Paolo Sciunnach, insegnante |
Santi dovete essere, perché Santo sono Io, il Signore vostro D-o. (Levitico 19, 2)
Il verso può essere letto così: Santi dovete essere, affinché Santo sia Io.
Oppure: Santi dovete essere, perché Santo sono Io? Il Midrash commenta:
Io Sono Santo, ma mi sono forse reso Santo da Me Stesso? No.
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Anna
Foa,
storica |
C’è
sull’ultimo numero del mensile di Forlì Una città, una bella intervista
di Barbara Bertoncini ad Alexander Stille, che insegna giornalismo alla
Columbia University. Il nonno di Alexander si chiamava Kamenetzki, era
nato in Bielorussia in uno shtetl poi divenuto parte della Polonia, ed
era emigrato in Italia con la famiglia nel 1921. Suo padre, Mickail,
negli anni Trenta aveva stretto amicizia con Giaime Pintor,
avvicinandosi agli ambienti antifascisti e scrivendo sulla rivista
culturale “Oggi”, diretta da Pannunzio e Benedetti. A causa delle leggi
del 1938 che impedivano agli ebrei di scrivere sui giornali, prese il
nome di Ugo Stille.
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Il fronte contro Teheran,
il segretario Usa al lavoro
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Arabia Saudita, Israele e Giordania. Il
nuovo segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ex direttore della Cia, si è
recato in questi tre paese nel fine settimana. “A tutti gli
interlocutori – riporta il Corriere – ha confermato che il prossimo 12
maggio Trump ripudierà l’accordo sul nucleare con l’Iran firmato nel
2015 da Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania”. “A
meno che gli alleati europei non trovino il modo per correggere
l’intesa”, ha detto Pompeo, ma le possibilità sono oramai remote e la
nuova fase della politica mediorientale Usa sembra volgere verso lo
scontro diretto con l’Iran. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu –
sottolinea il Corriere – è pronto da tempo allo scontro con Teheran.
Anzi lo ha già avviato in proprio, il 9 aprile scorso con il
bombardamento della base siriana T-4 controllata da milizie iraniane”.
Israele e il Giro nel nome di Bartali. Continua l’ampia copertura
mediatica dedicata al Giro d’Italia e alla Grande Partenza da
Gerusalemme del prossimo 4 maggio. “Israele, un Paese che pedala: la
passione per la bici recente ma in crescita”, titola il Corriere che
intervista anche uno dei corridori protagonisti di questa edizione,
Fabio Aru. Per Aru le tappe israeliane sono “una scelta azzeccata. Da
appassionato di viaggi pedalare a Gerusalemme e Tel Aviv mi
incuriosisce particolarmente”. Ma il giro sarà anche un momento per
celebrare l’eroismo di Bartali: come ricorda La Stampa mercoledì al
Museo delle Scienze di Gerusalemme (ore 19.30) sarà conferita a
Bartali, riconosciuto Giusto tra le Nazioni, la cittadinanza onoraria
israeliana. Per l’occasione “verrà rappresentato – aggiunge il
quotidiano torinese – lo spettacolo teatrale Bartali. II campione e
l’eroe, con l’attore Ubaldo Pantani, testi di Max Castellani, Ubaldo
Pantani, Alessandro Salutini e Adam Smulevich, regia di Pablo Solari”.
“È un momento di grande gioia per la nostra famiglia – spiega a La
Stampa Gioia Bartali, nipote del campione -. La memoria del nonno, ora
che mio padre non c’è più, è affidata a noi. Ed è una memoria segnata
dall’affettività. Sono stati mesi straordinari, questi in attesa del
Giro. Ho incontrato tanta bella gente che ha a cuore mio nonno e ciò
che ha fatto”. Sul Corriere fiorentino è invece Lisa Bartali a
ricordare il nonno, sottolineando: “L’interesse verso il nonno cresce
ogni anno, in tutto il mondo. Credo sia perché il suo messaggio di
impegno in prima persona, di valori, di coerenza, di pace sia più che
mai attuale in un mondo pieno di conflitti e contrasti politici e
religiosi”. La Gazzetta racconta invece dell’aereo speciale che porterà
oggi 880 bici e 2700 ruote da Milano a Tel Aviv. Di come affrontare la
tappa del Negev e di integratori per i ciclisti si parla invece su
Tuttosport.
Milano, troppi saluti romani. In mille secondo il Corriere, in duemila
secondo Repubblica i militanti di estrema destra che hanno ricordato a
Milano in un presidio Sergio Ramelli, studente assassinato a 19 anni il
29 aprile del 1975 da estremisti di sinistra. Davanti alla lapide per
Ramelli, almeno un centinaio di persone hanno fatto il saluto romano.
In Liguria intanto il consigliere comunale di Genova Sergio Gambino,
con fascia tricolore, si è racato a Staglieno per commemorare i morti
della Rsi.
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giro
d'italia - pagine ebraiche maggio 2018
Bartali,
il tributo d'Israele
"Gino
Bartali, cittadino onorario di Israele". L'anticipazione di Pagine
Ebraiche, sul notiziario quotidiano dello scorso 22 aprile, ha fatto in
pochi minuti il giro del mondo.
Si tratta - come è stato poi spiegato in forma ufficiale dallo Yad
Vashem, il Memoriale della Shoah di Gerusalemme da cui parte il
riconoscimento - di una possibilità contemplata tra le facoltà
accessorie al conferimento del titolo di "Giusto tra le Nazioni",
arrivato per Bartali nel settembre del 2013, ma comunque raramente
esercitata. L'ultima volta avvenne 11 anni fa. “È un fatto decisamente
raro” hanno confermato dal Memoriale.
Non c'era modo più significativo per festeggiare l'arrivo del Giro
d'Italia nella capitale di Israele, anche nel segno delle imprese del
grande ciclista fiorentino che aiutò gli ebrei perseguitati dal
nazifascismo e fu simbolo di umanità in una epoca buia. Un evento unico
nella storia del ciclismo e dello sport, che proviamo a raccontarvi
nello speciale dossier "Ruote e Pedali" di Pagine Ebraiche di maggio curato
da Adam Smulevich.
È un viaggio che parte, evidentemente, dall'asfalto e dalle suggestioni
del percorso. Bello da un punto di vista paesaggistico, ma anche
impegnativo. Dumoulin, vincitore del Giro in carica, ma anche Froome,
Aru e gli altri uomini di classifica che annunciano battaglia dovranno
fare attenzione.
Siamo in Medio Oriente, gli sport in auge sono soprattutto altri, ma
c'è chi lavora per fare di Tel Aviv un punto di riferimento della
bicicletta a livello internazionale.
(Ad aprire il Dossier di maggio di Pagine Ebraiche,
Gino Bartali ritratto dal disegnatore Enea Riboldi)
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moked
5778
Israele
e Diaspora, quale futuro
Dalle
riflessioni alla festa. Si è concluso nelle scorse ore a Milano
Marittima il tradizionale Moked di primavera, la tre giorni di
convention organizzata dall'Area Cultura e Formazione dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, guidata da rav Roberto Della Rocca, e
dedicata al tema dei 70 anni d'Israele. Tanti gli ospiti che si sono
avvicendati nell'ultima sessione dei lavori di ieri – a cui ha preso
parte la presidente dell'Unione Noemi Di Segni - a partire dallo
studioso francese Shmuel Trigano che ha fotografato la situazione del
mondo ebraico attuale: “a causa di alcune grandi catastrofi (Shoah ed
espulsione da paesi arabi) oggi, per la prima volta da 20 secoli, la
gran parte degli ebrei del mondo (43%) si trovano a vivere in un solo
paese, Israele – ha sottolineato Trigano, introdotto dall'assessore
alla Cultura UCEI David Meghnagi - Tre bambini ebrei su quattro oggi
nascono nello Stato ebraico e questo comporta grandi cambiamenti
nell'identità ebraica. Questa identità, dal tempo dell'emancipazione,
si era fondata sull'aderire agli Stati nazione, che oggi sono al
tramonto (fine dell'epoca iniziata col trattato di Westfalia nel 1648).
Tuttavia Israele è proprio uno stato-nazione”. Il problema, spiega lo
studioso, è l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dello Stato
d'Israele.
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Oltremare
- Il Giro è qui |
Fra
le molte cose che nella mia passata vita italiana non avrebbe cambiato
di un millimetro la mia routine c'è di sicuro il Giro d'Italia. Di
ciclismo il massimo che sono in grado di apprezzare è la canzone di
Paolo Conte, ma non mi sarei mai seduta in cima a un paracarro ad
aspettare i ciclisti, non saprò mai che silenzio c'è fra una moto e
l'altra, e non ho mai visto Bartali col suo naso triste come una
salita; ma è anche una questione generazionale. Però adesso
improvvisamente, il Giro arriva qui in Israele - è impossibile non
saperlo con tutte le pubblicità alla radio e in televisione, ed è tutto
nostro.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Città d'Israele |
A
Beer Sheva lasciamo i cactus e prendiamo la strada per il Nord. Il
traffico aumenta, la campagna ai lati della strada inverdisce, e ciò
che mi lascia sbalordito è l’abbondanza di itinerari: i miei ricordi
stradali si limitavano ad un solo itinerario, oggi si spazia tra varie
alternative tutte ampie e scorrevoli. Arriviamo a Gerusalemme dalla
nuova strada che ci fa entrare in città da nord. Strade di scorrimento
a più corsie ci portano senza problemi verso il centro della città.
Siamo alla Vigilia dello Yom HaZikaron e imprudentemente ci attardiamo
nel Parco dell’Indipendenza, sempre attraente anche se lavori di
ristrutturazione ne stanno trasformando l’aspetto. Alle 20 in punto
suona la sirena per ricordare i caduti delle tante (troppe) guerre.
Roberto Jona
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