
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
|
Ci
sono giorni che queste mie poche righe, questi two cents mi costano più
fatica del solito perché chiudono, di fatto, le mie esperienze e le mie
emozioni raccolte durante tutta la settimana. E talvolta le esperienze
di una settimana mi lasciano un po’ sfiduciato, un po’ distante dal
mondo. Un mondo verso il quale sono sempre molto curioso, molto attento
e che, data la modernità, offre a noi tutti immagini e foto di sé, sia
in senso collettivo che come singoli individui.
|
|
Leggi
|
Gadi
Luzzatto
Voghera, direttore
Fondazione CDEC
|
Si
chiama Khâlid-i Baghdâdî ed è un noto pensatore sufista che scrisse e
operò fra la fine del ‘700 e la prima parte dell’800. La tradizione
Sufi nel mondo islamico è per analogia quello che in area occidentale
passa sotto il nome di Misticismo: un approccio ai testi e alle
dinamiche religiose legato più a un senso di interiorizzazione e di
introspezione che non a una applicazione legalistica e in molti casi
politica dei dettami della tradizione.
|
|
Leggi
|
 |
"Londra per la diversità.
I terroristi lo odiano"
|
"Essere
londinesi significa essere cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, indù,
sikh. Ma non è che semplicemente ci tolleriamo gli uni con gli altri.
Noi abbracciamo questa diversità, la celebriamo. Ed è proprio questo
che i terroristi odiano e vogliono distruggere”. Così il sindaco di
Londra Sadiq Khan, primo cittadino musulmano a guidare la City, in
risposta all'attentato terroristico che ha colpito la Capitale
britannica mercoledì scorso: quattro le vittime dell'attacco a
Westmister compiuto a bordo di un auto da Khalid Masood, 52 anni,
insegnante, con precedenti penali, ucciso dopo essere riuscito a ferire
a morte un poliziotto colpendolo con un coltello (Repubblica scrive
oggi un profilo del terrorista). L'attentato è stato rivendicato
dall'Isis. “Dobbiamo essere consapevoli delle persone che vengono
radicalizzate, soprattutto in Rete – ha dichiarato Khan -. Ma il nostro
compito è sviluppare una contro-narrativa, per impedire che riescano a
dividere la nostra comunità”. Khan, riporta il Corriere, si richiama a
questo proposito a quello che definisce “il vero Islam”, che non crede
“che i cristiani ce l'abbiano con noi o che ci sia una cospirazione
degli ebrei ai nostri danni”. Il Parlamento britannico, nei pressi del
quale è stato compiuto l'attacco, intanto ha già ripreso i lavori: “I
nostri valori vinceranno”, il messaggio ai terroristi (Corriere).
Come proteggersi dai nuovi attentatori. Su Repubblica ci si chiede cosa
si possa fare di fronte a un terrorismo che usa qualsiasi strumento
della quotidianità come arma per uccidere: “Muraglie nei centri
cittadini, barriere contro auto o camion assassini: così fermeremo il
prossimo Khalid Masood? Salveremo vite umane, con una nuova escalation
di restrizioni e controlli? - scrive Federico Rampini su Repubblica - È
uno scenario verosimile dopo Londra. Per fermare i terroristi che usano
l'auto come arma di distruzione di massa, avanzano proposte di isolare
ermeticamente i centri cittadini, impedire gli accessi vicino ai luoghi
di potere, più di quanto non lo siano già”. E sul Giornale, Fiamma
Nirenstein, ricorda come il terrorismo palestinese sia stato purtroppo
tra i primi a usare auto e coltelli per colpire civili e soldati
israeliani.
Raggi e l'assenza alla cerimonia per le Fosse Ardeatine. Spazio sui
quotidiani alla polemica scatenata dall'assenza del sindaco di Roma
Virginia Raggi a un momento solenne e importante nelle memoria della
città come la cerimonia in ricordo dell'eccidio nazista delle Fosse
Ardeatine. Raggi è rimasta in vacanza sulle Alpi. “Credo sia la prima
volta nella storia della Repubblica, nata dalla Resistenza, che alla
celebrazione in ricordo delle Fosse Ardeatine il sindaco di Roma sia
assente. Raggi preferisce sciare”, la denuncia del deputato pd Marco
Miccoli (Repubblica Roma). Dopo un lungo silenzio, debole la difesa del
sindaco, affidata ai social network: “Fosse Ardeatine primo luogo
visitato con fascia tricolore. Sciacallaggio contro di me non si ferma
neppure di fronte al valore della memoria”. Alla cerimonia erano invece
presenti le massime cariche dello Stato, guidate dal Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella.
Minacce comunità ebraiche americane, presunto responsabile in
Israele. Al termine di indagini condotte assieme con il Fbi e con
altri servizi di sicurezza stranieri, la polizia israeliana ha
arrestato ad Ashkelon (a sud di Tel Aviv) un diciannovenne israeliano,
sospettato di aver diffuso una serie di falsi allarmi. in diversi
Paesi. Secondo la stampa locale, il giovane è sospettato di aver fatto
ricorso a “tecnologie sofisticate di mascheramento” per diffondere
messaggi allarmanti non solo negli Stati Uniti, ma anche in Australia,
nella Nuova Zelanda e forse anche in Israele. II giovane è stato tratto
in arresto assieme con alcuni familiari. Il movente non è ancora noto.
Fermare Le Pen nel nome dell'Europa. Lunga intervista su Repubblica a
firma del direttore Mario Calabresi e di Anais Ginori a Emmanuel
Macron, candidato indipendente alle prossime elezioni francese nonché
l'uomo su cui gli europeisti contano perché riesca a battere la destra
di Marine Le Pen. “È la prima volta che ci troviamo in un contesto
mondiale nel quale così tanti leader stranieri auspicano
l'indebolimento dell'Europa. - afferma Macron, leader di En Marche! -
Basta ascoltare Trump e Putin per accorgersene. Avrete forse notato che
nella campagna elettorale francese diversi candidati soffrono di una
fascinazione deleteria nei confronti della Russia. Non significa che
non si debba parlare con Mosca ma dobbiamo capire che oggi, ancora più
che in passato, abbiamo bisogno d'Europa”.
| |
Leggi
|
|
|
l'inaugurazione ufficiale
Bologna e il nuovo Tempio
Cresce l’attesa per domenica
Cresce
l’attesa a Bologna, dove nella giornata di domenica si inaugurerà il
nuovo Tempio piccolo della Comunità ebraica. Prova tangibile di un
ebraismo capace di rinnovarsi, ma anche occasione preziosa per aprire
un confronto sull’importanza di lasciare un segno nella contemporaneità.
La giornata si aprirà alle 11, con la presentazione del nuovo Tempio da
parte del Presidente della Comunità ebraica bolognese Daniele De Paz,
della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di
Segni, del Presidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia
Dario Disegni e dei rabbini Adolfo Locci.
(Padova), Giuseppe Momigliano (Genova) e Alberto Sermoneta (Bologna).

Dopo
la pausa pranzo, la giornata riprenderà con un limud, un tavolo di
studio e attività per i giovani. Coordinati dal direttore della
redazione giornalistica UCEI Guido Vitale, interverranno il rav Alberto
Somekh, l’architetto Andrea Morpurgo, il docente universitario Rony
Hamaui e il professor Giuseppe Costantini.
(Immagini di Michele Levis) Leggi
|
#roma60
Trattati di Roma, l’appello
“Europa rifiuti l'indifferenza”
In
occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, la
Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni
ha fatto pervenire al sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi
un appello che sarà consegnato ai capi di Stato protagonisti di queste
intense giornate. Il testo è frutto del lavoro congiunto dei
qualificati relatori che hanno preso parte nel gennaio scorso al
convegno “Legge e legalità – Le armi della democrazia” organizzato
nella sede dell’Enciclopedia Treccani.
Appello ai Capi di Stato
Nell’anno del sessantesimo anniversario dalla firma dei Trattati di Roma, istitutivi delle Comunità Europee
nell’anno del decimo anniversario dalla firma del Trattato di Lisbona
nel giorno della devastazione generata dalla seconda guerra mondiale
nel ricordo indelebile dell’aberrazione delle leggi razziste,
dell’abuso più assoluto del principio della legalità e violazione di
ogni etica dell’ordinamento giuridico, del sacro principio della vita
nella consapevolezza che l’indifferenza è stata generatrice di violenze perpetrate nel più assoluto silenzio
nel ricordo dei milioni che hanno subito le più disumane torture, dei
milioni che hanno trovato la loro morte nei ghetti e nei campi di
sterminio, nelle loro dimore e nei loro paesi per mano di regimi
totalitari, per mano di chi scriveva le leggi, di chi le applicava, di
chi le forzava
nella consapevolezza che i processi di immigrazione, accoglienza e
integrazione dei molti che cercano nei nostri Paesi rifugio, asilo e un
abbraccio fraterno, devono essere condivisi e responsabilmente assunti
e gestiti da tutti i paesi europei
nella consapevolezza che l’Europa oggi è minacciata da gravi fenomeni
di razzismo, terrorismo e antisemitismo, che si nutrono di ignoranza e
prepotenza, da parte di persone singole o organizzazioni ben armate,
ben finanziate, residenti in Europa, o provenienti da vicini paesi, che
con determinazione ricercano la distruzione fisica e culturale e del
pluralismo religioso
nella consapevolezza che l’Europa unita è attraversata oggi da forti spinte populiste, disconoscimento e disintegrazione
nel riaffermare la necessaria difesa dell’ordinamento europeo da ogni forma di abuso
nella consapevolezza che ogni sistema di legge e ordinamento trova il
suo primo baluardo nella condivisone dei valori fondanti, nella
condivisione culturale, nell’educazione
a voi è rivolto l’appello
ad una profonda considerazione di quella che è l’identità europea da difendere e maturare
per proseguire nel processo di integrazione dell’Unione Europea
per proseguire la costruzione di una Unione con e per i giovani cittadini
per un impegno che veda tutti i popoli d’Europa adoperarsi con
determinazione per l’applicazione dei presupposti sanciti oggi nel
preambolo del Trattato e nella carta dei diritti fondamentali
dell’Unione Europea:
– per il riconoscimento delle eredità culturali, religiose e
umanistiche dell’Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali
dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà,
della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto,
– per il riconoscimento dell’importanza storica della fine della
divisione del continente europeo e la necessità di creare solide basi
per l’edificazione dell’Europa futura nella consapevolezza del suo
patrimonio spirituale e morale
– per la considerazione prima e anzitutto della persona, posta al
centro della sua azione, istituendo la cittadinanza dell’Unione e
creando un reale spazio di libertà, sicurezza e giustizia
– per l’attaccamento ai principi della libertà, della democrazia e del
rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e il
divieto di qualsiasi forma di discriminazione
– per la solidarietà tra i loro popoli rispettandone la storia, la cultura e le tradizioni,
– per il rispetto della diversità culturale, religiosa e linguistica
– per il rispetto della libertà delle arti e della ricerca scientifica ed accademica
– per il rispetto dello Stato di diritto
per la definizione di un quadro stabile, irrinunciabile, inviolabile,
immodificabile unilateralmente dei fondamentali diritti dell’uomo
per una revisione di termini che non possono più fare parte di un dizionario comunitario, quali il termine “razza”
per una profonda riflessione sui sistemi di approvazione e decisione che portino all’evoluzione del quadro comunitario
per un forte impegno ad estendere e condividere i nostri fondamentali
valori – primo tra tutti la vita – alle nazioni vicine che ad oggi non
hanno ratificato, non hanno conosciuto, non hanno inteso aderire a
questi fondamentali principi
per un impegno a formare le coscienze di ogni individuo, a partire dall’educazione prescolastica
per affermare il principio di laicità e pluralismo delle religioni
quali sistemi educativi, genitrici e portatrici di valori postivi
per un forte e determinato rispetto del monito di contrastare ogni primaria espressione e forma di razzismo e antisemitismo
a voi l’appello
affinché l’imperativo etico e civile di ricordare ed onorare la memoria
dei milioni di vittime innocenti causati dall’odio e dalla indifferenza
criminale, sia testimoniato con fatti che attestino la nostra
irriducibile alterità rispetto a quell’odio ed a quella indifferenza. Leggi
|
uk - il messaggio della leadership ebraica
"Insieme ai musulmani moderati
nella guerra contro gli islamisti"
“In
questo momento, sappiamo che molti dei nostri vicini e amici musulmani,
che detestano l'ideologia islamista, stanno provando una sensazione di
ansia. Il nostro messaggio è chiaro: la nostra società deve rimanere
unita; non dobbiamo permettere che gli estremisti di qualsiasi forma,
che sperano di dividerci, riescano a metterci l'uno contro l'altro. Non
può esserci nessuna scusa all'odio. Noi stiamo fermamente con la grande
maggioranza de musulmani che respingono i jihadisti”. Un messaggio
rivolto al mondo islamico e all'intera società quello del presidente
del direttivo della Comunità ebraica britannica Jonathan Arkush
(nell'immagine con il sindaco di Londra Sadiq Kahn) all'indomani
dell'attentato terroristico islamista che ha colpito Londra mercoledì
scorso. Un attacco, rivendicato dall'Isis, che Arkush ha definito
abominevole: un tentativo di minare i valori condivisi della società
d'Oltremanica. “Insieme, possiamo e dobbiamo costruire una coalizione
vincente per combattere e sconfiggere l'estremismo, per lottare in nome
della nostra società liberale, democratica e inclusiva”, ha esortato il
rappresentante della realtà ebraica. “Noi raddoppieremo i nostri sforzi
verso questo obiettivo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Continuerò a visitare le comunità islamiche di tutto il paese per
costruire ponti e promuovere i nostri valori condivisi”. Leggi
|
l'approvazione della nomina fatta da trump
Il Congresso conferma Friedman sarà ambasciatore Usa in Israele
“Un
amico di lunga data e un fidato consigliere. Le sue forti relazioni in
Israele costituiranno le fondamenta della sua missione diplomatica e
saranno uno straordinario punto di riferimento per il nostro Paese”.
Così Donald Trump aveva definito David Friedman, avvocato esperto in
cause finanziarie, 57 anni, al momento della designazione come nuovo
ambasciatore degli Stati Uniti in Israele. Designazione per cui è
arrivata ora la conferma: il Senato Usa ha approvato infatti nella
serata di ieri con 52 voti a favore e 46 contrari la nomina di Friedman
come nuovo ambasciatore. Il nuovo ambasciatore statunitense in Israele
sarà cordialmente accolto in qualità di rappresentante del presidente
Donald Trump e di amico vicino a Israele, le parole del Primo ministro
Benjamin Netanyahu. Friedman, ebreo ortodosso con alle spalle un
lungo impegno nelle istituzioni comunitarie, ha promesso dal canto suo
di lavorare “senza tregua” per rafforzare i legami tra i due paesi e
promuovere la pace nella regione mediorientale.
Il neo ambasciatore, al momento della nomina, aveva inoltre affermato
di non veder l’ora di lavorare “nell’ambasciata americana nella
capitale eterna di Israele, Gerusalemme”. Una chiara conferma quindi
rispetto a quanto aveva annunciato in campagna elettorale da Trump,
ovvero l’intenzione di spostare la propria rappresentanza diplomatica
da Tel Aviv a Gerusalemme.
|
Spotlight - qui roma
Le radici del Male
Oltre
un migliaio di studenti delle scuole del Lazio hanno assistito al
Teatro Brancaccio alla proiezione di “Alla ricerca delle radici del
Male”, il nuovo documentario sulla Shoah di Cesare Israel Moscati. Al
centro dell’opera, prodotta da Clipper Media con Rai Cinema e con regia
di Piero D’Onofrio, il tema della Memoria sviluppato attraverso le
generazioni dirette discendenti sia delle vittime che dei carnefici.
Uno sguardo originale su quei drammatici fatti, realizzato al termine
di un viaggio in alcuni luoghi chiave della Memoria del Novecento. Tra
gli altri, in Polonia, il lager di Auschwitz Birkenau, il campo di
concentramento di Plazow, il bosco di Niepolomice. Ma al centro della
trama sviluppata da Moscati c’è anche l’Italia, con le Fosse Ardeatine
a Roma e Binario 21 a Milano. Non è quindi un caso che il docufilm sia
stato presentato proprio oggi, in occasione del 73esimo anniversario
dell’eccidio ordito da Priebke. Leggi
|
Verificare |
Viviamo
in un mondo in cui verificare le informazioni in tempo reale è
facilissimo: si parla del tale poeta o pittore e non ci si ricorda
quando è vissuto? Ci si domanda quanti abitanti abbia una città o a
quale altitudine si trovi? Si vuole sapere quali cariche ha ricoperto
fino ad oggi il tale politico? Basta uno smartphone per avere tutte le
informazioni che servono anche mentre si scia o si cammina in aperta
campagna. Certo, come è stato più volte ripetuto anche su queste
colonne, bisogna fare attenzione alle bufale; ma in linea di massima
internet si rivela un ottimo supporto alla nostra labile memoria.
Eppure, curiosamente, la gente tende a non verificare. Basterebbe
un’occhiata a Google Maps, per esempio, per appurare che il parlamento
israeliano si trova a Gerusalemme e non a Tel Aviv. Ma quanti si
degnano di dare quell’occhiata?
Anna Segre, insegnante
Leggi
|
Eccomi |
In
questi giorni sto leggendo Eccomi di Jonathan Safran Foer, e in
anteprima ad una riflessione vera e propria sul libro, devo confessare
la mia sorpresa nel constatare quanto poco sia stata discussa
concretamente questa opera sui quotidiani e sul web, rispetto a come
era stata annunciata e poi introdotta.
Uno dei suoi temi principali è il rapporto tra la Diaspora – nel particolare quella statunitense – e Israele.
A proposito di questo legame, rileggendo il commento di Sergio della
Pergola sul numero di Febbraio di Pagine Ebraiche, mi sembra di
osservare che nel mondo ebraico si siano delineate due tendenze in
parte contrapposte: da un lato v’è una forte preoccupazione per il
decremento demografico della popolazione ebraica europea – dovuto sia
all’aumento dell’antisemitismo/antisionismo che alle crisi economica –
dall’altra v’è un evidente invito, specie da parte di alcuni politici
al governo in Israele, a fare l’Aliyah e a dire definitivamente addio
al vecchio continente.
Francesco Moises Bassano
Leggi
|
Diario del soldato – Eroi |
Per un istante, chiudete gli occhi e pensate al vostro eroe. Chi è e quali sono le qualità che lo rendono tale?”
Comincia così la storia a lieto fine di David Astioker, uno studente
che frequenta il primo anno di liceo della scuola specializzata in
nuove tecnologie dell’Aeronautica Israeliana, situata a Beer Sheva.
La domanda posta non è altro che la traccia di un antipatico compito a
sorpresa, assegnato con poco preavviso e con poche aspettative
dall’insegnante della classe.
Le risposte in effetti si rivelano essere abbastanza omogenee e
scontate; solamente quella di David riesce a stupire il professore.
David Zebuloni
Leggi
|
Moked |
"Moked" significa “fuoco” come il fuoco attorno a cui ci raccogliamo o come il focus su cui focalizziamo l’attenzione.
Moked è il nome del grande evento nazionale che raduna ogni anno
durante il ponte del 1 maggio gli ebrei italiani di comunità,
formazione e interessi più diversi attorno a tematiche di carattere
ebraico sotto varie forme: dibattiti, conferenze, gruppi di studio e
workshop creativi e di intrattenimento.
Ilana Bahbout
Leggi
|
|
|