
Elia Richetti,
rabbino
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Riferendo
il loro incontro con i giganti, gli esploratori dicono di essersi
sentiti come cavallette in loro presenza, “e così eravamo ai loro
occhi”. I Maestri si domandano come facessero gli esploratori a sapere
come fossero considerati dai giganti. Rashì riporta una spiegazione
midrashica, secondo la quale essi avevano sentito i giganti dirsi l’un
l’altro: “Nelle vigne ci sono delle formiche in forma umana”.
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
di Gerusalemme
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Mentre
in Israele si celebrano in vari modi i cinquant'anni dalla Guerra dei
Sei Giorni, a Boston al Congresso Internazionale di Studi Israeliani se
ne parla da una quantità di prospettive disciplinari diverse e a volte
contrastanti. Per alcune persone la mancanza di consenso è una prova di
debolezza o al limite di tradimento. Per altre persone invece il libero
dibattito e la critica sono la vera forza che consente di andare
avanti, migliorare, e rafforzarsi. Ma l'aspetto più interessante nel
campo degli studi su Israele è l'internazionalizzazione. Incontriamo
un'esperta cinese che parla fluentemente l'ebraico e l'yiddish (oltre
all'inglese, il tedesco e probabilmente il cinese) e insegna Israele
all'Università di Pechino. Da questo piccolo esempio possiamo capire
come Israele sia oggi un fenomeno di interesse universale, solido e
attraente, e non più una realtà piccola, assediata e precaria come
spesso viene rappresentata con un certo compiacimento.
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Trump sotto indagine
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Il
procuratore speciale Robert Mueller, che guida l’inchiesta sul ruolo
della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016,
starebbe indagando sul presidente Usa Donald Trump per “ostruzione alla
giustizia”. L’indiscrezione pubblicata dal Washington Post, che cita
“fonti anonime”, aprirebbe una prospettiva molto pericolosa per Trump.
Se Mueller, spiega Repubblica, dovesse appurare che il presidente Usa
ha fatto pressioni su Comey (l’ex direttore del Fbi licenziato da
Trump) per insabbiare le indagini sul generale Flynn in merito al
Russiagate o che il presidente ha mentito, potrebbe decidere di
incriminare Trump. La situazione politica americana si è inoltre
complicata dopo l’attentato compiuto da un estremista anti-Trump che
ieri ha sparato contro Steve Scalise, capogruppo dei Repubblicani alla
Camera dei Rappresentanti. Scalise è stato ferito dall’attentatore (è
stato operato all’anca e la situazione rimane seria) così come altre
quattro persone, tra cui due uomini della scorta del politico
repubblicano, che sono ricoverati in gravi condizioni. L’aggressore era
un sostenitore del democratico Bernie Sanders che ha subito condannato
l’atto: “Il vero cambiamento – le parole di Sanders riportate da
Repubblica – può accadere solo attraverso l’azione non violenta”.
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MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO - L'INIZIATIVA Museo, laboratoro del presente
Sette tappe per la Memoria
Sette
tappe in diversi luoghi di Milano per raccontare altrettante tematiche
che fanno parte delle esperienze dolorose della storia degli esseri
umani. È il complesso progetto intitolato “C’era ancora una volta…
attraverso una fiaba, il Museo come Laboratorio del Presente”, che
coinvolge diverse istituzioni milanesi e che vede come capofila il
Memoriale della Shoah. Proprio nel luogo simbolo della Memoria milanese
– e non solo – prenderà il via oggi il ciclo di incontri ideato da
Annalisa de Curtis, che assieme a Guido Morpurgo è co-progettista del
Memoriale, Marco Biraghi, vicepreside Scuola AUIC Politecnico di
Milano, e Andrea Vercellotti del Politecnico di Milano. “Un giovedì al
mese indagheremo sette temi differenti, coinvolgendo esperti di
discipline diverse: parleremo di abbandono, deportazione, inganno,
smarrimento, segregazione, violenza”, racconta Anna Lisa de Curtis,
spiegando che l’idea dell’iniziativa è nata a partire dal tema proposto
in occasione della Giornata Internazionale dei Musei 2017. Leggi
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Qui roma - il concorso Stampa Estera, il Globo d'Oro
premia lo psicanalista Venezia
“Per
la riuscita interpretazione della classica coppia sconclusionata nella
quale entrambi i personaggi interpretano, in fondo, la parte di un
Pigmalione intento a sopperire alle mancanze dell’altro. Per il tocco
da maestro nell’aver saputo trasformare, con ironia e leggerezza,
peccati come avarizia, incostanza e bizzarria in piccole, eterne,
debolezze umane”.
Questa la motivazione con cui l’Associazione della Stampa Estera in
Italia ha assegnato ieri il Globo d’Oro per la miglior commedia a
“Lasciati andare” di Francesco Amato. Principale protagonista della
pellicola l’attore Toni Servillo (nell’immagine), che interpreta uno
psicanalista ebreo romano che vive al Portico d’Ottavia (il dottor
Venezia) e ha un rapporto non semplice con la propria identità (anche
se canta Lekhad Dodì in sinagoga, con il coro del Tempio maggiore).
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jciak Un appuntamento per la sposa
Cosa
fai se lui ti lascia mentre assaggiate il menù delle nozze? Michal, 32
anni, ultraortodossa da quando ne ha venti, evita le trappole alla
Bridget Jones (troppi aperitivi, appuntamenti di consolazione e chili
di gelato). Certa di incontrare la sua anima gemella prima del fatidico
giorno, mette sottosopra l’intera comunita haredi, da Gerusalemme a New
York. In fondo Michal ha tutto quel che serve: la sala, l’abito e 200
invitati. Le manca solo un marito.
Un appuntamento per la sposa – Laavor Et Hakir di Rama Burshtein, in
questi giorni in sala, torna sul tema del matrimonio che la regista
ultraortodossa aveva già esplorato nel bellissimo La sposa promessa
(2013), storia dolce amara di un matrimonio combinato. Questa volta
però il tono si sposta sulla commedia, colmando così un vuoto nella
filmografia sull’universo haredi di solito incline a indulgere sul
dramma.
Daniela Gross Leggi
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Setirot
- Il senso della Storia
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Se
non avesse un che di cupamente oscuro, troverei ridicolo l’uso
“politico” – conscio o inconscio poco importa – che molti fanno della
storia e delle sue vicende. Prendiamo il fondo che Ernesto Galli della
Loggia ha scritto giorni fa sul Corriere della Sera. Recensendo due
libri di grande spessore (Le juifs du monde arabe di Georges Bensoussan e Le negrièrs en terre d’islam
di Jaques Heers) Galli della Loggia ci mette giustamente in guardia
dalla mitizzazione della felice convivenza degli ebrei in terra
islamica e ricorda a chi non lo sapesse che la vita del dhimmi, con i
lati positivi e quelli negativi era piuttosto miserevole, in stato di
inferiorità, di forzata ignoranza, in un diffuso clima di pregiudizio
anti giudaico. Più che corretto, quindi, non tabuizzare la supposta
“età dell’oro”, continuare a studiare, trovare nuovi strumenti che
aiutino a interpretare in parte anche il presente.
Ed ecco che la compagnia di giro, e di tastiera, dei non-storici, più o
meno urlatori, amanti delle certezze e verità assolute che portano
all’obnubilamento (oggi più che mai anti islamico) si lanciano in
analisi del tutto peregrine. Ma, ciò che è peggio, dimostrano quanto
l’astio e l’odio cancellino ogni memoria. E così le persecuzioni anti
giudaiche cristiane, l’Inquisizione, le cacciate, i ghetti non si
ricordano più, cala l’oblio, sembrano di fatto non essere esistite.
Non è a ciò che serve la storia, di questo (pur non essendo uno storico) sono certo.
Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - Sottofondo / 2
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C’era
un tempo in cui la radio trasmetteva solo poche ore al giorno mentre
oggi la radio tiene compagnia anche a chi viaggia o lavora di notte e
nessuna emittente annuncia più la “fine delle trasmissioni”. Certo però
nella fascia oraria notturna i conduttori riposano tranquilli e la
musica scorre senza commenti di sorta ed è quel che farò in queste due
settimane, in cui sarò fuori casa.
Metto in pausa i commenti e vi lascio in compagnia della musica che ho
scelto per voi seguendo legami e suggestioni che uniscono i brani.
Buon ascolto!
Maria Teresa Milano
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Musica e identità in cammino
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Se
è vero in generale che l’identità scaturisce dal confronto tra le idee
e la complessità variopinta del mondo, lo è in particolare per quanto
riguarda l’identità ebraica. Per la quale il confronto è quasi sempre
scontro, cozzare in battaglia, e l’identità scintilla preziosa e
transeunte. Alla ricerca di difficili identità è dedicato il recente
libro di Enrico Fubini Musicisti ebrei nel mondo cristiano, pubblicato da Giuntina.
Giorgio Berruto, HaTikwà/Ugei
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Conoscere il nemico
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C’era
una volta una famiglia, una famiglia diversa dalle altre, fatta da
tanti bambini di un intero quartiere, dove “abitava l’élite di tutti i
campi di sterminio” (Salta, corri, canta!,
Giuntina 2012, p. 92), e tutti sono in un nuovo paese, Israele, il
“paese di qua. In questo paese vive un popolo estraneo che viene dalla
terra di là. I suoi abitanti sono giunti qua contro la loro volontà;
uniche loro proprietà: una lingua straniera, strane usanze, ricordi e
incubi” (C’era una volta una famiglia, Giuntina 2009, p. 7).
Sara Valentina Di Palma
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