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13 GENNAIO 2017
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esclusione dalle scuole: il ricordo del liceo torinese

39 di meno, gli espulsi dall'Alfieri

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È la settimana del recupero: gli allievi privi di insufficienze sono in giro per cinema e musei, altri sono immersi in varie attività, tra cui naturalmente predominano le immancabili versioni di greco e latino. Non ho i dati per misurare l’impatto della locandina, ma dovrebbe essere riuscita a catturare almeno un’occhiata distratta; ed è proprio l’occhiata distratta quella che fa trasalire, che annulla i 78 anni trascorsi e sottolinea il dato evidente ma finora non avvertito: il Giorno della Memoria non riguarda (o, per lo meno, non solo) fatti lontani avvenuti altrove, certo, importanti per la loro tragica unicità e per gli insegnamenti che trasmettono ma senza una diretta attinenza con la nostra vita quotidiana. Riguarda anche noi, il Liceo Classico Vittorio Alfieri, che nel corso degli anni ha cambiato sede ma conserva ancora nei suoi archivi un secolo di registri, pagelle e corrispondenza ufficiale. Ed è attraverso uno studio attento di quei registri che una ricerca di alcuni anni fa era riuscita ad appurare un dato abbastanza clamoroso: ben 39 allievi iscritti all’anno scolastico 1937-38, o che avevano superato l’esame di ammissione per la prima ginnasio (allora il Liceo Alfieri comprendeva anche quella che poi sarà chiamata scuola media), non ebbero la possibilità di frequentare l’anno scolastico 1938-39

Anna Segre

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Ucei - MIUR - CSM

In viaggio per la Memoria

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"Noi possiamo essere portatori sani di idee di democrazia, solidarietà, impegno, antifascismo. Attraverso la divulgazione di questa esperienza, specie nei luoghi dove dilagano razzismo e qualunquismo. Luoghi dove dobbiamo rispondere con la Memoria.” Questa l'idea principale che Andrea, diciottenne di Campobasso, porterà con se dopo due giorni intensi e difficili sia emotivamente che fisicamente che lo hanno portato a visitare, insieme a un centinaio di coetanei, i luoghi dello sterminio. Leggi tutto

memoria - run for mem

Roma, una corsa per due

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Non verrà da sola. L’ha promesso l’altro giorno alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine dell’incontro. Ad accompagnare Franca Fiacconi, una delle due testimonial di Run For Mem, la corsa tra Storia e Memoria in programma questa domenica alle 10 da Largo 16 ottobre, sarà infatti anche la figlia adolescente. “Correrà con me, per le strade e nei luoghi della Memoria” annuncia l’atleta romana, trionfatrice nel 1998 alla Maratona di New York. Leggi tutto



buona scuola

Il Bello entra in classe

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Tutti con un violino in mano. Musica nei corridoi. Sculture in mostra. Attori e registi di cortometraggi e pièces teatrali. Oppure geniali ideatori di oggetti di design. Perché no? «Siamo il Paese del Bello, ma quel Bello per anni lo abbiamo lasciato fuori dalla scuola». Ora dovrà rientrarci. Per legge. Lo prevede uno dei decreti legislativi della Buona scuola appena approvati dal Governo e pronti ad essere esaminati dalle Commissioni di Camera e Senato. È quello sulla «promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività», ma già ribattezzato il decreto del «Made in Italy» anche se il suo principale sostenitore boccia questa definizione.

Claudia Voltattorni per corriere.it
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libri - Zygmunt Bauman

Ripensare l'educazione

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Il libro di Zygmunt Bauman, Conversazioni sull’educazione (Erickson), uscito da poco e da cui è tratto questo lungo brano, è un’intervista diversa dalle solite, segnate dal botta e risposta, domande e risposte che si alternano con ritmo incalzante. Qui l’intervistatore, Riccardo Mazzeo, dirigente editoriale e intellettuale, pone al sociologo una domanda, ampia e articolata, e Bauman gli risponde per esteso. Sono tutte questioni che riguardono il tema dell’educazione.
Che ruolo devono assumere oggi gli educatori in un mondo così complesso e difficile? Che spazio c’è per quest’attività così importante per il nostro futuro nella “società liquida”? La paura e l’ansia sono i due sentimenti più diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti che dovrebbero istruirli e educarli. 

doppiozero.com
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