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14 Agosto 2015 - 29 Av 5775
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Inizia il mese di Elul e giustamente iniziano gli inviti a lavorare su noi stessi, all’introspezione, al miglioramento delle nostre relazioni con l’Alto e con il Prossimo. Non mi sottraggo neanche io a questo sano stimolo morale e lancio una campagna d’azione che cominci da rosh chodes Elul, una campagna che chiamerò “Salutammece”, napoletano per salutiamoci. Il saluto dell’altro, del conoscente, del vicino, di colui che si incontra al tempio o al bar è una mitzva e bisogna sempre salutare per primi ( Pirke Avot 4,15). Rispetto al saluto non esistono gerarchie o importanze di sorta e quindi chiunque dovrebbe essere attento a salutare il proprio prossimo come insegna il Talmud Ketubot 111b a nome di Rabbi Yochanan che interpretando un versetto di Genesi 49, 12 (“i denti bianchi da latte”) afferma che migliore colui che sorride e saluta il prossimo più di colui che gli serve da bere del latte rinfrescante. Perché se davvero vogliamo lavorare su noi stessi a partire da Elul, dobbiamo cominciare dalle piccole cose: un saluto, un sorriso, uno Shalom detto a tutti. Salutammece.
 
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Nel suo interessante post del 3 agosto Paolo Sciunnach sosteneva con ottime e condivisibili argomentazioni che l’Ebraismo e il Cristianesimo non nascono dallo stesso grembo, ma che è il secondo a nascere dal grembo del primo ed è quindi teso alla ricerca della sua “radice ebraica”. Concordo. Sono meno d’accordo con la successiva affermazione secondo cui “l’Ebraismo può fare a meno tranquillamente del Cristianesimo”. Si tratta di un’opinione che può avere una sua validità solo se si limita ai fondamenti teologici, ma rischia di non tenere conto dei lunghi secoli di storia che hanno caratterizzato i rapporti spesso tormentati fra comunità ebraiche e chiese cristiane. Possiamo pensare che la convivenza e a tratti lo scontro con il Cristianesimo non abbiano lasciato delle tracce nell’Ebraismo? Io non penso.
 
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Giubileo anti-Isis
Non fanno quasi più notizia i crimini dell'Isis. Ieri il bombardamento dei civili a Sirte e un terribile ultimatum: “Pronti a usare i gas contro la popolazione”.
Prende intanto le contromisure il Vaticano, che per il prossimo Giubileo ha previsto un’intensificazione dei controll anti-terrorismo. Come spiega il Corriere, i pellegrini si dovranno registrare via web. E ci sarà un doppio varco per la sicurezza. “Alla Porta Santa solo con l’accredito”, titola il quotidiano.
Offese a sfondo razziale contro alcuni cittadini maghrebini che le avevano rubato la bicicletta condite da un richiamo ad epiteti neofascisti per l’impresa del fidanzato (“camerato patriota”) che avrebbe fatto giustizia recuperando il veicolo. Il tutto spiattellato al pubblico dei social network.
Protagonista l’assessore all’istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan, non nuova a situazioni spiacevoli (Il Fatto Quotidiano, tra gli altri).
Diritti religiosi e laicità: temi sempre vivi nel dibattito pubblico francese. Una vicenda in particolare fa discutere: nelle scuole di Chalon-sur-Saone, seconda città della Borgogna, tornerà ad essere servito il prosciutto. “La scuola pubblica è laica, il menù è laico, e sui banchi, come in mensa, tutti gli scolari sono uguali”. Questa la posizione del sindaco, riportata dal Corriere.
 
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  davar
il rabbinato israeliano a confronto
Conversioni, è scontro aperto
Più che un sasso è un macigno quello gettato da un consistente numero di rabbini nello 'stagno' del sistema delle conversioni israeliano. Un macigno che, secondo alcuni media locali, potrebbe propagare onde tanto alte da portare a una “rivoluzione”, a “un cambiamento epocale” nel mondo religioso israeliano. Cosa è successo? Un gruppo di rabbini ortodossi del movimento sionista religioso, guidati da rav David Stav, leader dell'organizzazione Tzohar, e da rav Nachum Rabinovich, a capo della Yeshiva Birkat Moshe di Maale Adumim, ha istituito un sistema di tribunali per le conversioni all'ebraismo alternativo a quello del Rabbinato centrale d'Israele, unico organo a cui è riconosciuta dallo Stato la giurisdizione sulle conversioni stesse. Motivo scatenante di questa scissione, la volontà di creare delle tribunali rabbinici “più aperti alle necessità delle persone”, spiegava in un'intervista rav Shlomo Riskin, rabbino capo di Efrat e tra i motori di questo cambiamento. L'obiettivo principale del gruppo dei “ribelli” (anche se rav Riskin ha negato si tratti di una “ribellione”), è concentrarsi sulle conversioni, nel rispetto della halakhah – la legge ebraica – dei figli delle persone immigrate dall'ex Unione Sovietica (oltre 350mila). Ma l'effetto di questa mossa, a detta di alcuni analisti, potrebbe portare a conseguenze ben più grandi.
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IL cordoglio del presidente gattegna
Gianfranco Maris (1921-2015)
“La Memoria prima di tutto. La missione di una vita, un impegno portato avanti con passione e costanza, anche nel ricordo delle sofferenze che lui stesso aveva subito nei campi di Mauthausen e Gusen dopo un primo imprigionamento a Fossoli. Oggi ci lascia un grande combattente e un grande protagonista della storia democratica italiana”. Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna nel commentare la notizia della scomparsa di Gianfranco Maris, 94 anni, ex partigiano e storico presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti. “I forti valori testimoniati da lui personalmente e dall’associazione che ha guidato per così tanti anni ci accomunano da sempre. Gli ebrei italiani sono vicini ai suoi cari, a chi gli ha voluto bene e a tutti gli amici dell’Aned”, aggiunge Gattegna.
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PRESTO IN ITALIA IL FILM DELLA PORTMAN
Amore e Tenebra, c'è il trailer
“Vai a dormire”.
“Ma mamma non ho sonno”.
“D’accordo vieni qui, ti racconto una storia”.
Sono queste le parole che aprono il trailer, ora online, di “A Tale of Love and Darkness”, il primo film da regista dell’attrice premio Oscar Natalie Portman. Recitato interamente in ebraico, è ispirato al libro di Amos Oz “Una storia di amore e di tenebra” (edito in Italia da Feltrinelli) nel quale racconta la tragica esistenza della madre Fania e i suoi passi attraverso i grandi stravolgimenti del Novecento; dalle persecuzioni naziste in Europa alla sofferta e combattuta nascita di Israele.
“Come stai?”, chiede il piccolo Amos, ricevendo lo sguardo carico di dolore della madre, interpretata dalla stessa Portman, mentre fuori infuriano scene di tenebra e paura. Presentato durante il Festival di Cannes lo scorso maggio, il film dovrebbe uscire in Italia nel novembre di quest'anno e verrà distribuito dal Gruppo Ferrero.
È stato proprio Massimo Ferrero a raccontarne i retroscena in anteprima a Pagine Ebraiche.
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LA RASSEGNA SETTIMANALE DI MELAMED
Riscoprire la meritocrazia
Melamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter settimanale di melamed cliccare qui.

Torna a sostenere il valore della meritocrazia Roger Abravanel, che lancia il progetto di un ranking per gli atenei: “Quelli buoni sono abbastanza pochi, e poi il voto di laurea ha subito una spaventosa perdita di valore”. Un labirinto in cui ci si perde, una realtà che patisce in maniera drammatica il confronto con l’estero sia nell’inserimento professionale che quanto a competenze: “L'Ocse mostra che i laureati italiani vanno peggio nel problem solving dei diplomati alla maturità coreani e olandesi! (...) E anche le migliori università italiane per stessa ammissione dei rettori insegnano ancora troppo poco a lavorare in gruppo o ad interagire con le imprese". Annuncia allora: “Ho preso una decisione: aiutare a creare il primo ranking serio dell'università italiana. Abbiamo delle idee, vorremmo coinvolgere un grande quotidiano italiano e delle università prestigiose. È un progetto appena nato, ma sappiamo esattamente come farlo” (Corriere imprese nordest, 10 agosto).

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qui bologna - L'INTERVENTO DEL RABBINO CAPO
"Quel ristorante non è casher"C
"Il Myrtha Cafè non è sotto la sorveglianza del rabbinato di Bologna e non possiede alcuna certificazione di idoneità, per cui non è da considerarsi casher".
Questa la comunicazione diffusa dal rabbino capo di Bologna rav Alberto Sermoneta a seguito di alcune errate valutazioni apparse oggi sulla stampa locale.
pilpul
Viaggio nel tempo
È confortante pensare – e infatti ce lo ripetiamo spesso – che i popoli antichi che ci hanno perseguitato non esistono più da millenni mentre noi siamo sempre qui. Il problema è: chi dice che noi siamo sempre gli stessi e gli altri no? Non siamo gli unici a rivendicare continuità. Il nazionalismo tedesco non si richiamava forse agli antichi Germani e quello francese (persino nell’allegra e bonaria forma di Asterix) ai Galli? Per non parlare dei greci (a leggere e sentire certi discorsi un mese fa si faticava a capire se si stesse parlando di un referendum o delle Termopili). Anche noi italiani ci troviamo come primo personaggio citato per nome nel nostro inno nazionale un generale romano vissuto 2200 anni fa. Dunque i Romani distruttori del Tempio di Gerusalemme per cui abbiamo da poco digiunato ci sono ancora? O, per lo meno, ci sono ancora i loro discendenti, e noi ebrei italiani ogni volta che cantiamo l’inno nazionale proclamiamo orgogliosamente di essere tra questi? Non è esattamente così.

Anna Segre, insegnante
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Il pericolo nucleare
Nel mese d’agosto ricorre l’anniversario dello sgancio dei due ordigni nucleari su Hiroshima e Nagasaki: settant’anni dopo questa strage l’incubo dell’atomica è ancora in mezzo a noi. Anche alla luce dell’intesa sul nucleare iraniano, non si può dimenticare la figura del filosofo tedesco di origine ebraica, Günther Anders (1902-1992), allievo di Edmund Husserl e Martin Heidegger, e uno tra i pensatori più influenti nella lotta contro il riarmo nucleare. Una personalità complessa e permeata di un costante pessimismo, che aveva strutturato il proprio pensiero sul concetto che l’uomo fosse “ormai antiquato”, perché ciò che ha prodotto e continua a produrre gli è da tempo superiore, ed egli ne ha perso il pieno controllo, la cognizione, così come la sopportazione delle atroci conseguenze.

Francesco Moises Bassano, studente
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Veleni 
Leggendo Rehé, la parashà di domani, colpisce in questi giorni l’esortazione a non prendere in Terra di Israele le brutte abitudini dei luoghi conquistati. Un tempo questa cattiva condotta, caratterizzata da una forte dose di violenza, prendeva il nome di idolatria. Oggi potrebbe chiamarsi nello stesso modo, pur presentandosi sotto volti diversi, spesso camuffati. Noi dovremmo sempre fare lo sforzo, ovunque siamo, ovunque abitiamo, di riconoscerli per quello che sono, per non assimilarli.

Ilana Bahbout




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