
Paolo Sciunnach,
insegnante
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La ferita dei nostri tre figli così
brutalmente assassinati è aperta e duole. C'è vento di tempesta. Ma noi
ebrei celebriamo la vita in ogni istante (LeChaym). L'amore per la vita
invita a resistere alla morte, resistere fino all'ultimo,
incondizionatamente. Resistere valorizzando la vita di ogni essere
umano: non rispondere alla morte con la morte. La vendetta è morte. La
vita per noi ebrei è un dovere. Chi salva una vita, salva il mondo
intero.
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Anna
Foa,
storica
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Ma i militanti di Hamas, si domanda A. B.
Yehoshua sulla Stampa di ieri, sono terroristi o nemici? La differenza
non è da poco. Con i terroristi non si tratta, mentre con i nemici,
prima o poi, senza una guerra o dopo una guerra, si tratta. Dietro
l'appellativo di terroristi dato ad Hamas, ci suggerisce Yehoshua, non
c'è forse l'idea che la striscia di Gaza sia "parte della terra di
Israele" e i suoi residenti non siano "cittadini di uno stato nemico,
ma arabi israeliani fra i quali operano cellule terroristiche? Nel
passato si è usciti spesso dalle impasse fra Israele e gli stati arabi
in seguito a una mossa del cavallo che consentiva di uscire dal muro
contro muro. Dentro l'analisi politica di Yehoshua c'è anche questa
speranza.
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Medio Oriente, diplomazie al lavoro |
“Lo scontro militare fra Israele e Hamas si
concentra sui razzi a lungo raggio, l’arma più pericolosa presente
negli arsenali balistici della Striscia di Gaza. Sono i razzi Al-Fajr,
M-75 e J-80 che bersagliano Tel Aviv, Gerusalemme, Lod, Hedera e
arrivano fino a Nord della città di Haifa”. Così sulla Stampa
l’aggiornamento sulla crisi in Medio Oriente, che dà conto anche delle
sofferenze delle popolazioni civili, della cooperazione fra Israele ed
Egitto (quest’ultimo ha smantellato due lanciarazzi nel Sinai), delle
tensioni con la Siria e di alcuni disordini in Cisgiordania. Riportata
inoltre la notizia che un razzo di Hamas ha centrato un cavo elettrico
dentro la Striscia lasciando al buio settantamila palestinesi (per un
resoconto generale, vedi, tra gli altri, anche Fiamma Nirenstein sul
Giornale).
Tra i temi più approfonditi sui giornali oggi, l’evacuazione delle zone
a nord di Gaza (da dove vengono sparati la maggior parte dei razzi),
con migliaia di persone che stanno seguendo l’avviso israeliano di
mettersi al riparo altrove per evitare di essere coinvolti
nell’operazione militare (Davide Frattini sul Corriere, Fabio Scuto su
Repubblica).
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Ucei
in consiglio
Israele
e il nostro futuro
Il
cuore e la mente rivolti a Israele con l'obiettivo di fornire un solido
supporto all'opinione pubblica per una reale comprensione dei fatti e
delle diverse responsabilità. La ridefinizione dei propri assetti
interni, la crescita della raccolta dell'Otto per Mille, la sfida di
proiettarsi nella società con nuove iniziative a beneficio della
collettività tra i molti temi sollevati in occasione dell'ultima
riunione del Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane a
Roma.
Ad aprire la seduta, accanto al Presidente dell’Unione Renzo Gattegna,
l'Ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon, come simbolica
riaffermazione dell'imprescindibile fratellanza e la comunanza di
destini “che lega gli ebrei italiani allo Stato di Israele”.
Incalzato dalle molte domande dei Consiglieri, l'ambasciatore ha
tracciato una panoramica sugli ultimi accadimenti e rassicurato
sull'impegno del governo per garantire la sicurezza dai propri
cittadini e nella lotta senza quartiere al terrorismo. Tra gli
argomenti affrontati la debolezza del movimento integralista Hamas,
oggi isolato all'interno dello stesso mondo arabo e quindi meno
condizionabile da agenti esterni; i successi della difesa antimissile
Iron Dome che ha permesso di sventare numerosi attacchi lanciati dalla
Striscia di Gaza verso le principali città; la diversa concezione del
valore della vita messa in campo dall'esercito israeliano e dalla
leadership di Hamas, specializzatasi nell'utilizzo di scudi umani per
difendere i propri armamenti.
Alla vigilia della missione del ministro degli Esteri Federica
Mogherini in Israele, l'ambasciatore si è inoltre soffermato sui
rapporti diplomatici tra i due paesi e ha poi espresso preoccupazione
per la crescita di episodi di antisemitismo nell'intero continente
europeo. Episodi che, ha spiegato, troverebbero un humus
particolarmente favorevole nelle comunità islamiche fondamentaliste.
Il Consiglio UCEI ha approvato e dato diffusione a un documento a
tutela del diritto dello Stato di Israele all'autodifesa contro chi
minaccia, con modalità inaccettabili, la sua stessa esistenza. “Il
Consiglio – si legge nella nota – condanna con forza qualsiasi
narrazione dei fatti che non riconosca a Israele il diritto alla difesa
dei propri cittadini minacciati da nemici, come Hamas, che propugnano
nei loro atti ufficiali la sua distruzione. Le comunità ebraiche
italiane e i loro rappresentanti sono fortemente in ansia per il
continuo lancio di razzi su Israele e per l’escalation di violenza
sotto gli occhi di tutti”.
Hamas rappresenterebbe quindi un pericolo non solo per Israele, ma per
tutti quei palestinesi che vedono frustrate le loro aspirazioni di
serenità e democrazia: “Libertà e valore della vita contro terrorismo e
cultura della morte. È la dicotomia di un conflitto nelle cui pieghe –
si afferma – possiamo leggere la sfida di tutto il mondo democratico a
difesa dei propri elementi fondanti e nella costruzione di un futuro
che sia nel segno del pluralismo, del dialogo, della pacifica
convivenza tra popoli e culture”. Un punto ineludibile sul quale, ha
sostenuto il Consiglio, ferma e autorevole deve alzarsi la voce di chi
ha ricevuto incarichi di rappresentanza dai propri elettori. Il tutto,
con la consapevolezza che il pericolo che incombe sullo Stato ebraico è
un pericolo che riguarda l'umanità intera e il sistema di certezze che
le società democratiche sono riuscite a costruire a prezzo di grandi
sacrifici e sofferenze. “Non è nostra intenzione sovrapporci alle
legittime rappresentanze dello Stato di Israele. Tuttavia, consapevoli
della complessità di questo momento – hanno concluso – condanniamo
fortemente chi, nel mondo dell'informazione, mistifica i diversi
rapporti di causalità del conflitto per offrire al pubblico un'immagine
distorta di Israele”.
Tra i momenti più significativi della seduta una valutazione delle
possibilità dell'ente di veder realizzati i propri progetti in campo
formativo, pedagogico e culturale anche alla luce della graduale
crescita della raccolta dell'Otto per Mille registrata anche
quest'anno. Approvazione unanime per il bilancio consuntivo per il 2013
è arrivata dal Consiglio, così come un riconoscimento per il lavoro
realizzato in questo senso dall'assessore al Bilancio Noemi Di Segni.
Il presidente Gattegna è passato quindi a esaminare la situazione a
seguito delle dimissioni rassegnate negli scorsi mesi da otto esponenti
romani. Già nella riunione del Primo maggio il Consiglio aveva
proceduto con l'integrazione di tre candidati primi dei non eletti alle
elezioni del giugno 2012 (Ugo Di Nola, Ronny Fellus, Emilio Nacamulli).
Per quanto concerne le cinque posizioni ancora scoperte, il Consiglio
ha deliberato di procedere per cooptazione, invitando la Giunta UCEI a
svolgere alcuni sondaggi finalizzati a proporre ai vertici dell'Unione
una rosa di candidati e a confrontarsi anche con il Consiglio della
Comunità di Roma. Un ruolo di supporto in questa fase di mediazione
potrà essere svolto dal rabbino capo Riccardo Di Segni.
Prima di confermare questo orientamento i Consiglieri avevano fra
l’altro analizzato, rigettandone le deduzioni, il contenuto di un
parere giuridico prodotto dal presidente della Comunità di Roma,
secondo il quale il Consiglio si troverebbe attualmente in una
condizione di illegittimità derivante dalla sua incompletezza. Il
Presidente dell’Unione, nella sua relazione di apertura, anche sulla
base del parere del professor Giuseppe Di Chio, ha confermato la totale
legittimità degli organi dell’Unione che stanno operando nella pienezza
dei propri poteri.
Tra i progetti che hanno ricevuto l'apprezzamento dei Consiglieri UCEI,
anche nuove iniziative relative alla formazione rabbinica, alla lotta
all'antisemitismo e alla sviluppo di una cultura del dialogo nelle
scuole.
Per quanto concerne la difficile situazione finanziaria della Comunità
di Milano, il Consiglio dell’Unione ha confermato l’orientamento a
destinare una quota di mezzi finanziari al sostegno della scuola
comunitaria, a condizione che venga elaborato e presentato un piano
articolato di risanamento e di rilancio. Un piano che veda il
coinvolgimento delle realtà locali in una logica di cofinanziamento. A
fronte dell’andamento positivo della raccolta Otto per mille è stato in
ogni caso possibile mettere a disposizione un finanziamento
straordinario.
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il
presidente ucei renzo gattegna
"Carabinieri,
coraggio e umanità"
Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo
Gattegna ha dichiarato:
“Voglio rivolgere, a nome di tutti gli ebrei italiani, le mie più
sincere felicitazioni per il bicentenario dalla nascita del corpo dei
Carabinieri. Un corpo che è motivo di orgoglio in tutto il mondo per i
valori che sono tipicamente associati alla sua divisa: umanità,
generosità, lealtà. La storia stessa dei Carabinieri mostra, attraverso
l’esempio quotidiano e l’eroismo di alcune figure paradigmatiche, quale
profondo attaccamento vi sia a questi valori e quanto gli stessi siano
motivo di ispirazione per tutti noi.
Penso ad esempio a Salvo D’Acquisto, il giovane carabiniere di stanza a
Torre di Palidoro che scelse di sacrificare la propria vita pur di
evitare una sanguinosa rappresaglia nazista. E ancora, alle migliaia di
carabinieri che preferirono farsi deportare nei campi di sterminio
piuttosto che aderire alla Repubblica di Salò e contravvenire così ai
principi sui quali avevano giurato fedeltà. Le loro azioni hanno
nobilitato non solo l’arma ma l’Italia intera.
L’impegno prosegue oggi a presidio della sicurezza di tutto il paese,
dei suoi cittadini e delle istituzioni delegate alla loro
rappresentanza. Un impegno che possiamo toccare con mano anche grazie
alle proficue collaborazioni che sono state intrattenute con i vertici
dell’ebraismo italiano e con le diverse comunità locali nel corso di
questi anni”.
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musica
Lorin
Maazel (1930-2014)
È
scomparso ieri, all'età di 84 anni, Lorin Maazel, uno dei più grandi
direttori d'orchestra del nostro tempo. Si trovava a casa sua in
Virginia proprio per l'annuale festival di Castleton da lui fondato, i
cui organizzatori hanno dato comunicazione del decesso, dovuto alle
complicazioni di una polmonite. Direttore delle maggiori orchestre del
mondo, fra cui l'Opera di Berlino, l'Orchestra di Cleveland e la New
York Philarmonic, Maazel è stato anche un grande violinista e artista,
nonché un uomo dalla cultura poliedrica. “Ho sempre creduto che le
arti, di per sé, e i loro esponenti, gli artisti, abbiano da giocare
nell'arena pubblica un ruolo più ampio. Ma deve essere totalmente
apolitico, apartitico e privo di programmi specifici. Si tratta del più
alto fra i ruoli: avvicinare le persone e le loro culture insieme su un
terreno comune, dove le radici di un interscambio pacifico possono
impercettibilmente ma irrevocabilmente germogliare”.
Francesca Matalon
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Oltremare
- I miei Mondiali |
La
notte del 9 luglio 2006 ero a Torino, e pareva che in Germania contro
la Francia avessimo vinto una guerra, non una partita di calcio. La
testata di Zidane che abbatté Materazzi, i rigori come al solito
roulette russa di ogni calciatore. Il 10 luglio, ancora rintronata dai
cori da stadio per le strade, salivo su un aereo diretto al Ben Gurion
Airport con davanti esattamente sei settimane di pseudo-vacanza: lunghe
mattine al Beit Ha'Am a Gerusalemme a studiare ebraico, e i pomeriggi a
valutare se questo paese stranamente famigliare avrebbe potuto
diventare casa mia. Neanche il tempo di sistemarmi, e il 12 luglio sono
partita per Haifa a trovare amici italiani immigrati da poco. Che
l'aria in Israele fosse tesa mi era chiaro già dalle news italiane, ma
quando si parte per Israele serve un buon peso di fatalismo.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Israele
e la disinformazione |
Chi
abbia avuto la sventura di leggere L’Avvenire di ieri ha potuto godersi
le elucubrazioni di Padre Neuhaus, assurto all’alta carica di Vicario
del Patriarcato Latino di Gerusalemme, forse un premio alla sua
conversione al cristianesimo. Secondo lui, in Israele “l’umore è cupo.
C’è tristezza, frustrazione, paura”. Secondo la mia modesta opinione,
essendo vissuto in questo paese dal 1947, abbiamo oltrepassato ostacoli
ben più gravi.
Sergio Minerbi, diplomatico
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In
cornice - Moses Levy |
Viareggio,
Forte dei Marmi quest'anno non significano solo mare. Merito (postumo)
di Moses Levy (1885-1968) pittore talentuoso inizio Novecento, vissuto
fra Tunisi e Viareggio. Perché è semisconosciuto? Eppure i suoi colori
sono intensi - quasi espressionisti - la pennellata fluida, i soggetti
abbastanza accattivanti. Certi pittori orientalisti, che ritraggono
cioè il mondo arabo dei tempi, si vendono per milioni e molti altri per
cifre che Levy neanche sfiora.
Daniele Liberanome, critico d'arte
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Tea
for two - Pensieri |
Per
tutto il week-end cerco di non pensare. Ho interrotto il libro di
Oriana Fallaci che stavo leggendo; troppo angosciante, troppo
pregnante. Me ne sono comprata uno di George Perec, non proprio la
distrazione ideale, così ho virato su un genere melenso d'appendice.
Finito Shabbat, ho acceso il cellulare e ricostruito tutta la
conversazione delle mie migliori amiche, entrambe in Israele dopo
l'aliyah, nella quale si parlava di un imminente attacco alle 9 di
sera. Ho dovuto scorrere un centinaio di messaggi per capire che, per
fortuna, le 9 erano passate e loro parlavano di divertenti facezie.
Pericolo scampato. Fania Oz, professoressa e figlia dello scrittore
Amos, a proposito dell'attacco annunciato ha scritto sulla sua pagina
twitter: "Hamas è il tipico ragazzo israeliano, fa promesse, fissa la
data, si presenta in ritardo e alla fine la cosa dura in totale due
minuti".
Rachel Silvera, studentessa
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