Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Qorach,
prototipo del demagogo che sobilla abilmente le masse, solleva contro
Moshè una contestazione apparentemente giusta. Alla provocazione di
Qorach sul fatto che Moshè e Aròn si sarebbero assunti troppi incarichi
“innalzandosi al di sopra della Comunità”, i cui componenti dovrebbero
essere invece tutti uguali, Moshè risponde che non si tratta tanto di
innalzarsi, quanto, piuttosto, di “stare in piedi davanti alla Comunità
per servirla” (Bemidbàr, 16; 9 ).
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Dario
Calimani,
anglista
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Sin
da bambino, nella piccola scuola ebraica di provincia, ho imparato a
raccogliere i francobolli di Israele. Ricordo quello di Theodor Herzl,
forse quello di Golda Meir. Ricordo un Ben Gurion.
Sono stato un piccolo sionista della prima ora. Del resto, l’Italia non
ci aveva trattato molto bene negli ultimi anni. Diversi parenti erano
finiti ad Auschwitz con la collaborazione attiva di volenterosi vicini
di casa. Non ricordo, di quei tempi, il sorriso dei miei genitori. Ho
dovuto aspettare un bel po’ di anni per conoscerlo. Poi ho cominciato a
capire. Mi sono tenuto dentro quel po’ di giusto rancore che non
riuscivo a cancellare e sono cresciuto nel silenzio, mio e degli altri.
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L'Onu e il conflitto a Gaza
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“Secondo
il rapporto compilato dalla commissione d'inchiesta dell'Onu, sia Hamas
così come Israele hanno compiuto crimini di guerra nel corso del
conflitto a Gaza della scorsa estate. “Il documento, - scrive Maurizio
Molinari su La Stampa - frutto della commissione presieduta
dall’americana Mary McGowan Davis, imputa all’esercito israeliano
'l’uso sproporzionato della forza nelle aree civili' e ai gruppi armati
palestinesi, Hamas e Jihad Islamica, di aver 'bersagliato aree civili
con i razzi'”. Molinari sottolinea come il rapporto si “proponga di
essere imparziale” ma contiene prevalentemente accuse contro Israele.
“Il mandato e il modo di operare della commissione presumevano la
nostra colpevolezza”, il commento del premier Israeliano Benjamin
Netanyahu in quanto non hanno considerato che “Israele non commette
crimini di guerra ma combatte contro il terrore”. Netanyahu ha parlato
di un “ossessione” contro Israele da parte dell'Onu e Fiamma Nirenstein
sul Giornale rileva che tra il 2006 e il 2013 lo Stato ebraico è stato
condannato dal Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite
“45 volte, lo stesso numero di tutti gli altri 192 membri stati messi
insieme”.
Milano, Binario 21 contro l'indifferenza. Il Memoriale della Shoah di
Milano ha accolto ieri sera i primi ospiti – alcuni profughi eritrei -
in un'iniziativa volta a dare una risposta concreta all'emergenza
umanitaria legata ai migranti provenienti dall'Africa. 35 brandine sono
state disposte all'interno del luogo simbolo a Milano della Memoria
della Shoah. “Viviamo ogni giorno all'ombra della scritta
"indifferenza" che abbiamo voluto mettere qui all'ingresso del
Memoriale – spiega a Repubblica Roberto Jarach, vicepresidente della
Fondazione - . Quando abbiamo capito che c'era l'opportunità di fare
qualcosa per aiutare questa gente in mezzo a questa tragedia, ci siamo
detti ecco la nostra missione, non possiamo voltare la testa dall'altra
parte”. L'accoglienza dei profughi è gestita dalla Comunità di
Sant'Egidio che potrà contare anche sull'aiuto di “un'associazione
medica della comunità ebraica che collaborerà con la Asl per il
controllo medico degli ospiti”. Oggi pomeriggio (ore 16), inoltre, il
Memoriale sarà teatro dell'incontro "Il peccato dell'indifferenza.
L'Europa e i perseguitati di oggi e di ieri", con protagonista la
Testimone Liliana Segre, assieme al presidente della Fondazione del
Memoriale Ferruccio De Bortoli, il sociologo Luigi Manconi, il
giornalista Gad Lerner e Seble Woldeghiorghis.
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israele-turchia, l'incontro segreto a roma
Istanbul, la sfida diplomatica
Hanno
scelto Roma, lontano da occhi indiscreti, le diplomazie israeliana e
turca per provare a ricucire un rapporto lacerato da forti tensioni. Si
sono infatti incontrati lunedì nella Capitale italiana il direttore del
ministero degli Esteri israeliano Dore Gold (nell'immagine) e la sua
controparte turca, Feridun Sinirlioglu, con un passato da ambasciatore
in Israele. Sul tavolo, la ripresa dei rapporti al centro di una crisi
iniziata con il conflitto di Gaza del 2008 e acuitasi con il caso
internazionale della Freedom Flotilla, una piccola flotta di
imbarcazioni formate da attivisti filopalestinesi che nel 2010 cercò di
forzare il blocco navale imposto sulla Striscia di Gaza: sulla più
grande delle navi, la Mavi Marmara, le forze di sicurezza israeliane
intervenute si scontrarono con attivisti armati di spranghe e bastoni;
i militari, nella ricostruzione redatta da Tsahal, risposero
all'aggressione e aprirono il fuoco. Nove attivisti, tutti di origine
turca, persero la vita nello scontro. A distanza di tre anni da quei
fatti, il governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu si scusò
ufficialmente con Istanbul per l'incidente (nel corso della visita del
presidente Barack Obama in Israele, Netanyahu telefonò al presidente
turco Recep Erdogan) e si impegnò a garantire un risarcimento alle
famiglie delle persone rimaste uccise.
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qui milano - consiglio della comunità
Scuola, al lavoro per il rilancio
La
revisione dei costi e riorganizzazione della scuola e la situazione
finanziaria comunitaria i temi principali sul tavolo della riunione del
Consiglio della Comunità ebraica di Milano, tenutosi ieri sera. A
presiedere i lavori i presidenti Raffaele Besso e Milo Hasbani, per una
riunione – a cui ha presenziato anche il vicepresidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach - caratterizzata da un
clima di collaborazione tra i vari consiglieri, eletti lo scorso marzo
e ai quali gli iscritti hanno affidato il compito di ridare respiro a
una realtà, quella ebraica milanese, che versa in una difficile
situazione economico finanziaria. E uno dei capitoli più complessi è
quello legato alla scuola, riguardo alla quale è stato presentato dal
professor Claudio Marcellino, consulente del Ministero dell’Istruzione
e membro dell’Associazione Scuola e Famiglia, un progetto per rivedere
i quadri organizzativi dell'istituto volto a garantire una maggiore
sostenibilità della struttura; un'iniziativa che ha visto il
coinvolgimento in primo luogo dell'assessore alla scuola Davide Hazan,
dell'assessore al personale Claudia Terracina, della preside Esterina
Dana e della coordinatrice delle scuole elementari Claudia Bagnarelli,
entrambe presenti in sala.
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Qui Milano - emergenza migranti
Profughi, la solidarietà ebraica
e l'accoglienza al Binario 21
Sono
arrivati lunedì sera tardi i primi ospiti del Memoriale della Shoah di
Milano, che ha aperto le porte ad alcuni dei profughi accampati alla
Stazione Centrale per far fronte all’emergenza umanitaria che coinvolge
ondate di migranti che arrivano in Italia. Ragazzi in prevalenza
eritrei e siriani hanno dunque avuto la possibilità di dormire
all’interno della struttura, allestita con trenta letti per dare asilo
la notte a partire dalle 20.30. L’accoglienza è gestita dai volontari
della Comunità di Sant’Egidio, socio fondatore del Memoriale.
In queste ore critiche, le istituzioni e le organizzazioni ebraiche
milanesi – oltre al Memoriale anche la Comunità e l’associazione chabad
Merkos – si sono mostrate unite nella volontà di portare velocemente
soccorso e assistenza ai profughi confluiti nel capoluogo lombardo,
lavorando in stretta collaborazione con le organizzazioni cittadine.
La Comunità ebraica di Milano ha avviato oggi un’iniziativa in
collaborazione con un’altra organizzazione di volontariato che opera
nel campo del sociale, i City Angels, per raccogliere beni di prima
necessità. Vestiti, prodotti per l’igiene personale e coperte possono
essere lasciati in un apposito cesto presso la Comunità stessa, per poi
essere distribuiti dai City Angels.
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L'ALLENATORE PORTOGHESE A PAGINE EBRAICHE
Paulo Sousa, neo tecnico viola:
"Israele, esperienza unica"
Basta
una parola per farlo sorridere di gusto e scaturire il suo primo
abbraccio fiorentino (a parte quelli, scontati, con la dirigenza
viola). “Paulo?”. “Sì”. “Behazlachà”.
Behazlachà, termine che in ebraico sta per “buona fortuna” e che a
Paulo Sousa, il successore di Montella appena incoronato dai fratelli
Della Valle sul trono della Firenze del calcio, ha subito ricordato una
delle esperienze che hanno segnato la sua breve ma intensa carriera di
allenatore: l'anno trascorso alla guida del Maccabi Tel Aviv,
conclusosi con la trionfale vittoria del campionato 2013-2014 (con una
pioggia di punti di vantaggio sulla seconda, l'Hapoel Beer Sheva).
Un anno che ha lasciato una forte traccia, come racconta il nuovo
tecnico gigliato nel corso dell'affollatissima conferenza stampa
convocata ieri all'Artemio Franchi, rispondendo proprio alle domande di
Pagine Ebraiche e accogliendo con la formula “Todà rabbà” (“molte
grazie”) l'augurio della redazione. Leggi
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QUI ROMA – BEAUTIFUL ISRAEL ITALIA
Un orto per coltivare la socialità
Pomodori,
peperoni friggitelli, zucchine, valeriana. Ecco alcuni esempi di
verdure che cresceranno nell'orto rialzato della casa di riposo della
Comunità romana e verranno curate dagli anziani ospiti per stimolarne
la socializzazione, la capacità cognitiva e la manualità. Lo spazio da
coltivare, inaugurato oggi, è il frutto di una iniziativa dell'Italian
Council for a Beautiful Israel, il consiglio che rappresenta nel Paese
l'associazione ambientalista nata in Israele nel 1968 e che da anni
porta avanti il progetto della terapia orticolturale.
"Questo è il primo orto urbano che abbiamo realizzato in una casa di
riposo - spiega il presidente di Beautiful Israel Italia Dario Coen -
ma non ci fermeremo di certo qui: crediamo profondamente in questo
progetto e nel successo della green therapy".
Un'occasione alla quale non è voluto mancare l'ambasciatore d'Israele
in Italia Naor Gilon, per la prima volta in visita alla casa di riposo
ebraica: "Questo luogo - ha esordito - è il simbolo di quanto la
comunità ebraica di Roma voglia bene ai propri genitori e ai propri
nonni. La cura delle piante è indicata in situazioni molto diverse:
soldati, malati, bambini e ogni persona che si occupa di uno spazio
verde può infatti ottenere benefici. Ora vogliamo che tutto il giardino
si trasformi in un grande orto da lavorare". Leggi
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L’unione e la forza |
Ieri
mattina si è fatta la Storia. Jorge Bergoglio è stato il primo papa a
entrare in un Tempio valdese, dopo secoli di persecuzioni feroci, e non
ha esitato a chiedere perdono per i comportamenti “non cristiani,
persino non umani” della Chiesa cattolica nei confronti di questa
minoranza. Noi ebrei possiamo ben comprendere il significato di un
gesto come questo: chi non ricorda la storica visita di papa Wojtyla
alla Sinagoga di Roma il 13 aprile 1986? Chi non si emozionò quando
Wojtyla ci appellò ‘fratelli maggiori’?
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- Ventimiglia |
Tra
la fine del 1938 e il 1939 le leggi razziste costrinsero molti ebrei,
specie stranieri, a lasciare l’Italia fascista. Una delle vie di fuga
fu Ventimiglia, esattamente come avviene oggi per i migranti
provenienti dall’Africa, in direzione della Francia, dove non c’era una
dittatura, per poi eventualmente spiccare il volo verso la Gran
Bretagna o gli Stati Uniti. Ma anche allora i francesi non gradivano
l’intrusione e spesso respingevano i clandestini al confine.
Mario Avagliano
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