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15 dicembre 2014 - 23 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Una volta il mio interlocutore (ebraicamente preparato) durante una conferenza che ho tenuto alla Casa Della Cultura a Milano mi chiese: “Sarebbe stato possibile Spinoza senza la tradizione ebraica?”. Risposi: “Probabilmente no”. Tuttavia: se e in che misura la Qabbalah conduca alle conclusioni “spinoziane” è una questione che ha occupato molti dei suoi studiosi che tentano di dimostrare che il sistema panteista di Spinoza deriverebbe in parte da fonti cabalistiche. Risulta evidente che è piuttosto arduo seguire il diramarsi di queste teorie, sopratutto in relazione alla vasta letteratura della Qabbalah, e i suoi eventuali influssi sulla speculazione filosofica moderna fino all’enunciazione del principio “Deus sive Natura” da parte di Spinoza.
 
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Anna
Foa,
storica
Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato Martin Luther King e Heschel che marciavano l’uno accanto all’altro nel 1963 a Selma per i diritti civili dei neri, dopo che King aveva fatto appello a tutti i leader religiosi. Ho sognato gli ebrei americani unirsi anche oggi da protagonisti alla lotta di tutti gli americani per l’uguaglianza dei diritti, come in quegli anni avevano combattuto, talvolta lasciandoci la vita, a fianco dei neri. Dimentichi di tutto ciò che di brutto era seguito nei rapporti tra le due comunità. Ho sognato anche che noi ebrei cominciavamo ovunque a batterci contro tutte le violenze, contro tutte le discriminazioni e i razzismi, non soltanto contro quelli che ci toccavano da vicino. Comunque, era un bel sogno.
 
 
 
Terrore a Sidney
Terrorismo al caffè. Un caffè-cioccolateria di Sidney è al centro della preoccupazione del mondo intero: stamane un uomo armato ha fatto irruzione e preso in ostaggio un numero imprecisato di civili, cinque dei quali sono riusciti miracolosamente a fuggire. Dentro al caffè è stata issata una bandiera nera con scritte in arabo. Al momento si sospetta che il terrorista non faccia parte dell’Isis o altre organizzazioni ma sia un lupo solitario. I centri comunitari ebraici australiani, riporta il Times of Israel, hanno rafforzato la sicurezza per contrastare una possibile ondata di disordini.

Incontro a Roma. Oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il segretario di Stato americano John Kerry a Roma. Sul Corriere della Sera, Paolo Valentino traccia le prospettive del meeting che si prevede tutt’altro che disteso. Netanyahu si dimostra fermo spiegando che: “Israele è un bastione solitario contro l’ondata crescente dell’estremismo islamico” e nega fermamente la possibilità di ridisegnare i confini ritornando al quelli del 1967. Ieri Kerry ha incontrato il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov. Oggi sarà il turno del premier italiano Matteo Renzi e di Netanyahu, in serata poi volerà a Parigi per incontrate i ministri degli Esteri francese e tedesco e l’Alto Rappresentante per la politica estera della Ue Federica Mogherini.

Chanukkah con rav Sacks. Sul Wall Street Journal a fare da columnist il rav Jonathan Sacks che lancia la sua preghiera per la festività di Chanukkah: “Spero che le persone di tutte le fedi lavorino insieme per la libertà di tutte le religioni”.
 
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  davar
L'ASSISE DELL'UNIONE DELLE COMUNITÀ EBRAICHE
Consiglio UCEI tra nuovi assetti e revisione dello Statuto
La procedura di reintegro delle posizioni vacanti degli organismi istituzionali dell’ebraismo italiano e la complessa revisione statutaria hanno caratterizzato, tra i tanti temi all’ordine del giorno, la seconda sessione del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane riunito a Roma per l’ultima seduta del 2014.
Ampio consenso per la decisione di prorogare il mandato di mediazione assegnato al Presidente dell’Unione Renzo Gattegna nei confronti della realtà ebraica romana fino all’identificazione di una soluzione adeguata per la sostituzione delle posizioni lasciate vacanti da parte di alcuni Consiglieri dimissionari: il Consiglio ha accolto a larga maggioranza la proposta ribadendo allo stesso tempo la propria piena legittimità e confermando il mandato alla presidenza al fine di completare la composizione. Altre ipotesi emerse nel corso del dibattito sono state momentaneamente accantonate.
Sul fronte della ricomposizione della Giunta il Consiglio ha disposto l’ingresso del milanese Guido Osimo, 53 anni, docente di matematica generale e matematica applicata all’Università Bocconi. Il Consigliere sostituisce nell’organo di governo il collega Raffaele Turiel, che ha lasciato l’incarico per motivi personali.
Molte le modifiche statutarie prese in esame nel corso dei lavori di una giornata particolarmente intensa. Dopo aver concordato che tutti i provvedimenti adottati prenderanno piena efficacia dal gennaio 2016, in modo da non influenzare in alcun modi i processi attualmente già in corso, i Consiglieri hanno meglio definito alcune questioni che avevano suscitato negli scorsi mesi un vivace confronto.
Per quanto concerne i meccanismi di rappresentanza delle singole Comunità viene confermato che le realtà con meno di duemila iscritti possano prevedere, sulla base della propria autonoma scelta, di eleggere rappresentanti nel proprio Consiglio anche per oltre tre mandati consecutivi.
Una più chiara definizione della procedura di cooptazione per la copertura delle posizioni eventualmente rimaste vacanti in seno al Consiglio dell’Unione prevede inoltre che lo stesso Consiglio UCEI scelga, se si verificasse la necessità di un reintegro che vada al di là del subentro dei candidati non eletti in prima battuta, tra una rosa di nomi proposti dal Consiglio della Comunità.
Riguardo alla possibilità delle Comunità di designare in Consiglio rappresentanti non appartenenti alla stessa base comunitaria, il Consiglio ha disposto che tale facoltà sia limitata effettivamente alla eventuale designazione di iscritti alle Comunità stesse, anche tenendo in conto la possibilità offerta dallo Statuto della doppia iscrizione comunitaria.
Approvazione largamente condivisa anche per la proposta di aprire la partecipazione alle riunioni del Consiglio dell’Unione a tutti gli iscritti comunitari che manifestino la propria volontà in questo senso oltre ai rappresentanti degli enti ebraici che partecipano di diritto come osservatori.
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MELAMED - EDUCAZIONE ALLA SHOAH
A Roma il Simposio Europeo Conoscere per crescere insieme
L’ebraico mescolato a tutte le lingue dell’Europa, docenti che si ritrovano magari dopo anni, studiosi dallo Yad Vashem, i ministri dell’Istruzione di Italia e Grecia insieme ai rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione di 28 paesi. A Roma, al Centro Ebraico Il Pitigliani, sono riuniti oggi i rappresentanti di quella parte di Europa che ha a cuore la Memoria della Shoah, insieme a coloro che quotidianamente sono impegnati sul campo, per educare, formare, far crescere una generazione di giovani consapevoli. Sono state le parole di Ugo Limentani, presidente del Pitigliani, di cui ha ricordato la storia, ad accogliere gli oltre cento partecipanti al Simposio Europeo “Stabilire una rete europea per l’insegnamento sull’educazione alla Shoah”, organizzato nell’ambito del semestre italiano di Presidenza europea dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con lo Yad Vashem di Gerusalemme e con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Simonetta Della Seta, consigliere dell’Ambasciata d’Italia per gli affari culturali ed educativi, nel ruolo oggi di moderatrice, ha aperto la prima sessione dando il suo benvenuto ai rappresentanti delle molte istituzioni europee presenti, unite dalla volontà di mettersi in rete per creare un network unico, che possa essere realmente operativo. Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha sottolineato subito come la Memoria sia un dovere per tutti, tanto come conoscenza del passato che come sguardo sul futuro. “Stiamo compiendo qui un passo importante, insieme, che vogliamo diventi un concreto passo avanti verso il nostro comune futuro. Un’occasione importante per tutto il mondo, e sono fiera di affermare che l’Italia ha dimostrato in questi anni il suo impegno concreto in molte diverse maniere.”
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vertice kerry- Netanyahu a Roma
Per il negoziato, contro i diktat
“Non accetteremo diktat dall'Onu”. Questa mattina, prima di partire per Roma per incontrare il segretario di Stato Usa John Kerry (nell'immagine un incontro tra i due tenutosi lo scorso anno) e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva chiarito in modo inequivocabile la sua posizione, rispondendo indirettamente all'iniziativa palestinese. Da Ramallah, infatti, era arrivata in serata la notizia che l'Autorità nazionale palestinese presenterà mercoledì prossimo all'Onu una risoluzione in cui chiede il ritiro di Israele dalla Cisgiordania e da Gerusalemme Est (si vuole il ritorno ai confini del 1967) entro novembre 2016 e il riconoscimento dello Stato di Palestina.

“Non accetteremo tentativi di imporci gesti unilaterali su una base temporale limitata”, l'avvertimento di Netanyahu ai palestinesi e alla Comunità internazionale, “in una realtà in cui il terrorismo islamico riesce a raggiungere qualsiasi angolo del pianeta, respingeremo qualsiasi tentativo di piazzare quel terrorismo dentro casa nostra”. In queste ore Netnayahu è impegnato in un faccia a faccia con Kerry, a cui ribadirà la richiesta israeliana alla Casa Bianca di apporre il veto sulla risoluzione palestinese (presentata al Consiglio di Sicurezza grazie alla Giordania, membro temporaneo del direttivo) perché per arrivare alla pace esiste una sola via, il negoziato. Sembra che Kerry voglia fare da pacere ed evitare lo scontro diplomatico alle Nazioni Unite, così, dopo aver sentito Netanyahu, volerà domani a Londra per vedere Saeb Erekat, capo negoziatore palestinese. Intanto diversi paesi europei sembrano dirigersi verso il riconoscimento unilaterale della Palestina: le mozioni non vincolanti dei parlamenti di Francia, Gran Bretagna e Spagna sono un visti come fumo negli occhi dalla diplomazia israeliana. Anche l'Irlanda si è unita al coro, rimanendo inoltre coinvolta in una polemica che ha sollevato lo sdegno della Comunità ebraica irlandese e non solo: un'organizzazione impegnata sul fronte del ricordo della Shoah ha infatti incredibilmente vietato ai suoi relatori di menzionare Israele nel corso delle prossime celebrazioni ufficiali del Giorno della Memoria in Irlanda. Un provvedimento considerato scandaloso e su cui l'organizzazione in questione sembra aver fatto un passo indietro.
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il presidente salonichio è il più votato
Trieste, ha un nuovo Consiglio Alto tasso di partecipazione

Un nuovo Consiglio per la Comunità ebraica di Trieste. Ad essere eletti, in ordine di preferenze, il presidente uscente Alessandro Salonichio e a seguire Ariel Camerini, Nathan Israel, Mauro Tabor, Davide Belleli, Livio Vasieri e Alessandro Treves. Nei prossimi giorni la prima riunione del nuovo esecutivo per definire chi sarà il presidente e le diverse attribuzioni.
Molto significativa la partecipazione al voto: a recarsi alle urne il 56,6% degli aventi diritto.

il poeta della roma ebraica
Duccio LeviMortera (1938-2014)
Era stato insignito in Campidoglio del Premio Simpatia l’8 giugno 2011, lui, il poeta contemporaneo della Roma ebraica, Duccio Levi Mortera, e per l’occasione, con il suo solito spirito bonariamente scanzonato, aveva composto un sonetto in dialetto romanesco in cui, rivolgendosi ai romani tutti, si era proclamato come sempre con orgoglio per quello che era, “So’ giudio”. Si domandava anche se sarebbe arrivato fino ai centovent’anni, come desiderava: “Mi avete dato sto premio Simpatia / perché faccio soride un po’ de gente. / Me piace sta co’ tutti in allegria / musi lunghi no, manco pe gnente. // Io nun me l’aspettavo, in fede mia / er core che me batte nun se sente? / Premiato da siffatta compagnia / è riconoscimento più eloquente. // Io so’ romano docche, quello vero, / poi se vede dar nome, so’ giudio. / Se vojo campa’ a lungo, armeno spero // che dite ariverò a centovent’anni? / Io ce vorei arivà, signore Iddio. / Co’ la bona salute e senza affanni”. Ma non è arrivato a quell’età il grande Pasquino della Roma ebraica contemporanea, scomparso dopo una malattia sabato 25 ottobre di quest’anno, circondato dall’affetto di centinaia di amici che si sono stretti intorno alla famiglia – la moglie Gigliola Modigliani, il figlio Emanuele, le sorelle Piera ed Adriana e famigliari tutti – nelle varie cerimonie di addio al cimitero ebraico ed in casa, e nel commovente Limud svoltosi sabato 13 dicembre al Pitigliani, in chiusura di Shabbat.


(Nell’immagine, Duccio Levi Mortera con gli amici del coro Ha Kol Lello Dell’Ariccia e Marco Di Porto).

Elèna Mortara
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informazione - international edition
I miracoli di Chanukkah
È dedicata alla festa di Chanukkah che prende il via quest’anno la sera di martedì 16 dicembre la parola italiana di questa settimana sull’edizione internazionale di Pagine Ebraiche: “Luci”. Le luci della festa che nel cuore dell’inverno ricordano i miracoli della riconquista del Tempio di Gerusalemme e della libertà religiosa da parte dei Maccabei. Una ricorrenza che in Italia, a differenza che in altre paesi dove è spesso accostata ad altre festività della stagione, ha mantenuto una sua dimensione maggiormente intima. E a celebrare le luci è anche la sezione Bechol Lashon, che racconta del Museo dedicato a Magritte a Bruxelles dove alle pareti fanno mostra di diversi pensieri dell’artista. “Non abbiate paura della luce del sole con il pretesto che essa è quasi sempre servito per illuminare un mondo miserabile”, la citazione scelta. Ancora, al pubblico internazionale si racconta di come, a pochi mesi dall’inaugurazione dell’Esposizione universale di Milano, Israele sia già protagonista dell’antipasto romano della rassegna, che svolge in questi giorni all’aeroporto di Fiumicino.

Rossella Tercatin
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qui roma - musica
Un concerto per la
luce
Un concerto per celebrare la luce, data l’imminenza con la festa ebraica di Chanukkah, ma non solo: “La luce comprende tematiche universali che uniscono tutte le religioni e si sviluppa secondo diverse interpretazioni: dal concetto di lucidità in poi. Chanukkah è inoltre il simbolo della lotta contro l’omologazione, il ricordo della battaglia dei Maccabei per mantenere il diritto di professare il proprio credo”, questo il pensiero di Luigi De Salvia, tra gli organizzatori del concerto interreligioso per la pace “La luce illumini le tenebre” che si svolgerà oggi alle ore 20.00 nell’Aula Magna della Facoltà Valdese (via Pietro Cossa 42). Stasera sul palcoscenico, per la prima volta, l’Ozen Orchestra diretta da Adriano Mordenti incontrerà il coro turco Intercultural Dialogue Chorus of Izmir, “Un coro laico – spiega De Salvia – proveniente da Smirne e che, attraverso la musica, tiene viva la multiforme tradizione della città”. “Il concerto – interviene Guido Coen, tra i promotori dell’evento – è realizzato in collaborazione con l’associazione A.gi.mus, Associazione Giovanile Musicale e con la Jewish Committee oltre che con la sezione italiana di Religions for Peace. Quello dell’orchestra di musica ebraica Ozen (in ebraico orecchio) è un gran ritorno, dopo il concerto per i 100 anni dell’Oratorio Di Castro”. “Stasera – conclude Coen – sarà l’occasione per riflettere sul tema della coesistenza a partire da un concetto trascendentale ed unificatore: quello della luce”.

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qui roma
Gemma Coen (1930 - 2014)
Gemma Coen Sabbadini ha rappresentato il simbolo delle prime volte. È stata una delle prime donne a ricoprire l’incarico di consigliera della Comunità ebraica di Roma tra gli anni ’60 e ’70 ma non solo: animatrice culturale, organizzò le prime recite con i bambini della comunità e creò persino un giornale per ragazzi intitolato ABC. La sua dedizione viene ricordata con affetto dal nipote Guido Coen: “Mia zia faceva la professoressa di scienze ma coniugava questo con altre passioni. Attraverso l’Adei Wizo jr fece andare in scena numerose commedie coinvolgendo i bambini della Comunità ebraica di Roma. Tra i giovanissimi attori figuravo anche io, oltre che Angelica Livne Calò attualmente a capo del progetto teatrale Beresheet LeShalom che ha ricordato teneramente come la sua carriera sia iniziata a nove anni proprio in uno spettacolo di Gemma. Abbiamo calcato i palchi più importanti di Roma dal Valle all’Eliseo; ricordo ancora la mia interpretazione di Moshe Rabbenu. Il primo spettacolo realizzato fu un teatro delle marionette con pupazzetti di cartapesta realizzate dagli stessi ragazzi. Mia zia fondò poi, in relazione alle attività dell’Adei, il primo giornale per bambini, ABC. Stiamo facendo il possibile per recuperare e mettere insieme la collezione di copie".
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pilpul
 Oltremare - Soap opera
Meravigliosi, sono semplicemente meravigliosi: i politici israeliani riescono a fare certe gimkane… In una sola settimana dall’inizio delle danze, paiono palline di mercurio sfuggite ad un termometro lanciato con forza contro una parete. Si spera non siano altrettanto velenosi, ma essendo politici appunto, il dubbio viene. Solo per toccare i punti salienti, il capo dell’opposizione (Yitzhak “Buji” Herzog, nel partito laburista da diverse generazioni, e famoso per avere il carisma di un pelouche) ha stretto un’alleanza in puro stile Megillat Ester ‘fino a metà del mio regno’ con la Tzipi Livni, generazioni di destra Likud alle spalle, che quella metà se la prende tutta senza batter ciglio, pur avendo secondo i sondaggi seri problemi a entrare da sola alla Knesset con il suo partito HaTnuà, il movimento, che non andrebbe da nessuna parte quindi, senza Buji. Nella parte di Vashti, la ripudiata ex capo dell’opposizione Shelly Yechimovich ha incredibilmente dato il suo assenso al matrimonio più misto immaginabile, almeno politicamente. In alternativa, avrebbe potuto mollare l’Avodà e portarsi via metà partito, ma per motivi che sapremo (si spera) entro il 17 marzo, è rimasta. Io propendo per un grasso grosso ministero con portafoglio.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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