Paolo Sciunnach,
insegnante | Shoftim
(Giudici) e Shotrim (Funzionari, Guardiani) porrai (nominerai) su di te
in ogni una delle tue porte (delle tue Città)”(Deuteronomio 16, 18).
Rashi spiega che i Shoftim sono coloro che stabiliscono le Leggi e i
Shotrim sono coloro che le fanno applicare e rispettare: indicano il
modo concreto di metterle in pratica. Così come l’architetto progetta
il palazzo e il geometra e il capo cantiere lo mettono in opera. Così
come un compositore scrive una sinfonia e il direttore e l’orchestra la
eseguono in pratica.
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Anna
Foa,
storica | Mentre
le bombe continuano a far strage in Siria, mentre ricorre
l’anniversario delle Due Torri, ci piace ricordare un bombardamento
dimenticato o quasi di ottant’anni fa, ricordato da Haaretz del 9
settembre in un articolo di Judith Levy. il bombardamento di Tel Aviv
del 9 settembre 1940 ad opera dell’areonautica italiana, che fece 137
vittime, tutte civili, una cinquantina delle quali bambini. Fu colpito
anche un villaggio palestinese, Sumail. L’attacco alla Palestina sotto
mandato britannico da parte degli italiani non si limitò a questo.
C’erano già state e ci saranno successivamente anche molte incursioni
aeree sul porto di Haifa e ad Acco, con un minor numero di vittime. Un
nuovo bombardamento, meno violento, sempre ad opera degli italiani
insieme ad aerei tedeschi e di Vichy, colpì Tel Aviv nel 1941. Perchè
Tel Aviv, certo parte della Palestina britannica, ma comunque città
ebraica, fondata dai sionisti all’inizio del secolo?
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Missione italiana in Libia,
la guerra è per il petrolio
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Per
la prima volta dalla crisi libica del 2011, l'Italia ha deciso di
trasferire oltremare un contingente militare: il governo di Roma
infatti – in attesa dell'avvallo del Parlamento – presto invierà 100
fra medici e infermieri e un nucleo di protezione di 200 paracadutisti
della Folgore per la realizzazione di un ospedale da campo a Misurata,
riporta Repubblica. Negli scorsi mesi il governo libico di riconosciuto
dall'Onu – quello guidato del presidente Serraj - aveva chiesto
all'Italia un aiuto medico-militare per curare i feriti che arrivano
dal fronte di Sirte, città un tempo roccaforte dell'Isis e oggi quasi
del tutto liberata. La battaglia per cacciare le forze del Califfato
non è ancora finita e da qui l'aiuto italiano. Ma la situazione sul
terreno sembra ulteriormente complicarsi dopo che un altro dei
protagonisti del conflitto, il generale Haftar, ha deciso di attaccare
i pozzi petroliferi dell'Est del Paese, contravvenendo agli accordi già
siglati dal governo di Serraj. Come spiega il Corriere, la mossa di
Haftar potrebbe aprire un nuovo fronte del conflitto, con una ulteriore
escalation di violenza nel paese, da tempo in balia della guerra
civile.
Roma, l'amministrazione Raggi resta nel caos. Rimane ancora senza un
assessore al Bilancio, il sindaco a Cinque Stelle della Capitale
Virginia Raggi, che, racconta Repubblica, fatica a trovare una persona
che acconsenta a ricoprire l'incarico. La Stampa invece parla di
incidente sfiorato tra il sindaco e la comunità ebraica capitolina: non
tanto per la sua assenza sabato sera all'inaugurazione del Festival
della cultura ebraica – che oggi propone al Museo ebraico di Roma un
incontro sul matematico antifascista Vito Volterra (Corriere Roma) -
quanto al fatto che “Raggi non abbia trovato il tempo di portare il
saluto di Roma, il 6 settembre, al feretro di Enrica Zarfati, l'ultima
delle ebree romane sopravvissute all'orrore di Auschwitz-Birkenau. Non
c'era lei, ma, fatto ancor più grave, non c'era nessuno del Comune. Una
mancanza che è diventata macroscopica agli occhi della comunità del
Tempio Maggiore di Lungotevere Cenci perché è venuta subito dopo la
gaffe della foto sbagliata di Settimio Piattelli, nel tweet di omaggio
di Roma Capitale a uno degli ultimi testimoni dell'Olocausto, scomparso
lo scorso 27 agosto a 95 anni”. E intanto, sul fronte dell'impegno del
Comune per la Memoria, il presidente della Fondazione Museo della Shoah
Mario Venezia ha chiesto un incontro con la sindaca in particolare per
parlare di progetti comuni da confermare come i viaggi delle scuole ad
Auschwitz.
11 settembre. A Ground Zero, si sono tenute ieri le commemorazioni per
ricordare le vittime dell'attentato alle Torri Gemelle, con la presenza
del presidente Usa Barack Obama (Corriere). Durante la cerimonia,
malore per la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton, a
cui i medici venerdì hanno diagnosticato una polmonite. Le sue
condizioni di salute, spiega Repubblica, saranno usate (ed è già
accaduto in passato) dall'avversario Donald Trump per attaccarla e
sostenere che la Clinton non è in grado fisicamente di reggere la
presidenza.
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LA RIUNIONE DEL CONGRESSO EBRAICO EUROPEO
Gli ebrei d'Europa a Helsinki
per i 110 anni della sinagoga
Helsinki
rappresenta per qualche giorno il cuore dell'ebraismo europeo. Nella
capitale finlandese si è infatti riunito nelle scorse ore il Congresso
ebraico europeo (Ejc), ente cappello che riunisce sotto di sé le
organizzazione ebraiche nazionali, per discutere delle sfide
dell'ebraismo del Vecchio continente e per festeggiare i 110 anni della
sinagoga della città. Una cerimonia semplice ma calorosa, quella
dedicata all'anniversario del tempio di Helsinki, che ha visto la
partecipazione dell'ambasciatore di Israele Dov Segev-Steinberg e della
speaker del parlamento finlandese, Maria Lohela (nell'immagine in
basso), che ha rivolto al folto pubblico un toccante messaggio sulla
storia di questa piccola Comunità (che oggi conta 1200 iscritti).
Il tenore Rafailas Karpis, giunto appositamente dalla Lituania, ha intervallato i discorsi con brani in yiddish ed ebraico.
A coordinare la riunione dell'Ejc, - il cui ordine del giorno
prevedeva, tra le altre cose, la delicata questione della sicurezza -
il presidente Moshe Kantor, affiancato dai rappresentanti di dieci
Comunità ebraiche europee, tra cui Roberto Jarach per l'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane.
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AL FESTIVALETTERATURA CON PAGINE EBRAICHE
Mantova Capitale della cultura,
vent'anni di grande pubblico
È
stata una grande festa. Lunga più del solito, e anche più affollata.
Non ci sono altre parole per descrivere la ventesima edizione del
Festivaletteratura a Mantova, il più famoso dei tanti festival
culturali che vengono organizzate in settembre in tutta Italia è stato
come una lunga festa. Un compleanno rotondo andato a cadere, in una
magica coincidenza, nell’anno che vede Mantova come Capitale Italiana
della Cultura, contribuendo a far crescere ancora un festival che è
riuscito a non patire la crisi. Enorme la partecipazione del pubblico
che, attento e appassionato, ha iniziato l’annuale kermesse riempiendo
i tanti spazi dedicati al Festival già qualche giorno prima: più di 800
i partecipanti all’anticipazione, quest’anno l’incontro con Jonathan
Safran Foer, e circa 600 per il concerto di apertura, in cattedrale.
Un’edizione che è riuscita a unire insieme continuità e innovazione,
senza discostarsi dal quella che ormai si può definire tradizione e
senza negarsi l’apertura ad autori sconosciuti e nuove produzioni,
contando al contempo una rete di collaboratori che si rafforza ogni
anno. E come ormai accade da diversi anni molte sono state le
presentazioni, i dialoghi e le tavole rotonde in cui la cultura ebraica
è stata messa al centro, insieme alle tradizioni alla Storia e alle
storie di una minoranza cui il comitato organizzatore del
Festivaletteratura riserva da sempre grande attenzione. Pagine
Ebraiche, il mensile dell’ebraismo italiano – come sempre presente al
festival – ha potuto così raccontare ai lettori del notiziario
quotidiano paginebraiche24 quanto sia stato grande e partecipato
l’interesse del pubblico, che ha affollato ogni incontro. Accogliendo
sempre con favore scrittori, giornalisti, intellettuali e accademici
che hanno proposto e affrontato la grande varietà di temi legati alla
cultura ebraica, dalla politica alla letteratura, dalla storia alla
prima traduzione italiana del Talmud. Leggi
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QUI ROMA - IL FESTIVAL DI LETTERATURA EBRAICA
Ebraismo e scienza a confronto
Far
dialogare mondi che spesso sembrano non comunicare, e invece hanno
molto più in comune di quanto non sembri. È questo l’esperimento del
Festival internazionale di letteratura e cultura ebraica, organizzato
in questi giorni dalla Comunità ebraica di Roma nel quartiere dell’ex
ghetto. Lo ha affermato Shulim Vogelmann – uno dei quattro curatori
insieme ad Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella –
all’inizio dell’incontro intitolato “Emozioni e neuroni allo specchio”,
svoltosi ieri al Palazzo della cultura. Una serata che ha costituito
l’esempio più concreto di questa volontà di creare confronti insoliti,
grazie ai suoi protagonisti: un neuroscienziato, Giacomo Rizzolatti,
che ha dedicato la sua vita all’indagine, attraverso il cervello, dei
misteri delle relazioni umani, e una scrittrice, la statunitense Jami
Attenberg, che proprio attraverso le relazioni umane nei suoi romanzi
riesce a dar vita a una letteratura quasi poetica. Leggi
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION
A Berkley si parla di Venezia
e dei 500 anni del Ghetto
"II-Tal-Ya”.
In ebraico “l’isola della rugiada divina”. Con questo gioco di parole
durante il Rinascimento gli ebrei italiani facevano riferimento alla
loro terra. E questo è il titolo scelto dal Magnes Collection of Jewish
Art and Life dell’Università di Berkeley in California per una mostra
che racconta “i crocevia italiani nella cultura ebraica”. Inaugurata al
termine di agosto e in programma fino all’inizio del 2017, la rassegna,
oltre a presentare numerosi artefatti e documenti da tutta la penisola,
ha tra i temi fondamentali i 500 anni del Ghetto di Venezia. A darne la
notizia ai lettori dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche è un
articolo ripreso dalla rubrica Italics.
In attesa della Giornata europea della Cultura ebraica la settimana
prossima, la stagione dei festival prosegue con il FestivaLetteratura
di Mantova, che ha offerto tra l’altro tanti appuntamenti per scoprire
i grandi libri ebraici e israeliani (un incontro quest’anno è stato
dedicato anche al progetto della traduzione del Talmud in italiano).
La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di
Segni ha incontrato negli scorsi giorni il presidente della Repubblica
Sergio Mattarella al Quirinale, accompagnata dal suo predecessore Renzo
Gattegna. Ha preso inoltre servizio a Roma il nuovo ambasciatore di
Gerusalemme Ofer Sachs, che in un video-messaggio esprime apprezzamento
per l’eccellenza italiana nel settore agricolo, settore cui lo stesso
Sachs ha dedicato gran parte della sua carriera, e soprattutto ricorda
i forti valori comuni fra i due paesi, con l’obiettivo di portare i
popoli a un ulteriore avvicinamento. Leggi
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Oltremare - La nana |
Ci
sono cose che in Israele hanno un sapore diverso, magari
impercettibilmente, ma in modo chiaro e dal quale non si ritorna
indietro. Per esempio la menta, che qui non è menta ma nana. Cioè è un
tipo di menta, ma non è proprio la menta che abbiamo in Europa: è più
delicata, più dolce, sa meno di chewing-gum, non ha lo stesso uso e di
certo non ha la stessa saltuaria frequenza nella partecipazione attiva
ai nostri pasti. Da torinese, la mentuccia con cui si condiscono
le zucchine non mi è estranea. Ma trovarsi la nana anche nel tè caldo,
nella limonata limpida oppure ghiacciata e frullata stile granita, e
nella brocca dell’acqua al ristorante, e nell’insalata e perfino nella
minestra e in certe carni, è un livello di concentrazione di profumo
che prima davvero non conoscevo.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Opinioni a fior di pelle |
Le
sue idee politiche sono note all’intera opinione pubblica. Così come
l’orrendo tatuaggio “Dux” che sfoggia con orgoglio sul braccio destro.
Sorprende pertanto che Sky Sport, che l’ha voluto come opinionista di
punta di questa stagione calcistica, amplifichi oggi (come altrove in
passato) un messaggio pericoloso e distorto. Un pessimo servizio a
milioni di spettatori.
Perché l’apologia del fascismo è un reato. E se per Paolo Di Canio
questo è forse indifferente, non può certo esserlo per una emittente
che aspira al vertice della professionalità dell’informazione sportiva.
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