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  7 luglio 2017 - 13 Tamuz 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, ha definito la violenza di gruppo commessa da un branco di minorenni ai danni di una 15enne come una "bambinata".
Che strana, bizzarra e deplorevole idea di bambini che ha il sig. Palummo. Che tragica, indegna, immorale idea dell’infanzia che ha il sig. Palummo. Che orrenda, deprecabile e vergognosa giustificazione ha trovato il sig. Palummo per questa violenza. Verrebbe da chiedersi come sono i bambini di Pimonte, verrebbe da chiedersi chi sia un bambino per la nostra generazione.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
direttore
Fondazione CDEC
Comparare antisemitismo e islamofobia non funziona e non porta da nessuna parte. Affermare apoditticamente che “l’Islam” è sempre stato antisemita è altrettanto fuorviante. È quel che mi sembra sia emerso da una tavola rotonda un po’ troppo affollata cui ho avuto l’onore di partecipare a Milano. Il tema di fondo è – mi pare – l’ostilità che matura e si sviluppa nelle realtà contemporanee contro i diversi gruppi religiosi.
 
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Il G20 di Amburgo
Si apre oggi il G20 di Amburgo, dove si riuniranno i grandi della Terra per parlare, tra le altre cose, di terrorismo, ambiente, crisi siriana e ucraina, della minaccia della Nord Corea. Nella città tedesca ci sono stati ieri i primi scontri tra i manifestanti e polizia e anche tra i leader politici il clima non può dirsi sereno: il presidente Trump, che oggi incontrerà il presidente russo Vladimir Putin, arriva da Varsavia con un carico di critiche per Occidente ma anche per la Russia. “Trump contro tutti. - scrive La Stampa - Bacchetta l’Europa, che non ha più il coraggio di difendere la civiltà occidentale; ammonisce la Russia, alla vigilia del suo primo vertice con Putin, affinché smetta di destabilizzare il mondo e abbandoni le cattive compagnie dell’Iran e di Assad; minaccia la Corea del Nord, promettendo di punire con “cose severe” il suo atteggiamento di sfida a base di missili e armi nucleare”. Trump ha incontrato ieri la cancelliera tedesca Merkel, racconta Repubblica: “i due hanno parlato delle tensioni con la Corea del Nord, dei focolai di crisi in Medio oriente e dell'Ucraina”. La Germania della Merkel, spiega Federico Rampini sempre su Repubblica, è sempre più lontana dagli Usa di Trump, a partire dalla questione ambiente, e il nuovo fronte vede Berlino assieme a Pechino in “un'alleanza globalista con Xi Jinping (il presidente cinese)”.

Immigrazione e rimpatri. Il G20 sarà anche occasione per parlare dell'emergenza migranti. L'Italia vuole un sostegno reale dell'Europa nella gestione dei flussi migratori e degli arrivi dei profughi via mare. “L'Italia, ma nemmeno l'Europa, può essere lasciata sola, la risposta deve coinvolgere i paesi africani. - dichiara ad Avvenire l'austriaco Volker Turk, assistente per la protezione dell'Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati - A Tallin si è deciso di aumentare i contributi alla Libia”. A Tallin, dove si sono riuniti i ministri degli interni europei, c'era anche il ministro italiano Marco Minniti che ha sintetizzato così il vertice: “Ognuno resta sulle sue posizioni e anche noi”. E di politiche dell'accoglienza parla anche il giornalista Gad Lerner in una lunga intervista dialogata sul Foglio: “Una politica che propone come priorità assoluta la limitazione degli arrivi fa innanzitutto una promessa vana ai cittadini, perché gli sbarchi continueranno. - afferma Lerner - E in secondo luogo incentiva soltanto la sindrome da accerchiamento. Pericolosa”. “Invece, come avete scritto anche voi, - spiega il giornalista, riferendosi al Foglio - bisogna sapere e saper spiegare che 200 mila arrivi al l'anno si possono governare. Dire 'adesso blocchiamo i porti' è esattamente come evocare i carri armati al Brennero: sono frasi senza contenuto e pericolose”.

Erdogan attacca e si giustifica. Dopo molto tempo, il presidente turco Erdogan ha deciso di rilasciare un'intervista a un giornale straniero, al tedesco Die Zeit (su Repubblica la traduzione) e al suo direttore Giovanni di Lorenzo. Lo ha fatto per attaccare la Germania e per difendersi dall'accusa di essere un dittatore. “Se ci chiediamo perché i nostri rapporti con la Germania in particolare abbiano cominciato a deteriorarsi, - afferma Erdogan - la mia risposta è molto chiara: i media tedeschi stanno portando avanti una campagna di denigrazione nei nostri confronti”. “Mi sta chiedendo perché il pubblico tedesco la vede come un dittatore? - la risposta del direttore di Lorenzo - Perché in nessun altro paese al mondo ci sono tanti giornalisti in prigione come in Turchia, più di 150”. Secondo Erdogan i loro arresti sono legittimi: tutti i giornalisti arrestati, o quasi tutti, sono terroristi. Ma a non fidarsi del presidente turco non è solo la Germania, il Parlamento europeo ieri ha infatti votato una risoluzione per sospendere il negoziato sull'ingresso della Turchia nell'Ue se Ankara non garantirà lo Stato di diritto.

Livia, Giusta tra le Nazioni. Si è svolta ieri a Firenze, all'interno della sinagoga della città, la cerimonia che ha conferito a Livia Sarcoli il riconoscimento di Giusta tra le Nazioni per aver salvato durante la persecuzione nazifascista la vita dei coniugi Della Pergola, Massimo e Adelina, e del figlio Sergio. “ Grande ieri l'emozione di Sergio Della Pergola, - racconta il Corriere Fiorentino - divenuto nel frattempo demografo di fama oltre che membro della Commissione dei Giusti dello Yad Vashem, che ha rappresentato ai familiari della Sarcoli l'immensa gratitudine per quanto ricevuto in quei giorni di fronte, tra gli altri, alla vicepresidente della Comunità ebraica fiorentina Daniela Misul, dell'ex presidente Sara Cividalli e di Sara Ghilad, funzionaria dell'ambasciata israeliana”.
 
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  davar
sito definito "palestinese" da una risoluzione
"Tomba dei Patriarchi, l'Unesco
distorce di nuovo storia e verità"

“Sembra che l'intento dell'Unesco sia di seminare bugie anti-ebraiche ma rimane in silenzio mentre il patrimonio della regione viene distrutto da brutali estremisti”. Così il Presidente d'Israele Reuven Rivlin ha commentato la nuova risoluzione adottata, con voto segreto, a Cracovia dal World Heritage Committee dell'Unesco che riconosce la Città Vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi come siti “palestinesi”. A votare a favore 12 dei 21 membri della Commissione (di cui l'Italia non fa parte. I Paesi europei che ne fanno parte, oltre alla Polonia, sono Croazia, Finlandia e Portogallo) mentre solo tre Stati hanno votato contro (gli altri sei si sono astenuti). “La decisione dell’Unesco su Hebron e la Tomba dei Patriarchi è una macchia morale. Questa irrilevante organizzazione promuove una storia falsa. Vergogna Unesco”, ha scritto sui social network il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon. “La gloriosa storia del popolo ebraico in Israele è iniziata a Hebron. Nessuna bugia dell’Unesco o la falsificazione della storia può cambiare ciò. La verità è eterna”, le parole di Nahshon. La Tomba dei Patriarchi è considerata uno dei luoghi più sacri dell'ebraismo in quanto sepolcro dei Patriarchi di Israele, Abramo, Isacco e Giacobbe.
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il progetto del world jewish congress
"Basta delegittimare Israele"
L'impegno corre sulla rete

Nell'agosto 2016 il World Jewish Congress (Wjc) ha creato l'Unità di Counter-Delegitimization, nata per condurre iniziative e produrre contenuti per combattere il coro crescente di voci che promuovono la retorica anti-israeliana e antisemita sia su Internet che nelle istituzioni internazionali. “Negli ultimi 10 mesi, l'unità ha creato decine di video e grafiche e ha raggiunto oltre 130 milioni di persone”, spiega in un comunicato il World Jewish Congress, invitando chi ha cuore la difesa della democrazia israeliana a promuovere sui social network il lavoro dell'unità in questione. Guidato da Sacha Dratwa e diretto dal responsabile del Wjc Sonia Gomes de Mesquita, questo progetto lavora su “diverse piattaforme di social media, in primo luogo, Facebook, Twitter, Youtube e Google”.
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qui milano - il messaggio della presidente ucei
"Contro i nuovi fascisti e nazisti chiediamo azioni concrete"
Si terrà domani a Palazzo Marino, a Milano, un incontro pubblico dedicato al tema “L'escalation dei neofascismi e il ruolo delle istituzioni”. Un'iniziativa organizzata dal Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell'ordine repubblicano a cui parteciperanno tra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente dell'Anpi nazionale Carlo Smuraglia e il presidente del Comitato Permanente Antifascista Roberto Cenati. “Milano e Lombardia – spiegano gli organizzatori - sono state da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo”. Da qui la decisione di organizzare l'incontro per riflettere su questa preoccupante situazione. Ai promotori dell'evento, la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato in queste ore il seguente messaggio:

Signor Sindaco, Presidente Cenati, Presidente Smuraglia

a nome dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane vorrei esprimere il nostro sostegno alla manifestazione a Palazzo Marino. Essendo di shabbat, il sabato ebraico, come UCEI non possiamo essere formalmente presenti all'iniziativa che però riteniamo importante quanto purtroppo molto attuale.
Alla luce degli ultimi fatti di cronaca, condividiamo la preoccupazione degli organizzatori per questa vera e propria “escalation dei neofascismi” nel nostro Paese e desideriamo esprimere la nostra solidarietà al sindaco, bersaglio dell'ignoranza di questi estremisti. Ed è questa ignoranza violenta, incarnata dai movimenti neofascisti e neonazisti, contro cui dobbiamo combattere uniti e ben consapevoli. È necessario che le istituzioni passino dai moniti ai fatti: non si possono più concedere legittimazione e spazi pubblici a chi propugna queste ideologie. Sono vietate per legge e la legge deve essere rispettata da tutti come sancito dalla nostra Costituzione. Se non è la legge a difendere noi e le nostre istituzioni democratiche allora chi?
Come ebrei siamo consapevoli che il primo argine contro queste derive è l'educazione. Educazione ai principi democratici, alla convivenza civile, al rispetto della diversità e alla Memoria, alla banalità del bene. Un'educazione diretta soprattutto alle giovani generazioni. E anche in questo caso è necessario agire. Milano ha da tempo avviato un programma, ampliato in modo significativo nel corso dell'ultimo anno, dedicato a insegnare i valori della Resistenza e a lavorare sul vero significato della Memoria della Shoah. È un modo intelligente e proficuo per togliere terreno ai fascisti e nazisti di oggi ma se siamo qui nuovamente a parlare di queste ombre, che pensavamo appartenere al passato, dobbiamo anche chiederci onestamente dove abbiamo sbagliato. E da lì ripartire per essere più efficaci nel nostro impegno comune contro l'odio, l'antisemitismo e ogni forma di violenza e discriminazione.

Noemi Di Segni, Presidente UCEI
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la delibera del comune di roma
Fino al 2020 a Casina dei Vallati
per dare continuità alla Memoria

“Una grande soddisfazione”, così il presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma Mario Venezia ha commentato la decisione di Roma Capitale di rinnovare la concessione dei locali di Casina dei Vallati fino al 2020. Una scelta che rappresenta “il risultato degli sforzi che abbiamo prodotto in questi anni – ha affermato Venezia - ma che, in particolare nell'ultimo anno, hanno visto un notevole incremento delle attività svolte”. Tra queste, la mostra sulla razzia nazifascista del 16 Ottobre - portata anche al Memoriale della Shoah di Milano -, quella sull'antisemitismo fascista e nazista a confronto e l'esposizione dedicata allo sport realizzata in collaborazione, per la prima volta nella storia della Fondazione, assieme al Mémorial de la Shoah di Parigi. Una serie di iniziative che, spiega il presidente, “hanno portato circa 50.000 visitatori di cui 20.000 studenti. Un successo che è andato oltre le aspettative”.
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qui torino - piemonte ebraico onlus 
Beni culturali ebraici piemontesi L'impegno per tutelarli
Il Piemonte è sicuramente una delle regioni più ricche d'Italia quanto a "tesori" ebraici: sedici Sinagoghe, diverse aree ex ghetti tuttora visitabili, una ventina di cimiteri, a testimonianza non solo di un passato davvero imponente, ma anche di un presente vivacissimo che conta tre Comunità (Torino, Casale Monferrato e Vercelli), tre Sezioni di Comunità attive (Biella, Cuneo, Ivrea) e tantissimi luoghi già sede di Comunità (tra i tanti Asti, Alessandria, Mondovì, Saluzzo, Carmagnola, Cherasco).
A Torino da alcuni anni è stata creata un'associazione Piemonte Ebraico Onlus che ha tra i suoi scopi principali il restauro e la valorizzazione dei beni culturali ebraici presenti nella regione.
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pilpul
Il punto dell’ingiustizia
0,08 su cento; una cifra minima, quasi irrisoria. È quanto conta al liceo classico un voto in più in ciascuna materia (al liceo scientifico, dove manca il greco, le cose vanno un po’ meglio: addirittura 0,09). Per capirci: 0,08 è la differenza tra avere 7 o 8 di latino sulla pagella, il valore di un anno di studio, di versioni e magari pure di ripetizioni. Naturalmente quello 0,08 serve solo se sommato ad altri 0,08 riesce a far alzare la media di un intero punto, altrimenti non serve a niente.
Questo vale per tutte le materie senza distinzioni? Certamente, anzi no: religione, che non è una materia obbligatoria e non è oggetto di esame, non conta 0,08; può contare 0, ma può anche anche contare 1, cioè 12 volte 0,08, la differenza tra avere, per esempio, la media del 7 o la media dell’8, tra una pagella di tutti 7 e una di tutti 8. Detto in altri termini: in teoria un cattolico con la media del 7 potrebbe avere, a parità di interesse e di impegno nello studio, lo stesso credito di un ebreo, di un musulmano, di un valdese o di un ateo con la media dell’8. 


Anna Segre, insegnante
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Paragoni insostenibili
Come ha scritto correttamente su questo portale Giorgio Berruto, ci sono fenomeni che sono paragonabili ed altri che sono soltanto comparabili. Mettere sullo stesso piano di paragone l'antisemitismo e l'islamofobia potrebbe essere fuorviante ed errato, da un punto di vista terminologico, ma anche storico e sociologico.
Temere o provare diffidenza nei confronti dell'Islam non equivale sempre e indistintamente ad essere discriminatori o intolleranti nei confronti dei credenti musulmani o della religione islamica, sebbene una parte consistente di coloro che provano questo sentimento il più delle volte, volontariamente o involontariamente, lo sia.


Francesco Moises Bassano
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Sciopero della fame
Non ho letto o sentito, tranne rari casi, particolari riflessioni circa la morte a seguito di sciopero della fame dell'indipendentista sardo Doddore Meloni, detenuto per reati fiscali.
Grande movimento e indignazione delle "anime belle", invece, se a fare lo sciopero della fame, magari fingendo di farlo, sono detenuti nelle carceri israeliane come Barghouti (condannato a cinque ergastoli per terrorismo).


Gadi Polacco
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Impariamo a sperare
"L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all'aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L'affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all'esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono" (Ernst Bloch, Il principio Speranza). 

Ilana Bahbout
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