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12 settembre 2016 - 9 Elul 5776
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach,
insegnante
Shoftim (Giudici) e Shotrim (Funzionari, Guardiani) porrai (nominerai) su di te in ogni una delle tue porte (delle tue Città)”(Deuteronomio 16, 18).
Rashi spiega che i Shoftim sono coloro che stabiliscono le Leggi e i Shotrim sono coloro che le fanno applicare e rispettare: indicano il modo concreto di metterle in pratica. Così come l’architetto progetta il palazzo e il geometra e il capo cantiere lo mettono in opera. Così come un compositore scrive una sinfonia e il direttore e l’orchestra la eseguono in pratica.
 
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Anna
Foa,
storica
Mentre le bombe continuano a far strage in Siria, mentre ricorre l’anniversario delle Due Torri, ci piace ricordare un bombardamento dimenticato o quasi di ottant’anni fa, ricordato da Haaretz del 9 settembre in un articolo di Judith Levy. il bombardamento di Tel Aviv del 9 settembre 1940 ad opera dell’areonautica italiana, che fece 137 vittime, tutte civili, una cinquantina delle quali bambini. Fu colpito anche un villaggio palestinese, Sumail. L’attacco alla Palestina sotto mandato britannico da parte degli italiani non si limitò a questo. C’erano già state e ci saranno successivamente anche molte incursioni aeree sul porto di Haifa e ad Acco, con un minor numero di vittime. Un nuovo bombardamento, meno violento, sempre ad opera degli italiani insieme ad aerei tedeschi e di Vichy, colpì Tel Aviv nel 1941. Perchè Tel Aviv, certo parte della Palestina britannica, ma comunque città ebraica, fondata dai sionisti all’inizio del secolo?
 
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Missione italiana in Libia,
la guerra è per il petrolio
Per la prima volta dalla crisi libica del 2011, l'Italia ha deciso di trasferire oltremare un contingente militare: il governo di Roma infatti – in attesa dell'avvallo del Parlamento – presto invierà 100 fra medici e infermieri e un nucleo di protezione di 200 paracadutisti della Folgore per la realizzazione di un ospedale da campo a Misurata, riporta Repubblica. Negli scorsi mesi il governo libico di riconosciuto dall'Onu – quello guidato del presidente Serraj - aveva chiesto all'Italia un aiuto medico-militare per curare i feriti che arrivano dal fronte di Sirte, città un tempo roccaforte dell'Isis e oggi quasi del tutto liberata. La battaglia per cacciare le forze del Califfato non è ancora finita e da qui l'aiuto italiano. Ma la situazione sul terreno sembra ulteriormente complicarsi dopo che un altro dei protagonisti del conflitto, il generale Haftar, ha deciso di attaccare i pozzi petroliferi dell'Est del Paese, contravvenendo agli accordi già siglati dal governo di Serraj. Come spiega il Corriere, la mossa di Haftar potrebbe aprire un nuovo fronte del conflitto, con una ulteriore escalation di violenza nel paese, da tempo in balia della guerra civile.

Roma, l'amministrazione Raggi resta nel caos. Rimane ancora senza un assessore al Bilancio, il sindaco a Cinque Stelle della Capitale Virginia Raggi, che, racconta Repubblica, fatica a trovare una persona che acconsenta a ricoprire l'incarico. La Stampa invece parla di incidente sfiorato tra il sindaco e la comunità ebraica capitolina: non tanto per la sua assenza sabato sera all'inaugurazione del Festival della cultura ebraica – che oggi propone al Museo ebraico di Roma un incontro sul matematico antifascista Vito Volterra (Corriere Roma) - quanto al fatto che “Raggi non abbia trovato il tempo di portare il saluto di Roma, il 6 settembre, al feretro di Enrica Zarfati, l'ultima delle ebree romane sopravvissute all'orrore di Auschwitz-Birkenau. Non c'era lei, ma, fatto ancor più grave, non c'era nessuno del Comune. Una mancanza che è diventata macroscopica agli occhi della comunità del Tempio Maggiore di Lungotevere Cenci perché è venuta subito dopo la gaffe della foto sbagliata di Settimio Piattelli, nel tweet di omaggio di Roma Capitale a uno degli ultimi testimoni dell'Olocausto, scomparso lo scorso 27 agosto a 95 anni”. E intanto, sul fronte dell'impegno del Comune per la Memoria, il presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia ha chiesto un incontro con la sindaca in particolare per parlare di progetti comuni da confermare come i viaggi delle scuole ad Auschwitz.

11 settembre. A Ground Zero, si sono tenute ieri le commemorazioni per ricordare le vittime dell'attentato alle Torri Gemelle, con la presenza del presidente Usa Barack Obama (Corriere). Durante la cerimonia, malore per la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton, a cui i medici venerdì hanno diagnosticato una polmonite. Le sue condizioni di salute, spiega Repubblica, saranno usate (ed è già accaduto in passato) dall'avversario Donald Trump per attaccarla e sostenere che la Clinton non è in grado fisicamente di reggere la presidenza.
 
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  davar
LA RIUNIONE DEL CONGRESSO EBRAICO EUROPEO  
Gli ebrei d'Europa a Helsinki
per i 110 anni della sinagoga

Helsinki rappresenta per qualche giorno il cuore dell'ebraismo europeo. Nella capitale finlandese si è infatti riunito nelle scorse ore il Congresso ebraico europeo (Ejc), ente cappello che riunisce sotto di sé le organizzazione ebraiche nazionali, per discutere delle sfide dell'ebraismo del Vecchio continente e per festeggiare i 110 anni della sinagoga della città. Una cerimonia semplice ma calorosa, quella dedicata all'anniversario del tempio di Helsinki, che ha visto la partecipazione dell'ambasciatore di Israele Dov Segev-Steinberg e della speaker del parlamento finlandese, Maria Lohela (nell'immagine in basso), che ha rivolto al folto pubblico un toccante messaggio sulla storia di questa piccola Comunità (che oggi conta 1200 iscritti).
Il tenore Rafailas Karpis, giunto appositamente dalla Lituania, ha intervallato i discorsi con brani in yiddish ed ebraico.
A coordinare la riunione dell'Ejc, - il cui ordine del giorno prevedeva, tra le altre cose, la delicata questione della sicurezza - il presidente Moshe Kantor, affiancato dai rappresentanti di dieci Comunità ebraiche europee, tra cui Roberto Jarach per l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

AL FESTIVALETTERATURA CON PAGINE EBRAICHE 
Mantova Capitale della cultura,
vent'anni di grande pubblico 

È stata una grande festa. Lunga più del solito, e anche più affollata. Non ci sono altre parole per descrivere la ventesima edizione del Festivaletteratura a Mantova, il più famoso dei tanti festival culturali che vengono organizzate in settembre in tutta Italia è stato come una lunga festa. Un compleanno rotondo andato a cadere, in una magica coincidenza, nell’anno che vede Mantova come Capitale Italiana della Cultura, contribuendo a far crescere ancora un festival che è riuscito a non patire la crisi. Enorme la partecipazione del pubblico che, attento e appassionato, ha iniziato l’annuale kermesse riempiendo i tanti spazi dedicati al Festival già qualche giorno prima: più di 800 i partecipanti all’anticipazione, quest’anno l’incontro con Jonathan Safran Foer, e circa 600 per il concerto di apertura, in cattedrale. Un’edizione che è riuscita a unire insieme continuità e innovazione, senza discostarsi dal quella che ormai si può definire tradizione e senza negarsi l’apertura ad autori sconosciuti e nuove produzioni, contando al contempo una rete di collaboratori che si rafforza ogni anno. E come ormai accade da diversi anni molte sono state le presentazioni, i dialoghi e le tavole rotonde in cui la cultura ebraica è stata messa al centro, insieme alle tradizioni alla Storia e alle storie di una minoranza cui il comitato organizzatore del Festivaletteratura riserva da sempre grande attenzione. Pagine Ebraiche, il mensile dell’ebraismo italiano – come sempre presente al festival – ha potuto così raccontare ai lettori del notiziario quotidiano paginebraiche24 quanto sia stato grande e partecipato l’interesse del pubblico, che ha affollato ogni incontro. Accogliendo sempre con favore scrittori, giornalisti, intellettuali e accademici che hanno proposto e affrontato la grande varietà di temi legati alla cultura ebraica, dalla politica alla letteratura, dalla storia alla prima traduzione italiana del Talmud.
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QUI ROMA - IL FESTIVAL DI LETTERATURA EBRAICA 
Ebraismo e scienza a confronto
Far dialogare mondi che spesso sembrano non comunicare, e invece hanno molto più in comune di quanto non sembri. È questo l’esperimento del Festival internazionale di letteratura e cultura ebraica, organizzato in questi giorni dalla Comunità ebraica di Roma nel quartiere dell’ex ghetto. Lo ha affermato Shulim Vogelmann – uno dei quattro curatori insieme ad Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella – all’inizio dell’incontro intitolato “Emozioni e neuroni allo specchio”, svoltosi ieri al Palazzo della cultura. Una serata che ha costituito l’esempio più concreto di questa volontà di creare confronti insoliti, grazie ai suoi protagonisti: un neuroscienziato, Giacomo Rizzolatti, che ha dedicato la sua vita all’indagine, attraverso il cervello, dei misteri delle relazioni umani, e una scrittrice, la statunitense Jami Attenberg, che proprio attraverso le relazioni umane nei suoi romanzi riesce a dar vita a una letteratura quasi poetica.
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION 
A Berkley si parla di Venezia
e dei 500 anni del Ghetto 

"II-Tal-Ya”. In ebraico “l’isola della rugiada divina”. Con questo gioco di parole durante il Rinascimento gli ebrei italiani facevano riferimento alla loro terra. E questo è il titolo scelto dal Magnes Collection of Jewish Art and Life dell’Università di Berkeley in California per una mostra che racconta “i crocevia italiani nella cultura ebraica”. Inaugurata al termine di agosto e in programma fino all’inizio del 2017, la rassegna, oltre a presentare numerosi artefatti e documenti da tutta la penisola, ha tra i temi fondamentali i 500 anni del Ghetto di Venezia. A darne la notizia ai lettori dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche è un articolo ripreso dalla rubrica Italics.
In attesa della Giornata europea della Cultura ebraica la settimana prossima, la stagione dei festival prosegue con il FestivaLetteratura di Mantova, che ha offerto tra l’altro tanti appuntamenti per scoprire i grandi libri ebraici e israeliani (un incontro quest’anno è stato dedicato anche al progetto della traduzione del Talmud in italiano).
La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha incontrato negli scorsi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, accompagnata dal suo predecessore Renzo Gattegna. Ha preso inoltre servizio a Roma il nuovo ambasciatore di Gerusalemme Ofer Sachs, che in un video-messaggio esprime apprezzamento per l’eccellenza italiana nel settore agricolo, settore cui lo stesso Sachs ha dedicato gran parte della sua carriera, e soprattutto ricorda i forti valori comuni fra i due paesi, con l’obiettivo di portare i popoli a un ulteriore avvicinamento.
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pilpul
 Oltremare - La nana
Ci sono cose che in Israele hanno un sapore diverso, magari impercettibilmente, ma in modo chiaro e dal quale non si ritorna indietro. Per esempio la menta, che qui non è menta ma nana. Cioè è un tipo di menta, ma non è proprio la menta che abbiamo in Europa: è più delicata, più dolce, sa meno di chewing-gum, non ha lo stesso uso e di certo non ha la stessa saltuaria frequenza nella partecipazione attiva ai nostri pasti.
Da torinese, la mentuccia con cui si condiscono le zucchine non mi è estranea. Ma trovarsi la nana anche nel tè caldo, nella limonata limpida oppure ghiacciata e frullata stile granita, e nella brocca dell’acqua al ristorante, e nell’insalata e perfino nella minestra e in certe carni, è un livello di concentrazione di profumo che prima davvero non conoscevo.


Daniela Fubini, Tel Aviv
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 Opinioni a fior di pelle 
Le sue idee politiche sono note all’intera opinione pubblica. Così come l’orrendo tatuaggio “Dux” che sfoggia con orgoglio sul braccio destro.
Sorprende pertanto che Sky Sport, che l’ha voluto come opinionista di punta di questa stagione calcistica, amplifichi oggi (come altrove in passato) un messaggio pericoloso e distorto. Un pessimo servizio a milioni di spettatori.
Perché l’apologia del fascismo è un reato. E se per Paolo Di Canio questo è forse indifferente, non può certo esserlo per una emittente che aspira al vertice della professionalità dell’informazione sportiva.

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