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 31 maggio 2016 - 23  Iyar 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
“Colui per il quale il timore della trasgressione precede la sapienza, la sua sapienza si mantiene; ma colui per il quale la sapienza precede il timore della trasgressione la sua sapienza non si mantiene….” (Pirqè Avòt, 3; 11). Secondo i nostri Saggi il timore ha la funzione di ingenerare nell’uomo umiltà e purezza di cuore. Viceversa, l’arroganza e l’egoismo sono ingredienti di una sapienza che si trasforma facilmente in strumento di potere ed esibizionismo.
 
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
Gli omaggi a Giorgio Albertazzi, già ufficiale dell’esercito della Repubblica Sociale, ci ripropongono il problema. È persona da omaggiare? E ancora una volta sarebbe bene saper distinguere l’arte dalla vita. Albertazzi, almeno, non ha prodotto arte antisemita o razzista. E comunque la storia non cancella l’arte, se di arte si è trattato. Ma, anche, il giudizio estetico non sostituisce il giudizio storico, l’arte non può assolvere la storia. Ciò detto, certa affettazione dell’Albertazzi attore non mi è mai piaciuta troppo.
 
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Italia, Renzi sui migranti:
"Non è un’invasione”
“I numeri sono sempre gli stessi, più o meno. È un meschino chi urla all’invasione. Noi siamo orgogliosi di quelle italiane e quegli italiani che ogni giorno salvano centinaia di vite umane”. Così il Premier Matteo Renzi parla della situazione sbarchi in Italia dopo la pubblicazione da parte del Viminale sui dati degli arrivi: “47.740 migranti sbarcati dal primo gennaio al 30 maggio, contro i 45.876 dello stesso periodo dell’anno scorso”, riporta La Stampa. “II G7 che si è svolto in Giappone ci ha dato ragione sul Migration Compact: aiutiamoli a casa loro”, ha dichiarato Renzi. Intanto da Roma messaggio a Bruxelles, “entro metà giugno pronti a partire con gli hotspot sulle navi”. Ancora La Stampa spiega infatti che l’Italia è in attesa del via libera dell’Ue per il “varo di «’loating hotspot’, navi capaci di ospitare un migliaio di anime, in grado di controllare chi arriva per distribuirlo verso una località di accoglienza o, in caso non abbia diritto alla protezione, rimandarlo a casa”.

Israele, Lieberman ministro della Difesa. Il gabinetto israeliano così come la Knesset hanno confermato nelle scorse ore la nomina di Avigdor Lieberman, leader di Israel Beitenu, a ministro della Difesa, riporta Avvenire. Si allarga così la maggioranza che sostiene il governo Netanyahu ma, secondo il Fatto Quotidiano il Premier israeliano sarebbe “ostaggio dei falchi”. La sua decisione di sostituire l’ex ministro alla Difesa Moshe Yaalon con Lieberman, scrive il Fatto, è “stata salutata da un editoriale al vetriolo del New York Times: ‘La scelta di Lieberman è un azzardo cinico e rischioso… come ministro degli Esteri è stato un disastro nelle relazioni con Washington…’”. Il quotidiano riporta poi la notizia diffusa sui media israeliani secondo cui la moglie di Netanyahu, Sara, sarebbe nella lista di persone di cui la polizia ha chiesto il rinvio a giudizio in merito a un’indagine sull’uso di soldi pubblici e abuso di potere da parte dell’entourage del premier.

Torino-Haifa, la collaborazione tra i politecnici. Dopo le polemiche, il Politecnico di Torino vola in Israele per rinsaldare la collaborazione con il Technion di Haifa, scrive La Stampa. “Il rettore Marco Gilli fa parte della delegazione del ministro Giannini che oggi andrà in Israele. Nei mesi scorsi i rapporti con l’Università e il Poli sono stati al centro di un caso con l’invito al boicottaggio da parte di una cinquantina di docenti, per l’accusa al Technion di collaborare con l’esercito”. “Questo viaggio – ha dichiarato il rettore del Poli di Torino – servirà a rafforzare ancora di più i legami accademici”.
 
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  davar
la cerimonia al cimitero alleato di piangipane
"Brigata Ebraica, eroi di tutti"
Un alto momento di memoria, impegno e partecipazione democratica a caratterizzare la tradizionale cerimonia in ricordo degli eroi della Brigata Ebraica, il corpo formato da 5mila volontari che giunse dalla Palestina mandataria, il futuro Stato di Israele, e che offrì un contributo fondamentale per la liberazione del paese dal nazifascismo. "Una pagina straordinaria, che appartiene a tutto il Paese e che non può e non deve essere dimenticata. Perché ancora oggi c'è chi cerca di riscrivere quella storia e quel contributo, di negare la realtà con vergognose mistificazioni. Ma noi non glielo permetteremo" ha assicurato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna intervenendo nel corso della celebrazione svoltasi nel cimitero alleato di Piangipane, provincia di Ravenna, dove riposano quanti in quei giorni decisivi per il futuro dell'Europa persero la vita. Una cerimonia solenne, scandita dalla lettura dei nomi dei caduti e dalla deposizione di una corona in loro memoria. Ma anche dall'emozionante partecipazione di numerosi discendenti dei volontari della Brigata, che proprio a Piangipane si sono ritrovati per testimoniare insieme ai rappresentanti dello Stato di Israele, alla delegazione del ministero della Difesa, ai leader ebraici e alle istituzioni locali il profondo messaggio di quella impresa. Commosso anche l'omaggio dell'ambasciatore Naor Gilon e dell'addetto militare Kobi Regev, intervenuti entrambi sul palco allestito all'interno del cimitero per ricordare i fatti storici e la necessità di una loro più ampia conoscenza da parte dell'opinione pubblica per sconfiggere odio e pregiudizi che ancora resistono. Scandisce i nomi dei caduti la Consigliera UCEI Eileen Cartoon, mentre sul prato di Piangipane viene stesa una grande bandiera dello Stato ebraico. Eterna memoria ed eterna gratitudine anche nelle parole del rav Luciano Caro, rabbino capo a Ferrara, che recita alcuni salmi. Sentimenti condivisi dal primo cittadino di Ravenna, Fabrizio Matteucci, soffermatosi con sdegno sulle vergognose contestazioni che si verificano in alcune città per il 25 aprile. Significativa la partecipazione alla cerimonia odierna. A guidare alcune delegazioni locali la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, il presidente della Comunità ferrarese Andrea Pesaro, il presidente del Museo ebraico di Bologna Guido Ottolenghi, la Consigliera della Comunità bolognese Ines Marach. Tra i presenti anche l'ex presidente della Comunità romana Riccardo Pacifici.
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qui milano - jewish in the city
Venezia, modello cosmopolita
Venezia è un passaggio un po' obbligato per tanti turisti, ma nella gran parte dei casi è una certa inconsapevolezza a caratterizzare la loro visita. Inconsapevolezza delle vicende avvenute nei luoghi in cui passano, inconsapevolezza della storia che quelle case e quei canali raccontano, inconsapevolezza della ricchezza della società che li ha abitati. Da questa considerazione nasce il libro della storica Donatella Calabi, Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del 'recinto degli ebrei'
(Bollati Boringhieri), presentato ieri alla Sinagoga centrale di Milano nell'ambito del festival culturale Jewish in the City, insieme al direttore della redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Guido Vitale. Un incontro che è stato un'occasione per dare alcune anticipazioni sulla complessa mostra che Calabi sta curando a Palazzo Ducale a Venezia dedicata al Ghetto, intitolata "Venezia, gli Ebrei e l'Europa", che aprirà il 19 giugno e sarà aperta fino al 13 novembre. Due prodotti di una stagione culturale che a partire dall'anniversario dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto ebraico "portano a riflettere su quale sia il significato di questi secoli, entrando dentro il territorio e acquisendo una nuova consapevolezza", come ha osservato Vitale.
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qui milano - jewish in the city
Ebraismo, conoscere le fonti
per comprendere il mondo

Sono rare le occasioni in cui è possibile discutere di Israele senza che si parli di politica e senza polemiche, ma è proprio questo uno degli obiettivi di Kenneth Stein - docente della Emory University e fondatore del Center for Israeli Education - che vuole riportare il discorso sulla storia, sulla sociologia, e soprattutto sui fatti. Presentato da rav Roberto Della Rocca, Stein è stato protagonista dell'incontro alla Fondazione Corriere della Sera intitolato "Israele e l'educazione ebraica oggi". È stata la giornalista, diplomatica e da poco direttrice del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara Simonetta Della Seta a condurre un lungo dialogo con Stein che si è aperto con un ragionamento sul senso della storia e soprattutto dell'insegnamento della storia. "Innanzitutto non sapere da dove si viene significa automaticamente non poter sapere dove si sta andando - ha esordito Stein - e va ricordato sempre che Israele è parte di un continuum, non è possibile ragionare della sua storia se si dimentica o se, peggio ancora, si ignora volutamente questo fatto".
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qui milano - jewish in the city
Tra integrazione e cittadinanza
L'identità, l'educazione ai valori ebraici e la loro commistione con quelli di altre culture. Tutti questi sono stati tra i temi affrontati nel corso del festival culturale milanese Jewish in the City, attraverso i numerosi appuntamenti della seconda giornata svoltasi in vari luoghi della città. Tra questi, la conferenza alla Fondazione Corriere della sera intitolata "Formazione e cittadinanza", moderata dal curatore del festival rav Roberto Della Rocca, con la preside della scuola ebraica di Torino Sonia Brunetti, l'insegnante di storia e filosofia alla scuola ebraica di Milano Mino Chamla, il segretario della Fondazione per le Scienze Religiose Alberto Melloni, Lucia Castellano, dirigente generale dell'amministrazione penitenziaria e Andrea Tagliapietra, professore all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Contemporaneamente alla Sinagoga centrale si svolgeva l'incontro su "Il modello di integrazione ebraica in Italia. Il punto di vista halachico, storico e sociologico", con il rabbino Avraham Hazan, amministratore delegato di Euro Kosher, la sociologa del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea Betti Guetta, lo storico Alberto Cavaglion e il presidente del Bené Berith Milano Paolo Foà. L'Associazione Medica Ebraica ha infine proposto un convegno su "Italia-Israele. I ponti dell'innovazione medico-scientifica", con il presidente Giorgio Mortara, il presidente dell'Ame Milano David Fargion e vari medici ed esperti.
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qui milano - jewish in the city
Dall'università Bocconi a Israele,
storie di crescita e innovazione

Quale fu il contributo economico, sia sul versante accademico sia su quello imprenditoriale, degli ebrei allo sviluppo di Milano? Quali sono state le grandi figure dell'ebraismo milanese a lasciare un'impronta nella città simbolo dell'innovazione italiana? A rispondere a queste domande, l'appuntamento tenutosi ieri all'Università Bocconi e parte del programma di Jewish in the City Milano. Un'incontro, aperto dai saluti del rettore Andrea Sironi, dedicato sia alle figure ebraiche che fecero la storia dell'Università sia agli imprenditori ebrei che diedero il proprio contributo allo sviluppo della vivace economia milanese. A fare da anello di congiunzione, il libro dell'economista Rony Hamaui Ebrei a Milano. Due secoli di storia fra integrazione e discriminazioni (Sellerio), in cui questi due piani si intersecano dando un quadro nitido dell'intreccio tra mondo ebraico e la realtà culturale, economica e politica di Milano. A portare poi una testimonianza personale di questo legame, la professoressa Maria Mayer Modena e Giorgio Sacerdoti, docente all'Università Bocconi e Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che hanno ricordato la propria storia famigliare.
Di attualità invece si è parlato al Mudec, ovvero di Israele, innovazione e rapporti-confronti con l'Italia. Di primo piano i relatori intervenuti, coordinati dal direttore di Nòva24 Luigi De Biase: Alessandro Braga della The European-House Ambrosetti, l'economista della Banca d'Italia Aviram Levy, l'imprenditrice Marina Salamon e Dani Schaumann, Israel Country Advisor per Intesa Sanpaolo.
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qui roma 
Terrorismo, minaccia complessa
Il terrorismo islamico è riflesso di un mondo sfuggente e variegato. Diverse matrici, diversi orientamenti, diverse correnti ideologiche. Una sola certezza: la minaccia è ferita viva nel cuore del mondo occidentale, sempre più in pericolo. Un tema che ha fatto da filo conduttore della presentazione, svoltasi ieri al centro ebraico Il Pitigliani di Roma, del libro Noi terroristi (ed. Guerini e Associati) del vice ministro degli Esteri Mario Giro.
Una serata ricca di spunti e stimolante, con protagonisti anche il Consigliere UCEI Victor Magiar e David Meghnagi (Università Roma Tre) e che si è aperta con i saluti della presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.
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qui casale monferrato
Shangai e le porte che si aprirono
Il mondo è pieno di storie insolite. Una di queste è sicuramente quella che Roberto Paci Dalò ha scelto di raccontare in modo altrettanto insolito alla sinagoga di Casale. È quella di Shanghai negli anni della seconda guerra mondiale, quando la città arrivò  a contenere oltre 23.000 ebrei, in gran parte fuggiti da Germania e Europa dell'Est, ma anche dall'Italia, per lo più confinati in un apposito quartiere per apolidi. La città orientale infatti era tra le poche che non richiedeva visto di ingresso.
Daria Carmi, che ha introdotto lo spettacolo sia in rappresentanza della Comunità che come assessore alla Cultura del Comune di Casale, ha messo bene in evidenza curioso gioco di relazioni tra le persone e i luoghi che hanno portato l'opera in un vicolo Salomone Olper già molto avvezzo alle contaminazioni dell'arte moderna, ma è stata Renata Summo – O'Connel che ha fatto un po' da tramite far arrivare questo artista eclettico a Casale.

Alberto Angelino
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pilpul
Nelle città
Da “Jewish and the city” a “Jewish in the city”. Cambia il nome del festival ebraico milanese, giunto ormai alla terza edizione. C’è chi lamenta un’edizione in tono minore, meno coinvolgente di quelle passate, funestata peraltro da un’ondata di maltempo assai poco primaverile. Il nome, però, è più giusto. Aver rinunciato all’assonanza con il titolo della celeberrima sitcom americana assicura una precisione maggiore: gli ebrei, e le comunità, sono “nelle” città e non al fianco delle città. Specie nella tradizione italiana, anche attraverso la dolorosa storia dei ghetti. Ne sono parte costitutiva e integrante, non periferica e tangente. 

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas  



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