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3 novembre 2015 - 21 Cheshvan 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
Sabato sera a Kikar Rabin mi ha colpito come in molti discorsi di alcuni leader politici ‘laici’ emergesse l’eco degli insegnamenti biblici dei nostri Profeti. A riconfema che perfino chi sostiene di non riconoscersi in una Tradizione religiosa non può prescindere da quelle radici culturali che costituiscono ancora oggi la linfa della civiltà ebraica. La storia dello Stato di Israele di oggi è la continuazione ininterrotta di quell’intreccio per il il quale la Torah, il popolo, e la terra, formano un unicum. È difatti sempre molto suggestivo e incoraggiante accendere la radio al mattino e ascoltare, come prefazione al notiziario delle sei, la recitazione del primo brano dello Shemà Israel che infonde ottimismo e speranza in una nuova giornata tutta da costruire.
Dario
Calimani,
anglista
Credevo di aver finito di dire il disorientamento di un ebreo di fronte alle notizie di questi giorni, ma non c’è evidentemente fine allo stupore. È come se, per qualche qualche strana congiunzione astrale, la nostra coscienza fosse messa quotidianamente alla prova dagli accadimenti del mondo, piccoli e grandi, ridicoli e spietati. Così, ci sono dei martedì in cui, dovendo scrivere le tue due righe per Pagine Ebraiche, devi cercare ispirazione negli angoli più riposti dell’attualità, e giorni invece in cui la mente ti si perde fra le troppe notizie e le sfrangiate letture che se ne possono ricavare.
 
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Schianto aereo nel Sinai,
diversi gli scenari aperti
Il terrorismo resta tra le possibili cause dello schianto dell’aereo di linea russo nel Sinai con più di duecento persone a bordo. A rilanciarla il vicedirettore della compagnia aerea MetroJet, il quale ha dichiarato che, anche in virtù del mancato sos da parte dell’equipaggio, l’unica causa possibile del disastro sarebbe non un guasto come ipotizzato bensì “un effetto esterno di natura puramente meccanica”. Il Cremlino tuttavia resta prudente, ritenendo che sia “troppo presto per versioni ufficiali”. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della Cia James Clapper: “Non possiamo escluderlo – ha dichiarato – ma non c’è alcuna prova”. A fare il punto sull’inchiesta, tra gli altri, La Stampa.

Le memorie di Roma. Primi atti simbolici per il neo commissario Francesco Paolo Tronca, che ha deposto una corona in ricordo degli ebrei vittime del nazifascismo davanti alla sinagoga e ha compiuto lo stesso gesto in altri luoghi della Memoria cittadina (tra cui Porta San Paolo, San Lorenzo, Fosse Ardeatine). Al suo fianco, nei luoghi dell’eccidio del 24 marzo 1944, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna. Ad accoglierlo, davanti al Tempio Maggiore, anche la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello, il vicepresidente Ruben Della Rocca e il rabbino capo Riccardo Di Segni. I dorsi romani dei principali quotidiani pubblicano alcune immagini delle diverse deposizioni.

Malagò: “Parole Tavecchio inaccettabili”. Ma niente commissariamento. Presa di posizione del numero uno dello sport italiano Giovanni Malagò sulle affermazioni antisemite e omofobe del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, definite “inaccettabili” e “da biasimare”.
Come riportano i quotidiani, lo stesso ha però precisato: “Non esiste alcun presupposto tecnico-giuridico perché il Coni possa commissariare la Figc”.
Numerose le reazioni di sdegno che le parole di Tavecchio hanno suscitato e stanno continuando a suscitare nell’opinione pubblica. I giornali segnalano tra gli altri una nota dell’American Jewish Committee e un ulteriore intervento dell’ambasciatore israeliano Naor Gilon, che dice: “Come israeliano, ebreo e parte di un gruppo di minoranza, non posso minimamente accettare quelle parole”.
 
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  davar
L'ANALISI DEL GENERALE ISRAELIANO BENNY GANTZ
"Israele, per la nostra sicurezza
è importante riaprire i negoziati"

Non si fa illusioni l'ex capo di Stato maggiore israeliano Benny Gantz sul futuro del suo paese: “Se vivremo per sempre con a fianco la spada? Sì, sicuramente. Non credo che i nostri figli o i nostri nipoti non saranno soldati. Dobbiamo cercare di impegnarci a non vivere solo con la spada ma ne avremo sempre una al nostro fianco”, le parole di Gantz, intervenuto a una conferenza sulla sicurezza nazionale a Sderot, nel Sud d'Israele. Ma secondo l'ex capo dell'esercito il fatto che il Paese non potrà deporre le armi tanto presto, viste le minacce che lo circondano, non significa non tentare nuovamente di sedersi al tavolo con i palestinesi. “Non so se una iniziativa diplomatica possa portare a qualcosa – ha dichiarato Gantz – ma credo sia molto importante. Anche se non dovesse funzionare, le nostre future generazioni sapranno con tutta onestà che c'è stato davvero un tentativo di fare le cose diversamente”.

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roma - il messaggio del neocommissario tronca
Libertà, valore da custodire

Prime simboliche iniziative per il neo commissario di Roma Francesco Paolo Tronca, che ha deposto ieri alcune corone commemorative nei luoghi della Memoria cittadina e nazionale. Da Porta San Paolo alle Fosse Ardeatine, dall’Altare della Patria al Tempio Maggiore. Al suo fianco il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che ha sottolineato l’importanza di gesti così significativi di “amicizia, antifascismo ed esaltazione dei valori contenuti nella Carta Costituzionale”.
Ad accoglierlo, davanti al Tempio Maggiore, anche la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello, il vicepresidente Ruben Della Rocca e il rabbino capo Riccardo Di Segni.
Come ha scritto Tronca nel messaggio lasciato alle Ardeatine, un omaggio “a chi ci donò col proprio coraggio la libertà e la democrazia”.

LA MISSIONE DEL KEREN HAYESOD
Israele, una solidarietà attiva
È rientrata la missione di solidarietà del Keren Hayesod Italia, guidata da chi scrive, che ha visto circa 40 persone dal nostro paese incontrare rappresentanti della società di Israele nelle zone colpite dal terrorismo. La visita ha avuto il suo momento più significativo nell’incontro a Gerusalemme con i soldati “soli”. Ovvero che sono emigrati in Israele senza la loro famiglia. La testimonianza di Leonardo Aseni, che ha raccontato con grande partecipazione i suoi giorni a Gaza durante la recente guerra, ha riempito di lacrime gli occhi dei 60 partecipanti alla cena. Non solo gli amici del Keren Hayesod ma anche molti rappresentanti della comunità italiana di Gerusalemme, incluso l’ambasciatore italiano Francesco Maria Talò e la moglie. Leonardo (nella foto con l’ambasciatore) arriva da Milano con una brillante laurea e un master al nostro ministero degli Esteri.
È stato capace di far vivere le motivazioni che lo hanno portato in Israele e ad arruolarsi in una unità di elite. Ha fatto inoltre ben comprendere lo spirito dei giovani soldati di Zahal, spesso additati come mostri dalla propaganda araba, in realtà ragazzi costretti a maturare molto velocemente pur mantenendo i grandi valori della nostra civiltà.

Andrea Jarach, presidente Keren Hayesod Italia
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aperto un bando internazionale
'Costruire la Memoria del futuro'
Aperto il bando per domande di sovvenzione per progetti inerenti la memoria della Shoah lanciato dalla International Holocaust Remembrance Alliance, task force per la Memoria e l’educazione al ricordo in cui l’Italia è parte attiva anche nel solco della collaborazione avviata su questi temi da ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
L’obiettivo è quello di implementare la sfida di una Memoria viva e consapevole attraverso iniziative diversificate, in stretto raccordo con enti, ministeri e associazioni attive sul campo, lavorando al tempo stesso per la realizzazione di una rete sempre più allargata.
Tra i temi su cui è suggerito un intervento il genocidio del popolo rom, la negazione della Shoah, la Memoria al tempo di internet e dei social media, la comunicazione della stessa attraverso campagne pubblicitarie e installazioni.
Argomenti su cui si dibatte proprio in queste ore in occasione dell’annuale assemblea della IHRA in svolgimento a Debrecen (Ungheria). Quattro giornate di incontri, tavole rotonde, diverse esperienze a confronto cui farà seguito un appuntamento di elaborazione in programma venerdì mattina a Budapest dal titolo “La Shoah nel discorso pubblico. Uso e abuso”.

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qui tel aviv
Identità ebraica, sfida aperta.
Con lo sguardo alla luna

La ricerca e costruzione di un percorso di vita ebraica, il rapporto tra allievo e maestro, il significato della storia e della Memoria. Questi i temi più significativi toccati da Con lo sguardo alla luna, il nuovo libro del rav Roberto Della Rocca pubblicato da Giuntina. Dopo numerose presentazioni in giro per l’Italia, il volume sarà oggi protagonista all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv. Dopo i saluti dell’ambasciatore italiano in Israele Francesco Maria Talò, che aprirà l’incontro (il cui inizio è previsto per le 18.30) a confrontarsi con l’autore sui principali argomenti relativi all’etica ebraica saranno i rabbini Roberto Arbib e Pierpaolo Pinhas Punturello, la psicologa Emilia Perroni, supervisore della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Università di Bar Ilan e lo studioso di filosofia e materie ebraiche Shmuel Wygoda, moderati dall’avvocato Renzo Ventura.
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qui bolzano 
Magdala, la sinagoga ritrovata 
Riportata alla luce nel 2009, la sinagoga di Magdala fu verosimilmente distrutta durante la rivolta anti-romana del 66-67 e costituisce ad oggi una testimonianza straordinaria e unica nel suo genere. Un bene prezioso, che parla la lingua millenaria di Israele e dei popoli che ne hanno condiviso i destini. A sei anni dal ritrovamento, uno dei protagonisti della sua tutela e conservazione ‐ il sacerdote americano Timothy Meehan ‐ è stato ospite di un evento organizzato a Bolzano dalla locale Associazione Amici di Israele. A confronto con padre Meehan, il rav Elia Richetti, già presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana; la presidente della Comunità ebraica meranese e consigliera UCEI Elisabetta Rossi Innerhofer; gli studiosi Loris Facinelli e Marcello Graiff. Antiche suggestioni e impegni da rinnovare, in primis quello del dialogo, al centro della partecipata serata bolzanese. “Quand’è che una serata raggiunge il suo scopo? Quando ne usciamo arricchiti, più consapevoli. Esattamente quello che è successo in questa circostanza” afferma Innerhofer. Una serata di dialogo e di intenso confronto, salutata con apprezzamento anche dall’ambasciatore israeliano a Roma Naor Gilon.
DAFDAF 62 - NOVEMBRE
Voliere, valori e accoglienza
La copertina del numero 62 di DafDaf, in distribuzione in quesi giorni, è un esplicito omaggio all'ennesimo successo di un'amica del giornale ebraico dei bambini: l'immagine, infatti, è tratta da La voliera d'oro, pubblicato da Topipittori. Anna Castagnoli ha scritto una storia bellissima e misteriosa che parla di una principessa capricciosa, di un dono introvabile e di un giovane saggio, che l'arte di Carll Cneut ha reso ancora più magica. Talmente magica - e questo lo si scopre nelle ultime pagine di DafDaf, che il libro è entrato nella selezione dei White Ravens 2015, quei libri speciali che l’Internationale Jugendbibliothek di Monaco - la migliore, la più famosa e la più grande biblioteca internazionale per ragazzi in tutto il mondo - ogni anno seleziona fra quelli pubblicati in tutto il mondo, per presentare poi la sua scelta alla Bologna Children's Book Fair.

Ada Treves
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pilpul
Baracche
Da anni, su queste colonne, scrivo di Rom e romeni. Affermando che i primi sono gli ‘ultimi’ della nostra società, mentre i secondi vengono sfruttati di tanto in tanto dalla propaganda politica come emblema di categorie abiette, in primis lo stupratore e poi anche del rapinatore. Ancora poche settimane fa – soprattutto per merito di Matteo Salvini – sembrava che l’Italia fosse preda di un’orda di zingari e che la principale sfida nazionale fosse quella di ripulire i campi rom a mezzo ruspa. Poi per fortuna siamo stati invasi dai topi d’appartamento e da un po’ ci siamo dimenticati di Rom e romeni.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - I Benjamin 
Il ricordo dei Benjamin non può ridursi solo all’eclettico Walter, uno degli intellettuali più importanti del secolo scorso, suicidatosi tragicamente nel settembre 1940 a Port Bou, al confine tra Francia e Spagna, mentre fuggiva da una tetra Parigi, occupata dai nazisti. All’epoca Walter fu pianto da tutti i suoi amici, da Hannah Arendt a Bertolt Brecht. Ma la storia degli altri componenti di questa famiglia di ebrei tedeschi è altrettanto interessante, come racconta il libro I Benjamin, dello studioso Uwe-Karsten Heye (Sellerio, pp. 333).

Mario Avagliano
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Leggere Amis, leggere Magris
Non leggete La zona di interesse. Vi farà male, male forte e a lungo. Leggete Non luogo a procedere. Vi farà bene. Martin Amis e Claudio Magris non potevano non scriverli, questi due falsi romanzi, queste vere storie mascherate.

Valerio Fiandra
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