Roberto
Della Rocca,
rabbino
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“Colui
per il quale il timore della trasgressione precede la sapienza, la sua
sapienza si mantiene; ma colui per il quale la sapienza precede il
timore della trasgressione la sua sapienza non si mantiene….” (Pirqè
Avòt, 3; 11). Secondo i nostri Saggi il timore ha la funzione di
ingenerare nell’uomo umiltà e purezza di cuore. Viceversa, l’arroganza
e l’egoismo sono ingredienti di una sapienza che si trasforma
facilmente in strumento di potere ed esibizionismo.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Gli
omaggi a Giorgio Albertazzi, già ufficiale dell’esercito della
Repubblica Sociale, ci ripropongono il problema. È persona da
omaggiare? E ancora una volta sarebbe bene saper distinguere l’arte
dalla vita. Albertazzi, almeno, non ha prodotto arte antisemita o
razzista. E comunque la storia non cancella l’arte, se di arte si è
trattato. Ma, anche, il giudizio estetico non sostituisce il giudizio
storico, l’arte non può assolvere la storia. Ciò detto, certa
affettazione dell’Albertazzi attore non mi è mai piaciuta troppo.
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Italia, Renzi sui migranti:
"Non è un’invasione”
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“I
numeri sono sempre gli stessi, più o meno. È un meschino chi urla
all’invasione. Noi siamo orgogliosi di quelle italiane e quegli
italiani che ogni giorno salvano centinaia di vite umane”. Così il
Premier Matteo Renzi parla della situazione sbarchi in Italia dopo la
pubblicazione da parte del Viminale sui dati degli arrivi: “47.740
migranti sbarcati dal primo gennaio al 30 maggio, contro i 45.876 dello
stesso periodo dell’anno scorso”, riporta La Stampa. “II G7 che si è
svolto in Giappone ci ha dato ragione sul Migration Compact: aiutiamoli
a casa loro”, ha dichiarato Renzi. Intanto da Roma messaggio a
Bruxelles, “entro metà giugno pronti a partire con gli hotspot sulle
navi”. Ancora La Stampa spiega infatti che l’Italia è in attesa del via
libera dell’Ue per il “varo di «’loating hotspot’, navi capaci di
ospitare un migliaio di anime, in grado di controllare chi arriva per
distribuirlo verso una località di accoglienza o, in caso non abbia
diritto alla protezione, rimandarlo a casa”.
Israele, Lieberman ministro della Difesa. Il gabinetto israeliano così
come la Knesset hanno confermato nelle scorse ore la nomina di Avigdor
Lieberman, leader di Israel Beitenu, a ministro della Difesa, riporta
Avvenire. Si allarga così la maggioranza che sostiene il governo
Netanyahu ma, secondo il Fatto Quotidiano il Premier israeliano sarebbe
“ostaggio dei falchi”. La sua decisione di sostituire l’ex ministro
alla Difesa Moshe Yaalon con Lieberman, scrive il Fatto, è “stata
salutata da un editoriale al vetriolo del New York Times: ‘La scelta di
Lieberman è un azzardo cinico e rischioso… come ministro degli Esteri è
stato un disastro nelle relazioni con Washington…’”. Il quotidiano
riporta poi la notizia diffusa sui media israeliani secondo cui la
moglie di Netanyahu, Sara, sarebbe nella lista di persone di cui la
polizia ha chiesto il rinvio a giudizio in merito a un’indagine
sull’uso di soldi pubblici e abuso di potere da parte dell’entourage
del premier.
Torino-Haifa, la collaborazione tra i politecnici. Dopo le polemiche,
il Politecnico di Torino vola in Israele per rinsaldare la
collaborazione con il Technion di Haifa, scrive La Stampa. “Il rettore
Marco Gilli fa parte della delegazione del ministro Giannini che oggi
andrà in Israele. Nei mesi scorsi i rapporti con l’Università e il Poli
sono stati al centro di un caso con l’invito al boicottaggio da parte
di una cinquantina di docenti, per l’accusa al Technion di collaborare
con l’esercito”. “Questo viaggio – ha dichiarato il rettore del Poli di
Torino – servirà a rafforzare ancora di più i legami accademici”.
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la cerimonia al cimitero alleato di piangipane
"Brigata Ebraica, eroi di tutti"
Un
alto momento di memoria, impegno e partecipazione democratica a
caratterizzare la tradizionale cerimonia in ricordo degli eroi della
Brigata Ebraica, il corpo formato da 5mila volontari che giunse dalla
Palestina mandataria, il futuro Stato di Israele, e che offrì un
contributo fondamentale per la liberazione del paese dal nazifascismo.
"Una pagina straordinaria, che appartiene a tutto il Paese e che non
può e non deve essere dimenticata. Perché ancora oggi c'è chi cerca di
riscrivere quella storia e quel contributo, di negare la realtà con
vergognose mistificazioni. Ma noi non glielo permetteremo" ha
assicurato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Renzo Gattegna intervenendo nel corso della celebrazione svoltasi nel
cimitero alleato di Piangipane, provincia di Ravenna, dove riposano
quanti in quei giorni decisivi per il futuro dell'Europa persero la
vita. Una cerimonia solenne, scandita dalla lettura dei nomi dei caduti
e dalla deposizione di una corona in loro memoria. Ma anche
dall'emozionante partecipazione di numerosi discendenti dei volontari
della Brigata, che proprio a Piangipane si sono ritrovati per
testimoniare insieme ai rappresentanti dello Stato di Israele, alla
delegazione del ministero della Difesa, ai leader ebraici e alle
istituzioni locali il profondo messaggio di quella impresa. Commosso
anche l'omaggio dell'ambasciatore Naor Gilon e dell'addetto militare
Kobi Regev, intervenuti entrambi sul palco allestito all'interno del
cimitero per ricordare i fatti storici e la necessità di una loro più
ampia conoscenza da parte dell'opinione pubblica per sconfiggere odio e
pregiudizi che ancora resistono. Scandisce i nomi dei caduti la
Consigliera UCEI Eileen Cartoon, mentre sul prato di Piangipane viene
stesa una grande bandiera dello Stato ebraico. Eterna memoria ed eterna
gratitudine anche nelle parole del rav Luciano Caro, rabbino capo a
Ferrara, che recita alcuni salmi. Sentimenti condivisi dal primo
cittadino di Ravenna, Fabrizio Matteucci, soffermatosi con sdegno sulle
vergognose contestazioni che si verificano in alcune città per il 25
aprile. Significativa la partecipazione alla cerimonia odierna. A
guidare alcune delegazioni locali la presidente della Comunità ebraica
di Roma Ruth Dureghello, il presidente della Comunità ferrarese Andrea
Pesaro, il presidente del Museo ebraico di Bologna Guido Ottolenghi, la
Consigliera della Comunità bolognese Ines Marach. Tra i presenti anche
l'ex presidente della Comunità romana Riccardo Pacifici. Leggi
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qui milano - jewish in the city
Venezia, modello cosmopolita
Venezia
è un passaggio un po' obbligato per tanti turisti, ma nella gran parte
dei casi è una certa inconsapevolezza a caratterizzare la loro visita.
Inconsapevolezza delle vicende avvenute nei luoghi in cui passano,
inconsapevolezza della storia che quelle case e quei canali raccontano,
inconsapevolezza della ricchezza della società che li ha abitati. Da
questa considerazione nasce il libro della storica Donatella Calabi,
Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del 'recinto degli ebrei'
(Bollati Boringhieri), presentato ieri alla Sinagoga centrale di Milano
nell'ambito del festival culturale Jewish in the City, insieme al
direttore della redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Guido Vitale. Un incontro che è stato un'occasione per dare alcune
anticipazioni sulla complessa mostra che Calabi sta curando a Palazzo
Ducale a Venezia dedicata al Ghetto, intitolata "Venezia, gli Ebrei e
l'Europa", che aprirà il 19 giugno e sarà aperta fino al 13 novembre.
Due prodotti di una stagione culturale che a partire dall'anniversario
dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto ebraico "portano a riflettere
su quale sia il significato di questi secoli, entrando dentro il
territorio e acquisendo una nuova consapevolezza", come ha osservato
Vitale. Leggi
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qui milano - jewish in the city
Tra integrazione e cittadinanza
L'identità,
l'educazione ai valori ebraici e la loro commistione con quelli di
altre culture. Tutti questi sono stati tra i temi affrontati nel corso
del festival culturale milanese Jewish in the City, attraverso i
numerosi appuntamenti della seconda giornata svoltasi in vari luoghi
della città. Tra questi, la conferenza alla Fondazione Corriere della
sera intitolata "Formazione e cittadinanza", moderata dal curatore del
festival rav Roberto Della Rocca, con la preside della scuola ebraica
di Torino Sonia Brunetti, l'insegnante di storia e filosofia alla
scuola ebraica di Milano Mino Chamla, il segretario della Fondazione
per le Scienze Religiose Alberto Melloni, Lucia Castellano, dirigente
generale dell'amministrazione penitenziaria e Andrea Tagliapietra,
professore all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Contemporaneamente alla Sinagoga centrale si svolgeva l'incontro su "Il
modello di integrazione ebraica in Italia. Il punto di vista halachico,
storico e sociologico", con il rabbino Avraham Hazan, amministratore
delegato di Euro Kosher, la sociologa del Centro di Documentazione
Ebraica Contemporanea Betti Guetta, lo storico Alberto Cavaglion e il
presidente del Bené Berith Milano Paolo Foà. L'Associazione Medica
Ebraica ha infine proposto un convegno su "Italia-Israele. I ponti
dell'innovazione medico-scientifica", con il presidente Giorgio
Mortara, il presidente dell'Ame Milano David Fargion e vari medici ed
esperti. Leggi
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qui milano - jewish in the city
Dall'università Bocconi a Israele,
storie di crescita e innovazione
Quale
fu il contributo economico, sia sul versante accademico sia su quello
imprenditoriale, degli ebrei allo sviluppo di Milano? Quali sono state
le grandi figure dell'ebraismo milanese a lasciare un'impronta nella
città simbolo dell'innovazione italiana? A rispondere a queste domande,
l'appuntamento tenutosi ieri all'Università Bocconi e parte del
programma di Jewish in the City Milano. Un'incontro, aperto dai saluti
del rettore Andrea Sironi, dedicato sia alle figure ebraiche che fecero
la storia dell'Università sia agli imprenditori ebrei che diedero il
proprio contributo allo sviluppo della vivace economia milanese. A fare
da anello di congiunzione, il libro dell'economista Rony Hamaui Ebrei a
Milano. Due secoli di storia fra integrazione e discriminazioni
(Sellerio), in cui questi due piani si intersecano dando un quadro
nitido dell'intreccio tra mondo ebraico e la realtà culturale,
economica e politica di Milano. A portare poi una testimonianza
personale di questo legame, la professoressa Maria Mayer Modena e
Giorgio Sacerdoti, docente all'Università Bocconi e Consigliere
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che hanno ricordato la
propria storia famigliare.
Di attualità invece si è parlato al Mudec, ovvero di Israele,
innovazione e rapporti-confronti con l'Italia. Di primo piano i
relatori intervenuti, coordinati dal direttore di Nòva24 Luigi De
Biase: Alessandro Braga della The European-House Ambrosetti,
l'economista della Banca d'Italia Aviram Levy, l'imprenditrice Marina
Salamon e Dani Schaumann, Israel Country Advisor per Intesa Sanpaolo. Leggi
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Nelle città |
Da
“Jewish and the city” a “Jewish in the city”. Cambia il nome del
festival ebraico milanese, giunto ormai alla terza edizione. C’è chi
lamenta un’edizione in tono minore, meno coinvolgente di quelle
passate, funestata peraltro da un’ondata di maltempo assai poco
primaverile. Il nome, però, è più giusto. Aver rinunciato all’assonanza
con il titolo della celeberrima sitcom americana assicura una
precisione maggiore: gli ebrei, e le comunità, sono “nelle” città e non
al fianco delle città. Specie nella tradizione italiana, anche
attraverso la dolorosa storia dei ghetti. Ne sono parte costitutiva e
integrante, non periferica e tangente.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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