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  5 Dicembre 2017 - 17 Kislev 5778



Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di Tobia Zevi, Mario Avagliano ed Emanuele Calò.
 
Donald J. Trump
@realDonaldTrump

5 Dic
A must watch: Legal Scholar Alan Dershowitz was just on @foxandfriends talking of what is going on with respect to the greatest Witch Hunt in U.S. political history. Enjoy!
 
 
'Gruppi neofascisti da sciogliere'
“La normativa spinge già in quella direzione. Quando ci sono messaggi che richiamano parole d’ordine del fascismo, e perdi più vengono veicolati con l’uso della forza e dell’intimidazione, deve intervenire lo scioglimento”. È quanto afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervistato da Repubblica sugli ultimi episodi che in Italia hanno visto protagonista l’estrema destra. “C’è da chiedersi – prosegue il ministro – se gli attuali strumenti normativi siano adeguati oppure no. E se vengono utilizzati abbastanza. Alla luce dei fatti a cui stiamo assistendo, un crescendo quasi seriale di episodi e provocazioni scatenate dai movimenti di estrema destra, credo sarebbe utile una ricognizione per capire il motivo per cui le incriminazioni sono così poche. Per questo mi confronterò con il Csm”.
Sullo stesso tema, sul Corriere la studiosa Donatella Di Cesare scrive: “Sdegno e irritazione non sono più sufficienti. Non basta né la manifestazione di piazza, né la leva dell’emotività. Occorre riconoscere che neofascismo e neonazismo non sono un ‘rigurgito del passato’, bensì un fenomeno nuovo e non previsto nell’orizzonte del progresso. Non si può attendere che la storia faccia il suo corso e azzittisca i ‘pochi nostalgici’. L’antifascismo non è dunque riducibile a quel lavoro di denuncia che, ogni volta concluso, deve invece ricominciare”.

Khaled: "Lotta armata è un diritto". Scontato repertorio anti-israeliano (in collegamento via skype) per la palestinese Leila Khaled. La donna, già protagonista in passato di numerosi episodi di terrorismo, è stata respinta a Fiumicino negli scorsi giorni. All’assenza fisica, gli organizzatori dell’incontro all’Università Federico II di Napoli (cui non hanno partecipato esponenti dell’amministrazione cittadina) hanno sopperito con i mezzi tecnologici. “La lotta armata – ha affermato Khaled, le cui parole sono riportate dal Mattino – è un diritto esercitabile contro l’occupazione israeliana perché è armata e poi abbiamo il diritto del ritorno per chi sta fuori dalla Palestina”.

Trump e Gerusalemme. L’Amministrazione Trump è ormai pronta a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e a trasferirvi l’ambasciata statunitense. L’annuncio, che potrebbe arrivare già oggi, rischia però di creare una situazione esplosiva. “Se per la Casa Bianca si tratta di un passo avanti verso la pace – scrive il Sole 24 Ore – per i palestinesi è un’incitazione all’intifada”. Trump lo aveva promesso in campagna elettorale. Ma se alle intenzioni seguiranno davvero i fatti, si legge ancora, “una simile decisione provocherà un altro terremoto geopolitico in Medio Oriente, regione che sta già vivendo uno dei periodi più drammatici dell’ultimo secolo”.

Yemen, ucciso Saleh. “Il corpo trascinato in una coperta, con la testa maciullata, filmato e fotografato per mostrare al mondo che era dayvero morto. La fine di Ali Abdullah Saleh assomiglia a quella di Muammar Gheddafi, anche se la cosiddetta primavera araba se l’è portato via con sei anni di ritardo”. La Stampa racconta così l’uccisione dell’ex leader yemenita, raggiunto ieri da un cecchino.

Firenze, allarme sinagoga. Lancia l’allarme Renzo Funaro, presidente dell’Opera del Tempio di Firenze: una parte della sinagoga potrebbe essere chiusa per il rischio di crolli. “Servono 20 mila euro entro il 20 dicembre per partire, ed altri 30 per completare i lavori. L’alternativa è chiudere una parte del Tempio per evitare il distacco di altri pezzi e non mettere a rischio l’incolumità di frequentatori e turisti” (Repubblica Firenze).

Un italiano (in bici) a Gerusalemme. Il corridore empolese Kristian Sbaragli, in forza alla Israel Cycling Academy, racconta alla Gazzetta il suo impatto con Israele: “Nei pochi giorni trascorsi in Israele per la presentazione ufficiale alla stampa ho avuto modo di capire qualcosa di più su questo Paese di cui tanto si parla ma che davvero in pochi conoscono. Il mio non è un approccio ideologico, in nessun senso. Sono caratterialmente curioso e molto affamato di novità”.

Possibilità con le start up. Israele “fabbrica di manager, che in tempi brevi trovano lavoro ben remunerato”. Molto incentivate in particolare, si legge nelle pagine economiche del Corriere, le numerose start up.


Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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