
Elia Richetti,
rabbino
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La Parashah tratta a lungo le regole
relative ai voti. Senza scendere nella minuziosa casistica della Torà,
osserviamo in linea generale che risulta più facile invalidare un voto
piuttosto che convalidarlo.
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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Traduco
da un ebraico abbastanza approssimativo l’sms (evidentemente
collettivo) che ho ricevuto sul mio cellulare dalle Brigate az-Eddin
a-Kassam: “To Israilis: Al pubblico israeliano… Il vostro governo ha
sostenuto ieri di aver cessato il fuoco, ma senza accettare ed eseguire
le nostre condizioni, e ha pensato che noi ci affretteremo a cessare il
fuoco, ma al contrario noi ci siamo affrettati a colpire in ogni luogo
in Israele da Dimona a Haifa, e vi abbiamo costretti a nascondervi nei
rifugi come topi…
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“Inaccettabili parole
di odio” |
“Un concentrato delle più nefande illazioni,
che non meriterebbe risposta se attorno a queste non si costruissero,
con modalità che riteniamo inaccettabili, trasmissioni di successo e
molto seguite dai giovani come La Zanzara”. Così il presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha
replicato alle deliranti affermazioni del filosofo Gianni Vattimo
intervenuto al popolare programma radiofonico (tra gli altri
Repubblica). “Non sorprende che Gianni Vattimo torni a cavalcare le
peggiori stereotipie dei nostri tempi per affermare la propria ostilità
nei confronti dello Stato di Israele – sottolinea Gattegna – I veleni
di Vattimo non solo ci disgustano ma saranno oggetto di un nostro
approfondimento per un’adeguata reazione”.
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#israeledifendelapace
Da Gaza a Holon per una cura
“Israele
farebbe bene a proporre come propria iniziativa umanitaria la
disponibilità a curare nei propri ospedali i feriti civili di parte
palestinese, soprattutto i minorenni (non combattenti)” propone il
demografo Sergio Della Pergola nel suo intervento su Pagine Ebraiche
24. Un’idea che è stata riferita anche al ministro degli Esteri
Federica Mogherini durante il suo incontro con gli italkim ieri al
Tempio di Rehov Hillel, suggerendo una possibile mediazione italiana.
La cura di pazienti palestinesi negli ospedali israeliani non sarebbe
certo una novità: è costante il flusso nelle strutture dello Stato
ebraico non soltanto dai Territori palestinesi, ma anche da Gaza (tra i
tanti, nelle scorse settimane è stata operata all’Asuta Hospital di Tel
Aviv la moglie del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu
Mazen Amina, negli scorsi mesi i medici dello Schneider Children’s
Medical Center di Petah Tikvah avevano tentato, tristemente invano, di
curare Amal, la nipotina di un anno del leader di Hamas, già primo
ministro, Ismail Haniyeh, arrivata in Israele in condizione disperata
per un’infezione all’apparato digerente). Solo pochi giorni fa, la
notizia che l’organizzazione terrorista aveva impedito ad ammalati di
Gaza che dovevano essere portati in Israele per essere curati, il
passaggio al valico di Erez.
“Non
importa da quale parte della mappa politica ti trovi – ha sottolineato
Akiva Tamis, a capo del dipartimento pediatrico del Wolfson di Holon
(nell’immagine una piccola paziente operata di cuore in questi giorni)
– I genitori di questi bambini vogliono solo che vivano”.
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#israeledifendelapace - qui trieste
Informazione, non emozionalità
Sono
passati molti anni dall’ultima visita di Sergio Della Pergola a
Trieste, sua città natale. Prima di incontrare la redazione di Pagine
Ebraiche, una tappa di carattere simbolico e personale: la visita al
cimitero ebraico davanti alla tomba della nonna, Alice Brunner Della
Pergola.
Poi la riunione, in cui mostra una volta di più la sua profonda
consapevolezza di quanto sia importante, da parte di chi scrive per una
testata, sia essa di tipo tradizionale oppure on-line, dare notizie
attendibili, supportate da dati scientificamente validi, che vadano
nettamente distinte dalle prese di posizione. Differenza importante, da
esplicitare sempre in modo netto e chiaro, per evitare il rischio
di fraintendimenti non semplici da risolvere. Leggi
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#IsraeleDifendeLaPace - la visita di Mogherini L'Italia e il ruolo di mediazione
Pochi
minuti dopo la fine del cessate il fuoco, da Gaza è ricominciato il
lancio di missili contro Israele. Ad interromperlo, il suono delle
sirene che ha nuovamente costretto a correre nei rifugi gli abitanti di
Ashkelon, città del sud di Israele. Proprio nel sud del paese si è
recata questa mattina la delegazione del Congresso ebraico mondiale,
presente in Israele per esprimere la propria solidarietà alla
popolazione. “Ci ha fatto molta impressione la calma apparente che
abbiamo trovato”, racconta Roberto Jarach, vicepresidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane nonché membro della delegazione del
Congresso. Lo stesso Jarach ieri ha partecipato all'incontro al Tempio
italiano tra la comunità degli italkim e il ministro degli Esteri
italiano Federica Mogherini (nell'immagine con il presidente del
Congresso ebraico mondiale Ronald Lauder). “Un incontro positivo in cui
il ministro ha espresso la necessità che Italia e Europa giochino un
ruolo significativo nel percorso che porta a una risoluzione pacifica
del conflitto”, ha affermato Jarach con il ministro molto attento alle
sensibilità israeliane. Un'impressione condivisa dal presidente degli
italkim Angelo Piattelli, come ha riferito alla redazione un illustre
rappresentante di questa realtà, il demografo Sergio Della Pergola,
ospite a Trieste in occasione del seminario giornalistico Redazione
Aperta.
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#IsraeleDifendeLaPace - Qui Roma, Qui Milano
In piazza per i diritti di Israele
A Roma una maratona oratoria davanti al Pantheon, a Milano un flash mob in piazza San Babila. L'Italia ebraica torna a mobilitarsi per il diritto di Israele all'autodifesa contro la minaccia dei terroristi di Hamas. Nella capitale, appuntamento alle 19.30 per l'iniziativa “L’unico
rifugio che chiede il popolo ebraico è la pace” organizzata dal
comitato d’emergenza “Israele sotto attacco” coordinato dalla Comunità
ebraica romana con il supporto
dell'ambasciata d'Israele. “Si tratta – spiega il presidente della
Comunità ebraica Riccardo Pacifici – di una veglia di solidarietà a
dimostrazione della comprensione dell’angoscia degli israeliani. E
voglio evidenziare in maniera particolare che tutti, e sottolineo,
tutti possono partecipare all’iniziativa, chiunque creda nella libertà
e se ci sono palestinesi che vogliono ribellarsi alla tirannia di Hamas
sono i benvenuti”. A Milano il flash mob si svolgerà invece alle 19
sotto l'egida della locale associazione Amici di Israele.
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#IsraeleDifendeLaPace
Ciò che accade tra Israele e Gaza
Caro
Furio Colombo, siamo a oltre 120 morti (ma cresceranno, purtroppo).
Sono stati uccisi tre bimbi disabili: il confronto, certo, è
improponibile, ma ricorda emotivamente una dittatura che lei ben
conosce. Sono tre, come i ragazzi palestinesi (evidente refuso, lo
scrivente intendeva dire “israeliani”) assassinati. Non meritano un suo
articolo?
Massimo
Pubblico la lettera perché, pur essendo simile a molte altre di
protesta anti-israeliana di rimprovero al giornale è più motivata e,
almeno in apparenza, più mite. Per prima cosa devo far notare che ho
già scritto (e naturalmente continuerò a scrivere) sul Fatto
Quotidiano, ciò che penso, che vedo, che temo, di questo conflitto.
L’ho fatto, per esempio, il 15 luglio, pag. 11. Ho detto che se la
grave colpa della politica internazionale è di essere assente, quella
anche più grave dei media è di lasciare questa tragedia senza contesto.
Qualcuno ha notato la violenza infinita, le armi chimiche (che hanno
dovuto essere distrutte a Gioia Tauro) la deliberata strage di bambini
(spesso preceduta da torture gravissime) esibite per creare un adeguato
senso di terrore, da parte del dittatore siriano Assad contro la sua
gente? Qualcuno ha notato che tutto ciò che accade adesso è stato
preceduto dai massacri, in Iraq, tra sunniti, sciiti, salafiti e la
proclamazione del Califfato da parte di un leader religioso divenuto
condottiero, con il nome di Al Baghdadi, ovvero una indefinita
estensione di dominio arabo-islamico, compreso cid che oggi chiamiamo
Israele, sotto la bandiera nera di Isis? Non ridete. Anche Osama bin
Laden sarebbe stato risibile, con i suoi messaggi da film di serie B,
davanti a rocce di cartone, senza le Torri Gemelle. E non ridete dei
missili sparati da Gaza che partono a centinaia ogni giorno, non
arrivano, non esplodono o non fanno danno. Israele dovrebbe non
difendersi sapendo che ogni momento errori e inefficienze potrebbero
essere all’improvviso corretti del suo nemico giurato? Lo vediamo tutti
che i palestinesi che muoiono nei nostri telegiornali, inclusi, in gran
numero, le donne e i bambini, sono mandati a morire da un immenso
potere arabo che possiede tutto ma non ha potuto eliminare Israele, e
non si dà pace. È vero, non dovrebbero esserci “le colonie” israeliane,
grave problema a cominciare dal nome. Esse esistono come risposta
estremista al giuramento estremista imposto dai potentati arabi ai
palestinesi (che invece vorrebbero vivere in pace in un loro Stato) che
dice: “Ogni territorio è comunque occupato e va sgombrato dagli ebrei,
comprese Haifa, Tel Aviv e Gerusalemme”. Che questa propaganda funzioni
lo dimostra le lettera apparentemente mite (comunque la più mite che ho
ricevuto) a cui sto rispondendo: Massimo Fazzari suggerisce che i tre
bambini disabili sono stati uccisi deliberatamente, seguendo
un’ideologia “che lei ben conosce”. Ovvero il protocollo nazista per
l’eliminazione dei disabili. L’offesa è grave (non a me, a Israele)
come lo è la cecità selettiva che permette di non vedere il vasto e
potente cerchio di assedio arabo da ogni parte, con placche di odio
estremo che è ormai fuori da ogni possibile contatto diplomatico. Sanno
di poter continuare a mandare a morire sempre più famiglie palestinesi
mettendo le vittime a carico di Israele.
Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano
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QUI
FIRENZE
Balagan, tra libri, musica e cibo
Nuovo
appuntamento con il Balagan Cafè, il festival “a porte aperte”
organizzato dalla Comunità di Firenze per portare un contributo
culturale e uno sguardo ebraico sul mondo. Dopo il laboratorio tra
musica e danza della scorsa domenica con la partecipazione di due
formidabili interpreti del klezmer come Jeff Warschauer e Deborah
Strauss (nell'immagine), il cancello di via Farini torna ad accogliere
la cittadinanza con una serata a ingresso libero dedicata alla
presentazione del libro “La distruzione del Tempio” di Lion
Feuchtwanger (ed. Guaraldi) alla presenza dell'editore e con la
partecipazione di Ugo Caffaz, Alessandro Bacci e del rabbino capo
Joseph Levi. La discussione si aprirà alle 19. A seguire, a partire
dalle 20, apericena curata da Jean Michel Albert Carasso in
collaborazione con il ristorante Ruth's Kosher e Dilek Gulmen,
specialista di cucina ottomana, turca ed ebraica. Alle 21 performance
musicale con interventi di Liron Meyuhas (Israele), Titta Nesi (Italia)
ed Eleonor Young (Inghilterra).
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Setirot
- Case rampicanti |
Visito
la bella mostra romana “Artiste del Novecento tra visione e identità
ebraica”, mi fermo davanti a un olio di Eva Fischer, è del 1960 e si
intitola “Case rampicanti”. Mi colpisce perché mi fa venire in mente il
“mio” ghetto di Venezia. Ripenso a una piccola e delicata “cerimonia”
per i cinque anni del Centro veneziano di studi ebraici internazionali
a cui ho partecipato poche settimane fa.
Stefano Jesurum, giornalista
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Time
out - Livelli |
Se il livello di un paese si misura anche dai suoi intellettuali
diventa più facile capire le ragioni del declino dell’Italia. Qui
abbiamo Gianni Vattimo e allora tutto torna.
Daniel Funaro
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