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Social network, navigare in sicurezza

IMG-20171129-WA0022“Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso, possono avere effetti collaterali, tenere lontano dalla portata dei bambini; in caso di effetti indesiderati, avvisare le autorità”: era questo l’ironico sottotitolo della serata dedicata all’uso (corretto e sicuro) dei social network, organizzata nell’ambito delle attività della Consulta della Comunità ebraica di Roma, presieduta da Claudio Moscati.
L’appuntamento, che ha avuto luogo ieri sera nell’Aula Magna del Palazzo della Cultura ed è stato introdotto da rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha visto intervenire il Primo dirigente del compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Lazio” Nicola Zupo, il Sostituto Commissario della Polizia Postale Roberto Giuli e Alex Zarfati, membro della Consulta che lavora nell’ambito dei social media e della comunicazione.
Ad aprire la serata, alcune comunicazioni della Presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello; tra i temi, alcuni accenni sul piano di risanamento della Cer, sul bilancio preventivo 2018, sulla lotta all’antisemitismo.
Dopo l’introduzione di rav Di Segni, che ha richiamato all’uso morale dei social media, e dopo un preambolo di Roberto Giuli sulle cautele da utilizzare nell’uso di internet, specie per i più giovani, Nicola Zupo ha posto l’attenzione, con un approccio “leggero” ma non per questo meno serio e professionale, su alcune fasi delicate nell’uso di internet e dei social.
“Tra gli aspetti principali cui fare attenzione, l’impostazione corretta delle password e la gestione integrata di vari device fissi e mobili, i pericoli delle connessioni wi-fi, dei ‘malware’ e del ‘phishing’ veicolato dalla posta elettronica, fino al furto dell’’identità digitale’, che tra i ragazzi può avvenire anche per scherzo, ma che è un reato”, ha detto Zupo.
È poi intervenuto Alex Zarfati, su aspetti che possono essere considerati “l’altra faccia della medaglia: le opportunità offerte dalla rete, a patto di farne un uso intelligente. La rivoluzione informatica, oltre a essere un fenomeno comunque inarrestabile, ha permesso sviluppo e crescita delle economie, ed enormi progressi in molti campi”, ha detto Zarfati. “Un caso esemplare è quello di Israele, che ha saputo costruire un intero settore della sua economia proprio sulle nuove tecnologie, nelle quali primeggia a livello mondiale”, ha continuato Zarfati. “Chiaramente il fenomeno va gestito in modo corretto. Ed è necessaria una ‘alfabetizzazione informatica’, che dovrebbe essere un dovere per la famiglia e per la scuola; e in particolare, all’interno del mondo ebraico, si dovrebbero applicare ‘online’ i medesimi principi e lo stesso sistema valoriale che si applica nella vita quotidiana, materiale. Facendo attenzione, perché tanti genitori non sono in grado di destreggiarsi in questo ambito, che invece i cosiddetti ‘nativi digitali’ conoscono bene. Per questo è importante una educazione corretta in materia, per tutta la famiglia.”

Marco Di Porto