Jonathan Sacks,
rabbino
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Durante
i duemila anni della Diaspora, gli ebrei sono stati gli unici che, come
gruppo, hanno rifiutato di assimilarsi alla cultura dominante o
convertirsi alla fede dominante. Per questo hanno sofferto - ma hanno
anche insegnato qualcosa a se stesse e agli altri. Hanno dimostrano che
una nazione non ha bisogno di essere potente o grande per avere il
favore di Dio. Hanno mostrato che una nazione può perdere tutto -
terra, potere, diritti, una casa - e tuttavia non perdere la speranza.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee | È
facile ricordare “Non angustiare lo straniero, voi ben conoscete
l’animo dello straniero, poiché stranieri siete stati in terra
d’Egitto” (Es, 23, 9). Ma serve ripeterlo per non dimenticare. Lo
stesso per queste parole del resto: “Lo straniero, al quale sia
impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche
garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel
territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla
legge.
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Sala: "Apologia fascista,
la legge è da aggiornare"
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“Da
Milano, a pochi giorni dall’incursione dei neofascisti di CasaPound a
Palazzo Marino, il sindaco Giuseppe Sala chiede nuovi strumenti per
fermare chi propugna e diffonde le tesi fasciste. Durante un incontro
in Sala Alessi organizzato dal Comitato antifascista, Sala ha
dichiarato: “bisogna aggiornare gli strumenti giuridici, del diritto e
di prevenzione per l’apologia dei totalitarismi: un post fascista
virale sui social è più o meno pericoloso di un saluto romano? Chiedo
ai giuristi e alle associazioni della memoria di aprire una
riflessione” (Corriere della Sera Milano). A sostegno del sindaco di
Milano, il parlamentare Emanuele Fiano, primo firmatario della proposta
di legge in via di approvazione che, oltre al reato di propaganda
fascista, vieta la vendita di gadget nostalgici e punisce con
un’aggravante la pubblicazione di post sui social inneggianti a
fascismo e nazismo (Repubblica Milano). E mentre Repubblica racconta di
una spiaggia a Chioggia gestita da un nostalgico fascista, il Tempo di
oggi si lancia in un’operazione di basso livello contro chi vuole
combattere la riemersione proprio dei movimenti fascisti (con titoli
come “ossessionati dal duce”).
Puglia, operazione antiterrorismo. Un foreign fighter ceceno è stato
fermato dalla Polizia a Bari. L’uomo, 38 anni, avrebbe fatto parte del
commando di jihadisti aderenti al gruppo terroristico “Emirato del
Caucaso” che diede l’assalto alla “Casa della Stampa” di Grozny, la
capitale della Cecenia, la notte tra il 3 e il 4 dicembre del 2014, in
cui morirono 19 persone. L’uomo, inoltre, avrebbe combattuto tra le
file dell’Isis in Siria tra il 2014 e il 2015. Secondo l’accusa, il
presunto terrorista, riporta Repubblica Bari, in Puglia stava lavorando
al reclutamento di possibili jihadisti soprattutto fra i lavoratori
stagionali, in particolare in un centro islamico a Foggia sul quale si
stanno ora concentrando le indagini.
Italia e migranti, Minniti guarda alla Libia. Secondo il ministro degli
Interni Marco Minniti il paese su cui concentrare gli sforzi per
arginare l’emergenza migranti è la Libia. Per questo il ministro
incontrerà questo fine settimana diversi rappresentanti del paese
libico portando in dote, scrive il Sole 24 Ore, 200 milioni di euro di
finanziamenti dell’Unione europea, “giustificati non solo
dall’obiettivo di combattere il reclutamento illegale dei migranti e i
viaggi disperati nel Mediterraneo, ma anche di moltiplicare occasioni
di sviluppo e di micro-imprenditorialità locale”.
Exodus. Nel luglio del 1947, una nave , la Exodus, con a bordo 4500
ebrei sopravvissuti ai lager tedeschi fu speronata al largo di Haifa da
alcune cacciatorpediniere britanniche che ne volevano impedire
l’approdo nel nascente Stato di Israele. “L’attacco della flotta
britannica – ricorda Avvenire, che ricostruisce oggi la vicenda (titolo
del pezzo, “Exodus 1947, quando i profughi commuovevano”) – indignò il
mondo e accelerò la nascita di Israele”.
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dopo il cessate il fuoco siriano
Israele: "Bene la tregua in Siria,
ma l'Iran ha troppa influenza"
È
iniziato nelle scorse ore l'ennesimo cessate il fuoco della guerra
siriana. L'accordo per la tregua temporanea, che fa riferimento al sud
della Siria, è stato annunciato dopo l'incontro, a margine del G20, tra
il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
Secondo le ricostruzioni, l'intesa tra Washington e Mosca è stata
raggiunta dopo intense trattative svoltesi in Giordania, interessata a
fermare l'avanzata del movimento libanese di Hezbollah e dei loro
alleati iraniani. Un obiettivo che Israele – ascoltato da russi e
americani durante quest'ultima tornata di negoziati - condivide come ha
ribadito il Primo ministro Benjamin Netanyahu: “Israele accoglierà
positivamente un vero e proprio cessate il fuoco in Siria, ma non
consentirà la creazione di una presenza militare dell'Iran e dei suoi
alleati” sul territorio. Netanyahu (nell'immagine durante una visita
sulle Alture del Golan nel 2016), durante il suo discorso odierno a
gabinetto riunito, ha ribadito l'impegno di Gerusalemme ad evitare che
Iran e i terroristi di Hezbollah si stabiliscano nel sud della Siria,
minacciando direttamente la sicurezza israeliana. Il Premier ha
dichiarato di aver fatto presente sia a Trump sia a Putin le
preoccupazioni del suo Paese e di aver ricevuto rassicurazioni in
merito. Leggi
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domani la camera discuterà la legge fiano
"Propaganda fascista, urgente
introdurre il nuovo reato"
Inizierà
domani la discussione alla Camera della proposta di legge che vuole
introdurre nel codice penale italiano il reato di propaganda fascista e
nazifascista (articolo 293-bis). “Le cronache recenti, come le notizie
che arrivano da Chioggia, dimostrano la necessità di questa norma”,
sottolinea a Pagine Ebraiche il parlamentare Emanuele Fiano, primo
firmatario della proposta di legge. Obiettivo della norma, punire
“chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito
fascista o del partito nazionalsocialista tedesco” anche “solo
attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni
raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti
ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità”.
All'interno della fattispecie di reato sono dunque presenti anche il
saluto romano e la vendita di gadget nostalgici, punibili se legati
alla propaganda fascista e nazifascista (la pena prevista è da sei mesi
a due anni). “C'è un fermento a cui non bisogna offrire la possibilità
di utilizzare simboli e gesti” appartenenti a pagine buie del passato,
ha sottolineato Fiano, che ha ricordato come il web e i canali social
“sono uno strumento strepitoso, ma senza controllo, dove senza bisogno
di maestri, tanti scrivono messaggi portatori dell'ideologia fascista e
nazista”. E anche per questo la norma prevede che la pena sia
“aumentata di un terzo se il fatto è commesso
attraverso strumenti telematici o informatici”. A valutare
positivamente la legge - “definita liberticida dal Movimento Cinque
Stelle”, ha spiegato Fiano - due illustri giuristi, Carlo Federico
Grosso e Giorgio Sacerdoti. Leggi
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Fobie e distinzioni |
Ragioniamo
a spanne, poiché si tratta di un tema delicato e non si può pensare di
risolverlo con qualche riga tranciate. Fortunati coloro che ritengono
di avere le idee chiare e certe da subito; disgraziati quanti, invece,
ne debbono subire gli effetti. Difficile, infatti, avere pretese di
compiutezza sulla questione, che ha attraversato anche queste pagine,
del “raffronto” e dell’eventuale rapporto tra antisemitismo e ciò che
viene definito come «islamofobia». Un tornante è stato offerto
senz’altro della recente tavola rotonda milanese. Ma non è questione
che dati ad oggi. C’è infatti chi addirittura si spinge ad affermare
che nelle nostre società si stia passando dal rifiuto degli ebrei a
quello dei musulmani. Come se si stesse verificando una specie di
trasmissione e di traslazione. Dai primi, ora integrati una volta per
sempre, agli altri, destinati a soppiantarne la scomoda posizione
trascorsa. Proviamo quindi a cercare di rifletterci sopra, senza farsi
prendere subito dal desiderio polemico che altrimenti offusca qualsiasi
giudizio. E mettiamo il tutto per punti, tanto parziali quanto
necessari.
Claudio Vercelli
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