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“Propaganda fascista, urgente
introdurre il nuovo reato”

Inizierà domani la discussione alla Camera della proposta di legge che vuole introdurre nel codice penale italiano il reato di propaganda fascista e nazifascista (articolo 293-bis). “Le cronache recenti, come le notizie che arrivano da Chioggia, dimostrano la necessità di questa norma”, sottolinea a Pagine Ebraiche il parlamentare Emanuele Fiano, primo firmatario della proposta di legge. Obiettivo della norma, punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco” anche “solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità”. All’interno della fattispecie di reato sono dunque presenti anche il saluto romano e la vendita di gadget nostalgici, punibili se legati alla propaganda fascista e nazifascista (la pena prevista è da sei mesi a due anni). “C’è un fermento a cui non bisogna offrire la possibilità di utilizzare simboli e gesti” appartenenti a pagine buie del passato, ha sottolineato Fiano, che ha ricordato come il web e i canali social “sono uno strumento strepitoso, ma senza controllo, dove senza bisogno di maestri, tanti scrivono messaggi portatori dell’ideologia fascista e nazista”. E anche per questo la norma prevede che la pena sia “aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”. A valutare positivamente la legge – “definita liberticida dal Movimento Cinque Stelle”, ha spiegato Fiano – due illustri giuristi, Carlo Federico Grosso e Giorgio Sacerdoti. “Certamente nel contesto contemporaneo è opportuno allargare la tutela contro chi sposa le ideologie di regimi totalitari”, sottolinea il professor Grosso, uno dei più autorevoli penalisti italiani. “È bene cercare di rafforzare la tutela ma va chiarito che la punibilità vale solo esclusivamente per atti concretamente pericolosi ed entro i paletti già stabiliti in passato dalla Corte costituzionale e dalla Cassazione.
Ad appoggiare la proposta anche Giorgio Sacerdoti, presidente del Centro di Documentazione ebraica contemporanea di Milano, che aveva esposto la sua opinione in merito al provvedimento già in Commissione Giustizia della Camera. “Sono favorevole alla norma – sottolinea nuovamente Sacerdoti – Questa proposta vuole colpire delle manifestazioni di plauso, di richiamo al fascismo e al nazismo che non costituiscono apologia” allargando così le maglie della tutela penale, estendendo l’efficacia della legge Scelba del 1952 e della legge Mancino del 1993.
“Alle critiche che arrivano – ha dichiarato Fiano, riferendosi in particolare al Movimento Cinque Stelle e alla citata accusa di aver proposto una legge liberticida – rispondo ricordando che questo progetto di legge non vieta la libertà di espressione, ma la propaganda di un certo tipo di idee, cosa già prevista dalle leggi Scelba e Mancino”. “Spero che la legge sia approvata entro luglio dalla Camera, e poi chiederemo ai colleghi del Senato di occuparsene a settembre”.

Daniel Reichel

(9 luglio 2017)