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…riconoscere

Uno dei principi morali e religiosi fondamentali che dobbiamo affermare con forza di questi tempi è quello legato al riconoscimento dell’altro come nostro simile, al di là di ogni pretesa di superiorità. Ce lo illustra bene una storiella Chassidica che troviamo nello splendido libro di Jiřì Langer, Le nove porte.
Quando ero ancora un ragazzino e il signor maestro stava insegnandomi a leggere, una volta mi mostrò nel libro di preghiere due minuscole lettere, simili a dei puntini quadrati, e mi disse: “Vedi, Uri, queste due lettere una accanto all’altra? È il monogramma del nome di Dio, e ovunque, nelle preghiere, scorgi insieme questi due puntini quadrati, devi pronunciare il nome di Dio, anche se non è scritto per intero”. Continuammo a leggere col maestro finché non trovammo, alla fine di una frase, i due puntini. Erano ugualmente due puntini quadrati, solo che non erano uno accanto all’altro, ma uno sopra l’altro. Pensai che si trattasse del monogramma di Dio, perciò pronunciai il Suo nome.
Il maestro disse però: “No, no, Uri, questo segno non indica il nome di Dio. Solo là dove i puntini sono a fianco l’uno dell’altro, dove uno vede nell’altro un compagno a lui eguale, solo là c’è il nome di Dio; ma dove i punti sono uno sopra e l’altro sotto, lì non c’è il nome di Dio…”.

Gadi Luzzatto Voghera, storico

(4 dicembre 2015)