Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
|
“Ecco
cosa è il Talmud: negando tutto quanto è meschino, eleva anche ciò che
che è futile e vile…Un’altra definizione di Talmud? Il rimedio migliore
contro la dimenticanza….Per me il Talmud è ancora un’altra cosa. E’ un
canto indimenticabile, quello della mia infanzia” (Elie Wiesel,
Celebrazioone Talmudica)
|
|
Davide
Assael,
ricercatore
|
Ha
fatto molto clamore la notizia che gli attentatori di Dacca fossero,
come si dice, figli di buona famiglia e che avessero frequentato buone
scuole. Ed è, così, ripreso il consueto dibattito se influiscano di più
le motivazioni ideologiche o le condizioni sociali. Un dibattito a mio
modo di vedere alquanto sterile perché è ovvio che giochino un ruolo
entrambi i fattori.
|
|
Leggi
|
 |
Le donne e i valori ebraici
|
“Il
ruolo di una donna nel rappresentare l’ebraismo italiano, le sfide
della sicurezza, la lotta contro l’antisemitismo, il rapporto tra ebrei
e cattolici. Sono alcuni dei punti toccati nella grande intervista che
il Corriere della Sera, a firma di Paolo Conti, pubblica oggi a tutta
pagina al nuovo presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Noemi Di Segni. Una nomina che segna il ritorno di una donna alla guida
dell’Unione, dopo la presidenza di Tullia Zevi dal 1983 al 1998. “È un
onore confrontarmi con la straordinaria eredità di Tullia Zevi –
afferma Di Segni – che ha guidato l’Unione svolgendo un lavoro
fondamentale in anni di sfide faticose. Necessariamente diverse da
quelle di oggi che hanno come sfondo le nuove tecnologie e il loro uso,
l’integrazione, il dramma del lavoro, l’identità europea in crisi”.
“Una donna – continua Di Segni – alla presidenza dell’Unione può
trasferire il proprio momento familiare a una famiglia più allargata,
quella dell’ebraismo italiano, trasmettendo con passione l’affetto per
la comunità con spirito di servizio”.
Sul fronte della lotta all’antisemitismo, il nuovo presidente
sottolinea come “il pericolo maggiore viene da social media come
dimostrano i recenti episodi di terrorismo legati all’Isis, i giovani
meno strutturati possono essere attirati dai catalizzatori d’odio che
sfruttano debolezze e fragilità”. Scuola ed educazione, sottolinea la
presidente, sono la risposta a queste fragilità e “l’ebraismo, per la
sua capacità di affrontare il nodo della sicurezza fisica e
psicologica, può dare un grande contributo”. Rispetto al dialogo con il
mondo cattolico e alle visite di tre pontefici al Tempio Maggiore a
Roma, Di Segni ricorda la posizione del suo predecessore Renzo Gattegna
e spiega che “è diventato un rapporto tra chi vuole conoscersi tra
diversi ma ha molti messaggi comuni da portare. Quelle visite sono
state importantissime. Ci sono ancora questioni da affrontare ma guardo
con fiducia a un percorso che sta proseguendo molto positivamente”.
Israele, blocca l’incitamento su Facebook. Secondo Gilad Erdan,
ministro perla Sicurezza Interna, “Facebook è diventato un mostro.
L’incitamento alla violenza, l’odio, le bugie che nutrono i giovani
palestinesi sono diffuse dalla piattaforma digitale” e per questo al
vaglio del governo c’è una legge che permetta di intervenire in poche
ore per bloccare il materiale che incita al razzismo, agli attentati,
minaccia la sicurezza dello Stato o quella individuale, racconta il
Corriere della Sera. “Lavoriamo regolarmente con organizzazioni che si
occupano di sicurezza e policy-maker di tutto il mondo, Israele
compreso – la replica di Facebook -. Non c’è spazio per contenuti che
promuovono la violenza, minacce, terrorismo o odio sulla nostra
piattaforma. Abbiamo stabilito degli standard pensati per aiutare le
persone a capire che cosa sia concesso e invitiamo gli utenti a
segnalare quando ritengono che un contenuto violi queste regole, in
modo da poter esaminare ciascun caso segnalato e agire prontamente”.
Keillah di Livorno, Mosseri alla presidenza. Conferma per Vittorio
Mosseri alla presidenza della Comunità ebraica livornese. Dirigente di
una multinazionale e neo Consigliere dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, Mosseri ha scelto per sé la delega al Bilancio. Con
lui in Consiglio anche il vicepresidente Gianfranco Giachetti (delega
al patrimonio mobiliare e immobiliare) e i Consiglieri Franco Levi
(servizi sociali e contabilità), Silvia Ottolenghi e Gadiel Polacco
(Corriere Fiorentino).
|
|
Leggi
|
|
|
il presidente dell'unione di segni al corriere
"Il modello della famiglia ebraica
come esempio per la comunità"
Un
ruolo da protagonisti per gli ebrei italiani nel quadro della società
di cui sono da sempre componente determinante. Un modello di famiglia
inclusiva e responsabile. Un passo ulteriore nella conquista della
piena responsabilità e del pieno impegno professionale e politico del
mondo femminile. Il riconoscimento e la valorizzazione di ognuna delle
21 comunità ebraiche italiane. Un forte appello all’unità di intenti
nel più rigoroso rispetto delle differenze. E ancora valori
democratici, cultura, scuola, lotta all’antisemitismo e
all’intolleranza, sicurezza, Israele.
A tutta pagina sul Corriere della Sera,
le prime riflessioni della presidente dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Noemi Di Segni all’indomani della sua elezione, la
scorsa domenica, da parte del Consiglio UCEI.
A confronto con il
maggiore quotidiano nazionale su molteplici tematiche: il ruolo di una
donna nella rappresentanza dell’ebraismo italiano, la sfida della
sicurezza, la lotta contro l’antisemitismo, il percorso del dialogo
anche alla luce dei nuovi incontri tra mondo ebraico e altre realtà
culturali e religiose. “Il valore particolare delle donne è un
patrimonio dell’ebraismo” uno dei punti forti evocati dal presidente
dell’Unione nel suo colloquio con il Corriere, posto in evidenza dalla
redazione del quotidiano come titolo dell’intervista.
“Non solo poche Comunità,
ma anche le più piccole tra le 21 che compongono l‘Italia ebraica, sono
state o sono dirette da donne. Ed è doveroso sottolineare l’importanza
che hanno le comunità più piccole, in cui è magari più difficile
mantenere la peculiarità e l’identità per la mancanza di scuole. Sono
comunità diverse tra loro, con tradizioni spesso differenti. Un valore
– sottolinea Di Segni – che va tutelato e protetto”.
Di ampio respiro anche il confronto svolto, tra i molti segnali queste ore, lanciato dalla Radio Vaticana.
Afferma Di Segni nel colloquio con l’emittente radiofonica della Santa
Sede: “La presidenza che si apre è un frutto, se vogliamo, un primo
frutto di un impegno che abbiamo portato avanti per quattro anni, di
attenzione alle persone, alle singole comunità, per la loro esistenza
come punti di riferimento e evidenze di un ebraismo che si è sviluppato
ed è maturato sul territorio nazionale, valorizzando le peculiarità di
ciascuna comunità. L’idea è quella di valorizzare quello che è comune
tra le diverse collettività e comunità, siano esse ebraiche,
cattoliche, cristiane e musulmane. E quindi, la linea che noi vogliamo
assolutamente seguire, nel solco dell’eredità di Tullia Zevi e di Renzo
Gattegna, è proprio quella di essere portatori dei valori di dialogo e
di democrazia, con il resto della società italiana”. Valori degli ebrei
italiani che costituiscono un patrimonio irrinunciabile dell’intera
società.
Il valore delle donne è un patrimonio dell'ebraismo
Noemi Di Segni, 47 anni, nata a Gerusalemme e romana d’adozione, è il
nuovo presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. Torna
una donna alla guida dell’ebraismo italiano: “È il risultato di un
lavoro di 4 anni realizzato da un gruppo di donne all’interno
dell’Unione. Come succede per gli alberi, c’è voluto tempo per vedere i
frutti”.
Lei idealmente succede a Tullia Zevi, presidente dell’Unione dal 1983 al 1998.
È un onore confrontarmi con la straordinaria eredità di Tullia Zevi che
ha guidato l’Unione svolgendo un lavoro fondamentale in anni di sfide
faticose. Necessariamente diverse da quelle di oggi che hanno come
sfondo le nuove tecnologie e il loro uso, l’integrazione, il dramma del
lavoro, l’identità europea in crisi.
Quale valore aggiunto può
portare una donna in un incarico molto delicato come quello di
rappresentare un ebraismo italiano compatto ma insieme diversissimo?
C’è il valore particolare delle donne: il loro saper tutelare e
salvaguardare il nucleo familiare. Io ho tre figli e so bene quanto sia
essenziale. Nella mia famiglia però tutte le donne non solo hanno avuto
rapporti familiari forti ma hanno sempre consolidato il loro percorso
personale affrontando studi universitari e inserendosi nella vita
pubblica e nelle istituzioni. In Israele, l’uguaglianza tra uomini e
donne è un dato acquisito: l’importanza di quella parità apparteneva
alla matrice sociale degli anni in cui nacque lo stato di Israele.
Anche in Italia sono stati compiuti molti passi in avanti ma le sfide
restano numerose. Una donna alla presidenza dell’Unione può trasferire
il proprio momento familiare a una famiglia più allargata, quella
dell’ebraismo italiano, trasmettendo con passione l’affetto per la
comunità con spirito di servizio. Il mio non è un “lavoro”, ma un
incarico gratuito in un ente che notoriamente non è lucrativo.
Anche la comunità ebraica
romana, la più numerosa, è guidata da una donna, Ruth Dureghello. C’è
dunque una nuova linea di tendenza nell’ebraismo italiano?
L’impegno delle donne sta diventando un patrimonio dell’ebraismo
italiano. Ruth è bravissima ed è bello pensare che Noemi e Ruth, nella
Bibbia, siano unite da un fortissimo legame tra suocera e nuora. Ma
voglio ricordare che non poche comunità, anche le più piccole tra le
nostre 21, sono state o sono dirette da donne. Ed è doveroso
sottolineare l’importanza che hanno le comunità più piccole, in cui è
magari più difficile mantenere la peculiarità e l’identità per la
mancanza di scuole. Sono comunità diverse tra loro, con tradizioni
spesso differenti. Un valore che va tutelato e protetto.
Pensa che in Italia ci sia ancora un antisemitismo diffuso, che il livello sia preoccupante?
L’antisemitismo si evolve e cambia. Oggi nessuno teorizza
l’eliminazione fisica come fece il nazismo. Ma ci sono forme subdole
che resistono, lo sa chi vive sulla propria pelle quel non valorizzare,
non riconoscere l’altro. Oggi il pericolo maggiore viene dai social
media dove, come dimostrano i recenti episodi di terrorismo legati
all’Isis, i giovani meno strutturati possono essere attirati dai
catalizzatori d’odio che sfruttano debolezze e fragilità. Bisogna
operare nelle scuole, sostenere i giovani, spiegare i pericoli del web
e raccontare cosa sta accadendo nel mondo ma senza generare panico.
L’ebraismo, per la sua capacità di affrontare il nodo della sicurezza
fisica e psicologica, può dare un grande contributo.
Quanto hanno contato, nel rapporto tra ebrei e cattolici, le visite dei tre Pontefici in Sinagoga?
Come ha sempre detto il mio predecessore Renzo Gattegna, che per me è
una luce, un maestro e una grande persona, è diventato un rapporto tra
chi vuole conoscersi tra diversi ma ha molti messaggi comuni da
portare. Quelle visite sono state importantissime. Ci sono ancora
questioni da affrontare ma guardo con fiducia a un percorso che sta
proseguendo molto positivamente.
Paolo Conti, Corriere della Sera, 6 luglio 2016 Leggi
|
ramadan - il messaggio agli islamici d'italia
"I valori della fede e della pace
portino a un proficuo dialogo"
In
occasione della fine della ricorrenza del Ramadan, il presidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato
alle comunità islamiche italiane il seguente messaggio:
A nome del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e mio
personale e auguro a tutti i musulmani d’Italia una serena conclusione
del Ramadan.
Nella consapevolezza che i valori della fede e della pace
illuminano la strada di un proficuo dialogo, nel rispetto delle
differenze e dell'impegno per il bene comune, per le nostre
Comunità di oggi e delle generazioni future.
Noemi Di Segni
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
|
qui milano - il messaggio di besso e hasbani
"Buon lavoro da tutta la Keillah
al nuovo presidente dell'Unione"
Un
messaggio di auguri positivo e improntato alla collaborazione quello
arrivato nelle scorse ore dalla Comunità ebraica di Milano
all'indirizzo del nuovo presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Noemi Di Segni. “Sai di avere al tuo fianco, in questi anni a
venire, le comunità ebraiche italiane, diverse nel loro insieme, per
cultura, provenienza e tradizioni. Ma questo rappresenta la nostra
prima ricchezza, uno straordinario valore aggiunto sul quale potrai
contare in ogni momento del tuo cammino”, si legge nel testo firmato e
condiviso dai due presidenti della Keillah milanese Raffaele Besso (a
sinistra nell'immagine) e Milo Hasbani (a destra nell'immagine),
assieme a tutto il Consiglio e al segretario generale. La Milano
ebraica, nelle sue diverse anime, dunque si unisce nei complimenti e
nell'augurio di buon lavoro alla neopresidente Di Segni, sottolineando
d'altro canto come la situazione internazionale attuale sia complessa a
causa del terrorismo e della violenza, così come per il “sorgere o il
risorgere di forme, le più variegate, di antisemitismo”. “Eppure –
continua il messaggio di auguri, che si aggiunge a quelli pervenuti
negli scorsi giorni dalle istituzioni, da diverse Comunità ebraiche e
da cittadini comuni - puoi contare sull’amicizia di larga parte del
popolo italiano, delle sue massime istituzioni e delle sue autorità
politiche e religiose, che non hanno mai fatto mancare la loro
vicinanza e il loro affetto”.
|
Ticketless
- Nocentini |
Diversa
dal solito, la coincidenza di questa settimana. Non di libri parliamo
(una volta tanto!), ma di infanzie. Di ritorno da Nonantola, ho
visitato a Firenze il Museo degli Innocenti, in piazza SS. Annunziata,
appena inaugurato. Suggerisco agli amici nonantolani di correre a
vederlo per la meraviglia in sé e per le idee che potrà suggerire a chi
come loro sta lavorando a un memoriale sulla storia dei bambini.
Intorno al meraviglioso Salone Brunelleschi, trovano spazio adesso il
Museo che ricostruisce da mezzo millennio circa di storia dell’infanzia
abbandonata, ma anche la Biblioteca dell’Unicef, nonché varie
istituzioni nazionali e internazionali sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza.
Alberto Cavaglion
Leggi
|
|
Periscopio - Elie Wiesel
|
È
davvero difficile parlare di Elie Wiesel, nel momento in cui ci ha
lasciato, senza cadere in quella retorica a lui tanto aliena, o
nell'illusione di riuscire a sintetizzare con delle parole il senso di
una lezione il cui nucleo essenziale è proprio quello dell'incapacità
della parola di rendere testimonianza. "Vi abbiamo raccontato parte del
nostro passato - ha scritto - non per farvelo conoscere, ma perché
possiate sapere che non lo conoscerete mai". Eppure, della parola
Wiesel è stato maestro, lasciandoci delle pagine di altissimo lirismo,
di ineguagliabile forza espressiva, che avrebbero potuto benissimo
guadagnargli, accanto all'onore del Nobel per la Pace, quello del Nobel
per la Letteratura.
Francesco Lucrezi, storico
Leggi
|
Nel segno dei nomi
|
Qualche
giorno fa abbiamo festeggiato la festa di Shavuot. Il giorno in cui
D-o, attraverso Moshe' Rabbenu ci ha reso popolo dandoci le sue Leggi.
Ogni festa in Israele ha anche un simbolico valore legato alla terra,
alla natura e Shavuot è la festa delle messi e del raccolto.
Angelica Edna Calo Livne
Leggi
|
|
|