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15 giugno 2015 - 28 Sivan 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Per quanto riguarda l’interpretazione della Halakhah, la stessa Torah stabilisce che gli ebrei devono prendere in considerazione solamente i pareri di noti studiosi della Torah. Oggi, molti singoli individui reclamano il diritto di esercitare il loro buon senso nel determinare cosa debba essere l’Ebraismo contemporaneo, benché essi non studino la Torah e il Talmud. Questi ‘posseqim’ autodidatti ammettono le carenze della loro formazione per quanto concerne testi e fonti ebraiche, tuttavia insistono sul loro diritto di decidere sulla base del ‘buon senso’ questioni religiose fondamentali.
 
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Anna
Foa,
storica
Che il sogno dell’Europa, dopo essersi incrinato tanto profondamente vent’anni fa a Srebrenica, si cancelli definitivamente oggi sulla frontiera di Ventimiglia?
 
 
 
Roma, attesa dalle urne
Attesa per i risultati del voto di rinnovo del Consiglio e della Consulta della Comunità ebraica di Roma, che dovrebbero arrivare nel pomeriggio di oggi. Quattro le liste in corsa, con altrettanti candidati alla presidenza: Per Israele (Ruth Dureghello), Menorah (Maurizio Tagliacozzo), Binah-Cer posto per tutti (Claudia Fellus) e Israele siamo noi (Fiamma Nirenstein). Per quanto riguarda le operazioni di voto, il Messaggero segnala “momenti di tensione tra rappresentanti di lista al seggio di Viale Marconi”.
Il presidente uscente Riccardo Pacifici annuncia intanto al Corriere: “Per espresso desiderio di Ronald Lauder, presidente del World Jewish Congress, monitorerò le condizioni di protezione delle comunità ebraiche europee e vigilerò su tutti i fenomeni di antisemitismo, in stretto coordinamento sia con il World Jewish Congress che con le autorità di Israele”.
Chiamato a fare un bilancio del proprio mandato, Pacifici rivendica di aver lasciato una Comunità “più consapevole, unita, osservante, orgogliosa della propria identità” e afferma di aver ricevuto, nel recente passato, segnali da “autorevoli esponenti del Pd” per una candidatura in Campidoglio. Anche se Pacifici rassicura: “Ho difeso e continuo a difendere Ignazio Marino”.
“Rifarei tutto”, dice invece a proposito dello ‘sdoganamento’ (così lo chiama il Corriere) di Gianfranco Fini e dell’ex sindaco Gianni Alemanno.
 
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  davar
qui roma
Consiglio, si contano i voti
È in corso lo spoglio delle schede per il voto di rinnovo del Consiglio della Comunità ebraica romana. Quattro le formazioni protagoniste della tornata elettorale, con altrettanti candidati alla presidenza: Per Israele (Ruth Dureghello), Menorah (Maurizio Tagliacozzo), Binah-Cer posto per tutti (Claudia Fellus) e Israele siamo noi (Fiamma Nirenstein).
Ventisette i candidati che entreranno a far parte del nuovo Consiglio, chiamato a guidare la Comunità per i prossimi quattro anni.
In calo il tasso dell'affluenza rispetto alle ultime elezioni: la percentuale di votanti è infatti passata dal 37,8% al 35,4% degli aventi diritto.

qui PADOVA
Davide Romanin il più votato 
Il presidente uscente (e consigliere UCEI) Davide Romanin Jacur in testa alle preferenze espresse dagli iscritti della Comunità ebraica di Padova in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunitario.
Nel nuovo direttivo, che resterà in carica per i prossimi quattro anni, anche Gianni Parenzo e Sara Ada Parenzo.
Il Consiglio neoeletto si riunirà nei prossimi giorni per definire i diversi incarichi.

CINEMA
“Mia madre” di Nanni Moretti
apre il Jerusalem Film Festival

Il Jerusalem Film Festival si apre nel segno del grande cinema italiano. Sarà “Mia madre” di Nanni Moretti a inaugurare l’appuntamento più prestigioso della stagione cinematografica israeliana. A pochi mesi dalla presentazione a Cannes, l’ultimo lavoro del regista romano sarà proiettato nella serata di apertura, giovedì 9 luglio, nella magnifica cornice della Sultan’s Pool, sotto le mura della Città vecchia.

Ospite d’eccezione, l’attore e regista John Turturro che in “Mia madre” interpreta l’istrionico attore Barry Huggins e che nel 2013 ci aveva regalato, con il suo “Gigolò per caso” una spassosa incursione nel mondo hassidico, al fianco di Woody Allen. L’evento assume un significato particolare, se si considera che un anno fa la serata inaugurale era stata sospesa all’ultimo minuto dall’organizzazione del festival.
La guerra di Gaza, i lanci di missili e i continui allarmi, avevano sconsigliato di riunire migliaia di persone in una location così esposta come la Piscina del Sultano. Il film in programma “Dancing Arabs” di Eran Riklis, che quella sera doveva essere presentato in anteprima mondiale, era stato sospeso e la presentazione era slittata di pochi mesi, al festival di Locarno. Tornare lì è un gesto che sa dunque di speranza e di voglia di guardare al futuro, oltre che al passato. La scelta di aprire con “Mia madre”, spiega infatti la direttrice del festival Noa Regev, è un tributo alla madre fondatrice della Cinematheque di Gerusalemme oltre che del cinema israeliano, la grande Lia van Leer, scomparsa un anno fa.
ll film di Nanni Moretti - spiega - è al tempo stesso triste e divertente, rispecchiando lo spirito di Lia, il suo amore per la gente e la sua passione per il cinema”.
“Mia madre” è un lungo autobiografico omaggio di Nanni Moretti alla madre Agata Apicella, docente di lettere al liceo Visconti di Roma e riferimento amatissimo di un’intera generazione di studenti. La professoressa Apicella aveva recitato nel ruolo di se stessa in un cameo in “Aprile” (1998). Era rimasta mitica la scena dello spinello fumato da Moretti davanti alla madre mentre i tg davano la notizia della vittoria di Berlusconi alle elezioni. Il regista si era poi ispirato al cognome della madre per Michele Apicella, protagonista e alias di se stesso in ben cinque film: “Io sono un autarchico”, “Ecce Bombo”, “Sogni d’oro”, “Bianca” e “Palombella rossa”.
“Mia madre” racconta la storia di Margherita (Margherita Buy) nel ruolo di una celebre regista italiana, in pratica l’alter ego al femminile dello stesso Moretti. Alle prese con un nuovo film e con il suo attore principale, un John Turturro al tempo stesso insopportabile e affascinante, si trova a fare i conti con la morte della madre (Giulia Lazzarini) e, inevitabilmente, con il resto della famiglia, fra cui il fratello Giovanni (Nanni Moretti) e una figlia adolescente. Il film si dipana attorno al contrasto fra vita e lavoro, pubblico e privato, in una narrazione spesso struggente.
“È un film su ciò che resta di noi vivi su questa terra e sui ricordi che abbiamo di chi se ne va: gli scatoloni, i libri, le lezioni di latino”, ha spiegato Moretti.

Daniela Gross

firenze - MERCATI E VALORI CON PAGINE EBRAICHE
L'economia, il lavoro, il futuro
L’economia non è governata da leggi incontrovertibili ma è il frutto di scelte, di decisioni politiche.
Lo ha detto chiaramente il premio Nobel Joseph Stiglitz durante il Festival Economia di Trento parlando delle diseguaglianze nel mondo: “Nulla è ineluttabile ma per avere un cambiamento la politica deve agire”, ha ricordato l’economista americano.
Agire e mettersi in gioco, correre dei rischi e raccogliere nuove sfide: un tema profondamente attuale in Italia e su cui la redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane rifletterà nei prossimi nell’oramai tradizionale appuntamento con il laboratorio giornalistico “Mercati e Valori” (16-18 giugno), organizzato assieme alla Comunità ebraica fiorentina. Molteplici gli appuntamenti in agenda. Si parlerà di editoria e del successo internazionale del Festival di Economia di Trento assieme all’editore Giuseppe Laterza (a sinistra nell’immagine assieme al presidente del Museo delle scienze Marco Andreatta), tra gli organizzatori della rassegna trentina, giunta quest’anno alla decima edizione.
E ci si confronterà con Giacomo Todeschini, docente di Storia medievale dell’Università di Trieste, autore di un’analisi critica del celebre libro di Thomas Piketty “Il Capitale”. Un quadro dell’evolversi della situazione italiana sarà invece al centro dell’incontro con Riccardo Grassi dell’istituto di ricerca triestino SWG. Nell’anno di Expo Milano, uno degli argomenti del seminario non poteva che essere il successo che sta riscuotendo il Padiglione Israele, guidato dal commissario Elazar Cohen. Con alcuni giornalisti, tra cui Carlo Marroni (Sole 24 Ore), vi sarà invece lo spazio per analizzare l’evolversi del ruolo dell’informazione, in particolare di taglio economico, all’interno di un mondo in cui i confini sono oramai sempre più labili.
Faranno visita alla redazione, tra gli altri, anche la presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli, il rabbino capo Joseph Levi e l’assessore alle pari opportunità e all’integrazione del Comune Sara Funaro. Spazio infine alle nuove generazioni e alle idee innovative con l’incontro con alcuni giovani, tra cui il milanese Nicolas Nemni, che assieme ad alcuni amici ha realizzato una app di grande successo, e i fiorentini Gadi Piperno Corcos e Federico Baldi Lanfranchi.

l'anticipazione Ala stampa
Riccardo Pacifici: "Il mio futuro
per la lotta all'antisemitismo" 

“Per espresso desiderio di Ronald Lauder, presidente del World Jewish Congress, monitorerò le condizioni di protezione delle comunità ebraiche europee e vigilerò su tutti i fenomeni di antisemitismo, in stretto coordinamento sia con il World Jewish Congress che con le autorità di Israele”. È quanto annuncia al Corriere della sera il presidente uscente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici.

“Incontrerò capi di Stato e di governo – dice Pacifici, descrivendo in anteprima il suo nuovo incarico (che non è stato ancora ufficializzato dal WJC) – prenderò contatto con le Forze dell’ordine e i servizi dei diversi Paesi. C’è il pericolo rappresentato dall’Isis, dal dilagare dell’ideologia del Califfato. E non è un caso che questo incarico venga incardinato a Roma, accanto al Vaticano, alla sede del papato, punto strategico per il dialogo, per l’accoglienza e per la solidarietà”.

firenze - la visita al cimitero monumentale
"A viale Ariosto la nostra storia"
I cimiteri sono “gli archivi storici delle Comunità”. E con la loro valorizzazione, con progetti e iniziative mirate, “è possibile riscoprire la vita e la presenza di una Comunità nel suo contesto di riferimento”. Lo ha sottolineato Renzo Funaro (nell’immagine, di Sergio Servi), presidente dell’Opera del Tempio Ebraico di Firenze e vicepresidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, aprendo le porte del cimitero monumentale di viale Ariosto per un nuovo appuntamento del ciclo di incontri dedicati al Centocinquantenario di Firenze Capitale, nel segno dell’impegno congiunto di Ente Cassa di Risparmio, Comunità ebraica, Museo ebraico, Opera del Tempio. “Firenze capitale dell’esotismo” il filo conduttore dell’iniziativa, che ha già fatto della Comunità un luogo di confronto a cavallo tra culture e sensibilità diverse. Preziose, per quanto riguarda l’incontro di ieri, le delucidazioni del rabbino capo Joseph Levi, intervenuto su “Tombe, monumenti e simbologia ebraica”, e del professor Marco Bini, che ha parlato dei cimiteri ebraici nell’architettura dell’Ottocento. Ad ascoltarli un vasto pubblico di addetti ai lavori, storici, archeologici, cultori della materia, ma anche abitanti del quartiere che hanno preso contatto con un luogo ancora non pienamente conosciuto.
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qui casale
Ricordando vecchi amici
Oltre 12 ore di attività ininterrotta in cui sono stati ricordati soprattutto vecchi amici che non sono più fisicamente nei cortili attorno alla sinagoga, ma che sono sentiti ancora presenti e questo grazie ai tanti altri amici che hanno affollato questa realtà piccola, ma capace di grandi imprese. La folla ha cominciato ad arrivare domenica alle 11 nella sinagoga di vicolo Salomone Olper, riempiendo tutti i banchi per Luciano Segre, indimenticabile figura del mondo della finanza e dell’economia italiana scomparsa meno di un anno fa.

Alberto Angelino
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informazione - international edition
Washington, leader a confronto
Leader ebraici a confronto con le sfide del terzo millennio nel Global Forum organizzato dall’American Jewish Committee a Washington la scorsa settimana. Tra i partecipanti, il presidente dell’Unione giovani ebrei d’Italia Talia Bidussa, che racconta l’importanza dell’incontro e della condivisione delle esperienze, ma anche come oltreoceano si faccia fatica a comprendere la vitalità e le speranze dell’ebraismo d’Europa. Si sono svolte ieri a Roma le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunitario. Un breve aggiornamento è offerto ai lettori dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche in attesa dei risultati previsti in giornata (sulle elezioni anche la sezione Bechol Lashon, che propone un articolo in tedesco uscito negli scorsi giorni sulla Judische Allgemeine, firmato da Daniel Mosseri). Ancora occhi puntati su Roma con l’uscita di un volume che ripercorre e rivela i segreti di uno dei suoi luoghi più affascinanti: l’antico Ghetto. “Se l’integrazione va male non è semplicemente colpa della Repubblica, è la Repubblica stessa che manca in qualcosa”. Guido Vitale, direttore della redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sceglie di rispondere citando un pensiero del Gran Rabbino di Francia Haim Korsia a ciò che sta accadendo in questi giorni in Italia e in Europa.


Rossella Tercatin
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pilpul
 Oltremare - Silenzio
Quando ero ragazzina, una bambina poco più piccola di me fece sorridere gli adulti un giorno quando sua madre le chiese: “Come mai sei così silenziosa?” e lei rispose serafica: “Sto riflettendo”. Avrà avuto otto anni, e da allora mi chiedo su che cosa potesse riflettere una bambina di quell’età. Ma sono tuttora amica di quella bambina, e la sua propensione alla riflessione non si è rovinata con l’età. Il silenzio. Assenza di parole, o di rumore. Non è una condizione facile de raggiungere nel nostro mondo, e in Israele intere legioni di cercatori di silenzio si arroccano in certi seminari nel verde Nord o nel deserto rosato – intere settimane in cui si vieta a sé e agli altri di pronunciare parole. Pare faccia molto bene. Di certo farebbe bene a tutti quelli che sbraitano punti esclamativi a go go e maiuscole e parolacce e insulti sui social network da mattina a sera. Che quelle non sono parole che fanno suono, ma di certo fanno molto rumore, spesso del tutto inutile. A volte, potenzialmente dannoso. E lo dico sentendomi anche io parte della piccola e disorganizzata armata brancaleone che posta e commenta su Facebook, nel mio caso soprattutto quando le tendenze anti-israeliane del giornalismo italiano superano il limite del tollerabile.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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