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5 FEBBRAIO 2016
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Opinioni a confrontO

Sarab, l'oasi della musica

Sarab, che in arabo significa oasi, è un programma di educazione musicale per le comunità beduine del Negev che dal 2015 coinvolge decine di bambini in età scolare. La musica è un antidoto perfetto: sviluppa la creatività e stimola ad apprezzare la bellezza; crea un senzo di identità e di appartenenza che unisce gli individui e li porta a collaborare per un comune obiettivo. L'educazione musicale insegna attenzione, perseveranza e concentrazione, e oltre ad avere un effetto positivo sui risultati scolastici in tutte le materie regala ai bambini competenze preziose che saranno utili anche più tardi nella vita. Inoltre imparare a suonare uno strumento richiede tempo, e li tiene fuori dai guai. La musica può essere l'inizio di uno stile di vita diverso e migliore per la comunità beduina, e diventare la base di una nuova e positiva collaborazione con le comunità ebraiche locali. 

Omer Meir Wellber, direttore d'orchestra, responsabile musicale di Sarab

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intesa miur-mibact

Cinema e teatro, a scuola

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"Le scuole vanno spesso al cinema e a teatro, ma ora portiamo il cinema e il teatro nelle scuole". Così il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha sintetizzato la svolta intrapresa insieme al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, con cui questa mattina ha firmato al cinema Trevi di Roma il protocollo d'intesa "Teatro e cinema per la scuola". Il fine è creare occasioni di approfondimento e promozione del linguaggio e della cultura cinematografica e teatrale e dell’arte contemporanea nelle scuole, un'iniziativa congiunta dei due ministeri in collaborazione con le principali associazioni e organismi che operano nel settore cinematografico, dello spettacolo e dell'arte contemporanea.

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educazione ebraica

Limmud, novità al vertice

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Cambio al vertice per il Limmud, l'organizzazione che ogni anno raduna nel Regno Unito migliaia di persone da tutto il mondo per quella che alcuni chiamano “la madre di tutte le conferenze”, ovvero una settimana dedicata all'apprendimento dell'ebraismo, con lezioni, laboratori, performance e molto altro. A pochi giorni dall'entrata in carica del nuovo presidente David Hoffman, l'organizzazione ha nominato anche un nuovo direttore: si tratta di Eli Ovitz, che è stato portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliane e dirigente di Jerusalem U, il portale israelo-americano che produce contenuti educativi sull'ebraismo e la società israeliana la cui campagna principale si chiama “Stand Up for Israel”.
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rassegna stampa (29 gennaio - 4 febbraio)

Memoria, demenza, razzismi e polemiche


L"Altro che le nostre polemiche da cortile su canti natalizi, presepi e via dicendo. La questione della religione a scuola, ovvero l'unico reale e valido terreno di integrazione e insegnamento alla convivenza, va affrontata dall'Europa tutta insieme, e va affrontata in fretta con analisi e conseguenti strategie comuni. È un tema prioritario, dirimente, che dovrebbe davvero impegnare Stati e governi ben più di quanto accada (quasi nulla)." Così scrive Stefano Jesurum il 29 gennaio su Sette del Corriere della Sera, citando anche la posizione del rabbino capo del Regno Unito, Ephraim Mirvis, che reputa fondamentale che "i nostri figli abbiano una migliore comprensione dell'Islam", raccomandando così alle scuole ebraiche di insegnare "una fede di cui molto si parla ma sulla quale nel discorso pubblico prevale spesso l'ignoranza".

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