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4 Marzo 2018 - 17 Adar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, rabbino capo di Gran Bretagna
Alcune delle cose migliori nella vita ci arrivano senza fanfare.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Ieri sera in un momento di quiete sono andato a cercare da qualche parte la «canzone del maggio» di Fabrizio de André, quella che nel ritornello fa: “Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”; mi son riletto le pagine di Primo Levi sulla «zona grigia», e una vecchia lettera agli amici di Giacomo Ulivi, un ragazzino morto a 19 anni, fucilato  il 10 novembre 1944 sulla Piazza Grande a Modena, in cui scrive, tra l’altro: “Come vorremmo vivere, domani? Non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere”.
Il futuro non è già scritto. Ma se anche lo fosse, non è una scusa per non provare a crearne un altro.
 
Pavia, blitz neofascista
Un inquietante episodio a turbare la vigilia del voto a Pavia, dove sulla porta delle abitazioni di diversi esponenti politici, rappresentanti dell’Anpi e personalità impegnate contro il razzismo sono stati attaccati degli adesivi con la scritta “Qui ci abita un antifascista”.
Scrive Repubblica: “Chi sono i fascisti a Pavia? CasaPound, con sede aperta nel 2015 nel club Il pendolo di via della Rocchetta, a pochi passi dal Comune e dal circolo Arci Radio Aut dedicato a Peppino Impastato”.
“Sembra un destino che si ripete: come i cartelli sui negozi degli ebrei, le scritte contro gli african american o i sudafricani di colore. Come si può cercare ancora di distinguere e marcare identità, appartenenze, convinzioni e idee? Sembra un brutto sogno – riflette lo storico Umberto Gentiloni – un film che dal passato riemerge pericoloso”.

Su Repubblica un reportage dal Golan, che viene definito il “confine più caldo di tutto il Mediterraneo” e ormai “frontiera diretta fra Israele e Iran”. Raccontano alcuni ufficiali dell’esercito israeliano: “Ormai il fronte è una linea unica che parte dal confine con il Libano, lungo il quale sono già piazzati e nascosti migliaia di missili e razzi di Hezbollah. Prosegue lungo tutto il confine siriano, sorvegliato da una missione di osservatori Onu, che inevitabilmente saranno costretti a tirare la testa dentro i bunker il giorno in cui dovesse scoppiare una nuova guerra”.
 
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  davar
il voto sulla stampa israeliana
"Italia a rischio populismo"
Una giornata spartiacque per capire se il populismo avrà radici solide o invece prevarranno assetti tradizionali. Questa la lettura che i media israeliani danno delle elezioni politiche in Italia. Tra gli altri il Times of Israel rilancia alcune considerazioni sul voto realizzate dall’Associated Press, con una guida alle “cinque cose da sapere” su questa incerta consultazione. “Il populismo – si legge – è stato un fattore centrale nelle elezioni in Germania, Francia e Gran Bretagna. L’Italia sta portando questa tendenza a un livello superiore, con tre partiti che possono rivendicare una tendenza populista o nazionalista”.
In evidenza su Haaretz la visita di Steve Bannon in Italia e la sensazione da lui espressa che in Italia si giochi la partita decisiva per la vittoria del populismo su scala globale. Una visita che rappresenta una scommessa mentre, si legge, “i populisti italiani flirtano per diventare il primo partito europeo a guidare l’ondata nazionalista verso il potere”.


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pagine ebraiche marzo - speciale berlinale
L'Europa e il vuoto di Memoria
Sembrava una storia vecchia, ormai dimenticata da tutti, eppure la viennese Ruth Beckermann è riuscita a dimostrare anche agli scettici che la contorta scalata alla presidenza della Repubblica austriaca del leader cristianosociale Kurt Waldheim, avvenuta oltre trent’anni fa, è ancora una ferita aperta per il paese alpino e per l’Europa. In un documentario rigoroso e difficile, ma mai pesante per lo spettatore, Beckermann ricostruisce i diversi passaggi di una vicenda che dimostra come l’Austria abbia un importante problema di memoria e stenti ancora a leggere con chiarezza il proprio passato, a riconoscere le proprie responsabilità.


g.v, Pagine Ebraiche marzo 2018
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campione in campo e fuori
Davide Astori (1987-2018)
Un atleta di grande valore, ma anche un uomo dai solidi principi. È shock nel mondo del calcio per l’improvvisa scomparsa di Davide Astori, capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale (con cui aveva disputato 14 partite). In maglia viola dall’estate del 2015, Astori ha prestato il suo volto a diverse iniziative di sensibilizzazione su temi ritenuti di forte impatto sociale. Come nel caso della Memoria.
Nel gennaio scorso, insieme ai compagni di squadra, aveva simbolicamente tagliato un pezzo di filo spinato in ricordo di chi, in un lager, aveva perso la vita. Con lo stesso spirito, dopo l’orrenda provocazione di un gruppo di tifosi della Lazio, in ottobre si era prestato a leggere un brano del Diario di Anna Frank oltraggiato dall’idiozia ultrà.
“Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo” le sue parole, in un video-messaggio che aveva avuto larga diffusione.


sorgente di vita
Sette giorni a Entebbe
Si apre con un servizio sul grande compositore e pianista Leonard Bernstein la puntata di Sorgente di Vita in onda stasera. A cent’anni dalla nascita, l’Accademia di Santa Cecilia gli ha dedicato un ciclo di concerti, diretti dal Maestro Antonio Pappano, direttore musicale della prestigiosa istituzione.


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pilpul

Il gioco dei simulacri
Sono in corso le elezioni, nelle stesse ore in cui state leggendo questo pilpul. Che non intende (né potrebbe) entrare nel merito delle scelte che, in piena coscienza e totale libertà, ognuno di noi eserciterà per conto proprio. Una legislatura si è naturalmente conclusa e questo è già di per sé un risultato. Il Paese, che pure tra molte difficoltà non sta tuttavia vivendo il suo momento peggiore, non almeno rispetto ad altri periodi della sua recente storia, pare tuttavia smarrito o comunque incerto. L’offerta politica ha ripetutamente battuto il chiodo su alcuni temi indice (presenza ed effetti delle immigrazioni; ipotesi, più o meno verosimili, di macroriforme fiscali e dei sistemi di tassazione; indicazioni di indirizzo per alcune revisioni legislative in divenire rispetto alle questioni relative ai diritti civili e di identità) ma è risultata fortemente deficitaria rispetto ad altre questioni che da tempo sono invece entrate, e con prepotenza, nell’agenda delle famiglie italiane: reddito, lavoro, equità sociale ed economica, giustizia redistributiva per il tramite dei sistemi di Welfare State. Va da sé che non tutte le ambasce e i timori che accompagnano i pensieri quotidiani dei nostri connazionali siano esclusivamente riconducibili a queste uniche priorità. Tuttavia, il senso di insicurezza che si è ripetutamente manifestato, e non solo in questo finale di stagione politico-elettorale, batte anche tali tasti.

Claudio Vercelli
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