Adolfo Locci,
rabbino capo
di Padova
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“Tzedeq,
Tzedeq tirdof...": la giustizia, solo la giustizia perseguirai,
affinché tu possa vivere ed ereditare il paese che l’Eterno tuo D-o ti
dà” (Deuteronomio 16:20).
Rabbì Chayym Yosef David Azulay (1724-1806) vede in questo verso non
solo un riferimento alla “giustizia” quale responsabilità di una
istituzione preposta a garantirla, ma soprattutto come contributo di
ogni singolo a far si che una società sia veramente giusta.
Ecco perché la Torà ripete il termine "Tzedeq/Giustizia" due volte, per
sottolineare che quando si operano prontamente atti di giustizia
significa che gli effetti di quell'atto solerte saranno raddoppiati.
La solerzia, come spiega Rabbi Moshè Chayym Luzzatto (1707-1746), è una
qualità fondamentale affinché si possa vivere doppiamente, in questo
mondo e in quello futuro.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee | Tutti
a chiedersi perché noi italiani che siamo figli di migranti non ci
ricordiamo dei nostri nonni. Premesso che l’immagine degli idranti
contro gli etiopi ha un che di macabro (anche se certo meglio l’acqua
del gas) mi sembra che il problema non sia avere “buona memoria”. Non è
vero che il passato si ripete se non lo si ricorda. È vero purtroppo
che il passato si ripete se non lo si capisce.
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Neonazi, allarme europeo
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L’allarme
è continentale: gruppi di estrema destra starebbe affinando pratiche di
addestramento e iniziative di ordinario terrore per conquistare sempre
più la scena. Numero di militanti in ascesa, e possibili azioni
eclatanti in vista. “La preoccupazione degli analisti e delle
intelligence europee all’indomani dello scoppio del conflitto in
Ucraina, nell’aprile 2014, è diventata un dato di fatto in meno di due
anni. Nutrita dalla crisi economica, dal terrorismo jihadista e dalla
paura per i migranti – scrive La Stampa – la rete neonazista
occidentale ha infine fatto quel salto di qualità tanto temuto ed è
passata all’azione armata e all’addestramento militare organizzato”. In
Italia intanto, sempre secondo La Stampa, si starebbe inasprendo lo
scontro interno all’estrema destra per conquistare consensi
nell’elettorato. Alla ribalta in particolare Forza Nuova e Casa Pound.
“In cerca di visibilità – si legge – i due movimenti sono in forte
competizione tra loro”.
Hanno chiesto al vescovo, ignaro del loro orientamento politico, di
fare una foto, e al momento dello scatto si sono fatti immortalare coi
saluti romani.
“Ha suscitato dure polemiche l’immagine del vescovo di Lucca Italo
Castellani con un gruppo di tifosi della Lucchese, postata ieri su
Facebook dalla pagina Lucca Antifascista e segnalata da una esponente
bolognese di Sinistra italiana” scrive Repubblica.
Intelligence, sensori e telecamere attive. Così, scrive il Messaggero,
Israele è oggi in grado di contrastare con efficacia l’intifada dei
coltelli. Al centro un grande sforzo di prevenzione: “Intelligence,
infiltrazione della società palestinese, controllo dei social media
come facebook, Intelligence ‘opensource’ che i media arabi denunciano
come il ‘grande fratello’ in grado di monitorare anche le conversazioni
private allo smartphone. La tecnologia come arma”.
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l'iniziativa del primo cittadino Francoforte, svolta anti-Bds:
"Odia, va messo fuori legge"
Dopo
Monaco di Baviera, attivatasi in tal senso nelle scorse settimane,
un’altra importante città tedesca si adopera per contrastare in modo
concreto il Bds, il movimento di boicottaggio anti-israeliano che,
dalle aule delle scuole e università alla circolazione dei beni
industriali, ormai va sempre più a braccetto con l’antisemitismo. Il
Consiglio comunale di Francoforte ha infatti approvato una legge che
proibisce l’erogazione di fondi pubblici per attività e iniziative
promosse dal Bds o vicine allo stesso.
Frutto dell’iniziativa del sindaco cristiano-democratico Uwe Becker
(nell’immagine), che ha definito gli aderenti al movimento
“profondamente antisemiti”, la proposta passerà adesso al vaglio del
legislatore. Secondo Becker, il Bds userebbe lo stesso linguaggio dei
nazionalsocialisti “quando intimavano di non comprare dagli ebrei”. In
una nota diffusa nella giornata di venerdì il sindaco ha inoltre citato
i rapporti stretti tra la città di Francoforte e lo Stato di Israele,
per cui personalmente molto si è speso in passato, e si è augurato una
soluzione pacifica per il conflitto mediorientale.
Una legge simile a quella varata sul Meno dovrebbe essere approvata,
entro la fine dell’estate, anche a Monaco di Baviera. In questo caso
promossa dal sindaco socialdemocratico Dieter Reiter. “Come sindaco di
questa città – le sue parole – non posso accettare che si sostengano
iniziative in cui Israele e i suoi cittadini sono oggetto di accuse
sconnesse e inappropriate”. Leggi
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il riconoscimento di lonely planet "San Frediano unico al mondo"
Traccia ebraica da riscoprire
San
Frediano, a Firenze, è il quartiere di maggior tendenza al mondo. Lo ha
decretato Lonely Planet, punto di riferimento planetario su questi temi.
Strade caratteristiche, atmosfera popolare, vocazione artigiana ma
anche apertura all’innovazione e alla contaminazione. Un’atmosfera
unica che fa del quartiere d’Oltrarno magistralmente narrato da Vasco
Pratolini (e finora mai citato dalla celebre guida) una tappa
imperdibile.
Ma San Frediano è molto di più. È ad esempio custode di un patrimonio
architettonico e culturale straordinario, talvolta poco conosciuto
dagli stessi fiorentini.
Appena fuori dalle antiche mura rinascimentali, nei pressi di porta San
Frediano (il principale luogo di accesso al quartiere) sorge infatti
l’antico cimitero monumentale ebraico. Istituito nel 1777 e rimasto in
funzione fino al 1870, il cimitero contiene al suo interno tombe di
illustri personaggi, sculture dall’alto valore artistico, cappelle
funerarie in stile neoegizio e neorinascimentale, Una testimonianza
preziosa e unica della plurisecolare presenza ebraica in città.
I
cimiteri sono “gli archivi storici delle Comunità”. E con la loro
valorizzazione, con progetti e iniziative mirate, “è possibile
riscoprire la vita e la presenza di una realtà nel suo contesto di
riferimento”. Parola di Renzo Funaro, presidente dell’Opera del Tempio
Ebraico di Firenze e vicepresidente della Fondazione Beni Culturali
Ebraici in Italia.
Coordinati dallo stesso Funaro, i lavori di manutenzione e riscoperta
del sito hanno permesso di portare alla luce diverse centinaia di
lapidi e di restaurarne una parte significativa.
Un lavoro ancora in divenire, nel quartiere che si apre a nuove straordinarie possibilità di incontro e conoscenza. Leggi
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Il vuoto e il pieno
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Si
è ripetutamente detto e scritto che chi non ricorda è destinato a
rivivere il passato che ha rimosso, rifiutato o che, più semplicemente,
continua a ignorare. L’ignoranza, peraltro, non è un vuoto da colmare
ma una specifica strategia di comportamento nella vita di ogni giorno:
chi non sa, spesso non vuole sapere. Non intende ragione al riguardo,
preferendo, e di molto, proseguire sulla sua strada, evitando quindi
l’onere delle verifiche e dei riscontri. Non di meno, si è sottolineato
in più occasioni che la risposta a questi rischi, sempre incombenti,
consiste nello sforzo di fare capire cosa è successo e quali siano, nel
caso dei disastri umani, i percorsi da evitare, così come le condotte
da assumere per non cadere nelle trappole che portano alle tragedie
collettive. Senz’altro una cittadinanza consapevole richiede anche un
tale stato di cose. C’è quindi di che convenirne. Non esiste tempo
presente, e ancora meno disposizione verso il futuro, se ciò che è
stato (fatto) viene dimenticato. D’altro canto, ogni grande crimine per
prodursi reclama l’incoscienza dei molti. Combattere quest’ultima vuol
dire adoperarsi contro la propensione umana alla distruzione. Ma tutto
ciò è solo un punto di partenza rispetto al buon uso del passato.
Claudio Vercelli
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