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16 novembre 2015 - 4 Kislev 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
“È proprio vero che l’equilibrio mondiale gira intorno ai figli di Giacobbe, ai figli di Israele.
Esaù, l’Occidente, Roma, guarda Israele.
Ismaele, il mondo arabo, guarda Israele.
E Israele è solo (come sempre, come del resto dicono le Scritture), nel centro del mondo. L’ago della bilancia.
“E D-o disse: nel tuo grembo ci sono i progenitori di due grandi nazioni e sin da dentro il tuo ventre si separeranno per diventare due nazioni di opposte inclinazioni; una nazione sarà alternativamente a turno più forte in seguito al declino dell’altra, e il figlio maggiore servirà il minore”. (Bereshith 25, 23, libera traduzione interpolata dal Midrash e Rashi).
 
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Anna
Foa,
storica
Leggo sui social network comunicati di associazioni musulmane, di iman, di semplici musulmani che si dissociano con forza dal devastante atto terroristico di Parigi e lo condannano con decisione. Siamo di fronte  alla barbarie, a barbari che vogliono distruggere la civiltà, non la civiltà cristiana o quella ebraica o quella occidentale ma la civiltà tout court. Tutti siamo minacciati da questo orrore, tutti dobbiamo opporci a questo progetto di morte e di distruzione. Per i musulmani, non esiste una possibilità intermedia.
 
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Parigi, caccia al terrorista
Le autorità francesi sono alla ricerca di un presunto ottavo terrorista, membro del commando che ha colpito Parigi nella tragica notte di venerdì. Secondo alcune ricostruzioni (Corriere della Sera) il fuggitivo, il ventinovenne di Bruxelles Salah Abdelsam, è stato fermato dalla polizia francese nei pressi del confine belga e poi rilasciato. Ora potrebbe essere diretto verso l’Italia. Intanto da Parigi, il presidente Francois Hollande ha ordinato all’aviazione francese di colpire in Siria diversi bersagli del Califfato – secondo dispacci dei servizi iracheni sarebbe stato lo stesso capo dell’Isis, Al Bagdadi, a ordinare la strage di venerdì in Francia -, oltre a prolungare per tre mesi lo stato d’emergenza e ordinare la chiusura delle moschee radicali (Repubblica ). A livello internazionale, la Francia ha tutto l’appoggio degli Stati Uniti con il presidente Usa Barack Obama che ha scelto di scendere a compromessi, nonostante le tensioni passate, anche con il presidente russo Vladimir Putin, tutto in funzione anti-Isis. I due si sono incontrati al G20 (Il Sole 24 Ore) e Obama ha riconosciuto “l’importanza dello sforzo bellico russo in Siria contro l’Isis”, uno sforzo diretto a tutelare l’alleato di Mosca, Assad. Di fronte alle mobilitazioni militari, esprime invece cautela il Primo ministro italiano Matteo Renzi, che afferma la necessità di “ragionare con la testa e non con la pancia”. Bisogna rispondere con intransigenza è invece il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “ma senza fa venir meno le ragioni del diritto” (Corriere).

La democrazia in guerra per salvarsi. Sul Corriere della Sera, l’analisi del filosofo francese Henry Bernard Lèvy che auspica una guerra a tutto campo contro il fondamentalismo islamico del Califfato. Per Lèvy bisogna “intervenire militarmente nei territori dominati dall’Isis ma pure costringere i seguaci di Allah, che sono fratelli, a prendere posizione contro il neofascismo di matrice islamica”, in particolare in Europa. Inoltre, mentre i partiti populisti e xenofobi europei si rafforzano, il filosofo sottolinea come sia necessario “continuare a ricevere i migranti e nello stesso tempo rendere inoffensivo il più gran numero di cellule pronte a uccidere… Accogliere a braccia aperte chi fugge dall’Isis e contemporaneamente essere implacabili con quelli fra loro che traessero vantaggio dalla nostra fedeltà ai nostri principi per infiltrarsi in terra di missione e commettervi i loro misfatti”.

Liliana Segre: come raccontare Parigi ai bambini. “Bisogna avere il coraggio di spiegare ai nostri ragazzi cosa è accaduto a Parigi. Dicendo la verità e senza ripararli dal dolore e dal pericolo. Perché le nuove generazioni qui in Italia sono state troppo protette e isolate dal concetto di sofferenza, che invece fa parte reale, concreta della vita di tutti noi… Una responsabilità che hanno sia i genitori che i professori”. Parole della Testimone della Shoah Liliana Segre, intervistata dal Paolo Conti del Corriere della Sera, in merito alla necessità di raccontare ai più giovani i terribili fatti di Parigi.
 
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  davar
je suis paris - il mondo ebraico compatto
"Guerra al terrorismo islamico,
per il mondo libero sia priorità"

Come si combatte un nemico terribile come il terrorismo islamico? Innanzitutto con la consapevolezza della minaccia, e poi con la coesione, l’unità, l’impegno ad affrontare tutti insieme quella che è una vera e propria guerra di civiltà. È il sentimento che attraversa la comunità ebraica francese in queste giornate difficili e complesse, in piena sintonia con quello che è il sentimento dei molti milioni di francesi (e con loro l’Europa e l’intero mondo progredito) raccoltisi oggi in un commovente minuto di silenzio globale in ricordo dei morti di Parigi. Lo dimostrano i molteplici interventi pubblici, le numerose iniziative che hanno richiamato migliaia di persone nelle sinagoghe e nelle principali istituzioni comunitarie. Lo dimostra il trasporto collettivo al momento del canto della Marsigliese nella Grande synagogue de la Victoire. Una delle pagine più emozionanti di queste ore.
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JE SUIS PARIS - IL MESSAGGIO DI RAV KORSIA 
"Per combattere il terrorismo,
è necessario restare uniti" 

Quando la Francia è attaccata sono tutti i cittadini francesi a essere sotto attacco, e nel momento in cui un uomo o una donna sono colpiti è un freno all’umanità. Non ci si può sentire distanti da qualcuno con il pretesto di non avere la stessa nazionalità, lo stesso sesso o la stessa religione”. È un forte appello all’unità e alla solidarietà quello che il gran rabbino di Francia Haïm Korsia ha scelto di lanciare nelle ore che sono seguite alla notte di terrore di Parigi. Per ricordarne le vittime e dedicare una preghiera a loro e ai feriti così come alla Repubblica attaccata nei suoi valori fondanti, ieri sera si è svolta una cerimonia nella Grande Synagogue di rue de la Victoire a Parigi, alla presenza di più di duecento persone raccoltesi, sfidando a testa alta la paura, per quello che Korsia ha definito “un momento di condivisione, di semplice presenza” ma “vitale”.
“Ad appena qualche mese dalle tragedie di gennaio, la Francia, di nuovo colpita al cuore da un’indicibile barbarie, deve leccarsi le ferite, rialzarsi e andare avanti unita per lottare contro il terrorismo e contro tutti quanti strumentalizzano e distorcono la religione per uccidere in nome di Dio”, le parole del rav Korsia diffuse subito dopo la fine dello Shabbat.
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ISRAELE - LE POLEMICHE SULLA MEZZA LUNA ROSSA
Se l'ambulanza non si ferma
Umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità.
Sono questi i sette principi su cui si basa l’organizzazione umanitaria della Mezzaluna Rossa palestinese, l’organizzazione umanitaria nata nel 1968 e affiliata al movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Principi messi ora in discussione dal governo israeliano che ha denunciato un mancato soccorso avvenuto lo scorso venerdì, quando rav Yaakov Litman e suo figlio Netanel, diciotto anni, sono stati freddati da un terrorista palestinese mentre erano in macchina nei pressi di Hebron con gli altri membri della famiglia (la moglie e quattro figli) rimasti miracolosamente illesi.
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qui torino
Memoria, il racconto dei giovani
Si è aperta a Torino questa mattina, nella suggestiva cornice dell’Archivio di Stato, nell’area degli archivi Juvarriani, la mostra itinerante “I giovani ricordano la Shoah”, giunta alla seconda tappa dopo l’appuntamento di Bari dell’ottobre scorso, e nata per illustrare come i giovani si sono approcciati e abbiano elaborato creativamente, negli ultimi anni, il tema della Shoah e della Memoria.
La mostra raccoglie oltre settanta delle migliori opere tra lavori grafici, sculture, filmati, album, collage, “valigie della Memoria” e installazioni artistiche di ragazzi di tante scuole d’Italia, che hanno partecipato al concorso indetto dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e che invita le scuole a far “raccontare” ai ragazzi, secondo la propria sensibilità, un tema tanto difficile e doloroso. Ogni anno le scuole vincitrici sono state premiate, in genere al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, durante le celebrazioni per il Giorno della Memoria.
L’iniziativa della mostra itinerante, organizzata dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR e dall’UCEI, ha l’obiettivo di riconoscere l’instancabile lavoro condotto in questi anni dagli insegnanti e dagli studenti, e di incoraggiare la partecipazione al concorso di un numero ancora più ampio di alunni e istituzioni scolastiche.

Marco Di Porto
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qui milano
Keillah unita, senza paura
Continuano gli attestati di solidarietà a Nathan Graff, vittima giovedì scorso di un'aggressione da parte di un uomo armato di coltello, e a tutta la Comunità ebraica di Milano. Graff, ricoverato all'ospedale di Niguarda e in progressivo miglioramento, ha ricevuto nelle scorse ore la visita, tra gli altri, del presidente della Comunità ebraica milanese Raffaele Besso e dell'ex presidente della Comunità di Roma Riccardo Pacifici. Una visita a cui ha fatto seguito un pranzo al ristorante casher Carmel, locale nelle cui vicinanze si è compiuta l'aggressione a Graff. Molte le persone che hanno deciso di recarsi al ristorante, a dimostrazione che la vita dell'ebraismo milanese continua senza farsi condizionare da chi vorrebbe seminare paura e insicurezza.
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qui cuneo - scrittori in città
Essere Dispari, con orgoglio
Incuriosisce già dal tema scelto per questa diciassettesima edizione, “scrittorincittà”, il festival che ha in questi giorni portato a Cuneo quasi quarantamila persone, a cui si sono aggiunti tantissimi studenti che hanno partecipato alle decine di incontri organizzati per le scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla lezione di Claudio Magris che nel primo giorno del festival si è rivolto, al Teatro Toselli, a una platea gremita di liceali, prima di incontrare, la sera stessa, il grande pubblico del festival.
D15PARI, infatti, a partire dal modo in cui è scritto ovunque, dal programma agli striscioni, incuriosisce e obbliga a pensare: anno dispari, edizione dispari, un’idea prima ancora che un programma. Il programma parla di uno squilibrio, che sbilancia verso l’altro, o verso noi stessi. “Siamo pronti a cambiare? C’é una nuova identità sulla quale riflettere?”. Un contesto in cui Pagine Ebraiche è stato accolto con interesse e curiosità, con le centinaia di copie distribuite dall’organizzazione che sono rapidamente sparite, segno di un interesse che è stato palpabile, e di una vicinanza particolarmente sentita in una città in cui è forte da sempre il radicamento ebraico.
Dispari vuole essere un’idea di futuro, un progetto, un modo di guardare il mondo, un segno di fragilità, precarietà, voglia di interrogarsi ma anche di costruire, come ha fatto Alberto Cavaglion, con la Biblioteca di Barbamadiu, il nuovo centro di studi fondato in nome del fratello Davide, di cui sia Pagine Ebraiche che questa newsletter molto hanno parlato.
Non è stato certamente facile proseguire in questo fine settimana terribile con la programmazione di quella che da anni è una festa per la città, e al Teatro Toselli gli scrittori francesi presenti al festival hanno deciso di presentare un testo scritto per l’occasione, accompagnato dalle note di Bach, fra dolore, dignità e responsabilità civile.

“Non dire solo quello che è successo, ma come e perché”. Queste le parole con cui lo scrittore e germanista Claudio Magris spiega ciò che l’ha indotto a scrivere il suo ultimo libro, Non luogo a procedere, il suo più alto successo letterario recentemente pubblicato da Garzanti.
La narrazione è quella di una storia vera, quella di Diego de Henriquez ambiguo collezionista con un’ossessione per le reliquie di guerra, raccolte ora nel suo “Museo della Guerra per la Pace” di Trieste, e di Luisa de Navarrete, il personaggio inventato ma vero protagonista del racconto capace di restituire umanità alla storia, grazie alla sua personale narrazione. Ed è nella prima serata della diciassettesima edizione del festival “scrittorincittà” che al Teatro Toselli Magris era in dialogo con Ermanno Paccagnini, docente di lettere alla Cattolica di Milano e noto critico letterario.

Emanuele Levi
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qui roma - Infanzia, magistero, speranze 
Il grande racconto del Morè
È stato un abbraccio corale quello che ha avvolto il rav Vittorio Della Rocca, il Morè, protagonista della prima presentazione pubblica del suo commovente libro di memorie: “Chiedi a tuo padre e te lo dirà” (ed. Salomone Belforte). Amici, colleghi, allievi di ieri e di oggi. Una vera e propria folla accorsa al Centro Ebraico Il Pitigliani per rendergli omaggio. Dall’infanzia al lungo magistero rabbinico, dall’amicizia col rav Toaff all’impegno per il dialogo: sono tanti i mondi affrontati dal Morè nel suo libro, ripercorsi ieri con passione e aneddoti gustosi. La stessa generosità che il rav Della Rocca mette in campo ogni mese nella sua seguitissima rubrica su Italia Ebraica.
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION
Per Parigi, un inno alla vita
Parigi, un inno alla vita. O un veliero che non si ferma, solcando le onde della tempesta. Così nelle difficili ore che sono seguite agli attentati che hanno colpito la capitale francese, la redazione di Pagine Ebraiche ha voluto riflettere sull’accaduto, anche nell’edizione dedicata al pubblico internazionale. Per questo il direttore della testata giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Guido Vitale ha scelto, per il suo appuntamento It Happened Tomorrow, il messaggio che il disegnatore Joann Sfar ha lanciato attraverso una sua vignetta che ha fatto in poche ore il giro del globo. “Amici da tutto il mondo, grazie per il vostro #prayforparis, ma non sentiamo il bisogno di una dose supplementare di religione! La nostra fede è rivolta alla musica, ai baci, alla vita! Gioia e champagne! #parisisaboutlife” le parole dell’autore de Il gatto del rabbino.
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sorgente di vita
Comunità, sicurezza e unità
Un commento di Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, dopo l’aggressione ai danni di un israeliano, accoltellato da uno sconosciuto nei pressi di un negozio casher a Milano, apre la puntata di Sorgente di vita di lunedì 16 novembre. Segue la storia di Armin Wegner, viaggiatore e scrittore tedesco, aristocratico, difensore dell’onore della Germania: aveva testimoniato e denunciato il genocidio degli armeni con migliaia di fotografie e nel 1933 scrisse una lettera a Hitler, sdegnato dalla campagna diffamatoria e dai provvedimenti discriminatori contro gli ebrei.

p.d.s
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pilpul
 Oltremare - Tornare a casa
La fretta di ritornare in Israele, la solita fretta di ogni viaggio, questa volta prende un senso tutto nuovo.
All’inizio di un lungo fine settimana milanese, venerdì mattina alle otto in punto, mentre guardavo un po’ stranita al tg un giornalista davanti al ristorante Carmel, pensavo che a Tel Aviv ci si sente molto più sicuri. Ed è una considerazione a due facce: più sicuri come cittadini e più sicuri come ebrei. Casa nostra, Israele: anche con intifade, guerre e assurdità varie, è comunque casa.
Ovviamente nulla mi avrebbe preparata alle notizie di venerdì sera, ricevute con troppi filtri solo sabato mattina al tempio.


Daniela Fubini, Tel Aviv
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