
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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Il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, ha
definito la violenza di gruppo commessa da un branco di minorenni ai
danni di una 15enne come una "bambinata".
Che strana, bizzarra e deplorevole idea di bambini che ha il sig.
Palummo. Che tragica, indegna, immorale idea dell’infanzia che ha il
sig. Palummo. Che orrenda, deprecabile e vergognosa giustificazione ha
trovato il sig. Palummo per questa violenza. Verrebbe da chiedersi come
sono i bambini di Pimonte, verrebbe da chiedersi chi sia un bambino per
la nostra generazione.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
direttore
Fondazione CDEC
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Comparare antisemitismo e islamofobia non
funziona e non porta da nessuna parte. Affermare apoditticamente che
“l’Islam” è sempre stato antisemita è altrettanto fuorviante. È quel
che mi sembra sia emerso da una tavola rotonda un po’ troppo affollata
cui ho avuto l’onore di partecipare a Milano. Il tema di fondo è – mi
pare – l’ostilità che matura e si sviluppa nelle realtà contemporanee
contro i diversi gruppi religiosi.
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Il G20 di Amburgo
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Si apre oggi il G20 di Amburgo, dove si
riuniranno i grandi della Terra per parlare, tra le altre cose, di
terrorismo, ambiente, crisi siriana e ucraina, della minaccia della
Nord Corea. Nella città tedesca ci sono stati ieri i primi scontri tra
i manifestanti e polizia e anche tra i leader politici il clima non può
dirsi sereno: il presidente Trump, che oggi incontrerà il presidente
russo Vladimir Putin, arriva da Varsavia con un carico di critiche per
Occidente ma anche per la Russia. “Trump contro tutti. - scrive La
Stampa - Bacchetta l’Europa, che non ha più il coraggio di difendere la
civiltà occidentale; ammonisce la Russia, alla vigilia del suo primo
vertice con Putin, affinché smetta di destabilizzare il mondo e
abbandoni le cattive compagnie dell’Iran e di Assad; minaccia la Corea
del Nord, promettendo di punire con “cose severe” il suo atteggiamento
di sfida a base di missili e armi nucleare”. Trump ha incontrato ieri
la cancelliera tedesca Merkel, racconta Repubblica: “i due hanno
parlato delle tensioni con la Corea del Nord, dei focolai di crisi in
Medio oriente e dell'Ucraina”. La Germania della Merkel, spiega
Federico Rampini sempre su Repubblica, è sempre più lontana dagli Usa
di Trump, a partire dalla questione ambiente, e il nuovo fronte vede
Berlino assieme a Pechino in “un'alleanza globalista con Xi Jinping (il
presidente cinese)”.
Immigrazione e rimpatri. Il G20 sarà anche occasione per parlare
dell'emergenza migranti. L'Italia vuole un sostegno reale dell'Europa
nella gestione dei flussi migratori e degli arrivi dei profughi via
mare. “L'Italia, ma nemmeno l'Europa, può essere lasciata sola, la
risposta deve coinvolgere i paesi africani. - dichiara ad Avvenire
l'austriaco Volker Turk, assistente per la protezione dell'Alto
Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati - A Tallin si è deciso
di aumentare i contributi alla Libia”. A Tallin, dove si sono riuniti i
ministri degli interni europei, c'era anche il ministro italiano Marco
Minniti che ha sintetizzato così il vertice: “Ognuno resta sulle sue
posizioni e anche noi”. E di politiche dell'accoglienza parla anche il
giornalista Gad Lerner in una lunga intervista dialogata sul Foglio:
“Una politica che propone come priorità assoluta la limitazione degli
arrivi fa innanzitutto una promessa vana ai cittadini, perché gli
sbarchi continueranno. - afferma Lerner - E in secondo luogo incentiva
soltanto la sindrome da accerchiamento. Pericolosa”. “Invece, come
avete scritto anche voi, - spiega il giornalista, riferendosi al Foglio
- bisogna sapere e saper spiegare che 200 mila arrivi al l'anno si
possono governare. Dire 'adesso blocchiamo i porti' è esattamente come
evocare i carri armati al Brennero: sono frasi senza contenuto e
pericolose”.
Erdogan attacca e si giustifica. Dopo molto tempo, il presidente turco
Erdogan ha deciso di rilasciare un'intervista a un giornale straniero,
al tedesco Die Zeit (su Repubblica la traduzione) e al suo direttore
Giovanni di Lorenzo. Lo ha fatto per attaccare la Germania e per
difendersi dall'accusa di essere un dittatore. “Se ci chiediamo perché
i nostri rapporti con la Germania in particolare abbiano cominciato a
deteriorarsi, - afferma Erdogan - la mia risposta è molto chiara: i
media tedeschi stanno portando avanti una campagna di denigrazione nei
nostri confronti”. “Mi sta chiedendo perché il pubblico tedesco la vede
come un dittatore? - la risposta del direttore di Lorenzo - Perché in
nessun altro paese al mondo ci sono tanti giornalisti in prigione come
in Turchia, più di 150”. Secondo Erdogan i loro arresti sono legittimi:
tutti i giornalisti arrestati, o quasi tutti, sono terroristi. Ma a non
fidarsi del presidente turco non è solo la Germania, il Parlamento
europeo ieri ha infatti votato una risoluzione per sospendere il
negoziato sull'ingresso della Turchia nell'Ue se Ankara non garantirà
lo Stato di diritto.
Livia, Giusta tra le Nazioni. Si è svolta ieri a Firenze, all'interno
della sinagoga della città, la cerimonia che ha conferito a Livia
Sarcoli il riconoscimento di Giusta tra le Nazioni per aver salvato
durante la persecuzione nazifascista la vita dei coniugi Della Pergola,
Massimo e Adelina, e del figlio Sergio. “ Grande ieri l'emozione di
Sergio Della Pergola, - racconta il Corriere Fiorentino - divenuto nel
frattempo demografo di fama oltre che membro della Commissione dei
Giusti dello Yad Vashem, che ha rappresentato ai familiari della
Sarcoli l'immensa gratitudine per quanto ricevuto in quei giorni di
fronte, tra gli altri, alla vicepresidente della Comunità ebraica
fiorentina Daniela Misul, dell'ex presidente Sara Cividalli e di Sara
Ghilad, funzionaria dell'ambasciata israeliana”.
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sito
definito "palestinese" da una risoluzione
"Tomba
dei Patriarchi, l'Unesco
distorce di nuovo storia e verità"
“Sembra
che l'intento dell'Unesco sia di seminare bugie anti-ebraiche ma rimane
in silenzio mentre il patrimonio della regione viene distrutto da
brutali estremisti”. Così il Presidente d'Israele Reuven Rivlin ha
commentato la nuova risoluzione adottata, con voto segreto, a Cracovia
dal World Heritage Committee dell'Unesco che riconosce la Città Vecchia
di Hebron e la Tomba dei Patriarchi come siti “palestinesi”. A votare a
favore 12 dei 21 membri della Commissione (di cui l'Italia non fa
parte. I Paesi europei che ne fanno parte, oltre alla Polonia, sono
Croazia, Finlandia e Portogallo) mentre solo tre Stati hanno votato
contro (gli altri sei si sono astenuti). “La decisione dell’Unesco su
Hebron e la Tomba dei Patriarchi è una macchia morale. Questa
irrilevante organizzazione promuove una storia falsa. Vergogna Unesco”,
ha scritto sui social network il portavoce del ministero degli Esteri
israeliano, Emmanuel Nahshon. “La gloriosa storia del popolo ebraico in
Israele è iniziata a Hebron. Nessuna bugia dell’Unesco o la
falsificazione della storia può cambiare ciò. La verità è eterna”, le
parole di Nahshon. La Tomba dei Patriarchi è considerata uno dei luoghi
più sacri dell'ebraismo in quanto sepolcro dei Patriarchi di Israele,
Abramo, Isacco e Giacobbe.
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qui
milano - il messaggio della presidente ucei
"Contro
i nuovi fascisti e nazisti chiediamo azioni concrete"
Si terrà domani a Palazzo Marino, a
Milano, un incontro pubblico dedicato al tema “L'escalation dei
neofascismi e il ruolo delle istituzioni”. Un'iniziativa organizzata
dal Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa
dell'ordine repubblicano a cui parteciperanno tra gli altri, il sindaco
di Milano Giuseppe Sala, il presidente dell'Anpi nazionale Carlo
Smuraglia e il presidente del Comitato Permanente Antifascista Roberto
Cenati. “Milano e Lombardia – spiegano gli organizzatori - sono state
da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come
luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello
europeo”. Da qui la decisione di organizzare l'incontro per riflettere
su questa preoccupante situazione. Ai promotori dell'evento, la
Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni
ha inviato in queste ore il seguente messaggio:
Signor Sindaco, Presidente Cenati, Presidente Smuraglia
a nome dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane vorrei esprimere il
nostro sostegno alla manifestazione a Palazzo Marino. Essendo di
shabbat, il sabato ebraico, come UCEI non possiamo essere formalmente
presenti all'iniziativa che però riteniamo importante quanto purtroppo
molto attuale.
Alla luce degli ultimi fatti di cronaca, condividiamo la preoccupazione
degli organizzatori per questa vera e propria “escalation dei
neofascismi” nel nostro Paese e desideriamo esprimere la nostra
solidarietà al sindaco, bersaglio dell'ignoranza di questi estremisti.
Ed è questa ignoranza violenta, incarnata dai movimenti neofascisti e
neonazisti, contro cui dobbiamo combattere uniti e ben consapevoli. È
necessario che le istituzioni passino dai moniti ai fatti: non si
possono più concedere legittimazione e spazi pubblici a chi propugna
queste ideologie. Sono vietate per legge e la legge deve essere
rispettata da tutti come sancito dalla nostra Costituzione. Se non è la
legge a difendere noi e le nostre istituzioni democratiche allora chi?
Come ebrei siamo consapevoli che il primo argine contro queste derive è
l'educazione. Educazione ai principi democratici, alla convivenza
civile, al rispetto della diversità e alla Memoria, alla banalità del
bene. Un'educazione diretta soprattutto alle giovani generazioni. E
anche in questo caso è necessario agire. Milano ha da tempo avviato un
programma, ampliato in modo significativo nel corso dell'ultimo anno,
dedicato a insegnare i valori della Resistenza e a lavorare sul vero
significato della Memoria della Shoah. È un modo intelligente e
proficuo per togliere terreno ai fascisti e nazisti di oggi ma se siamo
qui nuovamente a parlare di queste ombre, che pensavamo appartenere al
passato, dobbiamo anche chiederci onestamente dove abbiamo sbagliato. E
da lì ripartire per essere più efficaci nel nostro impegno comune
contro l'odio, l'antisemitismo e ogni forma di violenza e
discriminazione.
Noemi Di Segni, Presidente
UCEI
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qui
torino - piemonte ebraico onlus
Beni
culturali ebraici piemontesi L'impegno per tutelarli
Il
Piemonte è sicuramente una delle regioni più ricche d'Italia quanto a
"tesori" ebraici: sedici Sinagoghe, diverse aree ex ghetti tuttora
visitabili, una ventina di cimiteri, a testimonianza non solo di un
passato davvero imponente, ma anche di un presente vivacissimo che
conta tre Comunità (Torino, Casale Monferrato e Vercelli), tre Sezioni
di Comunità attive (Biella, Cuneo, Ivrea) e tantissimi luoghi già sede
di Comunità (tra i tanti Asti, Alessandria, Mondovì, Saluzzo,
Carmagnola, Cherasco).
A Torino da alcuni anni è stata creata un'associazione Piemonte Ebraico
Onlus che ha tra i suoi scopi principali il restauro e la
valorizzazione dei beni culturali ebraici presenti nella regione.
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Il
punto dell’ingiustizia |
0,08
su cento; una cifra minima, quasi irrisoria. È quanto conta al liceo
classico un voto in più in ciascuna materia (al liceo scientifico, dove
manca il greco, le cose vanno un po’ meglio: addirittura 0,09). Per
capirci: 0,08 è la differenza tra avere 7 o 8 di latino sulla pagella,
il valore di un anno di studio, di versioni e magari pure di
ripetizioni. Naturalmente quello 0,08 serve solo se sommato ad altri
0,08 riesce a far alzare la media di un intero punto, altrimenti non
serve a niente.
Questo vale per tutte le materie senza distinzioni? Certamente, anzi
no: religione, che non è una materia obbligatoria e non è oggetto di
esame, non conta 0,08; può contare 0, ma può anche anche contare 1,
cioè 12 volte 0,08, la differenza tra avere, per esempio, la media del
7 o la media dell’8, tra una pagella di tutti 7 e una di tutti 8. Detto
in altri termini: in teoria un cattolico con la media del 7 potrebbe
avere, a parità di interesse e di impegno nello studio, lo stesso
credito di un ebreo, di un musulmano, di un valdese o di un ateo con la
media dell’8.
Anna Segre, insegnante
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Paragoni
insostenibili |
Come
ha scritto correttamente su questo portale Giorgio Berruto, ci sono
fenomeni che sono paragonabili ed altri che sono soltanto comparabili.
Mettere sullo stesso piano di paragone l'antisemitismo e l'islamofobia
potrebbe essere fuorviante ed errato, da un punto di vista
terminologico, ma anche storico e sociologico.
Temere o provare diffidenza nei confronti dell'Islam non equivale
sempre e indistintamente ad essere discriminatori o intolleranti nei
confronti dei credenti musulmani o della religione islamica, sebbene
una parte consistente di coloro che provano questo sentimento il più
delle volte, volontariamente o involontariamente, lo sia.
Francesco Moises Bassano
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Sciopero
della fame |
Non
ho letto o sentito, tranne rari casi, particolari riflessioni circa la
morte a seguito di sciopero della fame dell'indipendentista sardo
Doddore Meloni, detenuto per reati fiscali.
Grande movimento e indignazione delle "anime belle", invece, se a fare
lo sciopero della fame, magari fingendo di farlo, sono detenuti nelle
carceri israeliane come Barghouti (condannato a cinque ergastoli per
terrorismo).
Gadi Polacco
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Impariamo
a sperare |
"L'importante
è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario
perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare,
superiore all'aver paura, non è né passivo come questo sentimento né,
anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L'affetto dello sperare si
espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di
sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa
all'esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole
uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui
essi stessi appartengono" (Ernst Bloch, Il principio Speranza).
Ilana Bahbout
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