Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

25 maggio 2017 - 29 Iyar 5777
header

verso shavuot  

Le responsabilità che mischiano luce e dolore

img header

Un midrash narra la storia di un uomo da molto tempo chiuso in una prigione, che un giorno ascolta una profezia sulla sua sorte. Gli viene detto che dopo poco tempo, il re lo libererà e trascorsi 49 giorni da quel momento gli darà in sposa sua figlia. Il prigioniero inizialmente non ci crede. Dopo la liberazione tuttavia, comincia a prestare fede anche alla seconda parte della profezia. Che puntualmente si realizza. La festa di Shavuot, letteralmente “settimane”, cade al termine del periodo della Sefirat haOmer. Per sette settimane a partire dal secondo giorno di Pesach, quando veniva portata al Tempio di Gerusalemme l’offerta di un omer, cioè una misura, di orzo, ci prepariamo al momento in cui abbiamo ricevuto da D-o il grande dono della Torah. Proprio come racconta il midrash, dove il prigioniero rappresenta il popolo ebraico, il re simboleggia il Signore e la sposa è la Torah. Queste sette settimane dovrebbero quindi segnare una fase particolarmente lieta. La Sefirat haOmer designa invece per gli ebrei un periodo di lutto. Come si conciliano le due cose?

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano

Leggi tutto

 

Società

Appartenenze e identità complesse

img headerMia nonna Flora mi ha spesso raccontato di uno scambio di battute intercorso tra sua madre Ida, z’l, e un suo amico. “La mamma diceva: - Io sono italiana-ebrea; Raul invece: - Io sono ebreo-italiano”. Così, in una semplice conversazione, si annidano i differenti modi di intendere l’identità ebraica in rapporto a quella nazionale. Come noto nel Talmud Bavli appare il principio Dina de-malkuta dina (La legge del paese è legge). Se le declinazioni halakiche di questo principio sono materia rabbinica è tuttavia possibile riconoscervi la capacità da parte del diritto ebraico di articolare la propria identità di comunità minoritaria in accordo con il profilo della maggioranza ospitante. In tal senso questo principio è stato letto alla luce di Geremia (29, 7) “ricercate la pace della città dove vi ho esiliato (…)” – da cui l’uso, interrotto in Italia a seguito delle Leggi Razziali, di inserire nelle tefillot la preghiera per lo Stato di cui si è cittadini. Forse anche tali presupposti, in rapporto (non sempre pacifico) con i processi di emancipazione, hanno fatto si che le minoranze ebraiche dell’Europa occidentale partecipassero a pieno titolo a plasmare le rispettive identità nazionali, sia sotto il profilo culturale che politico. Mi pare che tanto nelle parole di Ida quanto in quelle di Raul sia riscontrabile questo non univoco lascito dell’incontro tra principi della tradizione e le istanze dell’emancipazione. Un lascito che continuava a plasmare la percezione di sé da parte ebraica, anche quando questa si era vista tradita dal proprio paese, come era il caso dei protagonisti del dialogo, avvenuto nella Milano dell’immediato dopoguerra.

Cosimo Nicolini Coen

Leggi tutto

 

Società

Medicina, psiche e spiritualità
L'insegnamento di Maimonide

img header“Il medico cura, non solo facendo riferimento alla medicina ma, ulteriormente, comprendendo l’importanza di liberare il paziente dalle forze spirituali e psicologiche che causano la malattia” (Maimonide).

Ho ritrovato, con sorpresa, queste parole del Maimonide in un testo dal titolo accattivante, pubblicato dal Centro di Prevenzione dei Tumori di Milano: “Prevenire i Tumori Mangiando con Gusto”. Questo e altri insegnamenti, tratti dal mio libro Guarire per Curarsi, e in genere dalla tradizione biblica, sono apparsi in uno dei più noti testi “scientifici” riguardanti la salute e la prevenzione. Il professor Franco Berlino direttore del Centro di Prevenzione, afferma con parole semplici che “esiste una sola malattia da cui non si può guarire: l’arroganza di non voler riconoscere che ci siamo ammalati perché con il nostro stile di vita non abbiamo saputo scegliere la strada della salute”. Continua poi facendo riferimento al noto verso della Bibbia: “ho messo di fronte a voi la vita e la morte, scegliete la vita!”
Consapevole della rilevanza degli insegnamenti della tradizione ebraica che collegano la guarigione al coinvolgimento psicologico, etico, spirituale, ho ricercato a lungo, e scritto nei miei vari libri, sul tema della guarigione come un processo di ’riparazione’ (tikun) delle tendenze e programmazioni psicologiche che sono spesso la causa della malattia.

Daniela Abravanel 

Leggi tutto

 

Società  

Da Charlie a Londra
Questa è una guerra

Un bollettino di guerra dal gennaio del 2015, con l'assalto a Parigi alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato ebraico. Di una guerra che per paura e cecità non vogliamo chiamare guerra, ma che ha mietuto infinite vittime di guerra. Episodi clamorosi ed episodi dimenticati, senza un criterio cronologico preciso. Ma che non dovrebbero essere mai dimenticati. Nel dicembre del 2016 un Tir rubato con targa polacca viene scaraventato nel cuore di Berlino sulla folla che si accalca nel mercatino di Natale, provocando 12 morti. A luglio del 2016, in un centro commerciale di Monaco di Baviera vengono mitragliate a morte 9 persone (l'attentatore si suicida dopo la strage). A Wurzburg, sempre a luglio, un ragazzo armato di ascia si scaglia contro i passeggeri di un treno regionale prima di essere ucciso dalla polizia. Sul treno Thalys diretto a Parigi, nell'agosto del 2015, un terrorista con un fucile sta per uccidere un gruppo di passeggeri ma viene bloccato all'ultimo momento da due soldati americani in licenza in Europa.

Pierluigi Battista, Corriere della Sera
25 maggio 2017


Leggi tutto

Società 

Così Facebook decide
cosa cancellare 

C’è un mondo che non vediamo quando investiamo i minuti e le ore della nostra giornata guardando scorrere le vite degli amici su Facebook. Non lo vediamo perché non c'è, non per la nostra soglia d'attenzione che si restringe, non per i frammenti di informazione che ci confondono, non per i video scintillanti che ci attraggono. Non c'è perché Facebook ha deciso che quel post, quella foto o quel video non deve esserci: non rispetta gli standard della comunità. Fino a poco fa non conoscevamo davvero le regole del gioco. Ora una rivelazione del «Guardian» ha aperto uno squarcio sul metodo e le pratiche con cui il social media decide quando un contenuto deve essere rimosso. I «Facebook Files» sono una grande fuga di notizie, i documenti interni che spiegano ai controllori umani di Facebook come comportarsi di fronte a un insulto, un video di propaganda terroristica, un'immagine pornografica o razzista, e ancora davanti a tentativi di suicidio.


Beniamino Pagliaro, La Stampa
23 maggio 2017


Leggi tutto



Shir shishi - una poesia per erev shabbat

Gattilene: il ricordo di un Maestro

img headerTutti abbiamo amato e stimato il maestro Paolo De Benedetti (1927 - 2016), direttore editoriale, biblista, saggista, protagonista del dialogo ebraico cristiano e grande maestro per molti allievi in diversi atenei e centri di studio e di altrettanto numerosi illustri colleghi. Paolo ha dedicato agli animali saggi pieni di colore e di umorismo di chi sa, che non c'è una vita migliore di quella dell'amato gatto che ti si struscia contro, miagola con pigrizia e poi si allontana maestoso per continuare gli affari suoi e sicuramente non tuoi!


Il gatto verde
la pazienza perde
e i bambini punge
con sedici unghie.

Il gatto rosa
dorme senza posa
e si riposa
così quando è sveglio
sta molto meglio.

Il gatto nero
 è ridotto a zero.

Il gatto amaranto
Si è sciolto in pianto
E di lui resta
Solo la testa.

Il gatto invisibile
è indescrivibile.

Il gatto pallido è molto squallido
Coi ragnateli
In mezzo ai pelli
Miagola poco
Con tono roco
Ha i baffi rotti
Per i singhiozzi.
[…]

Fino al gatto numero 51!!!

(Paolo De Benedetti, Nonsense e altro, Libri Scheiwiller, 1970, p.61)

Sarah Kaminski, Università di Torino

Leggi tutto

 
moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici suFACEBOOK  TWITTER

Pagine Ebraiche 24, l’Unione Informa e Bokertov e Sheva sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it
Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa, notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009. Pagine Ebraiche Reg. Tribunale di Roma – numero 218/2009. Moked, il portale dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 196/2009. Direttore responsabile: Guido Vitale.