25 novembre 2014 - 3 Kislev 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della
Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di
Tobia Zevi e Mario Avagliano.
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PM of Israel @IsraeliPM
24 nov
PM in the Knesset: We are anxiously monitoring the nuclear talks with Iran. No agreement is preferable to a bad one. »
PM of Israel @IsraeliPM
We
intend to continue this struggle in order to prevent Iran from becoming
a nuclear threshold state that would endanger us and others. »
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#PE24BreakingNews |
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Gerusalemme, ancora violenza
accoltellati due israeliani
Non si placa la spirale di violenza in Israele. Due studenti israeliani, come riporta La Stampa di oggi, sono stati accoltellati
mentre si trovavano nei pressi della porta di Jaffa, a Gerusalemme.
“Una delle vittime ha detto alla polizia di essere stato assalito da un
palestinese, che è riuscito a fuggire”. Il quotidiano torinese la
decisione del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, di
condannare l'attentato di una settimana fa in una sinagoga di
Gerusalemme in apertura della sessione plenaria a Strasburgo. Avvenire
racconta invece il clima di paura che si respira nella capitale
israeliana a causa dei tanti attentati.
Sui quotidiani italiani, la polemica israeliana sul disegno di legge,
votato a maggioranza dal governo di Benjamin Netanyahu, che vuole
riconoscere il carattere ebraico di Israele.
Una proposta che ha diviso l'esecutivo ed è avversata dai ministri
Tzipi Livni e Yair Lapid. “La nuova nonna verrà usata per delegittimare
il Paese da chi già lo considera razzista e discriminatorio”, scrive
Davide Frattini sul Corriere della Sera, citando le preoccupazioni
dell'editorialista conservatore di Yedioth Ahronoth Ben Dror Yemini.
Secondo i costituzionalisti, riporta Frattini, la norma sposta il peso
sul carattere ebraico di Israele, mettendo in secondo piano l'elemento
democratico, “senza mettere per iscritto l'uguaglianza per le
minoranze, per quel 20% di arabi israeliani che sono cittadini a tutti
gli effetti, con passaporto e diritto di voto”. Il Fatto Quotidiano
affida l'analisi della situazione al discusso giornalista di Haaretz
Gideon Levy che parla di legge strumentale, usata dal premier Netanyahu
per reperire voti tra la destra più oltranzista. La proposta di legge,
afferma Levy, “salvaguarda i diritti dei singoli cittadini dello Stato
d'Israele, quindi anche di quelli arabo-iraeliani, ma è evidente che
crea un clima di discriminazione culturale”. Sull'argomento il Fatto
chiede un parere anche al comico Moni Ovadia.
Il Museo di Berna accoglierà la collezione di Cornelius Gurlitt,
composta da diverse opere trafugate dai nazisti alle famiglie ebraiche.
Si tratta di 1200 capolavori di Matisse, Picasso, Monet, Klee e altri
grandi della pittura, che Gurlitt - morto lo scorso maggio a 81
anni - ha tenuto nascoste per oltre mezzo secolo e ha lasciato in
eredità al museo svizzero. “Se gli svizzeri hanno accettato di
prendersi un patrimonio così contestato – scrive La Stampa - è perché
la Germania si è incaricata di trovare i legittimi proprietari delle
opere di origine dubbia”. Tra cui i discendenti degli ebrei defraudati
dai nazisti delle loro collezioni. “Trovo positivo che l'eredità vada
ad un'istituzione pubblica, che ha proposto di restituire ai legittimi
proprietari ogni opera d'arte di dubbia provenienza”, dichiara il
gallerista Markus Deschler intervistato da La Stampa.
Putin e il finanziamento agli estremismi europei.
Dopo la notizia di ieri, dei nove milioni inviati dalle casse del
presidente russo al partito di Marine Le Pen, oggi sembra che
l'obiettivo dell'inquilino del Cremlino sia più ampio: finanziare i
nazionalisti europei per far implodere il Vecchio continente
(Repubblica). Tra i beneficiari, potrebbe esserci anche la Lega di
Matteo Salvini che in ottobre aveva incontrato Putin due volte.
Salvini parla di un appoggio della Lega alla Russia disinteressato e di
non aver ricevuto finanziamenti.
In Italia, intanto, il movimento Cinque Stelle deve fare i conti con
quella che appare come un'altra bocciatura elettorale. Una debacle
analizzata dai quotidiani oggi e su cui il leader Beppe Grillo non
sembra voler intervenire, distogliendo l'attenzione sul suo blog sulla
questione e dando spazio al revisionismo storico in merito al fascismo.
In particolare sulla presunta innocenza di Mussolini rispetto
all'assassinio di Giacomo Matteotti per bocca di Arrigo Petacco, autore
di un libro sulla questione. “Torna l'immagine edulcorata di un Duce bonario –
scrive Antonio Carioti sul Corriere in merito al post sul blog di
Grillo - propenso al compromesso con l'opposizione socialista,
trascinato suo malgrado sulla via della tirannide. Un copione logoro,
già udito un'infinita di volte”. Carioti spiega che la decisione di
Grillo di dare spazio a queste tesi appare più che altro come un metodo
per distogliere l'attenzione dai risultati elettorali “poco
lusinghieri”.
Si è concluso ieri a Roma il vertice tra il presidente egiziano Al Sisi
e la dirigenza politica italiana. Sul tavolo, la lotta ai
fondamentalisti dell'Isis e la stabilità della regione. In merito, il
Corriere della Sera sottolinea come il generale egiziano abbia
dichiarato, in un'intervista concessa al giornale, che “l'Egitto
può svolgere un ruolo costruttivo nello scontro tra israeliani e
palestinesi e, si augura il Cairo, nella creazione con adeguate
garanzie di uno Stato palestinese”. Convergenze tra Egitto e
Italia in merito alla necessità di combattere la minaccia jihadista del
Califfato mentre la gestione della situazione libica appare differente.
Rimanendo in tema di gestione della crisi del Medio Oriente, il
presidente Barack Obama ha licenziato il suo ministro della Difesa,
Chuck Hagel. Il capo del Pentagono è stato silurato dalla Casa Bianca
perché la conduzione della lotta all'Isis è stata ritenuta
insoddisfacente. Hagel, repubblicano, ha un passato controverso: fu
“lui che accusò la «lobby ebraica» di attanagliare la politica
americana – scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale - e che nel '99 fu
l'unico senatore a non firmare un documento del senato contro
l'antisemitismo”. Obama, che intanto ha dovuto prorogare ancora i
negoziati con l'Iran vista la mancanza di un accordo sul nucleare
(Repubblica) sta pensando a una donna come sostituta, Michèle Flournoy.
Le donne sono invece il
bersaglio del presidente turco Erdogan (Corriere). “Non sono uguali a
noi”, ha dichiarato Erdogan alla vigilia della giornata contro la
violenza sulle donne. Contro queste affermazioni, l'editoriale di
Pierluigi Battista che in Erdogan vede un “onnipotente
presidente” che “sta sempre più scivolando verso l'integralismo
religioso, la resa di ogni parvenza di laicità, l'accomodamento con i
guardiani della fede, l'odio per l'«entità sionista», il disprezzo per
le donne sancito dai testi sacri”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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