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5 Marzo 2017 - 7 Adar 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
"Mi faranno un Santuario ed Io abiterò dentro di loro" (Es. 25,7). Il rebbe di Kotzk disse una volta: "Dio abita dove lo si fa entrare".
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Il valore dell’individuo e della responsabilità personale, senza mai concedere nulla all’odio. È il tema che tornerà domani al Monte Stella, a Milano, al Giardino dei Giusti in occasione della Giornata europea in memoria dei Giusti. Al centro gli atti concreti di persone, con nome e cognome: Lassana Bathily e Mohamed Ben Abdesslem, due musulmani che hanno avuto il coraggio di salvare ebrei e cristiani dalla furia omicida dei terroristi, Raif Badawi, il blogger saudita simbolo della lotta per una società libera dal fondamentalismo, Pinar Selek, l’attivista turca che si batte per i diritti delle minoranze, ed Etty Hillesum, la giovane ebrea che non volle cedere all’odio neppure di fronte al male estremo.
 
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Trump accusa a Obama:
“Mi ha fatto intercettare”
Dopo i discorso a camere riunite al Congresso, che ha ricevuto plausi bipartisan, il presidente Usa Donald Trump torna all’attacco. E lo fa puntando il dito contro il suo predecessore. Trump infatti, attraverso una serie di tweet, ha accusato nelle scorse ore Obama di aver ordinato di intercettare i suoi telefoni. Il nuovo presidente Usa ha evocato il Watergate e definito il suo predecessore (che ha rispedito l’accusa al mittente) un maccartista ma, scrive il Corriere della Sera, rispetto alle accuse non vi è “nessun dettaglio sulle fonti: chi e come ha scoperto le intercettazioni? Si ipotizza che il presidente possa aver preso spunto da un articolo del sito iper conservatore Breitbart, diretto fino a pochi mesi fa da Steve Bannon, il suo consigliere strategico”. Secondo Massimo Gaggi, sempre sul Corriere, l’attacco contro Obama sarebbe un tentativo di Trump di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle “indagini sui rapporti dei suoi uomini con emissari russi” e dall’inchiesta che ne è seguita.

L’America di Trump. Secondo filosofa Martha Nussbaum, illustre rappresentante del mondo liberal americano, si sta dipingendo la situazione degli Stati Uniti guidati da Trump in modo troppo fosco. E, intervistata dal Corriere, ricorda: “Quando ero bambina, gli afroamericani venivano uccisi selvaggiamente e la legge nel Sud del Paese proibiva loro di usare la scuola, i ristoranti e le fontanelle per i bianchi. Oggi c’è ancora ineguaglianza razziale ma non a quei livelli e condividiamo tutti un impegno nazionale per mettervi fine. Fino al 1970 – sottolinea Nussbaum – gli ebrei non potevano lavorare nei grandi studi legali e oggi sono i benvenuti. Nell’era di McCarthy i professori di sinistra potevano essere licenziati perché sospettati di comunismo, mentre adesso abbiamo una tutela forte della libertà accademica. Fino al 1995 i gay dovevano nascondere la loro sessualità per paura di violenze e disoccupazione, oggi sono al servizio con orgoglio di tutte le parti della nostra società e possono sposarsi. Anche le donne hanno fatto progressi enormi. Su tutti questi temi c’è molto lavoro da fare e dobbiamo essere vigili contro le ricadute, ma nel corso della mia vita ho registrato un enorme movimento verso la giustizia e l’inclusione”.

I Giusti e il 6 marzo. Giusti del dialogo: l’incontro delle diversità per superare l’odio è il tema della Giornata europea dei Giusti, che cade il 6 marzo ed è stata istituita nel 2012 dal Parlamento europeo su proposta di Gariwo. A Milano, l’Associazione per il Giardino dei Giusti organizza tre giorni di iniziative a partire da domani, con l’inaugurazione del Giardino Virtuale dei Giusti e con un incontro in Comune. Mercoledì alle ore 11.30 si terrà un incontro al Monte Stella dove, con Hamadi Ben Abdesslem, saranno onorati Etty Hillesum, Lassana Bathily, musulmano che nascose gli ebrei nell’Hyper Cacher di Parigi nell’attentato del 2015, Raif Badawi, blogger saudita contro il fondamentalismo e Pinar Selek, scrittrice turca in esilio. Il 14 marzo, invece come racconta il Fatto Quotidiano, Hamadi ben Abdesslem incontrerà alcuni dei turisti italiani salvati a Tunisi: “Ricordo il giorno dell’attentato con grande angoscia. Stavo portando un gruppo di 45 italiani in visita al museo, quando abbiamo sentito i primi spari. Sono andato avanti a parlare, non capivo che cosa stesse succedendo. Poi abbiamo capito. – il ricordo della guida tunisina al Fatto – Una pallottola ci è arrivata vicino, fin nella stanza dov’eravamo. Allora sono riuscito a mantenere la calma, ringraziando Dio, ho tenuto il gruppo unito e sono riuscito a portarlo fuori dal museo, in salvo. Dio era con noi”.

L’Europa e la convivenza con il mondo musulmano. Sul Sole 24 Ore, Lucetta Scaraffia riprende il libro dello storico ebreo francese Georges Bensoussan, Les Juifs du monde arabe. La question interdite, legata alla vita degli ebrei nei paesi islamica: “la condizione degli ebrei è sempre stata quella di un popolo dominato, umiliato e angariato in paesi dove l’ostilità antiebraica era dominante. – scrive Scaraffia sulla base delle ricerche di Bensoussan – Gli ebrei erano sempre considerati stranieri, tanto che veniva loro impedito di imparare l’arabo scritto e di conoscere il Corano. Una sorta di esilio interno, insomma, che ha scatenato massacri, violenze di vario genere, umiliazioni costanti”. “Il libro ha suscitato grandi polemiche per il suo assoluto pessimismo e accuse di ‘istigazione all’odio razziale’ o di islamofobia. Ma nella sua critica al mito dell’esistenza di un passato di utopica pace tra le religioni le ragioni ci sono, anche ben fondate”, scrive Scaraffia secondo cui però una convivenza alternativa è possibile.
 
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  davar
usa e wjc contro lo human rights council
"Basta pregiudizi contro Israele,
l'Onu si occupi di altri paesi"

L’amministrazione Trump rivedrà la posizione degli Stati Uniti all’interno del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC - Human Rights Council). Ad annunciarlo, Erin Barclay, vicesegretario di Stato Usa, citando “l’ossessione” dell’organizzazione internazionale per Israele. “Gli Stati Uniti sono profondamente turbati dalla costante e ingiusta attenzione che il Consiglio riserva a un paese democratico come Israele – le parole di Barclay pronunciate all’Assemblea dell’UNHRC a Ginevra lo scorso 1 marzo – A nessun’altra nazione è dedicato un intero punto all’ordine del giorno dell’agenda. Come può essere questa una priorità?”. Il riferimento del vicesegretario Usa è al punto 7 dell’agenda dell’ente dell’Onu, dedicato appunto a Israele e al conflitto con i palestinesi. “L’ossessione per Israele è la più grande minaccia per la credibilità del Consiglio. – ha ribadito Barclay – Questa limita il bene che possiamo fare facendo diventare il Consiglio una parodia di se stesso. Gli Stati Uniti si opporranno a qualsiasi tentativo di delegittimare o isolare Israele, non solo in questa sede ma ovunque”. Parole che hanno trovato l’apprezzamento, tra gli altri, del Congresso ebraico mondiale (World Jewish Congress) che ha inviato un messaggio a Barclay, ribadendo la necessità “di rimuovere l’articolo 7 dall’agenda permanente dell’organizzazione”.
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usa - fermato un primo sospettato   
Minacce bomba ai centri ebraici,
l'Fbi in cerca dei colpevoli

L'Fbi nelle scorse ore ha arrestato negli Stati Uniti un uomo di trent'anni di Sant Louis, Juan Thompson, considerato responsabile di almeno otto delle telefonate minatorie ricevute da istituzioni ebraiche nelle scorse settimane. Decine di centri ebraici e scuole ebraiche sono infatti state bersaglio negli ultimi mesi di presunti allarmi bomba. Alcune di queste sarebbero partite da Thompson, su cui l'Fbi sta indagando in particolare per una vicenda di cyberstalking ai danni di una donna. Secondo quanto riporta la stampa locale, dall'indagine è emerso che il sospettato avrebbe inviato una mail all'ufficio di Manhattan dell'Anti-Defamation League il 21 febbraio incolpando la donna (definita “vittima 1”) per le minacce di attacchi bomba ricevute dall'ente. Da quanto emerge quindi, Thompson avrebbe fatto lui stesso le minacce ad almeno otto centri ebraici per poi cercare di scaricare la responsabilità sulla sua vittima.
A parte questo caso, allarmi bomba e atti vandalici contro cimiteri ebraici si sono susseguiti negli ultimi mesi negli Stati Uniti (in ultimo nelle scorse ore è stato vandalizzato un cimitero a Rochester, nello Stato di New York), vicende che preoccupano la realtà ebraica d'oltreoceano. "Le forze dell'ordine a tutti i livelli sono al fianco del mondo ebraico americano -  ha dichiarato Evan Bernstein, New York direttore regionale di ADL – Ma solo perché c'è stato un arresto oggi (venerdì, ndr) legato alle  minacce di attentati, non significa che le minacce siano scomparse o si fermeranno”.
 

le iniziative per la giornata europea dei giusti
Da Milano a Israele, i Giusti
modello di vita per i giovani 

I Giusti del dialogo: l'incontro delle diversità per superare l’odio è il tema scelto quest’anno per la Giornata europea dei Giusti - 6 marzo. Istituita dal Parlamento europeo su proposta di Gariwo nel 2012, la Giornata sarà celebrata in oltre cinquanta città italiane e nel mondo. In particolare a Milano, l’Associazione per il Giardino dei Giusti - composta da Comune di Milano, Gariwo e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane - organizza tre giorni di iniziative che si apriranno domani con un appuntamento in Sala Alessi a Palazzo Marino (ore 14.30), e che vedrà l’inaugurazione del Giardino Virtuale dei Giusti. Nato per accogliere le segnalazioni e le testimonianze su Giusti dimenticati o ancora sconosciuti, il giardino sarà presentato durante la cerimonia di consegna delle pergamene dedicate ai primi 25 Giusti inseriti nello spazio virtuale che riproduce il Giardino del Monte Stella. Nel pomeriggio si terrà anche la commemorazione in Consiglio comunale della Giornata europea dei Giusti.
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qui venezia - la giornata di studi
Il mondo e i suoi ghetti
Inaugurazione questa mattina della nuova sala Montefiore della Comunità ebraica di Venezia (nell'immagine, la targa scoperta dal presidente della Comunità Paolo Gnignati - a destra - assieme a Cristiano Corazzari, assessore al Territorio della Regione Veneto, e Bruno Pigozzo, vicepresidente del Consiglio regionale) in occasione della 40esima edizione della Giornata di Studio, occasione annuale per affrontare un aspetto dell'ebraismo nelle sue varie sfaccettature. Tema di quest'anno "Ghetto e Ghetti nel mondo", una lettura analitica sul temi dei Ghetti e dei quartieri ebraici attraverso gli interventi di rav Robert Bonfil, rabbino e professore emerito dell'Università Ebraica di Gerusalemme, Reinhold Mueller, storico medievalista già docente di Storia economica e sociale del Medioevo a Ca' Foscari, Stefano Zaggia, professore associato in Storia dell'Architettura all'Università di Padova, Francesca Bregoli del Queens College of the City University di New York, Emanuela Trevisan Semi, docente di Lingua e letteratura ebraica contemporanea all'Università di Ca' Foscari di Venezia e l'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis. A moderare l'incontro, Enrico Levis (sessione della mattina) e Riccardo Calimani (sessione pomeridiana).
La data del 29 marzo 1516 è un momento forte della storia ebraica nel suo complesso. Il decreto del Senato della Repubblica Veneta che destinava agli ebrei una porzione della città, nella contrada di S. Girolamo – sede in precedenza di una fonderia semi-abbandonata  - costituiva un tornante significativo per tutti gli ebrei, non solo veneziani. Questo perché, dopo tante espulsioni o conversione forzate, in analogia con quanto avvenne nella città lagunare, da allora un po’ dappertutto nei Paesi del Mediterraneo si moltiplicarono i Ghetti che davano asilo a quanti erano obbligati a risiedere in una ben precisa zona recintata della città.

(Nell'immagine il presidente della Comunità ebraica ).
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qui torino - francesco lotoro in concerto
La Memoria in musica
Un concerto unico nel suo genere quello che si è tenuto giovedì pomeriggio negli spazi del polo del ‘900 di Torino. Al pianoforte il maestro Francesco Lotoro, impegnato nella letteratura pianistica e non solo, prodotta durante gli eventi più drammatici del XX secolo e autore dell’Antologia Musicale Concentrazionaria (editrice Rotas, 2015), volume che raccoglie le opere musicali scritte in cattività civile e militare, durante la seconda guerra mondiale. I numeri fanno riflettere: “Si tratta di una raccolta di 8000 mila opere e 1200 documenti tra cassette, videocassette, diari e microfilm – spiega Lotoro – tutti materiali prodotti nell’arco di vent’anni, dal 1933 al 1953, anno della morte di Stalin”.

Alice Fubini
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sorgente di vita
I segreti dello scriba
La Meghillath Ester, il rotolo di pergamena che si legge durante la festa di Purim, è il tema del primo servizio della puntata di Sorgente di vita di domenica 5 marzo. Insieme al rav Amedeo Spagnoletto siamo andati a scoprire i segreti dell’antico mestiere dello scriba: penna d’oca, inchiostro e pergamena  per scrivere  e riscrivere, oggi come ieri, il libro biblico di Ester, la storia della persecuzione e della salvezza del popolo ebraico nella Persia di  2500 anni fa.
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pilpul

Defezione e irresponsabilità
Che dire del troppo dire? Non è un gioco di parole. Da diverso tempo ci si esercita sulla cosiddetta «post-verità», sulle manipolazioni, le mistificazioni ma anche e soprattutto le costruzioni di una sorta di realtà parallela, costituita non dai fatti – e dai loro puntuali riscontri –, come neanche dal confronti tra opinioni diverse ma da immagini che si traducono in fantasie che, per la ragione stessa di essere raccontate al pubblico, si costituirebbero come una specie di contro-realtà, alla quale credere a prescindere da qualsiasi verifica. Nel fuoco della polemica – infatti – pare esserci, più che la «verità» in quanto tale, semmai un’idea plausibile di realtà da condividere. Se è questa la vera posta in gioco, allora il problema non è solo il continuare a denunciare le pur evidenti alterazioni (fake news, trolls e cos’altro), prodotto della volontà di certuni, rispetto ai dati di fatto; così come rischia di risultare poco o nulla produttivo il denunciare la diffusa epidemia di credulità che accompagna l’età che stiamo vivendo.

Claudio Vercelli
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Levi Papers - Barbarici latrati
Una nuova frase è inserita nel capitolo “Il viaggio”. Segue quel verbo (“Venne”) che risuona come un colpo di gong; precede: “a un tratto lo scioglimento”. L’intera frase suona così: “Venne a un tratto lo scioglimento”; ed è già un verso. Il sostantivo “scioglimento” contiene una sfumatura tra lo psicologico e il teatrale. Sciogliere cosa? Un nodo. Il nodo è quello dell’arrivo. Cosa li attende ad Auschwitz. Ora si sa. “La portiera fu aperta con fragore”: azione concreta. L’attenzione che Levi pone ai rumori (“fragore”), oltre che ai suoni: “il buio echeggiò di ordini stranieri”. Anche quest’ultimo è un verso, segno dell’attitudine che ha la scrittura di Levi di tendere al poetico quando descrive momenti importanti dell’azione: alza il tono del detto. La poesia compendia; è essenziale, secca, elegante. Nel 1958 introduce sulla edizione De Silva del 1947 una frase nuova, che è diventata famosa e perciò spesso citata: “e di quei barbarici latrati dei tedeschi quando comandano, che sembrano dar vento a una rabbia vecchia di secoli”. Si tratta di una delle espressioni in cui Levi manifesta la propria ostilità verso i tedeschi. Non ha scritto: “barbarici latrati delle SS”. Ma: “dei tedeschi”.

Marco Belpoliti, scrittore
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