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4 dicembre 2014 - 12 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
La Torah ci racconta che Ya‘aqòv, rientrato nella terra dalla quale era scappato, compra i campi sui quali pianta le sue tende, alle porte della città di Shekhèm. Alcuni Maestri si sono domandati perché, visto che in quel posto si sarebbe fermato solo provvisoriamente, abbia deciso di acquistare il terreno, e non lo abbia preso in affitto o in assegnazione.
A questa domanda sono state date due risposte.
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
La disoccupazione nell'Unione Europea è all'11% e in Israele è al 6%; il tasso annuale di crescita economica dell'UE è all'1% mentre in Israele le stime variano fra il 2,5% e il 3%. Apparentemente, dunque, grande successo a Gerusalemme, e tutto questo nonostante la guerra di Gaza e il temporaneo crollo estivo del turismo, e la deplorevole sperequazione dei redditi. Eppure il governo Netanytahu si dimette e in Israele si ritorna al voto anticipato. Sulle 19 elezioni parlamentari svoltesi fino ad oggi in Israele, solamente sette volte la Knesset è riuscita a completare il suo mandato quadriennale.
 
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Israele, elezioni a marzo
Israele. Sono state fissate per il 17 marzo le elezioni in Israele, mentre tornano quelli che ormai tutti i giornali chiamano “lupi solitari”. Dopo la crisi di governo aperta dal premier Benjamin Netanyahu lo scorso lunedì alla Knesset è stata formalizzata la crisi e appare naufragata l’ipotesi di voto sul controverso disegno di legge di Israele come “Stato della nazione ebraica”. (Avvenire) La riforma, voluta dallo stesso Netanyahu, era staa contrastata dal numero due del govemo Yair Lapid, leader del partito moderato Yesh Atid, ed ex ministro delle Finanze, con cui Netanyahu ha dichiarato di non poter più governare per diversi motivi. Secondo molti analisti Netanyahu starebbe aprendo la strada a un nuovo governo più spiccatamente di destra in cui nuovi alleati naturali saranno i due partiti ortodossi mentre continuerà a mantenere i legami con Avigdor Lieberman e Naftali Bennet.
Per Repubblica “La svolta ultraconservatrice è necessaria a Netanyahu: che spera di vincere le primarie del suo partito il 6 gennaio proprio grazie al sostegno dell’estrema destra del suo partito.”

Netanyahu ha chiesto “un chiaro mandato dal popolo di Israele”, poche ore dopo che Lapid aveva definito il premier “un irresponsabile” dichiarando che gli israeliani “comprendono ora che alla guida del Governo c’è un primo ministro che non mantiene le sue promesse” mentre sullastessa linea, Livni ha detto che “le elezioni anticipate serviranno a rimpiazzare un Governo estremista”. (Osservatore Romano)

Ieri due israeliani sono stati accoltellati in un supermercato di Maaleh Adumim, da un 16, proveniente da un villaggio vicino, che si è impadronito di un coltello in vendita e ha colpito due clienti, ferendoli non gravemente.

Stato Palestinese Dopo Gran Bretagna, Spagna e Francia, infatti, anche il Belgio si avvicina al riconoscimento dello Stato palestinese: il Parlamento belga adotterà la prossima settimana una risoluzione, non vincolante per il governo, in cui si chiede allo Stato federale di “riconoscere ufficialmente la Palestina come Stato indipendente, soggetto al diritto internazionale” ma solo “nel momento in cui si riterrà più opportuno”.

Antisemitismo Lunedì mattina tre uomini incappucciati e armati hanno fatto irruzione in un appartamento di Créteil, il Comune dell’hinterland parigino che conta una delle più importanti comunità ebraiche di Francia. I responsabili della violentissima aggressione sono stati fermati il giorno stesso, e secondo gli inquirenti, si è trattato di un attacco premeditato con gli stessi malviventi che hanno dichiarato “di conoscere le origini ebraiche della famiglia”. Bernard Cazeneuve, ministro francese dell’Interno, esprimendo indignazione per l’accaduto, ha denunciato quanto avvenuto come chiara aggressione antisemita. Davanti all’ondata di rabbia e proteste, il governo di François Hollande ha ribadito la sua “determinazione nel lottare senza sosta contro ogni forma di razzismo e antisemitismo”. Mentre il Crif; il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, denuncia un’”aggressione antisemita selvaggia”. (La Stampa)
Secondo i dati del servizio di protezione della comunità ebraica (Spcj) di Francia minacce e aggressioni antisemite sono praticamente raddoppiate ( 91%) nei primi sette mesi del 2014.

App per riparare il mondo L’edizione annuale del premio che la Conferenza dei Rabbini Europei dedica all’innovazione digitale ha messo in evidenza, ieri sera, come esista una generazione di imprenditori altruisti e di talento. A vincere l’edizione di quest’ anno, a cui hanno partecipato parlamentari, rappresentanti delle istituzioni locali, opinion makers e membri della Comunità ebraica di Roma sono stati il giovane belga Sacha Nasan, l’ingegnere aereo-spaziale israeliano Meidad Pariente, e gli editori russi Ivar Kh. Maksutoved Elena Verevkina. La serata, a cui erano presenti il presidente dell’Ucei Renzo Gattegna, l’ambasciatore di Israele Gideon Meir, rav Riccardo di Segni e rav Pinchas Goldsmith, ha dimostrato come la religione possa essere alleata dell’innovazione e non è un caso che la Conferenza dei rabbini europei abbia voluto premiare in particolare coloro che utilizzano gli strumenti della nuova generazione nel miglior modo possibile, in base al principio ebraico del Tikkun Olam, per “riparare il mondo”.  (Messaggero)

Un nuovo giusto per lo Yad Vashem? Sulla Repubblica Firenze ampio spazio viene dato alla storia di Renato Fantoni, “ultimo eroe dimenticato che negli anni della Shoah mise a rischio la propria vita per salvare gli ebrei”, ripresa dall’articolo di Adam Smulevich pubblicato su Pagine Ebraiche. Intellettuale antifascista, partigiano, militante liberale, ospitò in casa sua gli amici Eugenio Artom e Giuliana Treves, sua moglie, salvandoli così dai nazifascisti: è già pronto un dossier per lo Yad Vashem di Gerusalemme, che concede il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni a chi salvò ebrei durante gli anni bui. Arriva intanto dall’Aned la conferma che sarà a Firenze la nuova sede del Memoriale italiano di Auschwitz.

 
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  davar
israele - fuoriuscita di petrolio
A Eilat, ambiente minacciato
Uno dei disastri ambientali più gravi della storia di Israele. Così il ministro dell'Ambiente Guy Samet ha definito l'incidente che nella notte ha causato il versamento di migliaia di metri cubi di petrolio greggio nel deserto a Sud di Israele. La perdita si è verificata nella notte e ha interessato una sezione dell’oleodotto che trasporta il petrolio da Eilat, sul mar Rosso, ad Ashkelon, sul Mediterraneo. Ottanta le persone trattate in ospedale per problemi respiratori causati dalla fuoriuscita, per lo più cittadini giordani. Le autorità israeliane hanno temporaneamente bloccato il traffico verso il sud del paese. La macchia di petrolio si allunga per qualche chilometro nel deserto, ma i danni ambientali devono ancora essere valutati. La perdita è avvenuta nei dintorni di Beer Ora, una ventina di chilometri a nord di Eilat, vicino alla frontiera con la Giordania. “Il petrolio ha raggiunto la riserva naturale di Evrona causando seri danni alla flora e alla fauna – ha dichiarato il ministro Samet – Ci vorranno mesi, forse anni per recuperare la situazione... Questo è uno dei casi più gravi di inquinamento mai avvenuti in Israele. Abbiamo ancora difficoltà nel fare una stima della contaminazione”. Una disastro ambientale, dunque, che si va ad aggiungere a una situazione politica complicata, con lo scioglimento ieri del parlamento israeliano e l'annuncio di elezioni anticipate previste per il prossimo 17 marzo. A preoccupare poi, il fronte della sicurezza interna, con l'ennesimo atto terroristico che ieri ha visto un ragazzo palestinese accoltellare due israeliani in un supermercato di Maaleh Adumim.
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qui roma
Volgere al bene la forza del web
La sfida del rabbinato europeo

“Quando sono i media a cambiare, cambia anche il mondo”. Lo ha ricordato il presidente della Conferenza dei rabbini europei, rav Pinchas Goldschmidt, nel corso della serata di premiazione dell’Internet Entrepreneurs Prize, che si è tenuta a Roma nella suggestiva ambientazione dell’Ara Pacis. Intervenendo assieme al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, che dell’organizzazione rabbinica europea è vicepresidente, al sottosegretario alla Cultura Ilaria Borletti, all’assessore ai Lavori pubblici della Capitale Paolo Masini e a una folta rappresentanza di autorità e di esponenti del mondo rabbinico italiane e internazionale, il rav Goldschmidt ha posto l’accento sulle potenzialità, sulle sfide e sui rischi della rete.
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qui parigi - dopo l'aggressione di creteil
"L'antisemitismo è una battaglia
da combattere ogni giorno"

“La Francia non è antisemita, ma una parte dei giovani che abitano le banlieue lo è. Lo è selvaggiamente”. A scriverlo su twitter Arno Klarsfeld, l’avvocato franco-israeliano più volte incaricato dall’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy di missioni politiche e figlio di Serge, l’avvocato, storico e scrittore che si è occupato di diverse cause per portare giustizia agli ebrei deportati durante la Shoah. Le parole di Karsfeld sono state lanciate sulla rete mentre la Francia condanna, si interroga e indaga sull’ultimo caso di cui è stata rintracciata la matrice antisemita. Lunedì mattina a Créteil nella periferia di Parigi, una giovane ebrea di diciannove anni e il suo fidanzato sono stati aggrediti in casa, con l’aiuto di un complice, da due uomini incappucciati che li hanno minacciati con una pistola e un fucile. Il primo ministro francese Manuel Valls scrive oggi su twitter: “L’orrore avvenuto a Cretéil è la dimostrazione immonda che la lotta all’antisemitismo va combattuta ogni giorno”.
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j-ciak
L'esercito delle ragazze
Abbiamo pianto, riso, sognato con “Beaufort”, “Lebanon”, “Kippur”, “Valzer con Bashir”, e tanti altri. Sul grande schermo i soldati israeliani ci sono ormai familiari, ma il discorso cambia se si parla di donne-soldato. A colmare questo strano limbo ecco allora “Zero Motivation” di Talya Lavie - film definito, con qualche esagerazione, la risposta israeliana al mitico “Mash” di Robert Altman – vincitore di svariati premi tra cui quello, prestigiosissimo, dell’ultimo Tribeca Film Festival, e che da questo week end è nelle sale americane.
 “Zero Motivation” segue le vicende di un’unità di soldatesse di stanza nel sud d’Israele e ci regala uno sguardo diverso sulla vita militare. Sembra fuori luogo, dopo un’estate drammatica e un inverno in cui la morsa della tensione non si attenua, ma si ride di gusto (anche se talvolta a denti stretti) a guardare queste ragazze che nel loro ufficio contano i giorni che le separano dal ritorno alla vita civile, passano carte, servono caffè al capo e intanto tramano per farsi trasferire a Tel Aviv, cantano e si dedicano ai videogames.
Antimilitarista? Chi lo sa. Ironico? Sicuramente sì.

Daniela Gross
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qui torino - il nuovo libro di federico fubini
La via di fuga dello zio Renzo
La foto di famiglia torna viva

La presentazione al centro sociale della Comunità di Torino de "La via di fuga", libro da poco pubblicato dall'inviato ed editorialista de la Repubblica Federico Fubini, è stata l’occasione per una tavola rotonda su “Grande depressione, grande recessione: parallelismi e differenze tra la crisi degli anni '30 e l'Italia di oggi”, che ha visto gli interventi, insieme all’autore, di Chiara Saraceno e Bruno Contini, presentati e moderati dal vice presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni. In copertina una foto di famiglia ingiallita, scattata nella notte di fine anno del 1929, da cui è partita la lunga ricerca di Federico Fubini sulle vicende che hanno coinvolto i suoi parenti e in particolare il prozio Renzo, allora venticinquenne, durante gli anni del fascismo e della Seconda guerra mondiale. Renzo, laureato cum laude in economia con Luigi Einaudi, grazie a una borsa di studio della Rockefeller Foundation è appena stato a Londra e a New York, dove si è ritrovato catapultato in pieno nel crash di Wall Street e nella grande depressione degli anni Trenta. Due eventi che Renzo guarda e commenta non solo da economista. Gli interessa scoprire come reagiscono le persone di fronte al crollo del loro mondo, cosa che si è chiesto anche Federico Fubini, suo pronipote, davanti alla crisi attuale che ha gettato la Grecia nel caos risvegliando i germi di un fascismo latente, e che morde l'Occidente e l'Italia in particolare.
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qui verona
Religioni e rispetto dei malati
L’incontro organizzato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, intitolato "Il Rischio Clinico: l'importanza del credo religioso, dei simboli e dei riti nella relazione interculturale tra paziente/parente e operatore sanitario" ha visto la partecipazione di esperti e dei numerosi rappresentanti delle minoranze presenti sul territorio. L’intervento di rav Luciano Caro, in particolare, è stato seguito con attenzione e interesse da un pubblico numeroso, composto da medici, personale ospedaliero e studenti.
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  pilpul
Setirot - Grazie, Milano
A poche centinaia di metri l’uno dall’altro, sabato scorso, in pieno centro a Milano, si sono svolti due presìdi, uno democratico e antifascista per denunciare il raduno neonazi Hammerfest 2014 e l’altro direi né democratico né antifascista sotto lo slogan “no Expo, no Israele”. Modicamente affollato il primo, promosso da Anpi e Libertà e Giustizia con l’adesione dei sindacati, dei partiti di centrosinistra, della Comunità ebraica di Milano e di numerose associazioni tra cui Arci, Acli, Libera; andato semi-deserto il secondo, i soliti militanti in servizio permanente effettivo cosiddetto filo-palestinese, una meccanica ripetizione di slogan senza senso.

Stefano Jesurum, giornalista
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Time out - L'invito a Noa
Chissà se esiste un paese diverso da Israele dove, per celebrare i rapporti diplomatici con un altro Stato, viene invitata a tenere un concerto una cantante come Noa, così critica nei confronti della propria nazione, tanto da essere accusata da ogni parte di slealtà. Con Israele succede, e anche questa è una lezione per coloro che fanno del boicottaggio cultuale uno strumento politico e che ritengono che le posizioni politiche e quelle artistiche siano intrinsecamente legate.

Daniel Funaro
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