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31 marzo 2015 - 11 Nissan 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
La Haftarah dello scorso Shabat Ha Gadol si conclude con una profezia  messianica per la quale la Redenzione consisterà nella ricomposizione dei conflitti familiari. “ .... E farò tornare il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i loro padri...” (Malachì, 3; 24).
Non ci può essere pace tra i popoli se dentro le nostre mura domestiche non ci sono dialogo e rispetto. Il Seder di Pesakh, attraverso quel suo antico modello interrogativo, continua a prospettarci un prezioso progetto pedagogico per un rilancio del dialogo intergenerazionale.
 
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Dario
Calimani,
anglista
Dopo l’omicidio di centoquarantanove passeggeri, l’amministratore delegato di Lufthansa ha confermato la sua assoluta fiducia nei suoi piloti, aggiungendo che “Sono e restano i migliori del mondo”. Sconcertante. Come se la gente non avesse l’intelligenza minima per chiedersi come mai un pilota che ha problemi sia di vista che di equilibrio mentale possa sedere al suo posto senza che una regolare procedura di controllo lo fermi a terra e gli eviti di commettere un massacro. La domanda per l’amministratore delegato di Lufthansa, il cui acume non sembra pari all’arroganza, è: quanti altri superlativi piloti di questo genere operano per la sua compagnia?
 
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Iran, le trattative nucleare
Scade oggi il termine per la definizione dell’accordo sul nucleare iraniano, finalizzato ad evitare che Teheran si doti della bomba nucleare e su cui stanno lavorando da mesi i 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più la Germania affiancate dall’Unione Europea), riuniti in questi giorni in Svizzera assieme all’Iran per trovare un’intesa. Su tutti i quotidiani nazionali si trovano ricostruzioni e analisi dello stato delle trattative (sul Corriere della Sera una guida all’accordo). Tre i punti principali su cui non c’è intesa (La Stampa): la durata dell’accordo (almeno 10 anni per gli Usa), la rimozione delle sanzioni (l’Iran vorrebbe fosse immediata ma nessuna delle controparti è d’accordo), i futuri controlli sugli impianti iraniani (non ancora definite le modalità di controllo). Per John Kerry, Segretario di Stato Usa, il negoziato ha il 50 per cento di possibilità di andare in porto e forse ci sarà una proroga, scrive Repubblica, che sposterà a giugno i termini per l’accordo. Sullo stesso quotidiano, l’intervista alla scrittrice iraniana Azar Nafisi che chiede un impegno anche per il rispetto dei diritti umani nel paese degli Ayatollah.
 
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Leggere per crescere
Si intitola “Leggere per crescere” il dossier di aprile - scaricabile cliccando qui - , che ogni anno Pagine Ebraiche dedica alla letteratura per bambini e ragazzi in occasione della Bologna Childen’s Book Fair, la più importante fiera sulla letteratura per l’infanzia, dove il giornale, insieme a DafDaf, sarà distribuito in tutti i padiglioni. E nel programma della BCBF compaiono diversi incontri organizzati e promossi dalla redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: martedì 31, al Caffè degli Autori, Anna Castagnoli, Nadia Terranova, Paolo Cesari e Luisa Valenti si confronteranno sulla difficoltà di raccontare ai bambini “ciò che non si deve dire”, in una tavola rotonda promossa e coordinata dalla redazione di DafDaf. Nel programma “fuori salone” sono invece inseriti il laboratorio dedicato alla versione per bambini di “Portico d’Ottavia”, la suggestiva storia di un palazzo nel cuore del ghetto di Roma condotto dall’autrice, la storica Anna Foa, e con l’illustratore Matteo Berton, al Museo Ebraico della città, e la mostra su Rutu Modan, che aprirà negli stessi giorni sempre al MEB. Tra le pagine del dossier spunti per tante letture, fra grandi classici e alcune novità: dall’autobiografia di Leo Lionni “Tra i miei mondi” all’intramontabile “I ragazzi della via Pal”, raccontato da Franco Palmieri. Esistono libri per bambini anche piccoli che siano senza immagini? Ebbene sì, e la provocazione è firmata dall’americano B.J. Novak, autore di “The Book with No Pictures”, a riprova del valore della parola, fonte prima di intelligenza e di incanto. Si parla poi di Patrick Modiano, recente premio Nobel per la letteratura autore di “Caterina Certezza” illustrato da Sempé, e non mancano storie dedicate a identità e libertà, per leggere, per crescere.
 
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  davar
medio oriente
Abu Mazen studia le sue mosse
Occhi puntati su Losanna. Il governo di Benjamin Netanyahu guarda con attenzione all'evolversi della situazione in Svizzera dove la cordata dei 5+1 (Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia più la Germania) è seduta al tavolo delle trattative con l'Iran. Oggi scade il termine fissato per raggiungere un accordo con Teheran sul nucleare e a dirsi possibilista su una buona riuscita delle trattative è stato il ministro russo Sergei Lavrov. Una notizia, viste le posizioni più scettiche tenute dallo stesso Lavrov nelle scorse ore. Difficile prevedere per oggi una conclusione dell'accordo di massima, visto anche che il primo incontro odierno tra le sei potenze occidentali e l'Iran è durato solo 35 minuti. Probabile, secondo alcuni analisti, la proroga dei termini fino al prossimo giugno. Tempo in cui Netanyahu proverà nuovamente a intervenire per modificare quello che ha più volte definito un pessimo accordo. E intanto, lontano dai radar dei media internazionali – come scrive Nahum Barnea su Yedioth Ahronoth, il primo ministro d'Israele assieme al ministro della Difesa Moshe Yaalon ha deciso di sbloccare le somme legate alle tasse riscosse in Cisgiordania e destinate all'Autorità nazionale palestinese. Il trasferimento delle tasse era stato fermato tre mesi fa, dopo che il governo dell'Anp, guidata da Mahmoud Abbas (Abu Mazen), aveva fatto richiesta formale di aderire alla Corte Penale Internazionale (ICC), con l'obiettivo di portare Israele davanti alla Corte per crimini di guerra. Domani 1 aprile l'Autorità palestinese dovrebbe entrare ufficialmente sotto la giurisdizione del Tribunale dell'Aia, cosa che le permetterà di richiedere delle indagini contro Israele su questioni come la costruzione degli insediamenti e l'intervento militare della scorsa estate a Gaza contro il gruppo terroristico di Hamas.
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CON DAFDAF ALLA CHILDREN'S BOOK FAIR 
La ferita di Portico d'Ottavia 
“Dietro gli oggetti familiari di tutti i giorni, come la nostra casa, ci sono una, dieci, cento storie del passato. Abito in un vecchio palazzo del ghetto di Roma, c’è stato un giorno terribile tra queste mura nell’ottobre del 1943. Cos’è successo? Chi viveva qui?”. Domande attorno cui ruota il libro "Portico d'Ottavia 13" (ed. Laterza) della storica Anna Foa, pubblicato in una nuova edizione per l'infanzia con il contributo dell'illustratore Matteo Berton.
Domani alle 10, al Museo ebraico di Bologna, la redazione di DafDaf e la responsabile della didattica del museo condurranno insieme ad entrambi un laboratorio per bambini.
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qui roma
Cartoons On the Bay 2015,
è Israele l'ospite d'onore

Dal 16 al 18 aprile i protagonisti che calcheranno il red carpet galleggiante di Venezia saranno i cartoni: d’autore, realizzati su misura, sgargianti di colori, ricchi di effetti speciali. A renderli omaggio è Cartoons On the Bay, il festival dell’animazione e del crossmediale (il campo specializzato dei videogiochi) organizzato da Rai Com che quest’anno avrà come ospite d’eccezione Israele, paese che fin dagli anni ’50 si è adoperato nella produzione di cartoni e che trova la sua culla nella prestigiosa scuola d’arte Bezalel Academy.
A ricevere il premio della kermesse, il Pulcinella Award alla Carriera, sarà Albert Hanan Kaminski (nell'immagine), maestro dell’animazione nato a Bruxelles ma israeliano d’adozione cui il numero di aprile di Pagine Ebraiche in distribuzione dedica un approfondimento.
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CON DAFDAF ALLA CHILDREN'S BOOK FAIR 
Raccontare l’indicibile
Il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche e il giornale per bambini DafDaf protagonisti alla Bologna Children’s Book Fair con eventi e tavole rotonde attorno ai temi della letteratura per l’infanzia.
Quest’oggi, al Caffè degli Autori, moderati dalla redazione, a confrontarsi sulla sfida di raccontare ai bambini “ciò che non si deve dire” sono Anna Castagnoli, Nadia Terranova, Paolo Cesari e Luisa Valenti.
Pubblichiamo il testo che la scrittrice Nadia Terranova ha realizzato per il numero di aprile di Pagine Ebraiche in distribuzione.

Di tutte le definizioni che potrei dare dell’arte la mia preferita è: deve dire quello che non si deve dire. Esistono un divieto, un tabù, un ostacolo? Scriviamoci un libro. Di finzione, possibilmente, perché non c’è maggior verità che in una storia trasfigurata, più vera del vero.
La mia più importante esperienza è stata con Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012) che racconta a un pubblico bambino ben due decessi, la morte del padre e la morte del protagonista, più il nazismo e la persecuzione. Sono stata accompagnata dalle splendide illustrazioni di Ofra Amit, così ho potuto permettermi di essere lieve e a volte ellittica. La forza visiva ha riempito il vuoto e gli interrogativi nascosti tra le parole. Mi ha aiutato anche l’essenza fiabesca della biografia di Bruno Schulz: una sparizione è una morte dal finale aperto.
Ogni volta (centinaia, ormai) che vado in una scuola a parlare di Bruno, i piccoli lettori sono desiderosi di sapere. Vogliono parlare di quella morte di cui i grandi spesso non sanno più parlare, sapere cosa c’è dietro la porta chiusa del “non davanti ai bambini”. Spesso sembrano sollevati.
Mi è capitato che genitori e insegnanti mi ringraziassero per averli aiutati, mi è capitato che invece si stizzissero dicendo che il libro era triste, cupo, nelle parole e nelle immagini.
Una volta, in particolare, ho voluto liberare i bambini da un giudizio che era stato loro imposto. Sì, la storia è triste, ho detto, ma finisce con un volo – anche Cappuccetto Rosso attraversa il bosco e ha paura, ma poi ci sono il sollievo, la catarsi. A poco a poco gli alunni hanno alzato la mano per associare parole a Bruno. Con sorpresa dell’insegnante (ma non mia) dicevano: speranza, amore, libertà, felicità. Aver assorbito una storia non edulcorata non aveva impedito di leggerne gli aspetti gioiosi, anzi. Mentre tiravano fuori le loro impressioni, alzavano lo sguardo, prima rimasto basso per paura di contraddire l’insegnante, e cominciavano a guardare negli occhi quell’adulta tanto indignata e preoccupata: non preoccuparti, le stavano dicendo. Avevano capito che quella spaventata era lei.

Nadia Terranova, Pagine Ebraiche Aprile 2015

CON DAFDAF ALLA CHILDREN'S BOOK FAIR 
Il libro più misterioso del mondo
L’opera straordinaria di Maurice Sendak raccontata dall’autrice e illustratrice per l’infanzia Anna Castagnoli sul numero di DafDaf in distribuzione alla Bologna Children’s Book Fair. Sei pagine speciali, tutte da sfogliare, con spunti e illustrazioni della stessa Castagnoli. “Vi è mai capitato di essere così arrabbiati da avere voglia di scappare da tutto e da tutti? Conosco un libro che si intitola ‘Nel paese dei mostri selvaggi’ dove il protagonista della storia, Max, lo fa veramente: prende una barca e se ne va; anche se è un bambino. Oggi – scrive l’illustratrice, intervenuta in queste ore all’incontro ‘Raccontare l’indicibile’ organizzato dalla redazione – vorrei raccontarvi la storia di Max e di come il suo autore, Maurice Sendak l’ha ideata e scritta".
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CON DAFDAF ALLA CHILDREN'S BOOK FAIR 
Israele protagonista a Bologna
Rutu Modan al Museo Ebraico

Arte e cultura di Israele ancora protagoniste a Bologna al Museo Ebraico, dove lunedì pomeriggio è stata inaugurata la mostra “Essere Rutu Modan”, adattamento agli spazi bolognesi della grande mostra realizzata lo scorso anno da Lucca Comics & Games, come tradizionale omaggio al vincitore del Gran Guinigi nell’edizione precedente. In collaborazione con Comune di Bologna, DafDaf, Pagine Ebraiche e Ambasciata d’Israele il museo ha portato in città l’illustratrice e autrice di fumetti e di libri per bambini israeliana, una delle voci più significative del graphic novel contemporaneo. Dopo il saluto di Guido Ottolenghi, presidente Fondazione Museo Ebraico di Bologna e di Vincenza Maugeri, che del Museo è direttore, è stato l’addetto culturale dell’Ambasciata di Israele a Roma Eldad Golan a ricordare come Rutu Modan sia capace di raccontare storie in cui la realtà israeliana si manifesta in tutta la sua complessità, in una mostra che è parte del programma “fuorisalone” della Bologna Children’s Book Fair. L’avventura che - grazie anche alla collaborazione con la redazione di Pagine Ebraiche e al supporto dell’Ambasciata - ha portato una troupe di Lucca Comics & Games in Israele per alcuni giorni per le riprese della grande intervista-documentario a Modan, ha permesso di racconta del suo lavoro, dagli esordi in una Israele in cui “tutto arrivava con dieci anni di ritardo” fino al successo che l’ha portata a vincere tutti i maggiori premi internazionali dedicati al fumetto.
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pesach 5775
Una caramella di Matzah
Cioccolato, caramello, e il gioco è fatto: anche l’azzima si può trasformare in una caramella. Oggi quello che in inglese viene chiamato ‘matzo buttercrunch’ (in italiano qualcosa di simile a ‘croccante di matzah’) è una presenza fissa in qualunque libro, blog, sito, giornale di cucina che proponga ricette per Pesach, ma quasi nessuno conosce la storia di dove questa ricetta sia nata e di come sia stata assorbita dagli implacabili meccanismi della viralità.
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qui trieste
Nel nome di Giorgio Bassani
Negli anni ’70 del secolo scorso la Rai produsse una serie di interviste ad autori collegandoli alla città che più di altre fosse significativa per ciascuno. Risale al 1979 quella dedicata a Giorgio Bassani, nato a Bologna nel 1916, ma profondamente legato a Ferrara, tanto presente nella sua opera.
Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste lo ha proposto ieri pomeriggio, con la presentazione del professor Elvio Guagnini e alla presenza di Paola Bassani, figlia del grande scrittore, letterato e poeta.
La
Fondazione Giorgio Bassani ha accolto così l’idea di Maria Luisa Vaccari che, spinta da grande riconoscenza per l’opera di questo importante personaggio del ‘900, ha deciso di promuoverne la divulgazione.

Paola Pini
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pilpul
Magazzino 18
Se c’è un luogo della memoria dimenticata, in Italia, è il magazzino 18 del Porto antico di Trieste. Vi sono conservate le “povere cose” degli esuli italiani da Istria e Dalmazia, custodite da settanta anni. Immaginate pile di tavoli, sedie, armadi, uno sopra l’altro per centinaia di metri. Il contenuto delle case abbandonate dai profughi dispersi in decine di campi in tutta Italia (tra cui, ironia della storia, Fossoli e la Risiera di San Saba). Con la sciatteria perfida della burocrazia, il magazzino è stato rinumerato da pochi anni (era il 26) e gli oggetti, che prima erano divisi per famiglia, ora sono sistemati per tipologia, rendendo impossibile il riconoscimento e l’eventuale recupero da parte dei discendenti. Povere cose, dicevamo, ma dall’inestimabile valore affettivo.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - La filosofia di Levi‎
Poeta, testimone, letterato. E anche un po’ filosofo. È l’inedito Primo Levi ritratto da Raffaella Di Castro nella conferenza tenuta la scorsa settimana a Roma nell'ambito di un ciclo di incontri sul dialogo tra filosofia e letteratura, dal mondo antico al Novecento, organizzato dalla stessa libreria insieme all'Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee – Cnr, e intitolata “Primo Levi. L’arte di un ‘testimone integrale’”.

Mario Avagliano
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