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17 agosto 2016 - 13 Av 5776
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Jonathan Sacks,
rabbino
L'ebraismo è una religione della memoria. La memoria, per gli ebrei, è un obbligo religioso.
 
Davide
Assael,
ricercatore
Nel suo tradizionale comizio a Ponte di Legno, il leader della Lega Matteo Salvini ha garantito minaccioso che "Quando saremo al governo polizia e carabinieri avranno mano libera per ripulire le città". Ha parlato di "pulizia etnica controllata e finanziata" nei confronti degli immigrati. Simile, a suo dire, a quanto subiscono gli italiani a causa dell'invasione. Ha istigato gli amministratori leghisti affinché guidino la popolazione nella riconquista delle proprie città: "Basta con le buone maniere: lo propongo a tutti gli amministratori della Lega, andiamoci a riprendere un albergo in ogni regione e lo restituiamo agli italiani".
 
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Francia, donne e laicità
Arriva anche in Italia il dibattito sulla legittimità del burkini, costume da bagno portato da donne musulmane che lascia scoperto solo il volto, le mani e i piedi. In quattro località francesi, racconta il Corriere, il burkini è stato vietato. Tra queste, Cannes, il cui sindaco è “stato rimbeccato da alcune associazioni contro l’islamofobia che volevano sapere se lo stesso vale per le suore cattoliche, la kippah ebraica e le catenine con crocifisso”. Sul tema, il quotidiano di via Solferino propone una riflessione del giurista Giorgio Sacerdoti, già Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che sottolinea come nel processo di integrazione – che prevede “giusti paletti per contrastare il perpetuarsi di usi incompatibili con le nostre leggi e naturalmente contrastare insegnamenti di odio e violenza nei luoghi di culto o altrove” – “dovremo accomodarci a usanze diverse dalle nostre fintanto che esse sono compatibili con i nostri principi fondamentali” e rientrano tra le libertà personali (Sacerdoti ricorda anche il caso della donna israeliana, ebrea ortodossa, a cui Bergoglio si è astenuto di stringere la mano “ben consapevole di questa preclusione religiosa”), tra queste l’abbigliamento. Diversa l’opinione di Donatella Di Cesare che, sempre sul Corriere, afferma che “coprire una donna vuol dire calpestare la dignità di tutte” e significa escluderle dallo spazio pubblico.

Israele osserva la collaborazione militare russa con Teheran. Sono partiti da Teheran i bombardieri russi che hanno colpito alcune basi dell’Isis in Siria: è la prima volta che il regime degli ayatollah permette a una forza straniera di attaccare dal suo territorio. “La notizia – scrive la Stampa – giunge poche ore prima della diffusione dell’ultimo video dell’Isis, un appello ai lupi solitari presenti in Usa e in diversi Paesi europei, compresa l’Italia, a compiere attacchi”. Intanto, tornando all’Iran, Israele guarda con attenzione al nuovo patto Mosca-Teheran, segnale del tentativo iraniano, spiega il Corriere, di avere maggior peso a livello internazionale. Secondo l’esperto israeliano Meir Javedanfar non c’è da allarmarsi, “Putin offre all’Iran armamenti superati”.
 
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  davar
l'analisi del giurista giorgio sacerdoti 
La Francia divisa da un costume
Il "burkini" e le libertà personali

Continua a far discutere la decisione di alcuni comuni francesi di vietare i “burkini”, costumi da bagno portati da donne musulmane che lasciano scoperti solo il volto, le mani e i piedi. Alcune associazioni hanno denunciato il divieto bollandolo come un provvedimento islamofobo e chiedendo se atti simili non siano previsti anche per le suore, per chi porta la kippah o i crocifissi. Nelle scorse ore a dare sostegno all'iniziative dei comuni contro i burkini, il Primo ministro francese Manuel Valls. Parlando ai media transalpini, Valls ha dichiarato che questo tipo di costume da è compatibile con i valori francesi ed è “l'espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna”. La questione ha aperto un acceso dibattito in cui si intrecciano i diritti delle donne, la laicità, il tema dell'integrazione e le libertà personali. Anche i quotidiani italiani hanno dato rilievo all'argomento: sul Corriere della Sera, il giurista Giorgio Sacerdoti, presidente della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano e membro della Commissione consultiva sulla liberà religiosa della presidenza del Consiglio.
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fermato funzionario del gruppo terroristico
Cisgiordania, Tsahal interviene
contro le infiltrazioni di Hamas 

Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato nelle scorse ore un alto funzionario di Hamas con base in Cisgiordania. Secondo l'esercito, il gruppo terroristico palestinese con sede nella Striscia di Gaza sta cercando di infiltrarsi nelle prossime elezioni municipali nella West Bank. Il funzionario di Hamas,Hussein Abu Kweik, è stato arrestato nella sua casa nel campo profughi di el-Amari vicino a Ramallah, ha comunicato lo Shin Bet, il servizio di intelligence israeliano.  Kweik, spiegano i media locali, rappresenta Hamas alle elezioni del prossimo 8 ottobre in Cisgiordania in quanto eletto all'interno della commissione centrale dell'Autorità nazionale palestinese, che sovrintende le elezioni. Secondo lo Shin Bet, Kweik è stato arrestato "per il suo coinvolgimento in attività che costituivano una minaccia alla sicurezza nella zona”.
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rio 2016 
Taekwondo, Israele spera in Ron
Classe 1995, Ron Atias è stato il primo lottatore israeliano (maschio) di taekwondo a qualificarsi alle Olimpiadi. E oggi salirà sul tappeto a cinque cerchi di Rio con l'obiettivo di superare gli ottavi e cercare di arrivare più in alto possibile, fino, perché no, a portare una medaglia al collo. I pronostici sono dalla sua parte, quanto meno per un possibile podio ma la tensione potrebbe essere un fattore determinante, vista la sua giovane età e la prima partecipazione ai Giochi olimpici, palcoscenico sportivo per eccellenza. Atias arriva con in tasca la medaglia d'oro vinta agli europei di qualificazione disputati a Istanbul in giugno dopo aver battuto il campioncino spagnolo Jesús Tortosa.
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pilpul
Ticketless - Avanguardisti
Raphäel Krafft, appassionato giornalista di “France Culture”, prepara un servizio sui migranti al confine fra Italia e Francia e sceglie come osservatorio i luoghi della memoria 1943-’45. Decide di percorrere al contrario il cammino della speranza che gli ebrei di mezza Europa, dopo l’8 settembre, compirono al seguito dell’esercito italiano in rotta. Risale fino ai 2500 m. del colle delle Finestre portando con sé due clandestini. Determinato come sanno essere i francesi, Krafft scrive con la fermezza e l’impegno di un moderno Camus. Al suo arrivo pensa di costituirsi e farsi arrestare per favoreggiamento. Difficile aiutarlo, quando chiede un’ opinione, un confronto fra passato e presente. I paragoni, nella storia, sono quasi sempre fuorvianti. Nella mente danzano però tante domande.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - La droga antisemita
Puntualissime, come ogni quattro anni (e com’è triste, noioso e desolante dovere ripetere sempre gli stessi lamenti), anche quest’anno le Olimpiadi ci propinano la solita grottesca sceneggiata dei vari gesti di ostilità nei confronti degli atleti israeliani da parte dei colleghi dei Paesi nemici (tra cui, forse, qualcuno vedrebbe volentieri anche qualche napoletano…), che evitano di misurarsi con loro, di condividere un mezzo di trasporto, di stringere la mano a fine incontro ecc. ecc. Sul comportamento di questi signori, c’è poco da dire, sono quello che sono. Certamente il vero problema non sono loro, che, con tutta probabilità, subirebbero gravi conseguenze se non si allineassero alle grevi direttive dei loro cupi regimi, oscurantisti e medioevali (anche quando, come nel caso dell’Egitto, formalmente in pace con Israele). Il problema è ben più vasto e profondo, ed è motivo di profondo sconforto il fatto che i nostri commentatori, anche quando non hanno mancato di deplorare tali episodi (piuttosto di rado, e molto blandamente, va da sé), mostrino di non coglierne minimamente l’effettivo significato. E il vero, unico significato è che esiste una buona parte del mondo (non solo islamico) che, evidentemente a corto di altre idee, ha radicato nell’ossessivo, maniacale, morboso antisionismo un profondo elemento identitario, utile a dare un senso, una ragion d’essere all’intera esistenza.

Francesco Lucrezi, storico
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