Roberto
Della Rocca,
rabbino
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La
Torah non riferisce in modo esplicito la vera natura dell'errore di
Moshe quando colpisce la roccia per fa sgorgare l'acqua e soddisfare la
sete del popolo. Sappiamo però che è in questa storia che va ricercato
il motivo per il quale Moshe non entrerà in Eretz Israel.
Quaranta anni prima si era avverata la stessa contestazione, in merito
alla mancanza di acqua, e il nostro Maestro aveva saputo far fronte ai
ribelli picchiando la roccia con il suo bastone.
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Dario
Calimani,
anglista
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Roderigo
Lopez, medico della regina Elisabetta, fu celebre vittima di una
montatura di palazzo messa in piedi contro di lui dal conte di Essex,
che lo accusò di aver cercato di avvelenare la regina in combutta con
gli spagnoli. Lopez era un ebreo portoghese convertito, probabilmente
marrano, che sotto tortura confessò ogni cosa, e sul patibolo giurò
fino alla fine il suo amore per Cristo e per la sua regina, fra le
risate della folla divertita. Si dice che la regina ne abbia sofferto,
perché poco convinta del suo tradimento.
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MILANO
- Prende oggi il via il corso organizzato dall'Associazione Medica
Ebraica assieme a Biblioteca Ambrosiana, Coreis, Collegio Ipasvi e
Fondazione Irccs Ca’ Granda, “Insieme per prenderci cura”, dedicato
all'etica medica e alle religioni ed incentrato sul rispetto della
dignità dei pazienti. L'incontro (ore 17.00) si svolge nell’Aula magna
Mangiagalli del Policlinico di Milano. Tra gli ospiti rav Alfonso
Arbib, rabbino capo di Milano.
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Israele, Gentiloni in visita |
“Il
ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni incontrerà oggi il
premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin nel
corso di una missione in Medio Oriente della diplomazia italiana. Della
delegazione sbarcata a Tel Aviv fa parte anche il ministro
dell'Istruzione Stefania Giannini. “Siamo qui per rilanciare il
negoziato di pace” ha dichiarato Gentiloni, in visita ieri a Ramallah
(Manifesto). L'arrivo del capo della Farnesina è coinciso con il
fermo da parte delle autorità israeliane della barca svedese Marianne –
una delle quattro della Freedom Flotilla - il cui intento era violare
il blocco navale su Gaza. Gli attivisti sono stati condotti al porto
militare di Ashdod (La Stampa). Intanto in Israele rimane alta la
preoccupazione per eventuali attentati: ieri una donna palestinese ha
accoltellato a Betlemme una soldatessa in un posto di blocco; la
giovane è in condizioni stabili (Avvenire).
Nucleare iraniano, la firma non arriva. Scade oggi a mezzanotte il
termine per la firma dell'accordo sul nucleare tra Iran e le potenze
del 5+1 ma quella firma non ci sarà. Le parti sono ancora lontane e tre
sono i punti chiave, secondo il Giornale, oggetto del contendere: la
rimozione delle sanzioni, provvedimento che l'Iran vorrebbe fosse
applicato subito mentre la controparte nega questa eventualità; gli
Stati Uniti e i suoi alleati vogliono che Teheran garantisca libero
accesso agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia
Atomica ai siti nucleari iraniani mentre il regime degli Ayatollah si
oppone; terzo e ultimo nodo, il limite da porre all'attività nucleare
iraniana che, in caso di violazione dell'accordo, non permetterebbe a
Teheran di dotarsi di un'arma nucleare prima di un anno (anche su
questo punto il regime è contrario). L'amministrazione Usa guidata da
Obama deve poi superare le preoccupazioni interne e degli alleati
israeliani e sauditi che temono il rafforzarsi dell'Iran. Secondo il
Sole 24 Ore, però, quest'ultimo sarebbe “l'attore meno irrazionale del
Golfo” e non costituirebbe quindi un così grande pericolo.
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LA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A GINEVRA
Voci ebraiche a difesa di Israele
“Il
sostegno da parte delle istituzioni ebraiche è tutto per Israele”,
dichiara a Pagine Ebraiche il direttore del World Jewish Congress
Robert Singer mentre guarda la sede delle Nazioni Unite di Ginevra.
Attorno a lui, centinaia di persone affollano la piazza, arrivate da
Italia, Francia, Belgio, Olanda, Ungheria e tante altre città europee.
Sono tutte qui per protestare contro il trattamento riservato a Israele
dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc), ritenuto
carico di pregiudizi e ingiusto. Sono qui per dare voce alla
manifestazione organizzata lunedì dal Wjc assieme a diverse
organizzazioni ebraiche del mondo, realizzata simbolicamente davanti al
palazzo dell'Unhrc. Una dimostrazione indetta in concomitanza con la
presentazione – proprio in quel palazzo - del controverso rapporto
stilato da una commissione Onu sul conflitto esploso lo scorso anno a
Gaza tra Israele e Hamas, in cui si accusano sia l’esercito israeliano
sia i terroristi di Hamas di “crimini di guerra” e violazioni del
diritto internazionale. Il governo di Gerusalemme aveva già aspramente
contestato il rapporto, e nelle stesse ore in cui veniva discusso a
Ginevra, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato
l’intenzione di rivedere la partecipazione di Israele all’Unhrc.
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dafdaf - estate
O mangi questa minestra…
Riempire
il proprio sketch book di idee e colori è un po’ come fare scorta di
bellezza e nuovi progetti. Questo sembra dire la cover del numero 58 di
DafDaf, il giornale ebraico dei bambini in distribuzione in questi
giorni. Il secondo numero della stagione estiva, che come ogni anno
regala ai giovani lettori pagine ancora più giocose del solito, apre
con un’illustrazione di Luisa Valenti che rimanda alla rubrica curata
dalla stessa artista. A pagina 16, infatti, la Strega Comanda Color,
nota ai lettori del giornale ebraico dei bambini come SCC, propone di
iniziare un “libro di non-compiti”, un “non-diario di scuola” dove
schizzare qualsiasi cosa, e dove si può anche scrivere, incollare o
prendere appunti. Leggi
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Laudato sì |
L’Enciclica
“Laudato sì’” apre, in un certo senso, l’anno decisivo per le sorti
ambientali della Terra. Nel 2016, infatti, i grandi del mondo
stabiliranno, a Parigi, quali sono le misure necessarie a contenere il
riscaldamento globale nei termini dei due gradi centigradi. In altri
termini, poiché tout se tient, dovranno decidere se fare sul serio
nella tutela del nostro ecosistema, affrontando le questioni
effetto-serra, urbanizzazione, sprechi, rifiuti, acqua. Scelte che – se
serie – implicheranno una trasformazione del nostro stile di vita
sciagurato.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Un se ne pole più |
Un
se ne pole più, ovvero, non se ne può più declinato alla toscana. Di
molte cose ma, in particolare, dei dibattiti ipocriti, strumentali e
stereotipati su: ponti invece dei muri. Quasi che muri e /o mura non
accompagnassero l'uomo da tempo immemorabile per proteggersi da
attacchi esterni e intemperie, non solo quindi per separarsi o
segregare ostilmente altri e quasi che i ponti non potessero essere
anche strumento di offesa, per insinuarsi nell'altrui territorio, o non
venissero talvolta distrutti proprio per separarsi da un nemico,
divenuti quindi un pericolo;
Gadi Polacco
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Teatro per la vita |
Il
mercoledì è il mio giorno di scuola alle elementari Sultan El
Atrash del villaggio druso di Hurfeish. Sono consulente
accademica del progetto “Teatro per la vita”, una scuola
sperimentale che, attraverso il teatro, migliora la sicurezza in se
stessi e arricchisce le capacità di espressione degli allievi.
La cultura drusa è chiusa e introversa, tradizionale e conservatrice e
in alcuni contesti può essere un ostacolo alla fertilità creativa e
all’espressione autentica.
Angelica Edna Calò Livne
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