6 novembre 2014 - 13 Cheshvan 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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Tobia Zevi
@tobiazevi 5 nov Nuovo attentato a #Gerusalemme
contro ebrei israeliani. Due in due settimane. #Hamas vuole di nuovo la
guerra. #Israele #pace #pensiamoci
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#PE24BreakingNews |
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Le nuove strategie
del terrorismo palestinese
La
cronaca di una nuova giornata di terrorismo palestinese a Gerusalemme
(e poi nel Gush Etzion) è oggi, in evidenza, sulle principali testate
italiane. “Nella città la tensione è altissima, basta uno stridio di
gomme per seminare il panico sui marciapiedi. Ma questi attacchi sono
difficili da prevenire, per la totale imprevedibilità e per il fatto
che non si può considerare ogni palestinese alla guida di un auto come
un potenziale killer” scrive Fabio Scuto su Repubblica.
Incomprensibile
la scelta del Corriere che – per introdurre gli ultimi accadimenti –
apre tracciando un infelice ritratto del rabbino Yehuda Glick,
gravemente ferito alcuni giorni fa da un terrorista e oggi in una
corsia di ospedale in lotta per la sopravvivenza. Questo l’incipit
dell’articolo di Davide Frattini: “Yehuda Glick si è presentato al
matrimonio con in tasca il dono più prezioso per lui e per i
festeggiati: la terra raccolta sul Monte del Tempio. La sposa era Tzipi
Hotovely, viceministro e giovane deputata del Likud, che condivide con
Glick un paio di convinzioni incendiarie quanto la barba e i capelli
rossi del rabbino: gli ebrei devono tonare a pregare tra le moschee
sulla Spianata (i musulmani la considerano il terzo luogo più sacro), i
palestinesi non avranno mai uno Stato”. Un proflio che non rende
giustizia all’impegno di rav Glick sul fronte del dialogo
interreligioso affermato con forza in un video, ormai virale sul web,
in cui lo stesso si accompagna (benvoluto dai suoi vicini) alla
preghiera di alcuni fedeli musulmani sul Monte del Tempio.
Intervistato dal Foglio, l’ambasciatore d’Israele a Roma Naor Gilon
attacca intanto il leader dell’Anp Abu Mazen: “Negli ultimi cinque anni
si è rifiutato di parlare con Israele direttamente, e ha preferito
rivolgersi alla comunità internazionale per cercare il riconoscimento
del suo Stato, anche se solo Israele può dare uno Stato ai
palestinesi”.
Da segnalare anche un dossier prodotto da Amnesty International
in cui si accusa l’esercito israeliano di aver compiuto “crimini di
guerra” nel corso dell’ultimo conflitto a Gaza. Il rapporto è stato
immediatamente contestato dal governo di Gerusalemme per non aver
dedicato un capitolo ai tunnel costruiti da Hamas “per infiltrarsi in
Israele e compiere attentati”. Ignorando la natura del nemico
fronteggiato, si legge sul Corriere, “il rapporto non contribuisce ad
alimentare una discussione importante per risolvere il conflitto”.
Sempre il Corriere annuncia intanto una grande intervista allo scrittore israeliano David Grossman,
cui è dedicata la copertina del settimanale Sette in edicola domani.
Nell’anticipazione si spiega inoltre che sarà proprio Grossman – il 13
novembre al teatro Dal Verme di Milano – ad aprire l’edizione 2014 del
festival letterario BookCity.
“I nuovi martiri”. È il titolo di un’inchiesta, a firma del vaticanista Marco Ansaldo, in cui si racconta il dramma delle popolazioni cristiane perseguitate
in 81 paesi. Scrive Ansaldo: “Shama e Shehzad accusati di blasfemia, e
bruciati vivi a Lahore. James decapitato a Raccah, benché convertitosi
in ultimo all’Islam. Don Andrea ucciso alle spalle, mentre
inginocchiato pregava sul banco in fondo alla Chiesa di Santa Maria, a
Trebisonda, predicando il Vangelo a non più di un pugno di persone, nel
lontano Mar Nero. Se oggi tutti loro, e tanti altri senza nome, dormono
su una virtuale Collina dei martiri, fanno parte di un gruppo
nient’affatto esiguo di persone trucidate per la loro fede, e destinato
purtroppo a crescere. Sono i nuovi martiri cristiani”.
Sempre Repubblica pubblica oggi un testo inedito di Giorgio Bassani
in cui lo scrittore ferrarese racconta il “suo” otto settembre 1943,
vissuto a Firenze accanto ad Eugenio Montale. La testimonianza, in cui
si percepiscono tutti i timori per un prossima invasione dei tedeschi,
è pubblicata nel volume “Racconti, diari, cronache (1935-1956) di
Giorgio Bassani” (ed. Feltrinelli).
“A
scandire il tempo del narrare i cortei del 25 aprile, i morti del
governo Tambroni, la strage di piazza Fontana, il Sessantotto, un ebraismo
a volte rivendicato ma quasi si trattasse di una struttura del
ragionare, di un modo di essere intellettuale, o di un tributo alla
Shoah, mai una vera identità”. Così Stefano Jesurum nel recensire – sul
Corriere – il libro di Enrico Finzi “La vita è piena di trucchi” (ed.
Bompiani).
Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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