Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

 30 Novembre 2017 - 12 Kislev 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Nella sua invocazione a D.o che lo salvi nell’inevitabile incontro con ‘Esàw, Ya’aqòv chiede “Salvami dalla mano di mio fratello, dalla mano di ‘Esàw”. Questa ripetizione sembra pleonastica: sappiamo – ed a maggior ragione lo sa Ha-Qadòsh Barùkh Hu – chi è suo fratello. È quindi logico domandarci il perché di questa ripetizione. Che cosa teme realmente Ya’aqòv?
 
Leggi

Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
di Gerusalemme
Ieri, 29 novembre, cadeva il 70° anniversario della risoluzione dell’ONU 181 del 1947 relativa alla spartizione del territorio del Mandato britannico in Palestina. Oggi molti pensano che l’ONU avesse deciso una spartizione fra lo Stato di Palestina e lo Stato d’Israele, ma in realtà i due Stati erano stati designati come Stato Arabo e Stato Ebraico (con in più la zona di Gerusalemme e Betlemme sotto tutela diretta delle Nazioni Unite). L’ONU aveva ben capito quali erano i due attori nazionali in campo e proponeva una soluzione pragmatica che tenesse conto della realtà esistente. Le molte odierne discussioni sul riconoscimento o meno di Israele – in assoluto come Stato sovrano, e in particolare come Stato ebraico – dimostrano soprattutto malafede nel primo caso, e ignoranza nel secondo. Le Nazioni Unite, 70 anni fa, non facevano altro che correggere l’incoerente e ipocrita conduzione del Mandato ricevuto dal Regno Unito nel 1922 da parte della Lega delle Nazioni. La ragione d’essere del Mandato britannico è ben precisata nell’articolo 2: “Il Mandatario sarà responsabile di porre il paese in condizioni politiche, amministrative ed economiche tali che possano assicurare la costituzione del focolare nazionale ebraico, come specificato nel preambolo, e lo sviluppo di istituzioni di auto-governo, e anche salvaguardino i diritti religiosi e civili di tutti gli abitanti della Palestina, senza distinzione di razza e di religione”. La dichiarazione del governo di Sua Maestà britannica del 2 novembre 1917 (nota come dichiarazione Balfour e ratificata del Congresso degli Stati Uniti nel 1922) viene riportata nel suddetto preambolo, che così prosegue: “È stato altresì dato riconoscimento al legame storico del popolo ebraico con la Palestina e alle premesse per ricostituire il loro focolare nazionale in quel paese”. Ma il Mandato con il suo programma vincolante trae la propria validità non dalla dichiarazione di intenti bensì dalla decisione della Lega delle Nazioni, l’organizzazione rappresentativa internazionale di cui l’ONU doveva prendere la successione nel 1945. Quanti inutili e insulsi discorsi sono stati fatti in queste ultime settimane sulla dichiarazione Balfour, e quanti ancora se ne faranno fino alla sera del 14 maggio, 70° anniversario della dichiarazione d’Indipendenza pronunciata da David Ben Gurion, o se vogliamo la sera del 19 aprile che quest’anno (anticipata di un giorno dal 5 al 4 Iyar per non incorrere nello Shabbat) è la data ebraica del 70° Yom Ha’Atzmaut!
 
Allarme neofascisti
Attenzione sui media italiani per il vergognoso episodio accaduto a Como, dove militanti di un movimento neonazista veneto hanno fatto irruzione durante una riunione del gruppo Como Senza Frontiere, che si occupa dell’assistenza ai migranti., e minacciato i presenti. Gli skinheads hanno letto un volantino “sull’invasione dei profughi” accusando i volontari, che non hanno reagito, di essere “nemici della patria”. Gli agenti della Digos di Como stanno analizzando un video per dare un nome ai partecipanti al blitz (Corriere e Avvenire). Repubblica, in prima pagina, parla di “Allarme naziskin al nord, torna lo spettro squadrista”, e denuncia la banalizzazione del fascismo che avviene nel nostro Paese in un editoriale d’apertura a firma di Tommaso Cerno. Il quotidiano in altri due approfondimenti sottolinea poi come da una parte nelle scorse ore sia mancata la voce di condanna “dei big di destra” che minimizzano l’accaduto, dall’altra come l’estremismo neofascista stia lavorando per trovare sempre più legittimazione politica e pubblica (“Ci sono i cani sciolti e quelli che puntano al Parlamento”, scrive il giornalista Paolo Berizzi parlando poi di “Un magma in ebollizione al punto che anche per la Digos e gli apparati dello Stato che lo studiano è difficile fissarne i confini”).
 
Leggi

  davar
superato l'incidente diplomatico
Giro d'Italia 2018, nodo risolto

'Gerusalemme, storica partenza'
Le prime tre tappe ormai non erano più una sorpresa: la Grande Partenza con la cronometro a Gerusalemme, e quindi Haifa-Tel Aviv e Beersheba-Eilat. L’attesa era tutta per le tre settimane successive e per come queste si sarebbero incastonate con l’inedito avvio in Israele. Il risultato è una corsa ricca di suggestioni, un Giro d’Italia 2018 che punta a emozionare il mondo con scenari nuovi, con omaggi dal significato profondo ma anche con leggende intramontabili che costituiranno il vero spartiacque per le ambizioni dei corridori più ambiziosi. Su tutti il mitico Zoncolan, per molti la salita più dura d’Europa.
Presentazione show ieri negli studi Rai di via Mecenate a Milano, con centinaia di giornalisti accreditati e l’attesa tipica dei grandi appuntamenti.
All’entusiasmo iniziale è seguito però un clamoroso incidente diplomatico, che per qualche ora ha rischiato di compromettere il buon esito dell’iniziativa. Sul sito del Giro infatti, per indicare il luogo di partenza della corsa, è stato inizialmente usato il termine “West Jerusalem”. Una denominazione fuorviante, è stato fatto notare quest’oggi in una nota dai ministri Miri Regev e Yariv Levin, perché “Gerusalemme è la capitale di Israele: non vi sono Est e Ovest”. Anche per questo i due esponenti del governo avevano annunciato l’intenzione di Israele di sfilarsi dalla corsa, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per l’organizzazione. Ipotesi che però è durata appena poche ore: ogni riferimento a “West Jerusalem” è infatti subito sparito dal sito, e la frattura si è così ricomposta.
Partenza il 4 maggio da Gerusalemme, con un cronometro che terminerà nei pressi della porta di Giaffa; arrivo il 27 dello stesso mese a Roma. Quattro grandi protagonisti del pedale come testimonial: l’ultimo vincitore del Giro, Tom Dumoulin; gli italiani Vincenzo Nibali e Fabio Aru; Alberto Contador, fresco di ritiro ma ancora legato al suo mondo. Mentre Chris Froome, il più forte ciclista in attività, conferma in un video: a questo Giro, a Gerusalemme, ci sarà anche lui.
Leggi

qui milano - religioni a confronto 
Violenza, quale risposta
Come rispondono le religioni di fronte alla violenza, in particolare quando riguarda i nuclei familiari? E quali strumenti assistenziali mette a disposizione lo Stato? Quali gli interventi di formazione e prevenzione vengono fatti nelle scuole secondarie di secondo grado? Sono alcuni degli interrogativi che hanno fatto da motore al nuovo appuntamento a Milano del ciclo di incontri Insieme per prenderci cura, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Biblioteca Ambrosiana, Associazione Medica Ebraica, Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis), Collegio IPASVI. Milano-Lodi-Monza e Brianza e Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico. “In questo mese sono scomparse due figure che hanno avuto un ruolo importante in questo progetto: rav Giuseppe Laras e l’imam Abd al Wahid Pallavicini. Che il loro ricordo sia di benedizione” ha esordito il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara.
Leggi

i lavori dell'ihra a berna 
Memoria, un progetto comune
Vanno concludendosi a Berna i lavori dell’assemblea plenaria dell’International Holocaust Remembrance Alliance.
Numerosi i delegati da tutto il mondo che hanno preso parte a quattro intense giornate di confronto sul valore della Memoria e sulla sua difesa in una società sempre più disorientata, con uno sguardo in prospettiva al 2018 e alle diverse iniziative che, sotto la presidenza italiana, saranno organizzate nell’ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle Leggi Razziste. L’attenzione è rivolta in particolare alla Plenaria di Roma, prevista per la fine di maggio del prossimo anno, all’interno della è stata prevista una specifica sessione dedicata a una rivisitazione storica delle Leggi e delle conseguenze che esse ebbero nella vita degli ebrei italiani.
La relazione specificamente dedicata all’Italia è stata affidata a Michele Sarfatti, per un inquadramento storico, e a David Meghnagi, per una analisi delle conseguenze sulla vita singola e collettiva, con particolare riferimento alla realtà universitaria.


Leggi


qui roma - l'incontro 
Social, navigare in sicurezza
“Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso, possono avere effetti collaterali, tenere lontano dalla portata dei bambini; in caso di effetti indesiderati, avvisare le autorità”. Era questo l’ironico sottotitolo della serata dedicata all’uso (corretto e sicuro) dei social network, organizzata nell’ambito delle attività della Consulta della Comunità ebraica di Roma.
Leggi

jciak 
L'estate di Elio e Oliver
È la grande sorpresa della stagione. Dopo aver sedotto la critica al Sundance Festival e a Toronto, Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino, basato sull’omonimo romanzo di André Aciman, conquista due Gotham (film dell’anno e attore rivelazione a Timothée Chalamet) e un congruo numero di nomination agli Spirit Award posizionandosi in corsa per gli Oscar. E per una volta critica e pubblico sembrano in sintonia, tanto che nel primo weekend in quattro sale americane la delicata storia d’amore tra il giovanissimo Elio e lo studente Oliver, incastonata in uno scenario ebraico italiano, ha incassato 400 mila dollari.


Daniela Gross
Leggi


  pilpul
Setirot - Il contesto civile
Ognuno di noi è (giustamente, io credo) orgoglioso di appartenere a un popolo, a una identità che della responsabilità individuale ha fatto uno dei propri pilastri. E ben vengano dunque anche le opinioni differenti, le divergenze, i contrasti perfino aspri. Ma rimanendo in quelli che in genere definiamo i limiti della “civiltà”, vale a dire bandendo insulti, aggressività, violenza, minacce. In realtà non si tratta semplicemente di rimanere nel contesto della generica “civiltà”. Si tratta di seguire un altro pilastro dell’ebraismo: ogni ebreo è garante dell’altro. Non a caso il giorno di Kippur si confessano i peccati al plurale, anche se non li si è commessi tutti. Se lo ricordino gli insultatori d’ordinanza, e magari si ispirino ai Proverbi (11,2): "Alla superbia tien dietro la vergogna".

Stefano Jesurum, giornalista

In ascolto - Yad Anuga
Un’introduzione pianistica importante, poi il suono di un flauto e di corde che sembrano arrivare da lontano e infine la voce calda di Ofra Haza con l’inserimento di un basso e di una percussione leggera. Comincia così “Yad Anuga”, nell’atmosfera del deserto, sostenuta dal pianoforte europeo e danzante su una chitarra che sa di Mediterraneo. Yad Anuga è parte di un più ampio componimento dal titolo “Et kol liba masra lo” di Zalman Shneur, poeta e romanziere in yiddish ed ebraico. Nasce in una famiglia della media borghesia a Shklov (Bielorussia), un centro importante per gli studi ebraici, il movimento chassidico e la haskalah. Nella raccolta di racconti Shklover Yidn del 1929 racconta che fin da bambino viene formato sia alla tradizione frequentando il heder locale, sia agli studi moderni e secolari e in particolare alla conoscenza del russo e dell’ebraico moderno.

Maria Teresa Milano
Leggi

Le radici e le ali
Mi capita abbastanza spesso di leggere su Facebook commenti più o meno critici di queste mie brevi riflessioni che Moked pubblica ogni giovedì. Talvolta mi vengono suggeriti spunti interessanti o mostrate possibili integrazioni a quello che ho scritto. Capita anche di leggere commenti volgari, insulti e piccoli tentativi di scatenare cacce alle streghe virtuali. Non voglio in questo spazio entrare nel merito di quel fenomeno, dal quale il mondo ebraico italiano purtroppo non esula, noto come “demenza digitale”: altri lo hanno fatto e lo fanno molto meglio di come potrei farlo io.

Giorgio Berruto, HaTikwà/Ugei
Leggi

Sfide continue
Chiedo perdono, ne ho già parlato ma merita tornarci sopra. Penso a quella famigliola che trasferendosi in città di medie dimensioni da una tanto amena quanto scomoda campagna, ha perso in concilianti idilli con il mondo uscendo di casa di prima mattina, e guadagnato in ore di sonno e comodità. Ha lasciato una keillà amorevole ma piccola per trovarne una lontana ma più grande e con più attività.

Sara Valentina Di Palma
Leggi

L'Egitto di mio padre
Troppo spesso noi figli scopriamo la storia dei nostri genitori quando è troppo tardi per interrogarli, per sentirla raccontare da loro. Allora, cerchiamo di ricostruirla sui frammenti di memoria, sul detto e sul non detto. Perché è anche la nostra storia, la nostra identità che cerchiamo.
Questo percorso l’ho iniziato in Israele, nel 2006, quando, su suggerimento di una amica, ho partecipato a un convegno a Haifa sugli ebrei d’Egitto.

Cecilia Nizza
Leggi



moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.