversi paesi
africani: un dramma che scuote le coscienze di tutti e che non può
essere ignorato. Per far sl che l’oblio non cada su queste vicende ho
pensato di rivolgermi a voi con l’obiettivo di dare un segno tangibile
all’opinione pubblica: perché non coinvolgere gli Azzurri in una
testimonianza di solidarietà che avvicini milioni di telespettatori a
queste tematiche? Una bandiera, uno striscione, una maglietta. Un
simbolo a scelta, in occasione del prossimo incontro con la Costa Rica,
che veda come primi ambasciatori di questo messaggio quelli che ormai
consideriamo campioni non solo di sport, ma anche di umanità”.
Intervistato dal Giornale, l’ambasciatore israeliano in Italia Naor
Gilon lancia un duro attacco nei confronti delle istituzioni europee,
ritenute responsabili del riconoscimento del nuovo governo palestinese
da poco formatosi con l’appoggio dei terroristi di Hamas. “La Ue e la
comunità internazionale – spiega l’ambasciatore – chiedevano a Hamas la
rinuncia alla violenza, l’accettazione dei trattati di pace, il
riconoscimento dell’esistenza di Israele. Hamas non ha sottoscritto
nulla di questo prima di accordarsi con l’Autorità Palestinese. E l’Anp
si è ben guardata dal pretenderlo. Riconoscendo quell’accordo la Ue
garantisce legittimità internazionale a un governo palestinese che ha
al proprio interno un’organizzazione terroristica”. Interpellato sulle
posizioni del governo italiano, Gilon risponde: “L’Italia seguirà la
linea adottata dall’Europa in questi anni”. E a proposito del ministro
degli Esteri Federica Mogherini, di cui si ricorda una foto insieme a
Yasser Arafat pubblicata sui social network, dice: “Personalmente ho
incontrato due volte il vostro ministro. Mi sembra ben disposto. E
impara in fretta”.
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FONDAZIONE
BENI CULTURALI EBRAICI
I
Nathan e la storia di Roma
Riavvolgiamo
di oltre un secolo i fili della storia italiana. Torniamo nei primi del
Novecento, nel cuore del nostro paese, nella Capitale. Percorriamo via
Torino e fermiamoci al civico 121. Qui, in un palazzo di stile
umbertino, una famiglia ebraica riuniva attorno a sé fior di
intellettuali e artisti e si impegnava a rendere la Città eterna un
luogo proiettato al futuro, aperto, moderno. Al 121 di via Torino i
Nathan segnavano in modo indelebile la storia di Roma. Tanto che
Ernesto Nathan, sindaco della Capitale dal 1907 al 1913, è ancor oggi
ricordato con affetto e con forse con rimpianto. Le figlie Annie e
Liliah respirarono la cultura coltivata nella casa paterna, diventarono
artiste e scultrici, promossero assieme alla madre Virginia Mieli le
istanze femminili. Annie, in particolare, assieme a un'altra artista
bolognese, Pierina Levi, studiò a lungo da un maestro dell'epoca, il
celebre Giacomo Balla, assiduo frequentatore di casa Nathan. Tutti
questi intrecci sono ben visibili nella mostra Artiste del Novecento
tra visione e identità ebraica, attualmente esposta fino al 5 ottobre
alla Galleria di Arte Moderna di Roma. Centocinquanta opere di quindici
artiste tra cui figurano proprio le opere di Annie e Liliah Nathan e di
Pierina Levi, oltre allo splendido ritratto che Balla fece del sindaco
e amico Ernesto. E per poter approfondire l'atmosfera che si respirava
in via Torino, oggi pomeriggio (primo di una serie di appuntamenti che
accompagneranno la mostra fino alla sua chiusura), nel chiostro della
Gam, Anna Maria Istasia - docente di Storia, Culture, Religioni della
Sapienza e presidente dell’Associazione Soroptimist – e Olga
Melasecchi - curatrice della mostra Artiste del Novecento assieme a
Marina Bakos e Federica Pirani – disegneranno il quadro della famiglia
Nathan, il loro rapporto con la città, il legame con Balla delle
allieve Annie Nathan e Pierina Levi, la figura della madre di Ernesto,
Sara Levi Nathan. Un viaggio in una Roma diversa ma di cui vediamo
ancora forti e presenti i segni.
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COMICS
& JEWS
"Being
Rutu Modan", il mare
La
troupe guidata da Giovanni Russo, coordinatore di Lucca Comics, è
arrivata in Israele e ha iniziato le riprese con Rutu Modan, autrice di
graphic novel e illustratrice israeliana che sarà protagonista della
mostra che il più grande festival italiano dedicato al fumetto
organizza ogni edizione in onore dell’artista che ha vinto il Gran
Guinigi – il premio massimo – l’anno precedente. Giovanni Russo ogni
giorno scriverà per Pagine Ebraiche 24 una cronaca dal backstage. Oggi
la prima puntata.
Tel Aviv, giorno 1
Primo giorno di riprese. Hila (Noam, che ci assisterà per tutte le
riprese) passa a prenderci di buon mattino e ci rechiamo a casa di Rutu
Modan. Si tratta di un delizioso appartamento in uno degli edifici
bianchi tipici del nostro quartiere, da fuori un po’ malmesso ma
all’interno splendido e perfettamente ristrutturato. Lo spazio è
organizzato intorno a una grande stanza centrale, che fa da cucina e
soggiorno. Rutu mi spiega che ama l’architettura e che ha curato lei
stessa la revisione degli spazi interni. Si finisce a parlare di
architettura e questo mi dà lo spunto per approfondire con lei il modo
in cui la rappresenta nei suoi fumetti, che vedono assegnata ai luoghi
un’importanza pari a quella dei personaggi che in essi si muovono.
Giovanni
Russo, coordinatore di Lucca Comics and Games
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Ticketless
- I buoni (e i cattivi) |
Luca
Rastello è un bravo saggista, cui si devono importanti inchieste sulle
guerre nei Balcani, la Tav, i narcotraffici. Si può dissentire, ma
l’indipendenza del giudizio non è in discussione. Il suo esordio nella
narrativa (Piove all’insù, Bollati-Boringhieri, 2006) fu salutato da
larghi consensi. “I Buoni” (Chiarelettere) smaschera i finti buoni che
operano nelle organizzazioni no profit, nel volontariato che incanta
con le parole e pugnala alle spalle gli ingenui. Una spietata
denuncia contro il “tradimento dei chierici”. In uno dei
personaggi del libro, don Silvano, i lettori, specie a Torino, non
hanno avuto difficoltà a riconoscere il leader di una associazione che
dispone di molti appoggi politici, il cui leader appare assai spesso in
televisione. Le reazioni sono state aspre, ma non sono entrate nel
merito del romanzo, perché in Italia se scrivi un libro scomodo non
vieni criticato. Vieni semplicemente ignorato. Sopire, tacere.
Una vecchia regola di manzoniana memoria.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Famiglie |
Nel
momento in cui scrivo, non ho notizie della sorte di Eyal Yifrach,
Naftali Frankel e Gilad Shaar, i tre ragazzi rapiti e, ovviamente, mi
auguro di tutto cuore che possano essere al più presto restituiti
indenni alle loro famiglie, e che la brutta avventura non arrechi danno
alle loro vite future. Senza che ciò voglia, in alcun modo, figurare
come un cattivo presagio, mi viene però spontaneo fare un qualche
parallelo tra questa vicenda – per la quale, ripeto, spero e immagino
una rapida soluzione positiva – e quelle – dall’esito ben diverso – che
affollano la cronaca nera italiana di questi giorni. L’Italia è scossa
e traumatizzata dall’incredibile episodio di un padre di famiglia che,
desideroso di ‘cambiare vita’, pensa bene di ‘azzerare’ la sua
esistenza eliminando a coltellate la moglie e i due figlioletti; e
prova un senso di raccapriccio e incredulità nel guardare la foto di
colui che, tre anni fa, ha brutalmente assassinato la piccola Yara,
continuando a fare poi la normale vita di un premuroso padre di
famiglia.
Francesco Lucrezi, storico
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