Roberto
Della Rocca,
rabbino
|
Il
complesso e ambivalente rapporto con la patria nella quale viviamo è
stato spesso e strumentalmente interpretato come un comportamento
di doppia lealtà, fino a giungere ad accuse estreme di sedicente
tradimento. Talvolta l'inquietudine con cui si vive questa
complessità si manifesta addirittura in questioni banali, come quando
nei campionati mondiali di calcio del 1970, in cui si fronteggiavano
Italia e Israele, si discuteva animatamente con gli amici a scuola per
quale delle due squadre avremmo dovuto tifare.
|
|
Leggi
|
Dario
Calimani,
anglista
|
Ci
sono persone, al mondo, che sono segnate dal destino a essere guide
dell’umanità, nate per insegnare e giudicare. Mi è piaciuta molto
l’ultima citazione di rav Benedetto Carucci Viterbi: “Chi vede l’errore
di un’altra persona dovrebbe, invece di additarla o criticarla,
riflettere su quanto egli stesso sia sempre sul punto di poterlo
commettere” (Rav Wolbe sulla parashà di Naso). Ma naturalmente, se uno
è convinto di essere ebreo perfetto al cento per cento non riesce a
immedesimarsi, ad esempio, in un gher. La posizione del gher nella
comunità ebraica è una cosa che mi ha sempre suscitato imbarazzo e
perplessità, quesiti e crisi.
|
|
Leggi
|
 |
Netanyahu e i negoziati
aperture ai palestinesi
|
“L'unica
via sono trattative dirette e credo che la soluzione sia due Stati per
due popoli”. Così il Primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu in
merito alla possibilità di riaprire i negoziati di pace con i
palestinesi (Osservatore Romano). Ma il riavvio delle trattative,
afferma Netanyahu, sarà possibile solo se i palestinesi fermeranno le
campagne di boicottaggio internazionale mirate a delegittimare Israele
(Il Foglio) e se il loro ritorno al tavolo del negoziato non sarà
legato a precondizioni. “Non c'è bisogno di farci pressione: è chiaro
per noi il bisogno di ricostruire Gaza e di rinnovare negoziati
diretti”, la recente dichiarazione del presidente d'Israele Reuven
Rivlin.
Shoah italiana, la lista nera dei delatori. I nomi di chi consegnò gli
ebrei di Roma ai nazisti, le tariffe per le delazioni, il numero delle
vittime della Comunità ebraica capitolina. Sono alcuni degli elementi
al centro della ricerca curata da Silvia Haia Antonucci e Claudio
Procaccia con la collaborazione dello storico Amedeo Osti Guerrazzi e
del demografo Daniele Spizzichino. Il progetto, nato da una proposta di
Leone Paserman, presidente della Fondazione Museo della Shoah, che ha
finanziato l'iniziativa (Corriere della Sera Roma), ricostruisce le
vicende legate alle deportazioni dalla Capitale di ebrei romani e non
(1.769 persone) e di chi fu catturato a causa delle delazioni di altri
italiani.
|
|
Leggi
|
|
|
qui parma - sinagoga di soragna in festa
Celebrare insieme il Patto
È
un’emozione rara quella vissuta negli scorsi giorni nella sinagoga di
Soragna, fiore all’occhiello della Parma ebraica, con tutta la Comunità
accorsa per condividere la felicità di Yaron Fink e Adi Weiss per il
brit milah – la circoncisione – del loro figlio Daniel.
La memoria di alcuni è così tornata alla cerimonia che avvenne nel
marzo del 1946, con l’ingresso nel patto del piccolo Maurizio Jonathan,
figlio di Emanuele Camerini e Ada Segre.
A quasi 70 anni da quel giorno, un nuovo messaggio di speranza e fiducia nel futuro.
“Un momento di grande gioia, la prova che anche una piccola realtà come
la nostra è in grado di lanciare segnali di una possibile rinascita in
corso”, afferma il presidente della Comunità ebraica parmigiana e
consigliere UCEI Giorgio Giavarini.
|
report sulle religioni - Pew Research Center
Progettare leggendo il futuro
Le
nuove proiezioni demografiche globali del Pew Research Center di
Washington richiamano a una seria riflessione sul futuro. Conosco
personalmente l’Istituto Pew e i suoi ricercatori, sono stato loro
ospite a Washington, e sono stato uno dei loro consulenti nella ricerca
sull’ebraismo americano compiuta nel 2013 e in un nuovo studio sulle
identità religiose in Israele in corso di elaborazione. Pew è
un’organizzazione indipendente specializzata nello studio delle
religioni nel mondo, ben dotata di ricercatori preparati e di mezzi di
ricerca. Il nuovo studio sulla popolazione mondiale prevede un
incremento da 6,9 miliardi di persone nel 2010 a 9,3 miliardi nel 2050
– un incremento totale di 2,4 miliardi. 
Oggi
il Cristianesimo è la più diffusa religione nel mondo. Ma circa la metà
dell’incremento totale previsto, 1 miliardo e 162 milioni, è costituito
da musulmani, oltre a 750 milioni di cristiani, 352 milioni di hindu,
99 milioni senza religione, 44 milioni di aderenti a religioni
popolari, 3 milioni di altre religioni, 2 milioni di ebrei (tutti in
Israele); è anche prevista una diminuzione di un milione e mezzo nel
totale dei buddisti. In almeno cinque paesi europei oggi a maggioranza
cristiana nel 2050 i cristiani costituiranno meno della metà della
popolazione, sostituiti come gruppo primario dagli agnostici (Regno
Unito, Francia, Olanda) o dai musulmani (Macedonia, Bosnia-Erzegovina).
Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
Leggi
|
qui verona
La grande sfida di Ronit
È
in svolgimento a Verona la ventesima edizione de “La Grande Sfida
International”, manifestazione di cultura, sport, arte e dialogo, che
promuove il coinvolgimento di persone diversamente abili. L’evento,
inizialmente voluto da associazioni sportive e di volontariato del
veronese, si è poi esteso a gruppi di altre città italiane e solo da
pochi anni sono presenti anche gruppi stranieri. Anima
dell’organizzazione che ha coinvolto un migliaio di persone tra giovani
ed adulti diversamente abili e i loro accompagnatori, che hanno
partecipato a gare e spettacoli nel centro della città, è Roberto
Nicolis che mette tutto il suo entusiasmo e la sua capacità per far
vivere insieme a tutti noi persone in ogni senso “diverse”.
Per la prima volta quest’anno ha partecipato una delegazione
israeliana, con otto ragazzi e adulti provenienti da “La Casa di
Ronit”, di Kfar Saba.
Miriam Carmi Leggi
|
Il volto |
L’immagine
della settimana, secondo me, ritrae Rebekah Aversano mentre accarezza
la faccia di suo fratello morto. Sì, morto. Il suo volto è stato appena
trapiantato su quello di Richard Norris, sfigurato da una fucilata nel
1997. Dalla foto non si capisce bene, ma pare che l’operazione sia
veramente riuscita e l’effetto gradevole dal punto di vista estetico.
Si tratta del settimo trapianto del viso mai realizzato nella storia, e
per portarlo a termine ci sono volute 36 ore e 150 tra medici e
infermieri.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
Leggi
|
|
Dal 2 giugno al Memorial day |
Il
referendum popolare che il 2 giugno del 1946 sancì il passaggio dalla
monarchia alla repubblica in Italia ebbe anche alcune conseguenze sulla
liturgia ebraica. Presso l’Archivio della Comunità ebraica di Livorno,
nella corrispondenza del rabbino capo Alfredo Sabato Toaff, ho trovato
una lettera spedita il 26 giugno 1946 dall’allora presidente
dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane Raffaele Cantoni a
tutti i rabbini capi, capi culto e ufficianti, con oggetto Beahà
Annoten (sic), che così diceva: “Il cambiamento della forma
istituzionale italiana ha imposto a questa Unione di riesaminare lo
spirito e il contenuto della Berahà Annoten. Questa Unione ha deciso
che si soprassieda ad ogni celebrazione della Berahà stessa in attesa
di conoscere la decisione che il Consiglio prenderà in merito.
rav Gianfranco Di Segni, Collegio rabbinico italiano
Leggi
|
|
|