28 gennaio 2015 - 8 Shevat 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e
Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto
Cavaglion e Francesco Lucrezi.
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Luca Telese @lucatelese
28 gennaio
Pacifici e Parenzo stanno contattando l'ambasciata
per chiedere di intervenire. Chiusi a Auschwitz nel giorno
dell'anniversario. Folle
David Parenzo @DAVIDPARENZO
28 gennaio
Vicenda incredibile,grazie alla #farnesina e all'on @ernestocarbone che ci hanno aiutato @ricpacifici @fabioperugia http://m.repubblica.it/
Riccardo Pacifici @riccardpacifici
28 gennaio
Non siamo affatto spaventati Bensi stupefatti di questa farsa da cui i stessi poliziotti polacchi non sanno come uscirne.
Fabio Perugia @fabioperugia
28 gennaio
Ci hanno liberati. @DAVIDPARENZO @riccardpacifici
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Dopo il Giorno della Memoria
Commemorazioni ufficiali ieri in Polonia per ricordare il settantesimo
anniversario della liberazione del campo di concentramento di
Auschwitz. Trecento sopravvissuti – tra loro Alberto Israel, 88 anni,
deportato dalla Rodi italiana il 24 luglio 1944 - hanno ricordato
l'orrore del genocidio nazista e ammonito i quindici capi di Stato
presenti a non rimanere mai più indifferenti di fronte all'odio e alle
persecuzioni (Corriere della Sera). A rappresentare l'Italia, il
presidente della Repubblica supplente Piero Grasso, accompagnato dal
presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
(Avvenire). Come raccontano diversi quotidiani oggi, entrambi in
mattinata avevano parlato, assieme al presidente della Camera Laura
Boldrini, dagli scranni di Montecitorio nel corso della celebrazione
italiana del Giorno della Memoria. A ricostruire i passaggi chiave dei
loro discorsi, Carlo Marroni sul Sole 24 Ore, il cui articolo apre con
le parole del presidente Gattegna: “Il valore della memoria, una
memoria attiva e consapevole, è il cardine delle nostre società libere,
plurali e democratiche”. “Il nostro futuro si chiama Europa. È il sogno
di una comunità unita, senza più guerre, senza più odi reciproci, nato
dopo l'orrore” della Seconda Guerra Mondiale, afferma il presidente
Grasso. “L'Italia onora e ricorda la giornata della memoria
settant'anni dopo la liberazione di Auschwitz. Mai più”, il messaggio
del premier Matteo Renzi. “Auschwitz grida il dolore di una sofferenza
immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli”, le
parole di papa Bergoglio (La Gazzetta del Mezzogiorno).
Auschwitz, la memoria italiana.
Il Blocco 21 di Auschwitz, dove sorge il padiglione italiano, è chiuso
dal 2011. Lo era anche ieri, nel settantesimo anniversario della
liberazione: manca un allestimento didattico, affermano dal Museo, non
basta l'opera d'arte ideata tra gli altri da Primo Levi e che sembra
destinata a tornare in Italia. Ma la preoccupazione è che il padiglione
venga affidato a un altro paese e non più all'Italia. “C'è la volontà
del governo di predisporre un nuovo allestimento - rassicura dalle
pagine del Corriere il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche
italiane Gattegna -. Quello spazio non può essere perso dal nostro
Paese»”.
La Memoria in pericolo. Ancora
grande rilevanza sui quotidiani nazionali, rispetto all’indagine
riguardo la percezione della Memoria da parte degli italiani condotta
dall’istituto di ricerca SWG in collaborazione con la redazione di
Pagine Ebraiche. A scriverne oggi, Ugo Tramballi sul Sole 24 Ore che
sottolinea come “Pagine Ebraiche, la rivista delle Comunità italiane
diretta da Guido Vitale, denuncia una pericolosa assuefazione: la gente
tende a ricordare sempre di meno. II tempo, ormai 70 anni, e le
testimonianze dirette che fatalmente diminuiscono, non sono
giustificazioni sufficienti”, sottolinea Tramballi. “Noi europei
abbiamo l'obbligo di non dimenticare, di vigilare e di trasmettere la
memoria di un orrore e di una redenzione europea”, afferma Tramballi
che mette in guardia dai nuovi fenomeni di intolleranza e antisemitismo
che emergono nel Vecchio Continente.
La preoccupazione degli ebrei per l'antisemitismo.
Ampio spazio sull'Osservatore Romano allo studio condotto da Sergio
Della Pergola e L.D Staetsky, anticipato nell'ultimo numero di Pagine
Ebraiche, riguardo alla percezione dell’antisemitismo dell'ebraismo
italiano ed Europeo, legato al fenomeno dell'immigrazione in Israele.
“L'entità e il calendario delle migrazioni, anche quelle verso Israele,
seguono soprattutto motivazioni economiche e se del caso politiche, e
solo in secondo luogo motivazioni ideologiche”, chiarisce Della
Pergola, ripreso dall'Osservatore. Scelte economiche dunque sono il
motore delle emigrazioni ebraiche dall'Europa ma anche l'antisemitismo,
come si registra nello studio, preoccupa, con una percezione crescente
di insicurezza non solo in Francia – teatro dei sanguinosi fatti di
Parigi – ma anche in Italia.
Matrix fuori programma.
Tra i molti approfondimenti dedicati al settantesimo anniversario della
liberazione di Auschwitz, da segnalare il programma di Canale 5 Matrix,
che ha avuto tra i suoi ospiti anche alcuni personaggi provocatori e
folkloristici, e che è rapidamente scivolato nella polemica confondendo
in maniera strumentale nelle parole di alcuni i temi della Shoah e del
conflitto mediorientale.
Al termine della trasmissione un singolare episodio ha visto
protagonisti il giornalista David Parenzo, il presidente della Comunità
ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il suo portavoce. Rimasti chiusi
inavvertitamente all'interno del campo di sterminio dopo la
registrazione notturna, hanno cercato di uscire dal campo da un'uscita
non autorizzata facendo scattare l'allarme delle forze dell'ordine.
Dopo essere stati fermati, sono stati sottoposti a un interrogatorio e
ad alcuni accertamenti per essere rilasciati soltanto questa mattina.
La Memoria in Italia.
Tantissime le iniziative nel nostro paese. Al Vittoriano a Roma
inaugurata alla presenza del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, la
mostra "La fine dell'orrore. La liberazione dei campi nazisti" con cui
la Fondazione Museo della Shoah di Roma torna a proporsi al pubblico in
questa nuova stagione di Memoria” (Sole 24 Ore). E nella Capitale –
macchiata ieri da vergognosi striscioni negazionisti del gruppo di
estrema destra Militia - potrebbe arrivare il prossimo anno il regista
Steven Spielberg (di cui Repubblica pubblica un riflessione). “L'anno
prossimo verrò a Roma a girare un film e, se volete, darò una mano per
l'allestimento del Museo della Shoah”, le parole del regista che,
riporta da Gabriele Isman su Repubblica, avrebbe dato la notizia al
presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici e al suo
portavoce Fabio Perugia. A Milano migliaia di persone hanno affollato
il Memoriale della Shoah (Repubblica Milano), il cui auspicio,
ricordava Roberto Jarach, vicepresidente UCEI e vicepresidente della
Fondazione dedicata al Binario 2, è di raddoppiare il numero dei
visitatori per il prossimo anno. Il vicepresidente Jarach era presente
ieri mattina alle celebrazioni per il Giorno della Memoria in Regione
e, assieme al presidente della Comunità ebraica di Milano, alla serata
in onore dei Testimoni Gori Bauer, Nedo Fiano e Liliana Segre al
Conservatorio (Repubblica Milano). “Quei tempi possono tornare”
l'avviso del rabbino capo di Firenze dalle pagine di Repubblica Firenze
mentre su quelle bolognesi, la ricostruzione della cerimonia cittadina
alla presenza del presidente della Comunità ebraica Daniele De Paz e
del Rabbino capo Alberto Sermoneta.
L'archivio di Auschwitz a Torino.
Per il Salone del Libro di quest'anno, è stato messo in piedi il
progetto di portare una parte della documentazione presente al campo di
concentramento della tragedia del genocidio a Torino. Ne scrive
Francesca Paci su La Stampa.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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