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31 agosto 2015 - 16 Elul 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
È bene comprendere, una volta per tutte, che ogni forma di antigiudaismo è necessariamente anche una forma di anticristianesimo.
Anna
Foa,
storica
È solo con dolore e preoccupazione che possiamo guardare alla fine, più veloce di quanto non ci attendevamo, del sogno europeo. Che affonda certo nelle incapacità e nella burocrazia, ma soprattutto nelle paure, negli egoismi, nell’indifferenza di governi e comuni cittadini, pronti a rinchiudersi nel proprio guscio senza badare a quel che succede nel vasto mondo, illudendosi che quel che oggi tocca agli altri non toccherà domani a loro.
Energia del Mediterraneo
È il più grande giacimento di gas del Mediterraneo quello scoperto dall’Eni nelle scorse ore in Egitto. “Presto, tra il 2016 e il 2017 stimano gli addetti ai lavori, il gas rinvenuto poco al largo delle coste di Porto Said nel pozzo “Zohr 1 X” – scrive Repubblica – farà la gioia del nuovo Egitto di Al-Sisi, garantendone le forniture per un ventennio”. La scoperta, sottolinea Maurizio Molinari su La Stampa, porterà a un riassetto del settore energetico nel bacino del Mediterraneo su cui anche Israele vuole dire la sua. Il governo israeliano, spiega il quotidiano torinese, sta cercando di accelerare la liberalizzazione della gestione dei suoi due giacimenti di gas a largo di Haifa e Tel Aviv per potersi aprire al mercato internazionale. “La convergenza di interessi fra Renzi, Al-Sisi e Netanyahu sull’energia, – scrive Molinari – consolidata dalle intese con Grecia e Cipro, suggerisce la possibile genesi di un club di Paesi del Mediterraneo dotati di alta tecnologia e risorse naturali, dunque capaci di dare vita ad un polo energetico alternativo ai colossi di Mosca e del Golfo”.

Emergenza migranti, l’Europa e i no di Londra. Una politica per l’immigrazione europea con un diritto d’asilo esteso a tutti gli Stati Ue e un’azione di verifica delle richieste direttamente nei Paesi d’origine. Questa la proposta che il prossimo 14 settembre il governo italiano porterà al vertice dei ministri degli Interni e della Giustizia dell’Unione Europea per cercare di rispondere all’emergenza migranti (Corriere della Sera). E mentre l’Italia chiede maggiore solidarietà – dalla parte del Premier Renzi anche il gruppo popolare guidato dal tedesco Martin Weber (Corriere) – , la Gran Bretagna annuncia un possibile ulteriore passo indietro: “Non faremo entrare chi è senza lavoro”, fanno sapere da Londra, ponendo le basi per la chiusura dei confini anche ai cittadini UE. “Un grave errore” afferma sul Corriere il ministro degli Interni Angelino Alfano che risponde a chi dalla Francia vorrebbe sospendere il trattato di Schengen che sancisce la libera circolazione delle persone nei Paesi Ue: “il trattato è una conquista di libertà e non si tocca”. Sul fronte italiano, il ministro spiega che il governo finanzierà il 95 per cento dei progetti di accoglienza previsti dai Comuni per rispondere alla questione migranti.
 
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Magia ed ebraismo
Angeli, demoni, esseri dai poteri eccezionali e difficili da controllare. La tradizione ebraica descrive un mondo complesso di forze sovrannaturali, per l’uomo a volte pericolose, a volte salvatrici, di certo misteriose, che per essere dominate necessitano di pratiche magiche ed esoteriche e che hanno influenzato tutta la cultura occidentale. Un argomento spesso poco conosciuto o lasciato ai margini, che d’altro canto oggi riaffiora e riprende vigore. Questi mesi si caratterizzano per la presenza di varie occasioni di approfondimento, che Pagine Ebraiche presenta in un dossier interamente dedicato alla magia nella tradizione ebraica, per offrire spunti di riflessione su un tema dall’enorme fortuna di cui tuttavia spesso s’ignorano le fonti.
 
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  davar
la testimonianza del neurologo inglese
Oliver Sacks e l'identità ebraica
In Italia i conti non tornano

Oliver Sacks e lo Shabbat; le ultime parole del celebre neurologo dedicate al valore del sabato ebraico sono rimbalzate su numerose testate giornalistiche, compresi i nostri notiziari, prendendo come testo di riferimento la versione in traduzione pubblicata da un quotidiano nazionale.
Ponendo a confronto il testo offerto ai lettori italiani con la versione originale apparsa sul New York Times, si incorre però in alcune mancanze: diversi sono infatti i tagli apportati in seguito ai quali non compaiono le descrizioni dettagliate che Sacks offre sui suoi Shabbat trascorsi in famiglia da bambino e l’affresco che fa sulla comunità ebraica di appartenenza, quella di Cricklewood. Paragrafi nei quali rievocava piatti tipici, rituali come l’accensione delle candele e momenti di condivisione impressi nella memoria e sui quali indugiava con particolare attenzione.
La versione italiana del testo ha optato inoltre per un titolo ad effetto (“Lo Shabbat in cui dissi a mio padre: ‘Sono gay’”) che mescola i piani del discorso: nella versione originale Sacks infatti non dichiarava espressamente di aver fatto outing con la sua famiglia durante il giorno di Shabbat ma specificava semplicemente la sua età: “Sono diventato gradualmente indifferente alle credenze e ai rituali dei miei genitori anche se non c’è stata una vera e propria rottura fino ai miei 18 anni. Fu allora che mio padre indagando sui miei sentimenti sessuali mi spinse ad ammettere che mi piacevano i ragazzi”.
Per quanto riguarda le parti mancanti, nell’originale Sacks raccontava il momento nel quale i suoi genitori, entrambi medici, si preparavano ad accogliere lo Shabbat: “Durante il mezzogiorno di venerdì, mia madre si liberava della sua identità di chirurgo e si dedicava alla preparazione del gefilte fish e altre specialità per Shabbat. E poco prima dell’arrivo della sera avrebbe acceso le candele rituali, coprendo con le mani le fiamme e mormorando una preghiera. Ci saremmo poi messi i vestiti puliti e freschi dello Shabbat e ci saremmo riuniti per il primo pasto dello Shabbat, quello serale. Mio padre poi avrebbe levato la sua coppa d’argento di vino, intonato le preghiere e il Kiddush e dopo aver mangiato ci avrebbe trascinati a cantare il ringraziamento per il pasto”.

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israele - dopo la scoperta del gas egiziano
Energia, nuovi equilibri
La scoperta annunciata dall'Eni del giacimento di gas in Egitto – il più grande del Mediterraneo - ha messo in allarme la politica israeliana. “È un doloroso risveglio”, ha dichiarato da Gerusalemme il ministro per l'Energia Yuval Steinitz, puntando il dito contro chi si è opposto in questi mesi - tra gli altri, l'autorità anti-trust israeliana - al piano promosso dallo stesso Steinitz e dal premier Benjamin Netanyahu (insieme nell'immagine) per la regolamentazione della gestione dei giacimenti israeliani di Tamar e Leviathan. Questi ultimi avrebbero dovuto rifornire anche il vicino Egitto, aprendo un'importante via per le esportazioni del gas israeliano. Almeno questi erano i progetti dell'americana Noble e dell'israeliana Delek - aziende che controllano i due giacimenti a largo di Haifa - ma la nuova scoperta cambia le carte in tavola: Zhor, il nome del giacimento scoperto dall'italiana Eni, contiene il 40 per cento in più di gas rispetto a Leviathan e dovrebbe garantire il fabbisogno energetico egiziano per i prossimi 20 anni, complicano così le ambizioni di Noble e Delek ma anche del governo.

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qui ferrara - al via il convegno del meis
La magia del Mediterraneo
e l'eredità di Salomone

Sarà Moshe Idel, studioso dell’Università Ebraica e dello Shalom Hartman Institute di Gerusalemme, universalmente riconosciuto come il più grande esperto vivente di mistica ebraica ad aprire oggi alle 17.30 il convegno intitolato “L’eredità di Salomone. La magia ebraica in Italia e nel Mediterraneo” con una conferenza dedicata all’Italian Center of Kabbalah alla Sala dell’Arengo di Ferrara. Organizzato dal Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e con l’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (Aisg), l’appuntamento curato dai docenti dell’Alma Mater Mauro Perani e Saverio Campanini insieme a Emma Abate dell’École Pratique des Hautes Études di Parigi riunisce da oggi a Ferrara alcuni tra i maggiori esperti internazionali in materia.

(Nell'immagine una statuetta di terracotta rappresentante il Golem)

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polemiche sulla cena fiorentina di netanyahu
"Caro Bibi, rappresenti Israele.
E quindi mangia come si deve"

Code di scampi dorate, cipollotto appena scottato. Maialino di razza mora romagnola con melanzane. Piccione in tegame con fagioli freschi all'uccelletto. E ancora, tra le proposte della casa, agnolotti di patate e pesto con calamaretti al vino bianco, fusilli al ferretto con intingolo di lumache, coniglio alle olive taggiasche.
Sono alcune voci del menu a tre stelle Michelin dell'Enoteca Pinchiorri, ristorante fiorentino tra i più noti e prestigiosi al mondo che sabato sera, una volta concluso il vertice in Palazzo Vecchio, ha accolto per una cena privata i primi ministri d'Italia e Israele. Con Renzi la moglie Agnese, con Netanyahu la consorte Sara. Vini pregiatissimi ad innaffiare l'incontro (dal 1984 la cantina è nella parte alta della classifica internazionale stilata dal Wine Spectator). In cucina gli chef Annie Feolde, Italo Bassi e Riccardo Monco: un trio che è alla base dei molti successi conseguiti in questi anni dallo storico locale di via Ghibellina e dal suo proprietario, l'imprenditore, enologo e gastronomo Giorgio Pinchiorri.
Cena ad altissimo gradimento da parte di tutti i protagonisti, ma che non ha mancato di suscitare alcune polemiche negli ambienti ultraortodossi, che stanno ponendo l'accento sull'inopportunità, da parte del primo ministro israeliano, di sedere alla tavola di un ristorante che non solo non rispetta le norme della Casherut, ma che ha nella sua offerta una vasta gamma di portate proibite dalla Legge ebraica. Tra cui quelle sopra elencate.

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qui londra
Musical, da Broadway a Londra
i segreti per il successo

“In ogni grande avventura, se non vuoi perdere, la vittoria dipende dalle persone che scegli. Quindi, caro Arthur, ascolta molto bene questa notizia: non avremo successo a Broadway se non prenderai degli ebrei”. Anzi, quest’ultima rivelazione bisogna proprio riportarla in inglese – “You won’t succeed on Broadway if you don’t have any Jews” – un po’ perché è proprio il titolo della canzone del musical Spamelot da cui è tratta e per cui è diventata famosa, e un po’ perché adesso è anche il titolo di un musical, in scena nei teatri londinesi dopo essere passato da Tel Aviv. You Won’t Succeed On Broadway If You Don’t Have Any Jews prende alla lettera la satira metateatrale della canzone, e ne fa un intero spettacolo in cui le canzoni più famose di Broadway, che si dà il caso siano state per la gran parte scritte da compositori ebrei, vengono messe una in fila all’altra per due ore di lustrini e Jewish pride al St James Theatre.


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pagine ebraiche - international edition
"Arrivederci a Firenze"
Apre con la visita in Italia del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la nuova uscita di Pagine Ebraiche International Edition. Un’occasione in cui il premier Matteo Renzi ha ribadito la vicinanza tra i due paesi, già espressa poche settimane fa nel corso della sua visita a Gerusalemme.
Per il pubblico internazionale di Pagine Ebraiche una ricostruzione delle giornate italiane di Netanyahu non solo nei momenti più formali, come la conferenza stampa congiunta a Palazzo dei Cinquecento a Firenze, ma anche di quelli più intimi, tra cui la visita alla sinagoga, che ha incantato Bibi e la moglie Sarah al punto da far esprimere loro il desiderio di tornare il prossimo anno in occasione dei venticinquesimo anniversario di matrimonio: un’idea accolta con calore dalla delegazione di ebrei fiorentini che li ha ricevuti guidati dalla presidente della Comunità Sara Cividalli. Tra i momenti chiave del viaggio del premier di Gerusalemme nella penisola anche la visita all’Expo di Milano e un incontro con un gruppo di leader ebraici, tra cui il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna.


Rossella Tercatin

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pilpul
 Oltremare - Gas nostrum
La sindrome dell’isola, nella quale navighiamo tutti qui in Israele, è stata minacciata ieri da un annuncio che potrebbe non cambiare nulla negli equilibri diplomatici internazionali, ma che ha costretto gli israeliani a guardare a sud con sorpresa e invidia. Il fatto che l’annuncio sia arrivato da un paese percepito come ‘amico’, l’Italia, indora la pillola, ma non cambia i fatti. La notizia: l’ENI, “Ente Nazionale Idrocarburi” italiano, ha trovato un giacimento di gas naturale definito “supergigante” in acque territoriali egiziane. Suppongo che “supergigante” sia una riconosciuta unità di misura nel meraviglioso mondo dei giacimenti di gas naturale. Ora come si sa, l’israeliano ha un ego inversamente proporzionale alla estensione geografica del paese in cui vive (che anche per i megalomani che comprendono proprio tutto, dal Golan al Sinai, resta più piccolo della Lombardia). E fino a ieri, aveva l’esclusiva sui pozzi delle meraviglie, almeno quelli nel mare in cui si continuerà a fare i bagni almeno fino a metà ottobre. Da oggi invece, non solo non siamo più gli unici a poter pompare gas dal profondo del mare, ma ci hanno perfino tolto la edificante nozione che i nostri giacimenti sono i più promettenti, grandi e lungimiranti della regione.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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La preghiera ostentata
“Li legherai come segno sul tuo braccio, saranno come segnali fra i tuoi occhi”. Inizialmente ammetto di essere rimasta stupita e anche moralmente infastidita dalla nuova moda del #Telfie, viralmente ostentata sui vari social network, sulle pagine instagram e facebook, “Humans of Judaism”. Di fatto selfie scattati in località incantevoli indossando Talled e Tefillin: Galapagos, Bora Bora, Costarica, ma anche davanti al Colosseo. Ho constatato quanto la preghiera, che dovrebbe essere un momento personale e intimo, venga così esibita, condivisa pubblicamente come una qualsiasi foto vacanziera. Mi sono chiesta quale fosse il senso di questa esposizione in un momento privato, di profondo ringraziamento, di lode o anche aiuto interiore. Mostrare a tutti che in qualsiasi posto al mondo, anche in vacanza, si possa trovare tempo da dedicare alla preghiera? Fare tendenza incentivando i giovani ad avere un colloquio personale e diretto con H’?

Claudia Sermoneta
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