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2 luglio 2017 - 4 Tamuz 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Benedetto Carucci Viterbi,
rabbino
"Quando una persona prega, solamente l'anima deve pregare: il corpo è trascinato come una balla di fieno" (R. Simha Bunim di Pshiskha).
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
La scomparsa di Simone Veil lascia inevase le stesse questioni che hanno segnato gran parte della sua vita dandole un volto: un continente diviso che va unificato; il ritorno delle intolleranze. In mezzo una capacità di resilienza infiacchita, pericolosamente bassa.
Se mai c’è un segno della crisi dell’Europa è proprio nell’incertezza di sapere guardare a domani di fronte alle sfide di oggi, credendo che sia sufficiente nascondersi dietro un muro per pensare di vivere nel migliore dei mondi possibili.
 
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Amatrice, calcio d'inizio
“Grande attesa e attenzione sui principali quotidiani sportivi, Corriere dello Sport, Gazzetta e Tuttosport per l'inaugurazione di oggi pomeriggio a Scai, frazione di Amatrice, del campo di calcetto donato alle popolazioni terremotate dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “Si tratta del primo impianto in assoluto che prende vita dal 24 agosto”, ricorda il Corriere dello Sport, che sottolinea come “la voglia di sport torna a farsi largo ad Amatrice grazie ad un'iniziativa promossa dall'UCEI”. A inaugurare l'impianto, un incontro amichevole tra una selezione del Maccabi Italia e l’Amatrice 2.0. “Grazie a UCEI, sarà la prima struttura utilizzabile”, le parole del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. “La scelta di realizzare questo campo di calcetto risponde a un'esigenza precisa: regalare un luogo di svago, incontro e convivialità che possa resistere nel tempo. - spiega l’assessore dell'Unione Franca Formiggini Anav - Perché la gente di Amatrice merita non soltanto ammirazione per come sta reagendo al dramma che l'ha colpita negli scorsi mesi, ma anche un aiuto concreto”. Spazio all'iniziativa anche sulle pagine di Tuttosport: “La partita riprende, in un campo nuovo di zecca. - scrive il quotidiano sportivo torinese - II pallone che grandi emozioni ha regalato a questa gente nelle scorse settimane (l'Asd Amatrice, la squadra locale è stata promossa a metà maggio in Seconda Categoria al termine di un campionato condotto tra mille difficoltà) torna a essere accarezzato all'interno di un fazzoletto verde costruito all'interno del territorio comunale”.

Lodo Moro, il patto tra Italia e palestinesi. La Stampa torna a parlare dei rapporti tra il governo di Roma e il movimento marxista-leninista del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), intervistandone uno dei capi, Bassam Abu Sharif, sentito dalla Commissione d'inchiesta sul caso Moro. Sharif, scrive La Stampa, “dice che l'Italia fu l'unico Paese con cui il Fplp prese un impegno scritto di non belligeranza, il cosiddetto Lodo Moro. Dice che grazie a quell'accordo la nostra ambasciata a Beirut venne risparmiata dagli attentati in cui 35 anni fa morirono oltre 300 militari francesi e americani”. E in merito agli attentati terroristici alla sinagoga di Roma del 1982 e a Fiumicino del 1985, Sharif sostiene che il Fplp non fosse collegata: “In quel momento in Italia agivano gli 007 iracheni, arabi, israeliani, gruppi palestinesi infiltrati come quello di Abu Nidal dopo la rottura con Fatah”, afferma l'ex consigliere di Arafat, mettendo tutti insieme. Accusando tutti e nessuno, e in questo minestrone ovviamente puntando il dito anche contro Israele. Secondo Sharif, poi, più di mille italiani frequentarono i campi palestinesi in Giordania tra il '69 e il '70, imparando “a smontare e rimontare le pistole o a sparare” e alcuni “divennero membri del Fplp, solo una piccola parte erano combattenti ma combatterono esclusivamente nelle file del Fplp e nelle nostre battaglie, mai nei loro paesi d'origine”.

Roma e la mostra sulla Menorah. Sul domenicale del Sole 24 Ore spazio alla mostra in corso al Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, e al Museo Ebraico di Roma dedicato al candelabro a sette bracci. L'articolo ricorda il significato della la menorah e la vicenda di quella “trafugata con la violenza da Tito nell'anno 70 della nostra era e portata a Roma in trionfo l'anno successivo” come attesta un bassorilievo dell'Arco di Tito. “Un albero d'oro puro, lavorato al martello, carico di calici, boccioli e fiori. I fiori hanno l'aspetto di quelli del mandorlo, ricamo sottile, lavoro finissimo. La menorà è il più antico simbolo ebraico che ci sia noto. - quanto scrive Giulio Busi sempre sul domenicale del Sole - Secondo il racconto del libro biblico dell'Esodo, l'archetipo di questo misterioso manufatto, a un tempo lume e pianta, è di origine celeste”.
 
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  davar
oggi l'iniziativa ucei nei luoghi del terremoto 
Amatrice, la partita riprende
Tutto pronto ad Amatrice per l’inaugurazione del campo di calcetto donato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane alle popolazioni colpite dal terremoto. Un appuntamento segnalato in queste ore con rilievo dai tre quotidiani sportivi nazionali, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Gazzetta dello Sport. Il ritorno del pallone ad Amatrice è, per il quotidiano in rosa, “un messaggio di vita”. Soprattutto perché avviene in una zona dove, tra i tanti effetti drammatici del sisma, “vi è stata anche la distruzione e l’azzeramento di ogni impianto sportivo”. Titola il Corriere dello Sport, che già una pagina intera aveva dedicato all’evento negli scorsi giorni: “Il primo campo di Amatrice per tornare a giocare”. L’iniziativa odierna è, per Tuttosport, il frutto più significativo della collaborazione instauratasi tra l’ebraismo italiano e l’amministrazione locale “già nei giorni in cui iniziava la campagna di ricostruzione”.
L’inaugurazione del campo, realizzato nella frazione di Scai, è prevista per le 16.30. In campo una selezione del Maccabi e l’Amatrice 2.0 oltre a varie decine di ragazzini di Scai e dintorni. Sarà tra gli altri presente il sindaco Sergio Pirozzi, allenatore di calcio professionista.
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Amatrice – La partita riprende 
"Un luogo per i nostri ragazzi" 
"Beh, la situazione mi pare si spieghi facilmente. È il primo campo dove i ragazzi di Amatrice e delle frazioni potranno venire a tirare due calci a un pallone. Mi pare un fatto non da poco, ecco":
Alessandro Genovese è un amatriciano doc, anche se per esigenze di lavoro trascorre gran parte del suo tempo a Roma. Soprattutto, nello specifico di questa iniziativa, è tra le figure che più si è spesa perché il campo, una volta ottenuto il via libera alla realizzazione, fosse costruito nei tempi più rapidi.
"È venuto un bel lavoro, no?" commenta soddisfatto, a pochi giorni dall'inaugurazione. Mancano solo i dettagli, le porte da sistemare e qualcos'altro, ma il campo ormai è pronto. ”È una grande emozione ritrovare il pallone da queste parti. Pensa che, proprio il giorno del terremoto, si doveva disputare qua una partita molto attesa per il nostro torneo delle frazioni".
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Amatrice – La partita riprende 
Dal pallone una grande emozione
“È un momento davvero emozionante per i ragazzi, che vivono una giornata davvero particolare. A nome di tutta la squadra voglio dire grazie alla gente che ha voluto starci vicino in questa circostanza”. Questa la dichiarazione che Romeo Bucci, tecnico dell’Amatrice calcio, rilasciava lo scorso autunno alla vigilia di un piccolo ma significativo appuntamento per il paese simbolo della devastazione. Quel giorno l’Amatrice tornava in campo, nel campionato di Terza Categoria, sfidando allo stadio Scopigno di Rieti il Pro Calcio Cittaducale. Vinceva 3 a 1 al triplice fischio finale del direttore di gara, ma soprattutto mostrava al mondo la forza di volontà e la tenacia della sua gente. Nel maggio di quest’anno, l’emozione è stata ancora più grande. Portando avanti un’impresa sportiva e umana commovente il club è infatti riuscito ad aggiudicarsi un traguardo ambito, ma (almeno alla vigilia del torneo) difficilmente alla portata: la promozione in Seconda Categoria. Ci si è arrivati al termine di un campionato vissuto con cuore e passione oltre l’ostacolo, consapevoli tutti (dirigenza e calciatori) di un supporto che è andato ben oltre questi monti.
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sorgente di vita
Carlo e Nello, fratelli antifascisti
Lunedì 3 luglio alle  7,30 del mattino verrà replicata la puntata di Sorgente di vita  di domenica scorsa. Il primo servizio è dedicato ai fratelli Rosselli, nell’80° anniversario della morte, in Francia, per mano di sicari della Cagoule, organizzazione della destra francese del tempo. “Libertà religiosa, Risorgimento, Ebraismo sono tre termini estremamente connessi – ha detto Valdo Spini intervistato da Sorgente di vita - Si tratta di famiglie e di ambienti che si rendevano conto che il Risorgimento italiano era anche la strada della libertà religiosa, del riscatto dai vecchi servagi, e quindi si sentivano assolutamente connessi con quest’idea di patria”.
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pilpul

Parole senza voce
C’è come una sorta di vocio universale, ininterrotto; un accavallarsi di parole, a tratti stridule, altre volte più dolci, comunque sempre ridondanti e sovrabbondanti. Su ogni cosa ci si sente oramai chiamati in causa. Per giudicare, magari concorrendo a pregiudicare. Una sorta di labile e tremula democrazia della voce che, per il fatto stesso di potersi manifestare, si trasforma da subito in un “mucchio selvaggio”. Così nel web, così anche nella vita “reale”. Come se si trattasse di una specie di cornice a modo suo rassicurante, c’è poi sempre qualcuno che ha da dirti che i fatti del mondo sono il prodotto di una sottaciuta congiura, di una silenziosa ma mefistofelica alleanza, del connubio tra interessi inconfessabili.

Claudio Vercelli
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