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4 dicembre 2015 - 22 Kislev 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Ci sono piccolo gesti, quasi impercettibili, che cambiano la storia del mondo come quando su un autobus dell'Alabama una donna, Rosa Parks, si rifiutò di alzarsi dal posto riservato ai bianchi e per questo venne denunciata e arrestata. Da quel gesto sono passati 61 anni, era infatti il primo dicembre del 1955. Anche il gesto di accendere una candela in pubblico può diventare un gesto rivoluzionario che cambia per sempre la storia del mondo.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Uno dei principi morali e religiosi fondamentali che dobbiamo affermare con forza di questi tempi è quello legato al riconoscimento dell’altro come nostro simile, al di là di ogni pretesa di superiorità. Ce lo illustra bene una storiella Chassidica che troviamo nello splendido libro di Jiřì Langer, Le nove porte.
"Quando ero ancora un ragazzino e il signor maestro stava insegnandomi a leggere, una volta mi mostrò nel libro di preghiere due minuscole lettere, simili a dei puntini quadrati, e mi disse: 'Vedi, Uri, queste due lettere una accanto all’altra? È il monogramma del nome di Dio, e ovunque, nelle preghiere, scorgi insieme questi due puntini quadrati, devi pronunciare il nome di Dio, anche se non è scritto per intero'."
 
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Usa, la matrice terroristica
della strage in California
“Secondo quanto riportano i media internazionali, la strage nell'istituto per disabili di San Bernardino, in California, sarebbe legata al terrorismo islamista. “Farook e Tashfeen Malik – riporta Federico Rampini su Repubblica - erano musulmani, si erano 'radicalizzati', probabilmente in occasione di recenti viaggi in Medio Oriente. Ed erano in contatto con sospetti terroristi tenuti sotto controllo dall'Fbi, secondo fonti della polizia citate dalla Cnn”. La pista del terrorismo islamista sembra dunque prendere quota e i fatti di San Bernardino sono ora al centro del dibattito politico negli Stati Uniti, assumendo un'importanza anche per la campagna elettorale per la Casa Bianca, come scrive Gianni Riotta su la Stampa. Ad usare quanto accaduto in California contro il presidente Barack Obama, riporta Riotta, il candidato repubblicano Donald Trump, noto per le sue uscite controverse. “Trump, - scrive Riotta - davanti a un gruppo di elettori ebrei, prima ha flirtato con i luoghi comuni razziali nel tono ammiccante di cui è maestro 'Io contratto sempre, come voi…' poi ha fatto di San Bernardino una Parigi in California, imputando al Presidente di non vedere la matrice islamica dell’attacco”. Una matrice che invece l'analista Paul Bernman, interpellato dal Corriere, indica come chiara. Secondo Bernman il terrorismo islamista, in particolare quello dell'Isis, “unisce ispirazioni totalitarie provenienti dall’Europa e una certa interpretazione dell’Islam”: ad esempio “Il concetto islamista della cospirazione demoniaca degli ebrei è un’eredità nazista”.

Attacco a Duma, arrestati estremisti ebrei. Mentre continuano gli attentati contro civili e soldati israeliani (nella notte un soldato è stato ferito da un attentatore palestinese a Hebron), le forze di sicurezza d'Israele hanno arrestato alcuni giovani ebrei, legati ai movimenti estremisti, ritenuti coinvolti nell'attacco incendiario a Duma, in cui hanno perso la vita tre persone, tra cui un bambino di 18 mesi. “Nonostante molti particolari dell'inchiesta siano coperti dal segreto e non si conoscano né i nomi dei fermati né quanti siano, - riporta il Mattino - lo Shin Bet ha fatto sapere che i giovani ultrà ebrei sono sospettati di appartenere ad 'una organizzazione terroristica ebraica e di aver portato a termine attacchi terroristici'”.
 
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  davar
israele
Tsahal: Hebron, alt alla violenza 
Come intervenire su Hebron? È uno degli interrogativi che da tempo tiene occupati i vertici militari e dell'intelligence israeliana. La città della Cisgiordania è infatti uno dei focolai dell'attuale ondata di violenza, ribattezzata intifada dei coltelli, che ha visto negli ultimi mesi aumentare in modo esponenziale il numero di attacchi contro civili e soldati israeliani. Qui, nella zona di Hebron, nelle ultime ore un soldato israeliano è stato ferito da due attentatori palestinesi, poi uccisi dalle forze di sicurezza (nelle ultime 48 ore si sono verificate tre aggressioni simili: a Kfar Abboud, in Cisgiordania, ad essere ferito un ragazzo israeliano di 20 anni. L'aggressore è stato ucciso) e molti sono gli attacchi registrati nell'area, tra cui l'uccisione di rav Ya'akov Litman e il figlio diciottenne Netanel. Per arginare questa violenza, il ministro della Difesa Moshe Yaalon (nell'immagine) aveva proposto a fine novembre la costruzione di una barriera nei pressi della città della West Bank. Nell'area l'esercito ha raddoppiato il numero di soldati negli ultimi due mesi e i suoi vertici hanno preferito disporre operazioni mirate anti-terrorismo piuttosto che un'azione più ampia e al contempo difficile da gestire. Secondo gli analisti però potrebbe presto profilarsi questa eventualità, a maggior ragione in caso di un grave attentato.
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speciale national geographic
Venezia e i 500 anni del Ghetto
Un viaggio nella complessità

Grande fermento a Venezia per l’implementazione delle iniziative che nel prossimo marzo costituiranno l’asse portante del ricco programma di eventi organizzati in occasione dei 500 anni dall’istituzione del Ghetto.
All’argomento, pieno di suggestioni ma anche di complessità, è dedicato un ampio approfondimento (“L’occhio di Venezia”) che appare sull’ultimo numero del National Geographic Italia.
“Due principi guidano la nostra azione – ha spiegato Paolo Gnignati, presidente della Comunità ebraica lagunare in un suo recente intervento davanti alla platea del World Jewish Congress – il primo è che non vogliamo in alcun modo celebrare né il ghetto, né la ghettizzazione, attribuendole un significato positivo; il secondo è che non guardiamo a questo anniversario come a un punto d’arrivo: per noi, i prossimi 500 anni sono ugualmente importanti, e ogni sforzo deve essere fatto per rendere l’area dove un tempo sorgeva il ghetto un luogo di incontro fondamentale sul piano artistico, culturale e spirituale”. 

sapori - qui napoli
Marchio K.it, l'interesse cresce
Promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con il supporto del ministero dello Sviluppo Economico, il marchio di certificazione casher K.it è protagonista in queste ore al salone professionale agroalimentare Gustus di Napoli.
In compagnia dell’assessore UCEI Jacqueline Fellus, coordinatrice del progetto, a delineare la sfida del marchio sono stati anche la presidente della Comunità ebraica napoletana Lydia Schapirer, il rabbino capo rav Umberto Piperno e Valentina Della Corte, intervenuti nel corso dell’evento “Le vie del mondo: sapori kosher e turismo ebraico” che ha aperto la prima giornata della rassegna.
K.it raccoglie intanto in queste ore l’interesse di Agrisole, il settimanale del Sole 24 Ore dedicato al settore agroalimentare. “Il marchio – si legge – si presenta come uno strumento importante per valorizzare e rendere riconoscibile l’autentico ‘Made in Italy’, soprattutto in mercati chiave come Stati Uniti, Israele e Francia, che già oggi sono i principali clienti degli alimenti casher realizzati nel nostro paese”.

melamed - qui roma 
Technion-Sapienza, una firma
per la ricerca scientifica

Fiore all’occhiello dell’università israeliana, il Technion di Haifa è garanzia nel mondo di stimoli e successi scientifici ad altissimo livello.
Un vero e proprio colosso del sapere, con vari Nobel all’attivo, che rinnova in queste ore il proprio legame col mondo accademico italiano attraverso un nuovo accordo di cooperazione siglato con l’Università La Sapienza di Roma.
“Le firme che vengono apposte oggi hanno una ricaduta di forte concretezza. E vogliono essere un chiaro messaggio a chi, sempre in ambito universitario, sceglie invece il boicottaggio. Una vergogna che non può essere accettata e per combattere la quale chiediamo aiuto a ogni singolo docente” ha affermato il presidente della Italian Technion Society Piero Abbina introducendo la firma dell’accordo, siglato dal pro rettore dell’ateneo romano Teodoro Valente e dall’ambasciatore israeliano in Italia Naor Gilon nel corso di una iniziativa dedicata al tema “Israele e lo spazio”.
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melamed - qui roma 
Istruzione, la strada maestra
È il binomio tra conoscenza e identità quello che caratterizza la storia del popolo ebraico. Un binomio scelto come filo conduttore dalle studiose Silvia Haia Antonucci e Giuliana Piperno Beer nel loro libro, intitolato significativamente Sapere ed essere nella Roma razzista. Gli ebrei nelle scuole e nell’università (1938-1943). Un’opera preziosa, pubblicata da Gangemi, che documenta attraverso fonti archivistiche e testimonianze dirette quello che accadde nella Roma ebraica dopo l’emanazione delle Leggi del ’38.
A presentarlo ieri in una serata organizzata dal dipartimento Beni e Attività Culturali, Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino” e dal Centro di Cultura comunitario – dopo i saluti della presidente della Comunità Ruth Dureghello, dell’assessore alle scuole Daniela Debach e dell’assessore alla Cultura Giorgia Calò – sono intervenuti il rabbino capo Riccardo Di Segni, il preside delle scuole ebraiche Benedetto Carucci Viterbi, l’insegnante ed esperto di politiche educative Marco Rossi Doria e la direttrice dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo Alla Resistenza (IRSIFAR) Annabella Gioia, moderati da Claudio Procaccia, direttore del dipartimento Beni e Attività Culturali.
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qui pisa - il progetto musicale di Piero Nissim 
"De André? Lo canto in ebraico"
Sono tanti i tasselli che legano, in vita o nel ricordo, il grande Fabrizio De Andrè alla cultura e al mondo ebraico. Porta infatti il nome De Andrè, anche se in questo caso si tratta del fratello Mauro, scomparso anch'egli prematuramente, uno dei più prestigiosi studi legali genovesi di cui è socio l'attuale leader comunitario Ariel Dello Strologo.
E sono nuove pagine di musica, cultura e incontro quelle che si propone di aprire Piero Nissim, eclettico artista pisano che ha in cantiere una sfida affascinante, raccontata ai nostri lettori: quella di tradurre ed eseguire l'intero repertorio di Faber in ebraico. “È una sfida 'work in progress' – spiega Piero – ma che si basa su alcuni punti fermi”.
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qui padova
In cammino per la Memoria
Una marcia silenziosa lungo le vie del centro storico e dell'antico ghetto di Padova per ricordare la persecuzione subita dagli ebrei della città. Ad organizzarla, la Comunità ebraica padovana assieme alla Comunità di Sant'Egidio, in memoria di quel 3 dicembre del 1943 che segnò uno dei momenti più drammatici della storia cittadina. Quella data coincise infatti, come ha ricordato Alessandra Coin della Comunità di Sant'Egidio, con “il prelevamento degli ebrei di Padova, in esecuzione dell'ordinanza n. 5 della Repubblica sociale italiana, e l'apertura del Campo di concentramento di Vò Euganeo, dal quale il 17 luglio del 1944, i 47 internati furono deportati ad Auschwitz”. Tanti i giovani che hanno voluto prender parte alla marcia, nel corso della quale hanno preso la parola il presidente della Comunità ebraica di Padova e Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Davide Romanin Jacur, il rettore dell’Università Rosario Rizzuto, la presidente del Consiglio comunale Federica Pietrogrande e il rappresentante della curia di Padova don Giovanni Brusegan.
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melamed
Scuola, cosa significa laicità
Melamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter settimanale di melamed cliccare qui.

Notizie che non lo erano

È con ironia e disincanto che Antonello Caporale racconta la vicenda dei canti di Natale alla scuola di Rozzano, che occupa questa settimana la quasi totalità della rassegna stampa coinvolgendo praticamente tutte le testate nazionali. Scrive: “Il professor Parma, che pare un uomo mite e ragionevole, ha mostrato in un comunicato insieme asettico e perfido la carneficina di verità che si è fatta, il banchetto del falso al quale hanno preso parte tutti.” Sono passati diversi giorni, sono state fatte dichiarazioni e stampate molte pagine prima che diventasse chiaro che la vicenda non corrisponde a quanto raccontato in maniera almeno parazialmente strumentale pescando nell’emotività che pare dominare il comune sentire.

Ada Treves  twitter @atrevesmoked
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pilpul
Guastafeste
A prima vista appare difficile identificarci con gli ebrei che vivevano in terra di Israele al tempo dei Maccabei: quelli maggioritari ma sottomessi, noi liberi ma minoritari; quelli oppressi da un regime che pretendeva che rinunciassero alle proprie tradizioni nella loro stessa patria, noi cittadini un po’ guastafeste che, nonostante la nostra scarsissima consistenza numerica, di tanto in tanto pretendiamo che la maggioranza tenga conto delle nostre esigenze. Eppure, in un certo senso, ogni anno ci ritroviamo a vivere una battaglia non troppo dissimile da quella che ha dato origine alla festa di Chanukkah. Una battaglia, nel nostro caso, educata e delicata, in punta dei piedi e non cruenta, fatta di diplomazia, di discussioni e di compromessi; una battaglia per ribadire, gentilmente ma fermamente, che la festa della maggioranza non è la nostra festa. E bisogna dire che Chanukkah, con la sua storia e il suo significato, arriva proprio al momento giusto.

Anna Segre, insegnante

Dove andiamo
"Où allons-nous?” Domanda infine il titolo di un celebre dipinto del 1898 di Paul Gauguin. E quel “dove stiamo andando” dovrebbe rimbombare in ognuno di noi in questi giorni di svolte e d'incertezza.
Chi può sapere se il Cop21, la conferenza sul clima di Parigi, porterà realmente a un accordo vincolante, e quindi a dei cambiamenti, a invertire quella tendenza nefasta che porterebbe il nostro pianeta a un punto di non ritorno, alla catastrofe. Come è stato evidenziato negli ultimi giorni su alcune testate giornalistiche, il mutamento del clima graverà ulteriormente, oltre che sulle catastrofi naturali, su conflitti e assetti economici e politici, portando poi anche a nuove migrazioni di massa.

Francesco Moises Bassano, studente

Vigilanza
L'incipit della parashà di domani,  Veyashev, mi ha sempre colpito: "Giacobbe si stabilì nella terra in cui  suo padre aveva abitato". Appena Giacobbe si mette tranquillo, i suoi  figli gli daranno filo da torcere. Appena sembra trovare pace, viene  assalito da vicende tutt'altro che tranquille. Così commenta anche  Rashi. Forse non si può pensare di potersi adagiare e "stabilirsi"  davvero. Avere coscienza significa anche essere vigili, sempre.

Ilana Bahbout


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