Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Sabato
sera a Kikar Rabin mi ha colpito come in molti discorsi di alcuni
leader politici ‘laici’ emergesse l’eco degli insegnamenti biblici dei
nostri Profeti. A riconfema che perfino chi sostiene di non
riconoscersi in una Tradizione religiosa non può prescindere da quelle
radici culturali che costituiscono ancora oggi la linfa della civiltà
ebraica. La storia dello Stato di Israele di oggi è la continuazione
ininterrotta di quell’intreccio per il il quale la Torah, il popolo, e
la terra, formano un unicum. È difatti sempre molto suggestivo e
incoraggiante accendere la radio al mattino e ascoltare, come
prefazione al notiziario delle sei, la recitazione del primo brano
dello Shemà Israel che infonde ottimismo e speranza in una nuova
giornata tutta da costruire.
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Dario
Calimani,
anglista
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Credevo
di aver finito di dire il disorientamento di un ebreo di fronte alle
notizie di questi giorni, ma non c’è evidentemente fine allo stupore. È
come se, per qualche qualche strana congiunzione astrale, la nostra
coscienza fosse messa quotidianamente alla prova dagli accadimenti del
mondo, piccoli e grandi, ridicoli e spietati. Così, ci sono dei martedì
in cui, dovendo scrivere le tue due righe per Pagine Ebraiche, devi
cercare ispirazione negli angoli più riposti dell’attualità, e giorni
invece in cui la mente ti si perde fra le troppe notizie e le
sfrangiate letture che se ne possono ricavare.
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Schianto aereo nel Sinai,
diversi gli scenari aperti |
Il
terrorismo resta tra le possibili cause dello schianto dell’aereo di
linea russo nel Sinai con più di duecento persone a bordo. A
rilanciarla il vicedirettore della compagnia aerea MetroJet, il quale
ha dichiarato che, anche in virtù del mancato sos da parte
dell’equipaggio, l’unica causa possibile del disastro sarebbe non un
guasto come ipotizzato bensì “un effetto esterno di natura puramente
meccanica”. Il Cremlino tuttavia resta prudente, ritenendo che sia
“troppo presto per versioni ufficiali”. Sulla stessa lunghezza d’onda
il direttore della Cia James Clapper: “Non possiamo escluderlo – ha
dichiarato – ma non c’è alcuna prova”. A fare il punto sull’inchiesta,
tra gli altri, La Stampa.
Le memorie di Roma.
Primi atti simbolici per il neo commissario Francesco Paolo Tronca, che
ha deposto una corona in ricordo degli ebrei vittime del nazifascismo
davanti alla sinagoga e ha compiuto lo stesso gesto in altri luoghi
della Memoria cittadina (tra cui Porta San Paolo, San Lorenzo, Fosse
Ardeatine). Al suo fianco, nei luoghi dell’eccidio del 24 marzo 1944,
il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo
Gattegna. Ad accoglierlo, davanti al Tempio Maggiore, anche la
presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello, il
vicepresidente Ruben Della Rocca e il rabbino capo Riccardo Di Segni. I
dorsi romani dei principali quotidiani pubblicano alcune immagini delle
diverse deposizioni.
Malagò: “Parole Tavecchio inaccettabili”. Ma niente commissariamento.
Presa di posizione del numero uno dello sport italiano Giovanni Malagò
sulle affermazioni antisemite e omofobe del presidente della
Federcalcio Carlo Tavecchio, definite “inaccettabili” e “da biasimare”.
Come riportano i quotidiani, lo stesso ha però precisato: “Non esiste
alcun presupposto tecnico-giuridico perché il Coni possa commissariare
la Figc”.
Numerose le reazioni di sdegno che le parole di Tavecchio hanno
suscitato e stanno continuando a suscitare nell’opinione pubblica. I
giornali segnalano tra gli altri una nota dell’American Jewish
Committee e un ulteriore intervento dell’ambasciatore israeliano Naor
Gilon, che dice: “Come israeliano, ebreo e parte di un gruppo di
minoranza, non posso minimamente accettare quelle parole”.
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aperto un bando internazionale
'Costruire la Memoria del futuro'
Aperto
il bando per domande di sovvenzione per progetti inerenti la memoria
della Shoah lanciato dalla International Holocaust Remembrance
Alliance, task force per la Memoria e l’educazione al ricordo in cui
l’Italia è parte attiva anche nel solco della collaborazione avviata su
questi temi da ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
L’obiettivo è quello di implementare la sfida di una Memoria viva e
consapevole attraverso iniziative diversificate, in stretto raccordo
con enti, ministeri e associazioni attive sul campo, lavorando al tempo
stesso per la realizzazione di una rete sempre più allargata.
Tra i temi su cui è suggerito un intervento il genocidio del popolo
rom, la negazione della Shoah, la Memoria al tempo di internet e dei
social media, la comunicazione della stessa attraverso campagne
pubblicitarie e installazioni.
Argomenti su cui si dibatte proprio in queste ore in occasione
dell’annuale assemblea della IHRA in svolgimento a Debrecen (Ungheria).
Quattro giornate di incontri, tavole rotonde, diverse esperienze a
confronto cui farà seguito un appuntamento di elaborazione in programma
venerdì mattina a Budapest dal titolo “La Shoah nel discorso pubblico.
Uso e abuso”.
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qui bolzano
Magdala, la sinagoga ritrovata
Riportata
alla luce nel 2009, la sinagoga di Magdala fu verosimilmente distrutta
durante la rivolta anti-romana del 66-67 e costituisce ad oggi una
testimonianza straordinaria e unica nel suo genere. Un bene prezioso,
che parla la lingua millenaria di Israele e dei popoli che ne hanno
condiviso i destini. A sei anni dal ritrovamento, uno dei protagonisti
della sua tutela e conservazione ‐ il sacerdote americano Timothy
Meehan ‐ è stato ospite di un evento organizzato a Bolzano dalla
locale Associazione Amici di Israele. A confronto con padre Meehan, il
rav Elia Richetti, già presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana;
la presidente della Comunità ebraica meranese e consigliera UCEI
Elisabetta Rossi Innerhofer; gli studiosi Loris Facinelli e Marcello
Graiff. Antiche suggestioni e impegni da rinnovare, in primis quello
del dialogo, al centro della partecipata serata bolzanese. “Quand’è
che una serata raggiunge il suo scopo? Quando ne usciamo arricchiti,
più consapevoli. Esattamente quello che è successo in questa
circostanza” afferma Innerhofer. Una serata di dialogo e di intenso
confronto, salutata con apprezzamento anche dall’ambasciatore
israeliano a Roma Naor Gilon.
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DAFDAF 62 - NOVEMBRE
Voliere, valori e accoglienza
La
copertina del numero 62 di DafDaf, in distribuzione in quesi giorni, è
un esplicito omaggio all'ennesimo successo di un'amica del giornale
ebraico dei bambini: l'immagine, infatti, è tratta da La voliera d'oro,
pubblicato da Topipittori. Anna Castagnoli ha scritto una storia
bellissima e misteriosa che parla di una principessa capricciosa, di un
dono introvabile e di un giovane saggio, che l'arte di Carll Cneut ha
reso ancora più magica. Talmente magica - e questo lo si scopre nelle
ultime pagine di DafDaf, che il libro è entrato nella selezione dei
White Ravens 2015, quei libri speciali che l’Internationale
Jugendbibliothek di Monaco - la migliore, la più famosa e la più grande
biblioteca internazionale per ragazzi in tutto il mondo - ogni anno
seleziona fra quelli pubblicati in tutto il mondo, per presentare poi
la sua scelta alla Bologna Children's Book Fair.
Ada Treves
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Baracche |
Da
anni, su queste colonne, scrivo di Rom e romeni. Affermando che i primi
sono gli ‘ultimi’ della nostra società, mentre i secondi vengono
sfruttati di tanto in tanto dalla propaganda politica come emblema di
categorie abiette, in primis lo stupratore e poi anche del rapinatore.
Ancora poche settimane fa – soprattutto per merito di Matteo Salvini –
sembrava che l’Italia fosse preda di un’orda di zingari e che la
principale sfida nazionale fosse quella di ripulire i campi rom a mezzo
ruspa. Poi per fortuna siamo stati invasi dai topi d’appartamento e da
un po’ ci siamo dimenticati di Rom e romeni.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- I Benjamin |
Il
ricordo dei Benjamin non può ridursi solo all’eclettico Walter, uno
degli intellettuali più importanti del secolo scorso, suicidatosi
tragicamente nel settembre 1940 a Port Bou, al confine tra Francia e
Spagna, mentre fuggiva da una tetra Parigi, occupata dai nazisti.
All’epoca Walter fu pianto da tutti i suoi amici, da Hannah Arendt a
Bertolt Brecht. Ma la storia degli altri componenti di questa famiglia
di ebrei tedeschi è altrettanto interessante, come racconta il libro I Benjamin, dello studioso Uwe-Karsten Heye (Sellerio, pp. 333).
Mario Avagliano
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Leggere Amis, leggere Magris
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Non leggete La zona di interesse. Vi farà male, male forte e a lungo. Leggete Non luogo a procedere.
Vi farà bene. Martin Amis e Claudio Magris non potevano non scriverli,
questi due falsi romanzi, queste vere storie mascherate.
Valerio Fiandra
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