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16 Marzo 2015 - 25 Adar 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
"Questo è il pane dell’afflizione che i nostri padri mangiarono in terra d’Egitto: chiunque abbia fame venga e mangi; chiunque abbia bisogno venga e celebri Pesach. Quest’anno siamo qui, l’anno prossimo saremo in terra d’Israele; quest’anno siamo schiavi, l’anno prossimo saremo liberi”. (Haggadah di Pesach) Da qui si impara che la vera redenzione spirituale e fisica del popolo ebraico dipende dal suo atteggiamento nei confronti del prossimo dal punto di vista etico: “Chiunque abbia fame venga e mangi; chiunque abbia bisogno venga e celebri Pesach”. I due aspetti sono inscindibili.
 
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Anna
Foa,
storica
L’inserimento in occasione della giornata del ricordo, il 10 febbraio, di Paride Mori, fascista della Repubblica di Salò, fra le medaglie d’oro conferite dalla Presidenza del Consiglio per “il sacrificio offerto alla patria” è un fatto increscioso, un infortunio stupefacente non solo per la figura dello stesso Mori ma anche perchè infanga la memoria delle vittime delle foibe accostandola a quella di un convinto repubblichino. Come già ha messo in luce cinque anni lo storico Marco Minardi, Mori “fu ufficiale in un reparto fascista di bersaglieri durante la Rsi e fu ucciso in combattimento contro i partigiani in Val Baccia, nella zona di Gorizia, nel febbraio 1944. Apparteneva al Battaglione «Mussolini», reparto di volontari sotto comando della polizia tedesca (SS) schierato nei territori del Adriatisches Küstenland, di fatto annessi al Reich”. Quando, immediatamente dopo l’8 settembre, si schierò con i nazisti, aveva quarant’anni, non era quindi uno dei “ragazzi di Salò”. La medaglia è un insulto, oltre che alle vittime delle foibe, alla memoria degli oltre settecentomila militari italiani imprigionati dai nazisti per non aver voluto aderire a Salò, e a quella dei 9500 militari italiani assassinati dall’esercito tedesco a Cefalonia. Immagino che la Presidenza del Consiglio porrà rapidamente riparo a questo spiacevole errore.
 
Israele, 24 ore alle urne
Massima attenzione sui media per le imminenti elezioni israeliane. “Domani il paese va alle urne per scegliere tra la continuità rappresentata da Netanyahu e il centrosinistra di Herzog e Tzipi Livni. E sullo sfondo resta irrisolto l’eterno dilemma sui due Stati”, scrive Repubblica. “In Israele è sfida all’ultimo voto. Netanyahu costretto a inseguire”, titola la Stampa. E se il Messaggero parla di “Netanyahu in affanno”, il Corriere mette in evidenza “il grande ritorno dei laburisti”.

A due mesi dall’attacco, l’Hyper Cacher di Porte de Vincennes ha riaperto le proprie porte accogliendo, insieme a centinaia di parigini, il ministro dell’Interno francese. Il Corriere racconta le emozioni di una giornata indimenticabile e allo stesso tempo solleva i punti ancora irrisolti dell’attacco che costò la vita a quattro persone.
 
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  davar
israele
Al voto. Con molte domande
Nella giornata di domani gli israeliani si recheranno alle urne per scegliere i propri rappresentanti alla Knesset. Cinque milioni e 800mila persone potranno porre la propria x su uno dei 25 partiti presentatisi a questa tornata elettorale. Se il partito prescelto supererà la soglia di sbarramento del 3,25 per cento allora potrà contare almeno su 4 dei 120 seggi complessivi della Knesset. Per ottenere le chiavi del governo del paese, sarà necessario ottenere l'appoggio della maggioranza del parlamento, ovvero di almeno 61 membri della Knesset. Quando il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu di chiudere l'esperienza dell'ultimo governo e tornare, a distanza di due anni dalle ultime elezioni, alle urne, era convinto di avere in mano l'elettorato israeliano. A 24 ore dal voto decisivo, quelle convinzioni vacillano. Lo sfidante Isaac Herzog è avanti nei sondaggi e se le urne dovessero confermare questo vantaggio, per Netanyahu sarebbe una sconfitta, seppur non definitiva. Tutti gli analisti, e di fatto lo stesso Netanyahu, concordano nel valutare queste elezioni come un referendum sull'operato del primo ministro, che negli ultimi sei anni ha governato Israele.
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iSRAELE
I partiti e la sfida del consenso
A iniziare tutto fu il video che non doveva essere. In Israele, in vista delle elezioni in programma domani, la campagna elettorale è apparsa piuttosto appannata. Sondaggi, tentativi di offrire al pubblico qualche forma di contenuto, un paio di scandali. Ma se si pensa che uno dei più discussi è stato la presunta appropriazione dei coniugi Netanyahu del migliaio scarso di dollari derivati dalla restituzione delle bottiglie di vetro - che in Israele se restituite vuote fruttano qualche centesimo - utilizzate nella loro residenza, ben si coglie il livello di generale stanchezza di idee. Un pizzico di verve è stato però offerto da un fenomeno non nuovo delle elezioni israeliane, ma che in questo 2015 sembra vincente nel fare notizia: gli spot elettorali, brevi video che con una certa dose di ironia (o meno) hanno cercato di attirare l’attenzione dell’elettore.
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LA RIUNIONE DEL consiglio ucei
Rabbini e Comunità, al lavoro

per trovare soluzioni condivise
Il rilancio delle commissioni, l'implementazione dei processi interni, la definizione dei rapporti tra rabbini e Comunità. Questi principali temi toccati in occasione della riunione del Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane svoltasi ieri a Roma.
Nel corso della seduta i coordinatori hanno potuto esporre l'esperienza del proprio gruppo di lavoro mettendo in luce i risultati raggiunti, quelli ancora da raggiungere, eventuali criticità da risolvere.
Il Consiglio si è trovato concorde nell'indicare tra gli obiettivi una maggiore cooperazione e e un più efficace raccordo tra le singole commissioni e tra le commissioni e la Giunta. Facendosi interprete della volontà di tutta l'assemblea il presidente dell'Unione Renzo Gattegna ha inoltre proposto che il compito di coordinatore dei vari gruppi di lavoro fosse riassegnato al consigliere Anselmo Calò, in passato dimessosi dall'incarico. La proposta è stata votata con favore all'unanimità.
Rispetto delle diverse posizioni e chiara intenzione di lavorare in modo congiunto hanno caratterizzato anche il dibattito apertosi a fronte della richiesta di procedere a una modifica dello Statuto nel punto in cui si regolano i rapporti tra le Comunità e i rabbini.
Gli interventi hanno messo in luce posizioni molto diverse tra loro ma allo stesso tempo è emersa la volontà, in tutto il Consiglio, di lavorare insieme a una soluzione condivisa che scongiuri fratture e contrapposizioni insanabili. A tal fine è stato disposta l'organizzazione di un tavolo di lavoro congiunto che dia voce a rappresentanti del Consiglio UCEI e a rappresentanti dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia e della Consulta rabbinica.


a.s twitter @asmulevichmoked
qui gerusalemme
Gianni Morandi, l'eterno ragazzo

ha conquistato gli Italkim
Un’icona della musica italiana in visita a Gerusalemme: si tratta di Gianni Morandi, nella capitale israeliana per correre l’annuale Jerusalem International Winner Marathon, svoltasi venerdì. Il cantante è stato poi accolto dalla comunità degli Italkim, gli italiani residenti in Israele, durante un ricevimento organizzato dal ministero del Turismo. “Sono contento di essere tornato qui a Gerusalemme dopo tutti questi anni, questa volta anche con la mia amata moglie Anna e i miei cari amici sportivi dall’Italia e in particolare da Bologna” ha spiegato l'artista. E poi, senza tante altre parole, ha cominciato a cantare. A partire da “C’era un ragazzo” ha trascinato il pubblico che ha lo ha accompagnato a gran voce, con stima e gioia sia dei membri della comunità sia dei rappresentanti del governo israeliano.  (Foto di Angela Polacco Lazar)

Michael Sierra
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qui firenze - l'intitolazione della sede adei
Il ricordo di Evelina Gabbai
Tutta la Comunità unita, compatta, commossa nel ricorda Evelina Grun Gabbai, colonna portante dell’Adei Wizo a livello sia locale che nazionale, cui è stata dedicata – a due mesi dalla scomparsa – la sede fiorentina dell’associazione. In Memoria di Evelina due le iniziative che sono state lanciate ieri: Beth Wizo Italia, a supporto di ragazzi etiopi dai 13 ai 16 anni; un progetto a sostegno di bambini della Comunità ebraica affinché possano frequentare asilo nido, scuola materna e Talmud Torah.
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qui gerusalemme - il seminario ye'ud
Quale immagine per Israele
Il seminario di Ye’ud, il future leader training organizzato a Gerusalemme dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con la World Zionist Organization, volge al termine. Gli incontri mattutini si aprono al ministero degli Esteri dove i giovani partecipanti si confrontano con Noam Katz, figura di spicco della Public Diplomacy.
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informazione - international edition 
Nuovi leader per l'Italia ebraica
Cosa significa essere ebrei a Milano, in Italia oggi? A offrire una riflessione su questi interrogativi è la rubrica Italics, che dopo quasi un anno dalla prima uscita inizia a raccontare non più esclusivamente il linguaggio, ma a portare il pubblico internazionale dentro le tante sfumature della vita ebraica nella penisola, cominciando con l’esperimento del giornalista che ha girato per Milano con una kippah in testa, seguendo l’esempio degli esperimenti condotti in altri paesi del mondo. Vita ebraica italiana che è fatta soprattutto delle persone che, nella maniera più diversa, contribuiscono a crearla ed arricchirla. Diversi sono i volti da incontrare leggendo l’edizione di questa settimana di Pagine Ebraiche International. Ad aprire l’area Davar è l’articolo dedicato al nuovo Consiglio della Comunità ebraica di Torino e al suo presidente Dario Disegni, già alla guida della Fondazione Beni culturali ebraici. Aria nuova anche per l’Unione giovani ebrei d’Italia che dopo alcuni mesi di stallo dovuti alla mancanza di candidati al Congresso di Firenze del 2013 ha eletto un nuovo Consiglio e un nuovo presidente, la milanese Talia Bidussa, studentessa di Giurispudenza.
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LUTTO NEL MONDO DEL CINEMA
Lia van Leer (1924-2015)
Regina, pioniera, “grande dame” del cinema israeliano. Così viene salutata Lia van Leer, la cui grande passione per il cinema ha accompagnato la nascita della cultura cinematografica in Israele. Era nata Lia Greenberg nel 1924 a Bălți, in Moldavia, dove visse fino al 1940 prima di partire per quella che sarebbe dovuta essere solo una visita alla sorella, che viveva da qualche anno a Tel Aviv. Ma mentre era lontana dall’Europa Bălți fu occupata dai nazisti.
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pilpul
 Oltremare - Machshava Tova
Non c’è come uscire dalla città, delle volte, soprattutto quando si prepara una manifestazione ingombrante in Kikar Rabin cui non si ha motivo di partecipare. E non c’è come immergersi anche se temporaneamente nella Israele vera, quella che non passeggia su Rothschild e vive indipendentemente da qualunque elezione. L’occasione o la scusa me l’ha data ieri sera l’anniversario dei dieci anni di attività di “Machshava Tova” – che si può tradurre come buon pensiero ma si perde così la radice che in ebraico vuol dire sia pensiero sia computer. Si è festeggiato con discorsi brevi e un concerto degli EthniX che ha trasformato l’ordinato auditorium del Centro Culturale dell’Aviazione di Herzliya in un concerto rock.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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Humans of Israel - Moshe
“Quando agli inizi degli anni ’50 hanno trasportato dall’Iraq la mia famiglia, i miei genitori hanno vissuto un vero e proprio trauma per le condizioni socio-economiche che noi e le famiglie del nostro quartiere a Rishon Le Zion avevamo incontrato. L’abbiamo sempre vissuta come una sorta di discriminazione sul piano civile e su quello religioso. Quando rav Ovadia Yosef ha deciso di diventare la guida spirituale del partito Shas ci è stata restituita dignità e attenzione. Per questo motivo per la mia famiglia, il mio quartiere e il mio tempio non esiste il dilemma su chi votare alle elezioni politiche da più di trent’anni. E prescinde dal fatto di essere “misrachì”, io stesso conosco elettori di Shas di tutte le origini poiché il partito dedica la sua attività politica a tutti gli strati sociali più poveri, spesso dimenticati dallo Stato”.

Jonathan MisrachiJ

Il silenzio
Il silenzio di Pio XII, le ragioni per cui non levò lo scudo della Chiesa a difesa degli ebrei tornano a far questione tutte le volte che esce un libro o un film che dia una lettura del suo silenzio o maligna o benevola. La domanda è, il papa operò per la salvezza degli ebrei agendo nell’ombra, persuaso che una dichiarazione ufficiale avrebbe esasperatola reazione di Hitler e messo a repentaglio non solo la Chiesa ma gli ebrei stessi?

Tiziana Della Rocca
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