Jonathan Sacks,
rabbino
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L'ebraismo è una religione della memoria. La memoria, per gli ebrei, è un obbligo religioso.
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Davide
Assael,
ricercatore
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Nel
suo tradizionale comizio a Ponte di Legno, il leader della Lega Matteo
Salvini ha garantito minaccioso che "Quando saremo al governo polizia e
carabinieri avranno mano libera per ripulire le città". Ha parlato di
"pulizia etnica controllata e finanziata" nei confronti degli
immigrati. Simile, a suo dire, a quanto subiscono gli italiani a causa
dell'invasione. Ha istigato gli amministratori leghisti affinché
guidino la popolazione nella riconquista delle proprie città: "Basta
con le buone maniere: lo propongo a tutti gli amministratori della
Lega, andiamoci a riprendere un albergo in ogni regione e lo
restituiamo agli italiani".
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Francia, donne e laicità
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Arriva
anche in Italia il dibattito sulla legittimità del burkini, costume da
bagno portato da donne musulmane che lascia scoperto solo il volto, le
mani e i piedi. In quattro località francesi, racconta il Corriere, il
burkini è stato vietato. Tra queste, Cannes, il cui sindaco è “stato
rimbeccato da alcune associazioni contro l’islamofobia che volevano
sapere se lo stesso vale per le suore cattoliche, la kippah ebraica e
le catenine con crocifisso”. Sul tema, il quotidiano di via Solferino
propone una riflessione del giurista Giorgio Sacerdoti, già Consigliere
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che sottolinea come nel
processo di integrazione – che prevede “giusti paletti per contrastare
il perpetuarsi di usi incompatibili con le nostre leggi e naturalmente
contrastare insegnamenti di odio e violenza nei luoghi di culto o
altrove” – “dovremo accomodarci a usanze diverse dalle nostre fintanto
che esse sono compatibili con i nostri principi fondamentali” e
rientrano tra le libertà personali (Sacerdoti ricorda anche il caso
della donna israeliana, ebrea ortodossa, a cui Bergoglio si è astenuto
di stringere la mano “ben consapevole di questa preclusione
religiosa”), tra queste l’abbigliamento. Diversa l’opinione di
Donatella Di Cesare che, sempre sul Corriere, afferma che “coprire una
donna vuol dire calpestare la dignità di tutte” e significa escluderle
dallo spazio pubblico.
Israele osserva la collaborazione militare russa con Teheran. Sono
partiti da Teheran i bombardieri russi che hanno colpito alcune basi
dell’Isis in Siria: è la prima volta che il regime degli ayatollah
permette a una forza straniera di attaccare dal suo territorio. “La
notizia – scrive la Stampa – giunge poche ore prima della diffusione
dell’ultimo video dell’Isis, un appello ai lupi solitari presenti in
Usa e in diversi Paesi europei, compresa l’Italia, a compiere
attacchi”. Intanto, tornando all’Iran, Israele guarda con attenzione al
nuovo patto Mosca-Teheran, segnale del tentativo iraniano, spiega il
Corriere, di avere maggior peso a livello internazionale. Secondo
l’esperto israeliano Meir Javedanfar non c’è da allarmarsi, “Putin
offre all’Iran armamenti superati”.
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fermato funzionario del gruppo terroristico
Cisgiordania, Tsahal interviene
contro le infiltrazioni di Hamas
Le
forze di sicurezza israeliane hanno arrestato nelle scorse ore un alto
funzionario di Hamas con base in Cisgiordania. Secondo l'esercito, il
gruppo terroristico palestinese con sede nella Striscia di Gaza sta
cercando di infiltrarsi nelle prossime elezioni municipali nella West
Bank. Il funzionario di Hamas,Hussein Abu Kweik, è stato arrestato
nella sua casa nel campo profughi di el-Amari vicino a Ramallah, ha
comunicato lo Shin Bet, il servizio di intelligence israeliano.
Kweik, spiegano i media locali, rappresenta Hamas alle elezioni del
prossimo 8 ottobre in Cisgiordania in quanto eletto all'interno della
commissione centrale dell'Autorità nazionale palestinese, che
sovrintende le elezioni. Secondo lo Shin Bet, Kweik è stato arrestato
"per il suo coinvolgimento in attività che costituivano una minaccia
alla sicurezza nella zona”. Leggi
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Ticketless
- Avanguardisti
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Raphäel
Krafft, appassionato giornalista di “France Culture”, prepara un
servizio sui migranti al confine fra Italia e Francia e sceglie come
osservatorio i luoghi della memoria 1943-’45. Decide di percorrere al
contrario il cammino della speranza che gli ebrei di mezza Europa, dopo
l’8 settembre, compirono al seguito dell’esercito italiano in rotta.
Risale fino ai 2500 m. del colle delle Finestre portando con sé due
clandestini. Determinato come sanno essere i francesi, Krafft scrive
con la fermezza e l’impegno di un moderno Camus. Al suo arrivo pensa di
costituirsi e farsi arrestare per favoreggiamento. Difficile aiutarlo,
quando chiede un’ opinione, un confronto fra passato e presente. I
paragoni, nella storia, sono quasi sempre fuorvianti. Nella mente
danzano però tante domande.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - La droga antisemita
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Puntualissime,
come ogni quattro anni (e com’è triste, noioso e desolante dovere
ripetere sempre gli stessi lamenti), anche quest’anno le Olimpiadi ci
propinano la solita grottesca sceneggiata dei vari gesti di ostilità
nei confronti degli atleti israeliani da parte dei colleghi dei Paesi
nemici (tra cui, forse, qualcuno vedrebbe volentieri anche qualche
napoletano…), che evitano di misurarsi con loro, di condividere un
mezzo di trasporto, di stringere la mano a fine incontro ecc. ecc. Sul
comportamento di questi signori, c’è poco da dire, sono quello che
sono. Certamente il vero problema non sono loro, che, con tutta
probabilità, subirebbero gravi conseguenze se non si allineassero alle
grevi direttive dei loro cupi regimi, oscurantisti e medioevali (anche
quando, come nel caso dell’Egitto, formalmente in pace con Israele). Il
problema è ben più vasto e profondo, ed è motivo di profondo sconforto
il fatto che i nostri commentatori, anche quando non hanno mancato di
deplorare tali episodi (piuttosto di rado, e molto blandamente, va da
sé), mostrino di non coglierne minimamente l’effettivo significato. E
il vero, unico significato è che esiste una buona parte del mondo (non
solo islamico) che, evidentemente a corto di altre idee, ha radicato
nell’ossessivo, maniacale, morboso antisionismo un profondo elemento
identitario, utile a dare un senso, una ragion d’essere all’intera
esistenza.
Francesco Lucrezi, storico
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