Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

11 novembre 2014 - 18 Chesvan 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
Nella Parashah di Vayerà è significativamente ricorrente il verbo “vedere”. L’Eterno si fa vedere (appare) da Avraham (Bereshìt,18; 1) il quale a sua volte vede, attraverso tre messaggeri (18; 2), che la sua vita avrà una svolta. Sarah vede la degenerazione di Yshmael e l’influenza negativa che questa potrebbe avere sull’educazione di Ytzchak (21; 9). Avraham vede il Luogo dove sarà eretto più tardi il Santuario (22; 4) definendolo il Luogo della vista per eccellenza dove l’Eterno vede e vedrà (22; 14); quel Luogo dove tre volte all’anno ognuno di noi deve andare a farsi vedere (Devarìm,16; 16).
 
Leggi

Dario
Calimani,
anglista
La caduta delle ideologie - a cui anche il governo ci sta giorno dopo giorno assuefacendo -, assieme alla pesante crisi economica, sta mandando in soffitta certi valori e certe antiche distinzioni con cui fino a qualche tempo fa si erano misurate, pur in modo incompiuto, le coscienze. Ora, per un fenomeno di osmosi, le istanze dei movimenti reazionari si impastano pericolosamente a quelle del populismo e dei movimenti localistici. L'unico risultato certo è un sano e antico sentimento razzista che non fa onore al nostro paese.
 
Leggi

Israele, torna la paura
Due attentanti a poche ore di distanza l'uno dall'altro hanno sconvolto ieri Israele. L'intifada coi coltelli, titola La Stampa nella sua ricostruzione dei fatti, affidata al corrispondete Maurizio Molinari. I coltelli, infatti, sono le armi utilizzate dai due terroristi nei due attacchi terroristici, il primo a Tel Aviv, il secondo a Gush Etzion. E in entrambi le vittime sono dei ventenni: a Tel Avivi viene ferito morte un giovane soldato, a Gush Etzion, una ragazza di ventisei anni.  “Le tv israeliane parlano di 'Ondata di terrore' spiegando che 'sebbene non sia ancora un'Intifada gli attacchi si succedono rapidamente' con 'il consenso non solo di Hamas e Jihad ma anche di Fatah'”, scrive Molinari che racconta come uno dei due terroristi (l'attentatore di Tel Aviv) abbia postato foto con bandiere di Hamas e con un cartello, “amiamo la morte più di quanto i nostri nemici amano la vita”.  “ La polizia e il premier Benjamin Netanyahu non vogliono evocare le parole Terza Intifada – scrive Davide Frattini sul Corriere della Sera - parlano di “lupi solitari”, come quelli che in due settimane hanno colpito tre volte a Gerusalemme”. La tensione, sottolinea Fiamma Nirenstein sul Giornale, è alta, con dimostrazioni del mondo arabo in tutta Israele e nella West Bank. Manifestazioni spesso esplose in violenza, in particolare dopo l'uccisione da parte della polizia israeliana a Kafar Kanna di un palestinese che aveva attaccato una pattuglia. “I toni sono saliti a tal punto che Netanyahu ha dichiarato che gli arabi israeliani sono parte integrante del Paese, ma chi preferisce la parte palestinese, non verrà trattenuto con la forza”, scrive Nirenstein. Su Repubblica Fabio Scuto punta il dito contro il primo ministro Netanyahu che fingerebbe di “ignorare che questa escalation della tensione ha la sua parte fondante nella mancanza di ogni trattativa di pace con l'Anp, nelle 'visite' sulla Spianata delle Moschee dei suoi colleghi di partito culminate in scontri violentissimi e nel progetto di legge di estendere la sovranità d' Israele anche su questo sito”. Per parte sua Netanyahu, riguardo al Monte del Tempio, ha più volte ribadito di voler mantenere lo status quo e intanto deve confrontarsi con l'ala più a destra del suo partito che lo accusa di essere debole e incapace di gestire le rivolte. Del clima di odio che si respira nelle fila palestinesi, parla Molinari in altro articolo su La Stampa, in cui descrive la nuova propaganda terroristica: attraverso i social network, Hamas e compagni istigano alla Car Intifada, a prendere le proprie auto e investire gli ebrei. Anche tra i fedelissimi di Abu Mazen si plaude a questa nuova modalità di aggressioni mentre dall'Iran, racconta il Foglio, l'ayatollah Khamenei usa Twitter per diffondere un decalogo su come eliminare Israele.

Nel 2016 il restauro del Museo ebraico di Venezia. Sul Corriere della Sera la notizia della campagna di raccolta fondi lanciata da Joseph Sitt, Diane von Fürstenberg, Toto Bergamo Rossi e Venetian Heritage per la ristrutturazione del Museo ebraico veneziano e le sinagoghe dell'antico ghetto. L'obiettivo è portare a termine il progetto entro il 2016, data in cui ricorrerà il 500esimo anniversario della fondazione del ghetto veneziano.

“La nuova Casapound nel fronte neroverde: La Lega è come noi”. Il Fatto Quotidiano ricostruisce la nuova intesa tra gli “ex fascisti del terzo millennio”. "CasaPound lo considero un movimento democratico”, affermava il 23 ottobre Matteo Salvini, leader del Carroccio. “E i neri ricambiarono – scrive il Fatto - mandando duemila di loro a Milano alla manifestazione contro l'immigrazione”. Sempre sul Fatto, una fotografia della galassia dell'estrema destra italiana, “elettoralmente irrilevante” ma che a Roma trova terreno fertile. Tra questi movimenti, Militia, con i suoi due leader a processo nella Capitale “con accuse che vanno dall'apologia del fascismo alla diffusione di idee fondate sull'odio razziale ed etnico all'imbrattamento di cose altrui e al procurato allarme” (Il Messaggero). Tra le farneticazioni degli esponenti di Militia, anche la difesa degli striscioni antisemiti con cui imbrattarono le mura di Roma.
 
Leggi

  davar
israele
Dolore e rabbia dopo gli attentati
Come fermare gli attacchi terroristici che hanno colpito Israele nelle ultime settimane. Se lo chiede l'opinione pubblica, se lo chiedono anche le autorità. La modalità delle nuove aggressione ai civili israeliani – l'uso di auto per investire passanti inermi o di coltelli per ferirli a morte – per quanto non sia sofisticata è complessa da arginare. Il fatto che l'attentatore agisca individualmente, ne rende i movimenti più imprevedibili, sottolinea l'analista Yossy Yehoshua sul sito di informazione ynet. In queste ore sono state disposte ulteriori forze di sicurezza sul territorio, per cercare di prevenire nuovi attacchi come quelli di ieri a Tel Aviv e Gush Etzion. Nel primo ha perso la vita Almog Shiloni, soldato ventenne dell'esercito israeliano, accoltellato da un quasi coetaneo di Nablus che voleva rubargli l'arma. Per alcune ore i medici hanno combattuto in ospedale per cercare di salvare la vita di Almog ma le ferite sono risultate troppo gravi. L'altra vittima è la ventiseienne Dalia Lemkus, anche lei ferita a morte dall'odio e dalla rabbia di un terrorista, mentre si trovava nei pressi di Alon Shvut. Oggi si sono tenuti i suoi funerali. Centinaia le persone arrivate a porgerle l'ultimo saluto. “Voglio urlare a tutti, alla mia nazione, e per lo più a me stessa – le dolorose parole della sorella di Dalia, Michal - Non smettere di guidare sulle strade. Non dare loro la soddisfazione, la soddisfazione di essere riusciti a fermarci,  di essere riusciti a impedirci di vivere la nostra vita".
Leggi

qui milano - grossman e oz a bookcity
I libri parlano in ebraico
Oltre novecento appuntamenti in tutta la città e il libro assoluto protagonista. Torna a Milano Bookcity, la rassegna dedicata al piacere di leggere e alla letteratura (13-16 novembre). E anche quest'anno la cultura ebraica giocherà un ruolo da protagonista. Ad aprire il sipario su questa terza edizione della manifestazione milanese, David Grossman che giovedì verrà insignito dal sindaco Giuliano Pisapia con il prestigioso Sigillo d'Oro e presenterà il suo ultimo libro, Applausi a scena aperta (Mondadori). E, come ricordava su queste pagine lo storico David Bidussa – tra i protagonisti della rassegna -, a chiudere Bookcity sarà domenica un altro dei grandi nomi della letteratura israeliana, Amos Oz. Una coincidenza forse non voluta ma che apre molte riflessioni sul ruolo degli scrittori israeliani nel panorama culturale internazionale. Fortemente significativo è poi il luogo scelto per l'incontro di Oz (di cui è uscito recentemente in Italia
il suo ultimo libro Giuda, Feltrinelli), la Sinagoga di via Guastalla. “Una presenza non scontata”, afferma Daniele Cohen, consigliere della Comunità ebraica di Milano che ricorda come questo appuntamento, con un'ospite così prestigioso, sia il segnale della grande collaborazione che intercorre tra la Comunità e la città, sottolineando inoltre l'indispensabile contributo dell'editore Giuntina – e del suo direttore Shulim Vogelman – per la realizzazione dell'evento. Un appuntamento che aprirà i battenti alle 15.30 e avrà come titolo “The times they are a changin’ – Scintille per un mondo che cambia”, una staffetta oratoria in cui si succederanno gli interventi di Oz (Una storia di passioni e di tradimenti), Bidussa (Sul sacrificio),  Andrea Gessner  (Gary e l’angoscia del re Salomone) e  Yarona Pinhas (Cabbalà e rinnovamento). Tra gli appuntamenti da segnalare, domenica mattina l'incontro “Cosa chiediamo a Primo Levi?”: Mario Barenghi, docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università Bicocca, e il giornalista Stefano Bartezzaghi partiranno da questo quesito per spiegare al pubblico l'attualità dei diversi messaggi contenuti nell'opera di Primo Levi. L'evento, che si terrà alla Fondazione Corriere della Sera, è organizzato dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC. A rappresentarli, rispettivamente Fabio Levi, presidente del Centro, e Michele Sarfatti, direttore del Cdec di Milano.

d.r.

QUI ROMA - FORMAZIONE
Come comunicare l'ebraismo
È iniziato questa settimana, dopo la valutazione delle candidature e i colloqui, il Master in Cultura e Comunicazione Ebraica che arricchisce il Corso di Laurea offerto dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Il Master, diretto dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e coordinato dalla professoressa Myriam Silvera, fa salire in cattedra rabbini, storici, giornalisti e docenti di comunicazione per affrontare un rapporto tanto complesso quanto affascinante. “Un’occasione davvero interessante ed essenziale per capire in profondità la vita comunitaria ebraica-italiana. L’ebraismo è indissolubilmente legato alla comunicazione e alla trasmissione. La base dello studio in ambito ebraico si fonda sul pluralismo di opinioni, sul confronto. La mediazione del linguaggio è inevitabile. Inoltre, soprattutto in questo difficile periodo, ci siamo resi conto dell’importanza ineguagliabile dell’informazione e purtroppo della pericolosità della disinformazione. Il Master si proporrà, anche attraverso il corso dedicato alla deontologia della professione giornalistica, di studiare come cogliere la notizia e scavare sotto essa. È fondamentale acquisire le armi dell’informazione” spiegava sul numero di Pagine Ebraiche di settembre il consigliere UCEI Dario Bedarida. Le lezioni che si tengono al Centro Bibliografico UCEI Tullia Zevi, vedono anche la partecipazione di studenti provenienti da diverse regioni d’Italia, che in videoconferenza hanno la possibilità di seguire tutti i corsi e partecipare attivamente. Ieri è iniziato i ciclo di lezioni tenuto da rav Roberto Della Rocca, direttore del dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI che ha introdotto le Feste Ebraiche, tema sul quale verterà il suo intero corso. “Per parlare delle feste – ha spiegato – bisogna partire dal calendario lunare”. È fondamentale infatti vivere il tempo “in modo consapevole”.
(nella foto rav Roberto Della Rocca durante la lezione al Centro Bibliografico UCEI)
Leggi

Qui Venezia
Conoscenza per tutti
Quali rabbini dobbiamo seguire, quelli di oggi o quelli di ieri? Erano meglio quelli di una volta? Si stava meglio quando si stava peggio? Queste le domande poste da rav Raphael Zarum agli ebrei veneziani in una chiacchierata dal titolo "Are our rabbis good enough?", in occasione dello shabbaton organizzato dal Dipartimento Educazione e Cultura dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con la Comunità di Venezia. Rav Zarum, è un giovane rabbino londinese che ha studiato fisica teorica, famoso soprattutto per aver inventato Torà La'am, il metodo che permette a tutti di accedere, studiare e parlare di Torah.
Leggi

qui roma
Attilio Pavoncello (1926-2014)
Cordoglio nella Comunità ebraica di Roma per la scomparsa di Attilio Pavoncello, padre del presidente del Maccabi Italia ed esponente delle istituzioni dell'ebraismo italiano Vittorio Pavoncello. A lui, a suo fratello Umberto, a tutti i loro familiari e i loro cari, le sentite condoglianze dalla redazione.


pilpul
Combattere il terrorismo
“Combattere il terrorismo come se non ci fosse il processo di pace, far procedere il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo”. (Itzchak Rabin, al tempo dei primi negoziati con i palestinesi).

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
 

Storie - Armadio della vergogna
Vent’anni fa, nel maggio del 1994, a Palazzo Cesi, presso la sede della Procura generale militare, in via degli Acquasparta a Roma, fu ritrovato per caso un armadio, protetto da un cancello chiuso a chiave, con le ante rivolte verso il muro. Conteneva un grande registro con ben 2273 voci, su cui era annotato tutto quel che conteneva o aveva contenuto: 695 fascicoli; con i nomi dei responsabili, nazisti e fascisti di Salò, delle stragi commesse in Italia tra il 1943 e il 1945, da Marzabotto a Sant’Anna di Stazzema, fino alle Fosse Ardeatine. L’armadio era stato occultato in nome della “ragion di Stato” e della logica della guerra fredda, per non destabilizzare il fragile equilibrio che si era venuto creando in Europa con la divisione tra Germania dell’Ovest e Germania dell’Est.

Mario Avagliano
Leggi

Humans of Israel - Tania
"Arrivare in Israele è stato come mettere in atto con l'immaginazione tutto ciò che abbiamo sentito dalla diaspora riguardo a questo posto, da tutti i punti di vista. Per un'ebrea convertita all'ebraismo a diciotto anni fa un effetto particolare!" "Qual è la prima impressione?" "Essere in Israele, provenendo dalla Bulgaria, vuol dire far parte di una storia molto più grande che ci circonda: un milione e mezzo di ebrei provenienti dall'est-Europa hanno deciso di venire qua nel corso degli ultimi cento anni. Intellettuali, Lubavitch, giovani pionieri, Chassidim, sopravvissuti ai pogrom e ai campi di concentramento, poi sionisti, famiglie in cerca di futuri diversi, o arrivate dopo la caduta del muro, cavalcando la grande ondata degli ebrei in fuga dalla ormai ex Unione Sovietica.

Jonathan Misrachi
Leggi


moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.