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29 dicembre 2014 - 7 Tevet 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Dopo aver visto Benigni sui Dieci Comandamenti non posso trattenere un breve commento: cita al 99% Rashi e varie fonti midrashiche e talmudiche. Le interpreta e le trasmette con la maestria propria di un vero artista. Spettacolo. Tuttavia (salvo una sola volta) non fa presente di fare principalmente riferimento alla Tradizione ebraica. Ma parla solo di "tradizione" in modo generico.
Tutto questo interesse per l'ebraismo e le sue fonti è certamente positivo e senza precedenti. Ma non ci si appropri di una tradizione esegetica ebraica di millenni come se fosse sempre stato così: sembra quasi che la tradizione ebraica, così inglobata e fatta propria, citata e apprezzata, sia completamente distinta (cosa altra) dagli ebrei, dal popolo ebraico del qui ed ora, dall'ebraismo nella vita quotidiana. Insomma, mi sembra proprio che vada molto di moda l'ebraismo, ma non gli ebrei...
"Non rubare" significa anche non appropriarsi delle parole altrui senza citarne la fonte.
 
Anna
Foa,
storica
Il re Putin è nudo, scrive Bernard-Henry Lévy, parlando dell'Ucraina, uno dei tre peggiori fronti di guerra del 2014. Il secondo è naturalmente la Siria, il terzo l'IS. Per Lévy, questo dell'Ucraina è stato il più importante. Infatti la sconfitta di Putin, che si va delineando in seguito alla crisi economica a cui hanno concorso le sanzioni dell'Europa, pone fine a una situazione che rischiava di portare ad una sorta di ricostituzione imperiale, con conseguenze anche pesanti sugli altri fronti aperti nel mondo, in primo luogo la Siria. Lévy parla anche dell'antisemitismo tradizionale degli ucraini e ricorda la solidarietà delle due memorie di Holodomor e di Babi Yar, del massacro comunista per fame e di quello nazista per fucilazione. Il miracolo che è avvenuto, scrive ancora, è che durante la Comune di Kiev, con la libertà, non c'è più stato antisemitismo. Questo è bene dirlo e ripeterlo, perché tappa la bocca a quanti, troppi, ancora dicono degli ucraini in lotta contro Putin che sono nazisti e antisemiti. Ma è bello che nella libertà l'odio antisemita possa morire. È un auspicio per questo 2015 che ci troviamo davanti, tutto in salita, pieno di battaglie ancora da fare e di masse umane a rischio di sterminio. Buon 2015.
 
Israele, allo studio
la riforma della leva
Il passaggio dal servizio militare obbligatorio all'esercito di professionisti su base volontaria sarebbe al centro di un piano di riforma discusso all'interno del Ministero della Difesa israeliano. L'indiscrezione è del quotidiano Haaretz ed è rilanciata anche dai media italiani. “Israele: cade il tabù. Esercito di professionisti?”, titola tra gli altri il Corriere della sera. L'adeguamento “agli standard occidentali” indicato dai fautori del cambiamento potrebbe però compiersi in un arco temporale relativamente esteso, sottolineano alcuni addetti ai lavori.

Bloccato in extremis da Hamas il passaggio di confine per 37 bambini della Striscia di Gaza, tutti orfani di guerra, invitati da un movimento di sinistra che fa riferimento alla realtà dei kibbutzim e da alcuni esponenti politici arabi a trascorrere una settimana di vacanza sul territorio israeliano e in Cisgiordania con l'obiettivo di accendere “una candela di speranza” dopo il drammatico conflitto della scorsa estate. La decisione del gruppo terrorista, dopo un primo assenso, è da interpretare con la volontà di non sviluppare una politica di “normalizzazione” con lo Stato di Israele (la Stampa).

In Siria sale intanto a circa 2mila unità il numero di vittime dei criminali dell'Isis negli ultimi sei mesi. A riferirlo, riporta in una breve la Stampa, è l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh). Le vittime sono state uccise “a colpi d'arma da fuoco, decapitate o lapidate”. 
 
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  davar
iSRAELE
Tsahal, una riforma difficile
Stati d'animo diversi in Israele, Cisgiordania e Gaza. Il primo si prepara alle elezioni del prossimo marzo e l'opinione pubblica riflette sulla notizia riportata da Haaretz: tra i vertici dell'esercito israeliano si pensa, in un futuro che al momento appare lontano, di togliere l'obbligo di leva e formare un esercito di soli professionisti. In Cisgiordania l'Autorità palestinese si divide sulla risoluzione da presentare all'Onu per ottenere il riconoscimento dello Stato palestinese. Nella Striscia di Gaza Hamas mostra per l'ennesima volta il suo volto bloccando un progetto di solidarietà che coinvolgeva bambini orfani di guerra e alcuni Kibbutzim israeliani: l'iniziativa era diretta a 37 ragazzi di età tra i 12 e 15 anni, che avrebbero dovuto incontrare coetanei israeliani oltreconfine. Mentre stavano per varcare l'incrocio Beit Hanoun, a nord di Gaza, i miliziani di Hamas hanno bloccato l'autobus su cui viaggiavano.
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INFORMAZIONE - INTERNATIONAL EDITION
I media e la demenza digitale
“Di fronte all’enorme ondata di degrado della dignità della persona, di linguaggio aggressivo, di volgarità e anche di pura imbecillità, i grandi quotidiani italiani stanno seriamente cominciando a pensare di limitare o di impedire la possibilità del pubblico di scrivere liberamente i propri commenti sui loro siti”. È una preoccupazione forte, quella rilevata dal direttore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e direttore di Pagine Ebraiche Guido Vitale nel suo consueto appuntamento settimanale It Happened Tomorrow. “Controllare, archiviare, talvolta denunciare le innumerevoli stupidaggini prodotte da un piccolo gruppo di grafomani aggressivi costa denaro ed energie e svilisce l’autorevolezza del prodotto giornalistico. Gli ebrei italiani hanno sempre rappresentato un elemento importante di intelligenza, moralità e buon uso delle innovazioni tecnologiche. Sarebbe un peccato se questa volta rimanessero indietro e perdessero una grande occasione di costituire un esempio positivo e di esercitare la propria intelligenza”.

Per i lettori di Pagine Ebraiche International Edition anche la notizia del lancio del marchio di kasherut nazionale K.it che si propone di unire la qualità del Made in Italy con la garanzia delle norme previste dalla legge ebraica. Grande l’interesse riscosso dal progetto sia in termine di adesione delle aziende che alle fiere di settore, come il Kosherfest di New York.


Rossella Tercatin
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pagine ebraiche gennaio 2015
Memoria e traslochi
Due novità riportano la nostra riflessione sulla annosa vicenda del “Memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti”, che dal 1980 risiede nel blocco 21 del campo I di Auschwitz. Minacciato di smantellamento, sembra aver trovato finalmente a Firenze una sede idonea ad accoglierlo: gli spazi della Ex3 a Gavinana, un centro per l’arte contemporanea attualmente in disuso, accanto a piazza Bartali. Un luogo certamente congruo alla sua straordinaria qualità artistica ma che, alienandolo dal sito per cui era stato concepito e realizzato, lo depriva della funzione originaria di rappresentare la storia e la memoria della deportazione in Italia.

Adachiara Zevi
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pilpul
 Oltremare - Politica e deja-vu
Se si volesse fare del bene in modo disinteressato a livello internazionale, si potrebbe per esempio creare una enorme task force sparpagliata per ogni continente che dia spassionati consigli a ogni governo basandosi sulle esperienze di altre nazioni. Una specie di micro-ONU, solo con funzioni informative. Le nefandezze e imbecillità compiute da un dato paese dovrebbero esser portate ad esempio negativo, e i successi invece come proposte costruttive. La task force dovrebbe avere solo potere consultivo, ma nessuno si sognerebbe di non seguire le sue indicazioni – perchè cadere in errori già sperimentati altrove?

Daniela Fubini, Tel Aviv
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