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15 Giugno 2017 - 21 Sivan 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Riferendo il loro incontro con i giganti, gli esploratori dicono di essersi sentiti come cavallette in loro presenza, “e così eravamo ai loro occhi”. I Maestri si domandano come facessero gli esploratori a sapere come fossero considerati dai giganti. Rashì riporta una spiegazione midrashica, secondo la quale essi avevano sentito i giganti dirsi l’un l’altro: “Nelle vigne ci sono delle formiche in forma umana”.
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
di Gerusalemme
Mentre in Israele si celebrano in vari modi i cinquant'anni dalla Guerra dei Sei Giorni, a Boston al Congresso Internazionale di Studi Israeliani se ne parla da una quantità di prospettive disciplinari diverse e a volte contrastanti. Per alcune persone la mancanza di consenso è una prova di debolezza o al limite di tradimento. Per altre persone invece il libero dibattito e la critica sono la vera forza che consente di andare avanti, migliorare, e rafforzarsi. Ma l'aspetto più interessante nel campo degli studi su Israele è l'internazionalizzazione. Incontriamo un'esperta cinese che parla fluentemente l'ebraico e l'yiddish (oltre all'inglese, il tedesco e probabilmente il cinese) e insegna Israele all'Università di Pechino. Da questo piccolo esempio possiamo capire come Israele sia oggi un fenomeno di interesse universale, solido e attraente, e non più una realtà piccola, assediata e precaria come spesso viene rappresentata con un certo compiacimento.
 
Trump sotto indagine
Il procuratore speciale Robert Mueller, che guida l’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, starebbe indagando sul presidente Usa Donald Trump per “ostruzione alla giustizia”. L’indiscrezione pubblicata dal Washington Post, che cita “fonti anonime”, aprirebbe una prospettiva molto pericolosa per Trump. Se Mueller, spiega Repubblica, dovesse appurare che il presidente Usa ha fatto pressioni su Comey (l’ex direttore del Fbi licenziato da Trump) per insabbiare le indagini sul generale Flynn in merito al Russiagate o che il presidente ha mentito, potrebbe decidere di incriminare Trump. La situazione politica americana si è inoltre complicata dopo l’attentato compiuto da un estremista anti-Trump che ieri ha sparato contro Steve Scalise, capogruppo dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti. Scalise è stato ferito dall’attentatore (è stato operato all’anca e la situazione rimane seria) così come altre quattro persone, tra cui due uomini della scorta del politico repubblicano, che sono ricoverati in gravi condizioni. L’aggressore era un sostenitore del democratico Bernie Sanders che ha subito condannato l’atto: “Il vero cambiamento – le parole di Sanders riportate da Repubblica – può accadere solo attraverso l’azione non violenta”.
 
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  davar
il messaggio inviato alla boldrini  
Lista neofascista nel Mantovano

'Difendiamo i valori in pericolo'
La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato il seguente messaggio alla Presidente della Camera Laura Boldrini.

Carissima Presidente Boldrini,
desidero esprimerTi tutto il nostro più forte apprezzamento per la posizione risoluta e forte che hai tenuto ed espresso riguardo a quanto avvenuto nel Comune di Sermide e Felonica con riferimento alle procedure a all’esito dell’ultima tornata elettorale.
Le Istituzioni e le persone che le guidano non sono tutte uguali e si distinguono proprio in queste circostanze, sempre più frequenti, in cui si è chiamati a riaffermare ad alta voce valori sempre più affievoliti nelle menti e nei cuori. Valori senza i quali non potremmo essere più cittadini liberi e consapevoli.
Anche l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si è attivata con apposita richiesta di intervento rivolta al Ministro Minniti per porre ogni utile rimedio a quanto visto e a quanto rischiamo di poter vedere qualora la vicenda proseguirà nel suo assetto attuale.
Ti ringrazio e nella condivisa speranza di un concreto agire invio il più cordiale shalom.

Noemi Di Segni,

Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO - L'INIZIATIVA
Museo, laboratoro del presente

Sette tappe per la Memoria
Sette tappe in diversi luoghi di Milano per raccontare altrettante tematiche che fanno parte delle esperienze dolorose della storia degli esseri umani. È il complesso progetto intitolato “C’era ancora una volta… attraverso una fiaba, il Museo come Laboratorio del Presente”, che coinvolge diverse istituzioni milanesi e che vede come capofila il Memoriale della Shoah. Proprio nel luogo simbolo della Memoria milanese – e non solo – prenderà il via oggi il ciclo di incontri ideato da Annalisa de Curtis, che assieme a Guido Morpurgo è co-progettista del Memoriale, Marco Biraghi, vicepreside Scuola AUIC Politecnico di Milano, e Andrea Vercellotti del Politecnico di Milano. “Un giovedì al mese indagheremo sette temi differenti, coinvolgendo esperti di discipline diverse: parleremo di abbandono, deportazione, inganno, smarrimento, segregazione, violenza”, racconta Anna Lisa de Curtis, spiegando che l’idea dell’iniziativa è nata a partire dal tema proposto in occasione della Giornata Internazionale dei Musei 2017.
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l'evento al pitigliani 
Roma, una serata per i Testimoni
Una serata intensa, per raccontare i tanti anni di impegno della Regione Lazio per la Memoria, e per ringraziare i Testimoni e tutti coloro che hanno contribuito a un percorso necessario e importante.
Un folto pubblico è accorso al Centro Ebraico Il Pitigliani per l’iniziativa “Testimoni della Memoria”, fortemente voluta dal presidente Nicola Zingaretti per condividere con la Comunità le esperienze dei viaggi della Memoria organizzati dalla Regione, che in questi anni hanno visto partecipare migliaia di ragazzi provenienti da centinaia di scuole. Esperienze illustrate da due brevi documentari, proiettati nel corso della serata: “16 ottobre 1943 – I Testimoni”, in cui a parlare sono persone che assistettero al rastrellamento e che fortuitamente scamparono, e “Testimoni di Auschwitz”, partecipato racconto di alcuni dei viaggi a Cracovia e Auschwitz-Birkenau.


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Qui roma - il concorso
Stampa Estera, il Globo d'Oro

premia lo psicanalista Venezia
“Per la riuscita interpretazione della classica coppia sconclusionata nella quale entrambi i personaggi interpretano, in fondo, la parte di un Pigmalione intento a sopperire alle mancanze dell’altro. Per il tocco da maestro nell’aver saputo trasformare, con ironia e leggerezza, peccati come avarizia, incostanza e bizzarria in piccole, eterne, debolezze umane”.
Questa la motivazione con cui l’Associazione della Stampa Estera in Italia ha assegnato ieri il Globo d’Oro per la miglior commedia a “Lasciati andare” di Francesco Amato. Principale protagonista della pellicola l’attore Toni Servillo (nell’immagine), che interpreta uno psicanalista ebreo romano che vive al Portico d’Ottavia (il dottor Venezia) e ha un rapporto non semplice con la propria identità (anche se canta Lekhad Dodì in sinagoga, con il coro del Tempio maggiore).


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qui ferrara - l'incontro
Israele ed ecologia al Meis
Questa sera alle 18 il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ospita l’organizzazione ambientalista israeliana Keren Kayemeth LeIsrael, che da oltre cento anni si dedica a rendere verde la Terra d’Israele.
Nell’ambito del ciclo di appuntamenti del MEIS “Gallery Talks/Garden Talks”, i rappresentanti di KKL Italia onlus raccontano le sfide vinte e quelle ancora da affrontare, tra stralci di diario di un viaggio appena intrapreso, ricordi di incontri in Italia e in Israele, e approfondimenti sui rapporti che legano l’ebraismo all’ecologia.


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jciak
Un appuntamento per la sposa
Cosa fai se lui ti lascia mentre assaggiate il menù delle nozze? Michal, 32 anni, ultraortodossa da quando ne ha venti, evita le trappole alla Bridget Jones (troppi aperitivi, appuntamenti di consolazione e chili di gelato). Certa di incontrare la sua anima gemella prima del fatidico giorno, mette sottosopra l’intera comunita haredi, da Gerusalemme a New York. In fondo Michal ha tutto quel che serve: la sala, l’abito e 200 invitati. Le manca solo un marito.
Un appuntamento per la sposa – Laavor Et Hakir di Rama Burshtein, in questi giorni in sala, torna sul tema del matrimonio che la regista ultraortodossa aveva già esplorato nel bellissimo La sposa promessa (2013), storia dolce amara di un matrimonio combinato. Questa volta però il tono si sposta sulla commedia, colmando così un vuoto nella filmografia sull’universo haredi di solito incline a indulgere sul dramma.


Daniela Gross
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  pilpul
Setirot - Il senso della Storia
Se non avesse un che di cupamente oscuro, troverei ridicolo l’uso “politico” – conscio o inconscio poco importa – che molti fanno della storia e delle sue vicende. Prendiamo il fondo che Ernesto Galli della Loggia ha scritto giorni fa sul Corriere della Sera. Recensendo due libri di grande spessore (Le juifs du monde arabe di Georges Bensoussan e Le negrièrs en terre d’islam di Jaques Heers) Galli della Loggia ci mette giustamente in guardia dalla mitizzazione della felice convivenza degli ebrei in terra islamica e ricorda a chi non lo sapesse che la vita del dhimmi, con i lati positivi e quelli negativi era piuttosto miserevole, in stato di inferiorità, di forzata ignoranza, in un diffuso clima di pregiudizio anti giudaico. Più che corretto, quindi, non tabuizzare la supposta “età dell’oro”, continuare a studiare, trovare nuovi strumenti che aiutino a interpretare in parte anche il presente.
Ed ecco che la compagnia di giro, e di tastiera, dei non-storici, più o meno urlatori, amanti delle certezze e verità assolute che portano all’obnubilamento (oggi più che mai anti islamico) si lanciano in analisi del tutto peregrine. Ma, ciò che è peggio, dimostrano quanto l’astio e l’odio cancellino ogni memoria. E così le persecuzioni anti giudaiche cristiane, l’Inquisizione, le cacciate, i ghetti non si ricordano più, cala l’oblio, sembrano di fatto non essere esistite.
Non è a ciò che serve la storia, di questo (pur non essendo uno storico) sono certo.


Stefano Jesurum, giornalista

In ascolto - Sottofondo / 2
C’era un tempo in cui la radio trasmetteva solo poche ore al giorno mentre oggi la radio tiene compagnia anche a chi viaggia o lavora di notte e nessuna emittente annuncia più la “fine delle trasmissioni”. Certo però nella fascia oraria notturna i conduttori riposano tranquilli e la musica scorre senza commenti di sorta ed è quel che farò in queste due settimane, in cui sarò fuori casa.
Metto in pausa i commenti e vi lascio in compagnia della musica che ho scelto per voi seguendo legami e suggestioni che uniscono i brani.
Buon ascolto!


Maria Teresa Milano
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Musica e identità in cammino
Se è vero in generale che l’identità scaturisce dal confronto tra le idee e la complessità variopinta del mondo, lo è in particolare per quanto riguarda l’identità ebraica. Per la quale il confronto è quasi sempre scontro, cozzare in battaglia, e l’identità scintilla preziosa e transeunte. Alla ricerca di difficili identità è dedicato il recente libro di Enrico Fubini Musicisti ebrei nel mondo cristiano, pubblicato da Giuntina.

Giorgio Berruto, HaTikwà/Ugei
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Conoscere il nemico
C’era una volta una famiglia, una famiglia diversa dalle altre, fatta da tanti bambini di un intero quartiere, dove “abitava l’élite di tutti i campi di sterminio” (Salta, corri, canta!, Giuntina 2012, p. 92), e tutti sono in un nuovo paese, Israele, il “paese di qua. In questo paese vive un popolo estraneo che viene dalla terra di là. I suoi abitanti sono giunti qua contro la loro volontà; uniche loro proprietà: una lingua straniera, strane usanze, ricordi e incubi” (C’era una volta una famiglia, Giuntina 2009, p. 7).

Sara Valentina Di Palma
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