
Paolo Sciunnach,
insegnante
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“È proprio vero che l’equilibrio mondiale gira intorno ai figli di Giacobbe, ai figli di Israele.
Esaù, l’Occidente, Roma, guarda Israele.
Ismaele, il mondo arabo, guarda Israele.
E Israele è solo (come sempre, come del resto dicono le Scritture), nel centro del mondo. L’ago della bilancia.
“E D-o disse: nel tuo grembo ci sono i progenitori di due grandi
nazioni e sin da dentro il tuo ventre si separeranno per diventare due
nazioni di opposte inclinazioni; una nazione sarà alternativamente a
turno più forte in seguito al declino dell’altra, e il figlio maggiore
servirà il minore”. (Bereshith 25, 23, libera traduzione interpolata
dal Midrash e Rashi).
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Anna
Foa,
storica
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Leggo
sui social network comunicati di associazioni musulmane, di iman, di
semplici musulmani che si dissociano con forza dal devastante atto
terroristico di Parigi e lo condannano con decisione. Siamo di
fronte alla barbarie, a barbari che vogliono distruggere la
civiltà, non la civiltà cristiana o quella ebraica o quella occidentale
ma la civiltà tout court. Tutti siamo minacciati da questo orrore,
tutti dobbiamo opporci a questo progetto di morte e di distruzione. Per
i musulmani, non esiste una possibilità intermedia.
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Parigi, caccia al terrorista
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Le
autorità francesi sono alla ricerca di un presunto ottavo terrorista,
membro del commando che ha colpito Parigi nella tragica notte di
venerdì. Secondo alcune ricostruzioni (Corriere della Sera) il
fuggitivo, il ventinovenne di Bruxelles Salah Abdelsam, è stato fermato
dalla polizia francese nei pressi del confine belga e poi rilasciato.
Ora potrebbe essere diretto verso l’Italia. Intanto da Parigi, il
presidente Francois Hollande ha ordinato all’aviazione francese di
colpire in Siria diversi bersagli del Califfato – secondo dispacci dei
servizi iracheni sarebbe stato lo stesso capo dell’Isis, Al Bagdadi, a
ordinare la strage di venerdì in Francia -, oltre a prolungare per tre
mesi lo stato d’emergenza e ordinare la chiusura delle moschee radicali
(Repubblica ). A livello internazionale, la Francia ha tutto l’appoggio
degli Stati Uniti con il presidente Usa Barack Obama che ha scelto di
scendere a compromessi, nonostante le tensioni passate, anche con il
presidente russo Vladimir Putin, tutto in funzione anti-Isis. I due si
sono incontrati al G20 (Il Sole 24 Ore) e Obama ha riconosciuto
“l’importanza dello sforzo bellico russo in Siria contro l’Isis”, uno
sforzo diretto a tutelare l’alleato di Mosca, Assad. Di fronte alle
mobilitazioni militari, esprime invece cautela il Primo ministro
italiano Matteo Renzi, che afferma la necessità di “ragionare con la
testa e non con la pancia”. Bisogna rispondere con intransigenza è
invece il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“ma senza fa venir meno le ragioni del diritto” (Corriere).
La democrazia in guerra per salvarsi. Sul Corriere della Sera,
l’analisi del filosofo francese Henry Bernard Lèvy che auspica una
guerra a tutto campo contro il fondamentalismo islamico del Califfato.
Per Lèvy bisogna “intervenire militarmente nei territori dominati
dall’Isis ma pure costringere i seguaci di Allah, che sono fratelli, a
prendere posizione contro il neofascismo di matrice islamica”, in
particolare in Europa. Inoltre, mentre i partiti populisti e xenofobi
europei si rafforzano, il filosofo sottolinea come sia necessario
“continuare a ricevere i migranti e nello stesso tempo rendere
inoffensivo il più gran numero di cellule pronte a uccidere… Accogliere
a braccia aperte chi fugge dall’Isis e contemporaneamente essere
implacabili con quelli fra loro che traessero vantaggio dalla nostra
fedeltà ai nostri principi per infiltrarsi in terra di missione e
commettervi i loro misfatti”.
Liliana Segre: come raccontare Parigi ai bambini. “Bisogna avere il
coraggio di spiegare ai nostri ragazzi cosa è accaduto a Parigi.
Dicendo la verità e senza ripararli dal dolore e dal pericolo. Perché
le nuove generazioni qui in Italia sono state troppo protette e isolate
dal concetto di sofferenza, che invece fa parte reale, concreta della
vita di tutti noi… Una responsabilità che hanno sia i genitori che i
professori”. Parole della Testimone della Shoah Liliana Segre,
intervistata dal Paolo Conti del Corriere della Sera, in merito alla
necessità di raccontare ai più giovani i terribili fatti di Parigi.
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JE SUIS PARIS - IL MESSAGGIO DI RAV KORSIA
"Per combattere il terrorismo,
è necessario restare uniti"
Quando
la Francia è attaccata sono tutti i cittadini francesi a essere sotto
attacco, e nel momento in cui un uomo o una donna sono colpiti è un
freno all’umanità. Non ci si può sentire distanti da qualcuno con il
pretesto di non avere la stessa nazionalità, lo stesso sesso o la
stessa religione”. È un forte appello all’unità e alla solidarietà
quello che il gran rabbino di Francia Haïm Korsia ha scelto di lanciare
nelle ore che sono seguite alla notte di terrore di Parigi. Per
ricordarne le vittime e dedicare una preghiera a loro e ai feriti così
come alla Repubblica attaccata nei suoi valori fondanti, ieri sera si è
svolta una cerimonia nella Grande Synagogue di rue de la Victoire a
Parigi, alla presenza di più di duecento persone raccoltesi, sfidando a
testa alta la paura, per quello che Korsia ha definito “un momento di
condivisione, di semplice presenza” ma “vitale”.
“Ad appena qualche mese dalle tragedie di gennaio, la Francia, di nuovo
colpita al cuore da un’indicibile barbarie, deve leccarsi le ferite,
rialzarsi e andare avanti unita per lottare contro il terrorismo e
contro tutti quanti strumentalizzano e distorcono la religione per
uccidere in nome di Dio”, le parole del rav Korsia diffuse subito dopo
la fine dello Shabbat.
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qui torino
Memoria, il racconto dei giovani
Si
è aperta a Torino questa mattina, nella suggestiva cornice
dell’Archivio di Stato, nell’area degli archivi Juvarriani, la mostra
itinerante “I giovani ricordano la Shoah”, giunta alla seconda tappa
dopo l’appuntamento di Bari dell’ottobre scorso, e nata per illustrare
come i giovani si sono approcciati e abbiano elaborato creativamente,
negli ultimi anni, il tema della Shoah e della Memoria.
La mostra raccoglie oltre settanta delle migliori opere tra lavori
grafici, sculture, filmati, album, collage, “valigie della Memoria” e
installazioni artistiche di ragazzi di tante scuole d’Italia, che hanno
partecipato al concorso indetto dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca in collaborazione con l’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, e che invita le scuole a far “raccontare”
ai ragazzi, secondo la propria sensibilità, un tema tanto difficile e
doloroso. Ogni anno le scuole vincitrici sono state premiate, in genere
al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, durante le
celebrazioni per il Giorno della Memoria.
L’iniziativa della mostra itinerante, organizzata dalla Direzione
Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR e
dall’UCEI, ha l’obiettivo di riconoscere l’instancabile lavoro condotto
in questi anni dagli insegnanti e dagli studenti, e di incoraggiare la
partecipazione al concorso di un numero ancora più ampio di alunni e
istituzioni scolastiche.
Marco Di Porto
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qui cuneo - scrittori in città
Essere Dispari, con orgoglio
Incuriosisce
già dal tema scelto per questa diciassettesima edizione,
“scrittorincittà”, il festival che ha in questi giorni portato a Cuneo
quasi quarantamila persone, a cui si sono aggiunti tantissimi studenti
che hanno partecipato alle decine di incontri organizzati per le scuole
di ogni ordine e grado, a partire dalla lezione di Claudio Magris che
nel primo giorno del festival si è rivolto, al Teatro Toselli, a una
platea gremita di liceali, prima di incontrare, la sera stessa, il
grande pubblico del festival.
D15PARI, infatti, a
partire dal modo in cui è scritto ovunque, dal programma agli
striscioni, incuriosisce e obbliga a pensare: anno dispari, edizione
dispari, un’idea prima ancora che un programma. Il programma parla di
uno squilibrio, che sbilancia verso l’altro, o verso noi stessi. “Siamo
pronti a cambiare? C’é una nuova identità sulla quale riflettere?”. Un
contesto in cui Pagine Ebraiche è stato accolto con interesse e
curiosità, con le centinaia di copie distribuite dall’organizzazione
che sono rapidamente sparite, segno di un interesse che è stato
palpabile, e di una vicinanza particolarmente sentita in una città in
cui è forte da sempre il radicamento ebraico.
Dispari vuole essere
un’idea di futuro, un progetto, un modo di guardare il mondo, un segno
di fragilità, precarietà, voglia di interrogarsi ma anche di costruire,
come ha fatto Alberto Cavaglion, con la Biblioteca di Barbamadiu, il
nuovo centro di studi fondato in nome del fratello Davide, di cui sia
Pagine Ebraiche che questa newsletter molto hanno parlato.
Non è stato certamente
facile proseguire in questo fine settimana terribile con la
programmazione di quella che da anni è una festa per la città, e al
Teatro Toselli gli scrittori francesi presenti al festival hanno deciso
di presentare un testo scritto per l’occasione, accompagnato dalle note
di Bach, fra dolore, dignità e responsabilità civile.
“Non dire solo quello che è successo, ma come e
perché”. Queste le parole con cui lo scrittore e germanista Claudio
Magris spiega ciò che l’ha indotto a scrivere il suo ultimo libro, Non
luogo a procedere, il suo più alto successo letterario recentemente
pubblicato da Garzanti.
La narrazione è quella di una storia vera, quella di Diego de Henriquez
ambiguo collezionista con un’ossessione per le reliquie di guerra,
raccolte ora nel suo “Museo della Guerra per la Pace” di Trieste, e di
Luisa de Navarrete, il personaggio inventato ma vero protagonista del
racconto capace di restituire umanità alla storia, grazie alla sua
personale narrazione. Ed è nella prima serata della diciassettesima
edizione del festival “scrittorincittà” che al Teatro Toselli Magris
era in dialogo con Ermanno Paccagnini, docente di lettere alla
Cattolica di Milano e noto critico letterario.
Emanuele Levi
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION
Per Parigi, un inno alla vita
Parigi,
un inno alla vita. O un veliero che non si ferma, solcando le onde
della tempesta. Così nelle difficili ore che sono seguite agli
attentati che hanno colpito la capitale francese, la redazione di
Pagine Ebraiche ha voluto riflettere sull’accaduto, anche nell’edizione
dedicata al pubblico internazionale. Per questo il direttore della
testata giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Guido Vitale ha scelto, per il suo appuntamento It Happened Tomorrow,
il messaggio che il disegnatore Joann Sfar ha lanciato attraverso una
sua vignetta che ha fatto in poche ore il giro del globo. “Amici da
tutto il mondo, grazie per il vostro #prayforparis, ma non sentiamo il
bisogno di una dose supplementare di religione! La nostra fede è
rivolta alla musica, ai baci, alla vita! Gioia e champagne!
#parisisaboutlife” le parole dell’autore de Il gatto del rabbino.
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Oltremare
- Tornare a casa |
La fretta di ritornare in Israele, la solita fretta di ogni viaggio, questa volta prende un senso tutto nuovo.
All’inizio di un lungo fine settimana milanese, venerdì mattina alle
otto in punto, mentre guardavo un po’ stranita al tg un giornalista
davanti al ristorante Carmel, pensavo che a Tel Aviv ci si sente molto
più sicuri. Ed è una considerazione a due facce: più sicuri come
cittadini e più sicuri come ebrei. Casa nostra, Israele: anche con
intifade, guerre e assurdità varie, è comunque casa.
Ovviamente nulla mi avrebbe preparata alle notizie di venerdì sera, ricevute con troppi filtri solo sabato mattina al tempio.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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